lunedì 31 luglio 2023

The Flash, cosa ne pensa Nicolas Cage del suo cameo come Superman nel film

Nicolas Cage è soltanto uno degli innumerevoli cameo inaspettati che The Flash ha inserito nella sua trama. Andy Muschietti, il regista, aveva anticipato che il film con protagonista Ezra Miller avrebbe riportato sul grande schermo alcuni personaggi DC del passato, incluso Nicolas Cage che in realtà non ha mai avuto l’opportunità di mostrare al mondo intero la sua versione di Superman. Sono trascorsi anni da allora, eppure l’attore ha avuto una sorta di breve riscatto in The Flash, indossando nuovamente il mantello rosso, e ha commentato soltanto di recente il suo coinvolgimento nel film.

Nicolas Cage commenta il suo cameo in The Flash: “Gratificante”

Andy Muschietti aveva già rivelato in anticipo il coinvolgimento di Nicolas Cage in The Flash, annunciando che avrebbe ripreso il ruolo mai portato a termine di Superman anche se soltanto per pochi secondi. Il film con Ezra Miller, tramite il Multiverso, ha presentato tantissime varianti dei supereroi più iconici tra cui Batman e Superman. In principio, Nicolas Cage avrebbe interpretato l’Uomo d’Acciaio in Superman Lives, progetto con la regia di Tim Burton poi archiviato. Ora che invece è apparso in The Flash, seppur con un breve cameo, Nicolas Cage ha condiviso la sua emozione ai microfoni di USA Today, spiegando quali sensazioni ha sperimentato vedendosi sul grande schermo con finalmente il costume di scena di Superman.

Beh, non è durato il tempo di un battito di ciglia, ma per me è stata una sensazione gratificante. Anche vedere il look di quel particolare personaggio finalmente sullo schermo è stato soddisfacente. Anche se come ho detto è stata una cosa molto veloce.

Nel corso dell’intervista, Nicolas Cage ha anche commentato il film mai portato a termine di Tim Burton sull’Uomo d’Acciaio, intitolato Superman Lives. A detta dell’attore in questione, la sua versione di Clark Kent e di quel film mai realizzato sarebbe stata molto smile a quanto presentato in City of Angels – La città degli angeli.

Se volete davvero sapere cosa avrei fatto con quel personaggio, guardate la mia performance in City of Angels. Avrei dovuto interpretare Clark Kent dopo (in Superman Lives), e stavo già sviluppando questa alterità aliena interpretando questo angelo. Quello è un esempio perfetto dei toni che avrebbero avuto Kal-El e Clark Kent: Clark sarebbe stato un po' più divertente, ma Kal-El avrebbe avuto la sensibilità, la bontà e la vulnerabilità dell'angelo.


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Barbie siamo noi, nessuna si senta offesa

Se Pete "Maverick" Mitchell/Tom Cruise ha salvato il boxoffice USA (e non solo) con i Ray Ban a goccia, un aereo Darkstar e una moto che sfreccia verso il tramonto, a rendere evidente che anche in Italia l'allungamento della stagione cinematografica è possibile ci sta pensando Barbie, che continua a registrare incassi da capogiro. E infatti il guadagno totale del film ammonta a più di 18 milioni di Euro, mentre nell'intero globo terraqueo siamo arrivati a quasi 800 milioni di dollari. Forse alla Warner Bros. non si aspettavano un risultato simile, anche se la strepitosa campagna pubblicitaria in cui la major ha investito non poteva non dare buoni frutti, e tuttavia non era scontato che il titolo di punta di una fra le più importanti case di distribuzione si rivelasse una tale miniera d'oro.
Il fatto è che Barbie, costato 140 milioni di dollari, si è imposto fin dal principio come un fenomeno di costume, e dunque bisogna averlo visto per poter dire: "Io c'ero!" e avere voce in capitolo nel dibattito: difendendo il film a spada tratta in quanto celebrazione del girl power e invito alla sorellanza, oppure definendolo "il compitino autocompiaciuto di una regista che è un inattaccabile bluff". 

Quale che sia la giusta interpretazione, sedersi su una poltrona davanti a Margot Robbie e Ryan Gosling non è più soltanto comprare un biglietto, entrare in una sala e perdersi in una storia. No, la visione di Barbie è un happening, un evento, una liturgia, un rito. Si comincia con la scelta della sala, che dev'essere spaziosa, e va da sé che è meglio optare per la versione originale, perché è un reato perdersi Ryan Gosling/Ken che fa la voce da stupido e ridendo quasi squittisce. Per Greta Gerwig è un mix di Marlon Brando, John Barrymore, Gene Wilder e John Travolta. A noi ricorda piuttosto Brad Pitt in Burn After Reading. Barbie, dunque, necessita di una degna fruizione e di un altrettanto degno ascolto. E poi Barbie non è un'esperienza da vivere da soli. Meglio portare la mamma, la nonna, la figlia dagli 8 anni in su, l'amica del cuore o un gruppo di amiche. Mai andare con il fidanzato o il marito, per carità, se si vuole evitare di litigare sulla via del ritorno. Noi abbiamo avuto la fortuna di gustare il film della Gerwig nella sala 5 del Cinema Barberini di Roma (quella verde con i divani) e di notare che quasi tutte le donne avevano indosso qualcosa di rosa shocking. Una ragazza sfoggiava addirittura un tutù interamente di tulle e scarpe con la zeppa quasi identiche a quelle che porta Margot Robbie a metà film. E il bello è che non c'è una Chiara Ferragni dietro a questo dress code. Più semplicemente, le donne non hanno resistito alla tentazione di tirare fuori dall'armadio e dai cassetti tutti i capi d'abbigliamento e gli accessori delle più disparate tonalità di rosa. Nessuno immaginava di averne tanti. 

Da ciò che abbiamo letto e sentito, anche le bambine che hanno visto Barbie hanno scelto l'outfit intonato al film, e questo perché la Gerwig, quando ha pensato ai costumi e alle scenografie, ha voluto celebrare la Greta di 8 anni, che più una cosa era brillante, chiassosa e luccicante , più la voleva, e se insieme alle bimbe e alle ragazze, il film lo hanno visto anche le donne adulte e qualche anziana signora, è perché Greta Gerwig e Noah Baumbach (co-autore della sceneggiatura) hanno voluto fare un film per tutti. Ecco perché qualcuno potrebbe trovare Barbie un po’ didascalico, specialmente nella seconda parte, ma la regista ci teneva a far arrivare il suo messaggio anche alle giovanissime. Quanto alle donne che hanno fatto il ’68, di certo ritroveranno, nei bambolotti realizzati a immagine e somiglianza di neonati da cullare, quei giocattoli così anni Cinquanta contro cui si scagliava il libro Dalla parte delle bambine di Elena Gianini Belotti, fondamentale indagine sull'identità sessuale femminile come frutto dell'educazione sociale.

Greta Gerwig ha 39 anni e negli anni ’70 non era nata, ma al suo ingresso nel mondo dello showbusiness si sarà senza dubbio resa conto che "tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri", come scriveva George Orwell, e allora ha cominciato a percorrere la strada del cinema indipendente, perché quello degli Studios non le sembrava il sentiero di mattoni gialli su cui Dorothy si incammina per arrivare a Oz, ma un universo in cui ai posti di comando c'erano gli uomini. Per fortuna, qualcosa è cambiato, per dirla con Jack Nicholson, ed è accaduto dopo il #MeToo, tanto che, all'inizio di Barbie, Barbieland è uno “stato” matriarcale, e non potrebbe essere altrimenti, dal momento che i vari Ken sono scemo e più scemo e più scemo e più scemo e così via, e la regista non credeva ai suoi occhi quando la Warner Bros. le ha dato carta bianca.

A Barbieland ogni sera è sempre una girls' night e Ken riesce a dare un senso alle proprie giornate in spiaggia solo se Barbie lo saluta. Ricordiamoci però che l'universo in cui le bambole della Mattel sono ai posti di comando, e che la regista chiama "un generatore di dopamina", è finto. Le barbie non bevono, non mangiano, non si riproducono e in più sono controllate a vista dai signori della Mattel che stanno nel mondo reale, e perciò, più che l'Isola di Lemno, Barbieland è un piccolo Truman Show simile alla scala che porta al paradiso della canzone Stairways to Heaven, solo che al posto della donna che potrebbe seguire il pifferaio invece di assecondare il suo desiderio di ricchezza, c’è una bambola che all’improvviso piange pensando alla morte.

Non vogliamo guastare l’effetto sorpresa e quindi eviteremo spoiler, ma lasciateci dire che nel mondo reale la società è patriarcale, e che Barbie ci resta malissimo, perché all’origine del giocattolo e delle sue infinite varianti c’era l’idea di rendere giustizia alla complessità della donna e al suo diritto di lavorare, di occupare posizioni di potere e di non pensare prima di tutto a fare bambini, e infatti nel film veniamo a sapere che Barbie incinta è stata subito tolta dal mercato perché impopolare. Prima di Barbie, alle bambine venivano regalate piccole tavole da stiro, mini forni in cui cuocere tortine e altri elettrodomestici, oppure semplici oggetti che sottolineavano l'importanza della cura della casa. Anche se la prima barbie è del 1959, ancora fino alla fine degli anni ’70, le bimbe venivano instradate verso un avvenire da casalinga o comunque da angelo del focolare. Le barbie, invece, ci insegnavano (e ci insegnano) che potevamo essere sexy, indipendenti, e audaci, ma soprattutto felici anche senza formare una famiglia, e in questo Barbie/Margot Robbie non è affatto lontana dalla Josephine March di Piccole donne, e se Jo ci suggeriva che l’arte, nella forma della scrittura, poteva essere appannaggio del gentil sesso, Barbie si spinge oltre, riservando alle donne grinta e premi Nobel, e nel film c'è pesino una Barbie Proust, con tanto di "intermittenze del cuore".

Come in Piccole Donne, che la Gerwig ritiene un film "intimo", così in Barbie l’emancipazione femminile passa attraverso la dolcezza. Ciò non toglie che il film sia, per le girls che lo vanno a vedere, uno specchio in cui riflettere la propria immagine di creature multitasking, che non devono essere né troppo né troppo poco in ogni ambito possibile e immaginabile. Lo dice chiaramente il personaggio di America Ferrera, e ieri sera diverse donne che erano al cinema con noi hanno applaudito il suo monologo. Sorridevano tutte, le spettatrici della sala Atmos del Barberini, mentre gli uomini avevano l'aria contrariata o perplessa. Una volta che si sono riaccese le luci dopo i fantastici titoli di coda, ci è capitato di notare, in ultima fila, una decina di ragazzi che discutevano sul film, scaldandosi parecchio. Certo, gli uomini non fanno una bella figura in Barbie: sono ottusi, idioti, competitivi e non riescono a fare più di una cosa per volta. Per loro non c’è spazio per una redenzione vera e propria, anche se capiscono che la fragilità non è una caratteristica di cui vergognarsi. La fragilità, a pensarci bene, può anche essere sexy: basta guardare gli addominali di Ken.

Tornando a casa dalla visione di Barbie, abbiamo pensato che le donne si sono trasformate, che sono diventate più consapevoli della loro intelligenza e quindi più sicure di sé, e più autorevoli. Ovviamente sono determinanti il carattere e il paese di appartenenza, ma sarebbe davvero bello se Barbie assurgesse a simbolo di una nuova forma di emancipazione, di una battaglia mondiale per essere considerate uguali agli uomini. Barbie, e questo è sicuro, è un film-manifesto, un tazebao dalle tonalità pastello al quale dobbiamo pensare quando ci lasciamo inghiottire in una relazione tossica se non addirittura violenta. Sarebbe meraviglioso se Barbie, che sta facendo mangiare polvere al settimo Mission:Impossible, diventasse il maggiore incasso non solo del 2023 ma di tutti i tempi. Se dovesse succedere, allora significa non che “le streghe son tornate”, ma che siamo unite e agguerrite come non mai e che non permetteremo più a nessuno di dirci: "Stai zitta, cretina".



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G20, Viola Davis non vuole proseguire con la produzione: "Inappropriato"

Anche se l’industria cinematografica è alle prese con lo sciopero di attori e sceneggiatori, alcune produzioni non legate ai grandi Studios hanno ottenuto il via libera da parte di SAG-AFTRA per dei contratti temporanei così da poter proseguire con il lavoro nonostante lo sciopero. Tra queste produzioni vi è anche quella di G20, film thriller con protagonista Viola Davis. L’attrice, però, ha fatto un passo indietro e dichiarato di non voler lavorare mentre ad Hollywood è in corso lo sciopero degli attori.

G20, Viola Davis si rifiuta di proseguire con la produzione

G20 è presentato come un thriller d’azione guidato da Viola Davis. Si tratta di una produzione MRC poi distribuita da Amazon Studios che ha ottenuto il via libera per proseguire con la produzione nonostante lo sciopero in corso. Viola Davis, però, si è rifiutata di proseguire consapevole di quello che sta accadendo ad Hollywood e, secondo quanto riportato da Deadline, l’attrice ritiene che sarebbe insensibile da parte sua continuare a lavorare come se nulla fosse. In una nota condivisa dall’attrice alla stampa, Viola Davis ha precisato che, nonostante il via libera, non ha intenzione di lavorare fino a quando gli scioperi non giungeranno al termine e fino a quando tutte le parti coinvolte non avranno firmato un accordo corretto. Nella nota in questione, l’attrice premio Oscar ha spiegato le sue motivazioni:

Adoro questo film, ma ritengo che sia inappropriato per questa produzione andare avanti durante lo sciopero. Apprezzo che i produttori del progetto siano d’accordo con questa decisione. JuVee Productions e io siamo solidali con gli attori, SAG-AFTRA e WGA.

Secondo quanto anticipato da Collider, il thriller in questione è diretto da Patricia Riggen e racconta del vertice del G20, quando un gruppo di terroristi prende il controllo e lancia una storia ricca di suspense e pericoli. Viola Davis interpreta la presidente americana Taylor Sutton, una donna dalla vasta esperienza politica e militare disposta a tutto pur di proteggere la sua famiglia, i suoi colleghi e il mondo intero dalle minacce. Il permesso concesso a G20 non è l’unico. Altri progetti indipendenti hanno ottenuto l’approvazione per continuare a lavorare nonostante lo sciopero in corso come il prossimo film di Guy Ritchie attualmente senza titolo, Armored, Superthief e Return to Wickensburg.



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Jamie Lee Curtis autrice di Mother Nature, un graphic novel molto dark sul cambiamento climatico

Mentre si avvicina ai suoi primi 65 anni, Jamie Lee Curtis sta vivendo un periodo particolarmente fortunato e felice della sua vita e della sua carriera. Terminati gli impegni come Laurie Strode nei reboot/sequel di Halloween e reduce dal suo primo Oscar, sta per lanciare l'8 agosto un graphic novel di sua creazione, Mother Nature, che diventerà anche prossimamente un film. Ne ha parlato con People, scherzando sulle proprie doti di preveggenza e sul lato oscuro della propria immaginazione.

Mother Nature: il graphic novel di Jamie Lee Curtis sulla crisi climatica

In un'intervista esclusiva rilasciata a People, Jamie Lee Curtis scherza sul fatto di esser sempre in anticipo sui tempi: "sapete che ho inventato Instagram, no?". La sua "preveggenza" si riferisce al fatto che all'età di 19 anni aveva avuto un'idea per una sceneggiatura su una crisi climatica esistenziale: "Volevo sapere cosa sarebbe accaduto quando Madre Natura avesse reagito agli attacchi umani. A quanto pare ho un'immaginazione molto cupa". L'idea originale, però, era diversa da quella che sarebbe poi stata sviluppata nel graphic novel Mother Nature. L'occasione per rispolverare quel concetto, in tempi in cui la crisi climatica è diventata epocale e minaccia la nostra stessa sopravvivenza, è stato l'incontro con l'illustratore Karl Stevens, di cui aveva comprato un disegno per farne dono al marito Christopher Guest. E' stato lui, dopo che lei gliene aveva parlato, a dirle che era un'idea perfetta per un graphic novel e da lì è nata la loro collaborazione. Quello che è strano è che mentre nella vecchia versione era l'uomo al centro della storia, il co-autore di Mother Nature, Russell Goldman, ha rovesciato la prospettiva iniziale: "Ha interpretato la storia in modo diverso e mi ha ricordato che la storia si chiama Madre Natura e forse è ora di riconoscere che la mamma ha sempre ragione". Il romanzo grafico, o come lo vogliate chiamare, arriverà nelle librerie e fumetterie americane l'8 agosto, proprio dopo una serie di catastrofi, dal caldo estremo ai tornado, dovuti al cambiamento climatico, ancora incredibilmente negato (per interesse) da molti. "Non voglio dire che ho programmato bene l'uscita", dice Lee Curtis, "ma segue i giorni più bollenti mai registrati. In questo momento, col cambiamento climatico, ho una paura fottuta. Ma avere paura tiene desta la mia attenzione". Jamie Lee Curtis spera che leggendo la sua storia, la gente sia ispirata a comportamenti più virtuosi, come mangiare meno carne e diminuire l'uso della plastica: anche se purtroppo, senza un impegno mondiale dei governi, sarà sempre una goccia nel mare, ognuno dovrebbe fare la sua parte.



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Da Venom 3 a Spider-Man: Beyond The Spider-Verse: i film Sony cambiano la data di uscita

Gli scioperi di sceneggiatori prima e attori poi hanno costretto la macchina dell’intrattenimento a rivalutare alcune scelte tra cui le uscite al cinema. Sony Pictures, ad esempio, ha annunciato un cambio importante nella sua tabella di lancio sul grande schermo che coinvolge titoli di spicco come Venom 3 e Spider-Man: Beyond The Spider-Verse per citarne alcuni.

Sony Pictures modifica le date d’uscita dei suoi film di punta a causa dello sciopero a Hollywood

WGA e SAG-AFTRA hanno infiammato Hollywood. Da tempo, ormai, è in corso uno sciopero che ha paralizzato l’industria dell’intrattenimento. Con sceneggiatori e attori attualmente in sciopero, gran parte delle produzioni previste a stretto giro potrebbero subire slittamenti ed è proprio quanto accaduto in casa Sony Pictures (e Columbia Pictures), che ha annunciato cambi di data (da intendersi per gli States) per i suoi prossimi film in uscita. Sono diversi, infatti, i titoli di punta attesi sul grande schermo. Come riporta Screen Rant, per la divisione di Columbia Pictures Gran Turismo slitterà di qualche settimana, fissato in calendario per il 25 agosto. Anche Madame Web con protagonista Dakota Johnson e ambientato nell’universo Sony-Marvel di Spider-Man ha subito una modifica sottile, approdando il 14 febbraio 2024 al cinema. Karate Kid, invece, dal 7 giugno ha posticipato l’uscita al 13 dicembre 2024. Il sequel di Ghostbusters: Legacy passa da dicembre 2023 a marzo 2024.

Caso più critico è quello di Spider-Man: Beyond The Spider-Verse, il terzo capitolo della trilogia animata con protagonista Miles Morales ambientato in un contorto Spider-Verse. Il terzo film era atteso al cinema per marzo 2024, ma Sony ha deciso di rimandarlo a data da destinarsi. Come riporta Entertainment Weekly, anche Kraven The Hunter con protagonista Aaron Taylor-Johnson, inizialmente previsto per ottobre, è stato rimandato ad agosto 2024. Nel frattempo Sony ha annunciato anche nuove date di uscita per film ancora in lavorazione come Venom 3 con protagonista Tom Hardy e il suo amico simbionte. Il film, attualmente senza titolo, debutterà al cinema il 12 luglio 2024. Il sequel di Bad Boys, con Will Smith e Martin Lawrence, invece ha fissato come data di uscita il 14 giugno 2023.



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Spider-Man Beyond the Spider-Verse rimandato a data da destinarsi

Spider-Man Beyond the Spider-Verse, capitolo finale della trilogia cominciata con Spider-Man Un nuovo universo e Spider-Man Across the Spider-Verse, non uscirà più nel marzo 2024, a causa degli scioperi in atto a Hollywood.

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Barbie insidia il record di Super Mario Bros al boxoffice italiano del weekend

Con i risultati dell'ultimo boxoffice italiano del weekend, dove ha raccolto altri 5.431.000 euro, Barbie viaggia ormai in Italia su un totale di 18.153.500: in altre parole il film con Margot Robbie e Ryan Gosling è diventato da noi il secondo più alto incasso dell'anno solare, avendo superato anche Avatar - La via dell'acqua, quest'ultimo però imbattibile se si calcola la stagione intera, coi suoi 44.793.400 euro. Ad ogni modo la vetta del 2023, cioè Super Mario Bros. - Il film, ormai è a un passo dalla sconfitta: in un paio di giorni dovrebbe essere facilmente superato dalla bambola Mattel. Nel frattempo nel mondo intero in sole due settimane Barbie ha totalizzato 774.500.000 dollari, per un un budget sui 140, promozione esclusa. L'affarone della Warner Bros. diretto da Greta Gerwig mira inoltre a un ulteriore record, simbolico più che altro dato le tematiche del film: superata la soglia degli 848 milioni di dollari mondiali, record detenuto dal cinese Hi Mom, diventerà il più alto incasso per un film diretto da una donna.

Il resto del botteghino italiano è rimasto quasi invariato. Mission: Impossible Dead Reckoning Parte Uno al secondo posto ha portato a casa altri 534.000 euro, confluiti nel complessivo incasso italiano di 4.015.300. Una performance al di sotto delle aspettative per Tom Cruise, anche nel mondo intero, dove il thriller action uscito a metà luglio ha raggiunto i 448.500.000 dollari. Con un budget sotto i 300, il flop sta per diventare matematico.
Non c'è nemmeno purtroppo da fare ulteriori calcoli per Indiana Jones e il Quadrante del Destino in terza posizione: per budget si trova nella stessa situazione, ma ha incassato ancora meno, cioè 356 milioni di dollari (5.741.100 euro da noi, 240.300 nell'ultimo fine settimana). Un amaro guaio.
Diverso il discorso per il tenace Elemental di casa Pixar: la storia d'amore tra fuoco e acqua diretta da Pete Sohn tiene il quarto posto con 218.100 euro (5.727.600 di risultato generale italiano finora). Costato sui 200 milioni di dollari, ha raggiunto nel mondo i 395.200.000: se tiene duro ancora un po', toccati i 415 avrà recuperato in sala il suo budget. Sarà ancora in rosso non potendo coprire i costi promozionali, ma bisognerà ammettere che, data la partenza debole, pochissimi ci avrebbero scommesso.
Compare in quinta posizione Papà scatenato, con Robert De Niro papà immigrato italiano, invitato a conoscere i genitori della futura moglie di suo figlio, con prevedibile scontro culturale imminente. Parte con 110.300 euro. Per 29 milioni di dollari di budget, il film non ne ha incassati nel mondo finora nemmeno 16.

Il box office completo del weekend



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domenica 30 luglio 2023

Watcher, il thriller con Maika Monroe in prima TV su Sky Cinema

Julia è certa che l’uomo dall’altro lato della strada, nascosto dietro le tende della sua finestra, la stia guardando. E quell’ipotesi diventa rapidamente una forte paranoia che l’accompagnerà giorno e notte. E se invece Julia stesse dicendo la verità? Se quell’uomo la stesse davvero spiando? Da qui parte la trama di Watcher, film diretto da Chloe Okuno e in onda in prima TV in esclusiva su Sky Cinema Uno questa sera, domenica 30 luglio 2023.

Watcher, la trama del thriller in onda su Sky Cinema Uno

Presentato in anteprima al Sundance Film Festival nel 2022, Watcher è arrivato nelle sale italiane a settembre 2022 e, a distanza di neppure un anno, è in arrivo in TV e in streaming rispettivamente su Sky e NOW. Disponibile il 30 luglio 2023 in TV, Watcher racconta di Julia, trasferitasi con il marito Francis a Bucarest. Pur di seguire il marito, Julia ha abbandonato il suo sogno più grande, quello di diventare un’attrice di successo a Hollywood. Ora che vive in Romania, nella sua nuova casa, Julia si scopre spesso annoiata, perché sola. Una notte, però, si accorge di non essere poi così sola. Dall’altro lato della strada, nascosto dietro le tende del suo appartamento, c’è un uomo che la fissa. Potrebbe trattarsi di una casualità? Semplice curiosità nei confronti di una dirimpettaia da poco trasferitasi in città? È quello che Julia crede, o quantomeno è suo marito a sostenere questa teoria quando gliene parla. Ma, con il passare del tempo, la donna si rende conto che l’atteggiamento del vicino di casa di casuale ha ben poco. Julia crede di essere seguita, anche in giro per la città. Scopre che un uomo la sta tenendo d’occhio, al cinema come al supermercato.

Spaventata, Julia a sua volta cerca di capire chi sia l’uomo che la pedina e si convince che possa essere pericoloso: e se quel vicino di casa fosse in realtà un serial killer? In città circolano diverse voci su un assassino, detto Il ragno, che uccide brutalmente le donne, decapitandole. E se Julia fosse la prossima vittima? Una delle curiosità di Watcher è che il film è stato girato a Bucarest, in Romania, in circa sei settimane di lavoro sul campo. Ad interpretare Julia è Maika Monroe, mentre il suo pedinatore è interpretato da Burn Gorman.



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L'Edera International Film Festival di Treviso al via con la quinta edizione

La 5^ edizione dell’Edera Film Festival è alle porte: in programma dal 2 al 5 agosto 2023 presso il Cinema Edera di Treviso, cuore pulsante del festival e vero e proprio laboratorio di scambio e contaminazioni artistiche, l’Edera Film Festival torna anche quest’estate a dare voce ai giovani talenti, alle loro storie e ai loro racconti. Saranno presentati in concorso oltre 40 film, realizzati da registi under 35: 15 cortometraggi, 8 documentari, 6 lungometraggi nelle categorie tradizionali, accanto ai quali si aggiunge un nuovo spazio competitivo, novità della quinta edizione, interamente dedicato alle produzioni audiovisive realizzate nel Triveneto: Focus Nordest, in cui confluiranno 12 cortometraggi in concorso. Trasformandosi sempre più in vetrina per i registi emergenti del territorio, l’Edera Film Festival garantisce un’ulteriore occasione di visibilità grazie alla proiezione di 7 opere fuori concorso, tra cortometraggi e documentari, che precederanno la cerimonia di premiazione del 5 agosto: Canadà, di Paola Luciani; Corrispondenze, di Marco Zuin; Dove nuotano i caprioli, di Maria Conte; Evocator, di Francesco Gozzo; Inmuscla (Ugni mal nol a scrupol da tornà) di Michele Pastrello; Paura fuori, realizzato dagli studenti del progetto “Finestre sul mondo: laboratorio, cinema, territorio”. Custodi di Marco Rossitti, sarà invece presentato nella serata inaugurale del festival. Il programma completo dell'EFF lo trovate sul sito ufficiale della manifestazione all'indirizzo https://ift.tt/6QVBNh4, ma noi vogliamo parlarvi di un film in particolare: Inmusclâ di Michele Pastrello, di cui vedete in foto la protagonista Lorena Trevisan.

Inmusclâ (Ugni mal nol a scrupol da tornà di Michele Pastrello

Il 5 agosto, l'opera di chiusura del 5° Edera International Film Festival, che si svolgerà dal 02 al 05 agosto al multisala Edera di Treviso), sarà la première del film Inmusclâ di Michele Pastrello, nella sezione Out of Competition. Già regista vincitore dell’OpenFestival 2023, oltre che in passato del Tohorror, del PesarHorrorFest e premio della giuria al Tucsia, Pastrello si cimenta con un mediometraggio onirico con venature thriller. Il film è stato girato tutto in esterni in autunno e in inverno nei paesaggi innevati della Valcellina friulana in lingua clautana, una peculiare variante della lingua friulana, ancora parlata nel suggestivo comune montano di Claut. Inmusclâ (Ugni mâl nol à scrupol da tornâ), questo il titolo esteso e in friulano, è un viaggio interiore che rimanda all’inconscio: "La storia che abbiamo messo in scena è quella di un viaggio in degli scenari tanto ammalianti quanto aspri" racconta il regista “Un peregrinaggio misterioso e conturbante in cui una donna si perde in un ambiente naturale glaciale che da un lato la sovrasta ma dall’altro, paradossalmente, le appartiene. La natura diventa quindi un paesaggio mentale. Ringrazio la direzione artistica dell’Edera Film Festival per aver scelto di ospitare questo mio audace film, oltre ad avermi anche invitato in giuria del festival stesso".

Girato tra la natura montana affascinante di Claut (Lesis), Barcis (il lago e ValPentina), Ravedi e Andreis(Susaibes), il film è accompagnato dalla suggestiva voce narrante di Bianca Borsatti, poetessa clautana classe 1941, già vincitrice del premio letterario Giuseppe Malattia della Vallata per le sue poesie in prosa friulano-clautana. A completare il cast attoriale sono la protagonista Lorena Trevisan e l’interprete Leonardo Benetazzo. Il mediometraggio di Pastrello ha ottenuto il patrocinio di Arlef (Agenzia Regionale delle lingua friulana), della Società Filologica Friulana oltre che quello dei comuni di Cluat, Barcis e Scorzè. Nel prossimo inverno Inmusclâ sarà distribuito da Emerafilm e approderà sulle piattaforme digitali italiane ed estere. Per ulteriori informazioni sul film si può visitare il sito www.inmuscla-ilfilm.it/ .



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Oppenheimer, Matt Damon ha coinvolto la famiglia di Ben Affleck per prepararsi al ruolo

Matt Damon ha rivelato di essersi preparato al meglio per il ruolo assegnatogli da Christopher Nolan in Oppenheimer e di aver richiesto il supporto di un parente di Ben Affleck.

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Saw X: ecco il trailer del film col ritorno dell'Enigmista!

Preannunciato dal poster pochi giorni fa, è uscito il trailer di Saw X, decimo della serie torture porn, che narrativamente si inserisce tra il primo e il secondo film.

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Prima di Ant-Man, Kathryn Newton avrebbe voluto interpretare un altro personaggio Marvel

Kathryn Newton ha debuttato nell’universo Marvel come interprete di Cassie Lang, figlia di Scott Lang interpretato da Paul Rudd, ed è apparsa per la prima volta in Ant-Man and the Wasp: Quantumania, terzo film della trilogia stand alone. Eppure pare che Cassie non sia stata la prima scelta di Kathryn Newton. Un nuovo video dei backstage dei provini ha mostrato, infatti, come l’attrice abbia portato avanti le audizioni per un altro personaggio in casa Marvel e con il quale potrebbe anche interagire presto, se gli Studios decidessero di portare su grande o piccolo schermo le storie dei Young Avengers.

Kathryn Newton interessata anche ad un altro ruolo Marvel prima di Ant-Man and the Wasp: Quantumania

Prima ancora di essere scelta come Cassie Lang, figlia dal futuro brillante di Scott Lang, per Ant-Man and the Wasp: Quantumania, Kathryn Newton ha effettuato l’audizione per un altro personaggio dell’universo Marvel. In questo caso non avrebbe debuttato sul grande schermo, ma preso parte ad una Serie TV. L’interesse dell’attrice in questo caso era rivolto al personaggio protagonista emergente di Hawkeye, quindi Kate Bishop, andato poi ad Hailee Steinfeld. L’audizione è andata così avanti che Kathryn Newton ha avuto anche l’occasione di recitare al fianco di Jeremy Renner in uno screen test. Uno spezzone del video è stato condiviso di recente attraverso il documentario Marvel Studios' Assembled: The Making of Ant-Man and The Wasp: Quantumania disponibile su Disney+. Il provino per Kate Bishop risale al 2019. Nella breve clip, il regista Peyton Reed ha spiegato:

Avevo visto Kathryn negli screen test per un altro ruolo Marvel e ho pensato: ‘Wow’. Ha questa luminosità dentro di lei, è divertente. Ha questo ottimismo giovanile.

Grazie alla presenza di Jeremy Renner e alla didascalia, è facilmente comprensibile che il ruolo in questione è quello di Kate Bishop in Hawkeye, Serie TV del 2021 dove Renner ha ripreso il ruolo di Occhio di Falco. Pur non avendo ottenuto all’epoca il ruolo, Kathryn Newton ha avuto l’opportunità di far conoscere il proprio talento e di essere poi assegnata ad Ant-Man and the Wasp: Quantumania. L’attrice è subentrata ad Emma Fuhrmann, prendendo il suo posto nell’MCU. Un recasting dovuto anche al fatto che Cassie è ormai più adulta e ha grandi possibilità di ottenere più spazio nel prossimo universo Marvel in lavorazione.



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Barbie, il monologo di America Ferrera è stato apprezzato anche da Meryl Streep

A detta di Greta Gerwig, il monologo di America Ferrera in Barbie è stato approvato anche da Meryl Streep: come l'avrà gestito l'attrice che interpreta Gloria?

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sabato 29 luglio 2023

Mai fidarsi di mia figlia, gelosia e vendetta nel film su Rai 2

Continua l’intrattenimento thriller del sabato sera su Rai 2. Per il 29 luglio 2023, il secondo canale di Viale Mazzini propone Mai fidarsi di mia figlia, un thriller drammatico del 2019 diretto da Ian Niles della durata di 90 minuti distribuito negli Stati Uniti su Lifetime. Ma di cosa parla? Qual è la trama?

Mai fidarsi di mia figlia, la trama del thriller in onda su Rai 2

Katie e Greg sono sposati da tempo e hanno una vita all’apparenza perfetta. Vivono in periferia e hanno due figli adolescenti, non potrebbero essere più felici. Greg è un medico chirurgo di successo e ha avuto anche un’altra figlia, Samantha, da una precedente relazione finita in modo turbolento. Pur non essendo particolarmente legati, quando Greg scopre che la madre di Samantha è morta in circostanze ancora da chiarire, agisce d’istinto e le propone di trasferirsi a casa sua, insieme alla sua famiglia, per affrontare insieme quel lutto. Anche sua moglie Katie è d’accordo ed è stata la prima a supportare quella decisione, convinta che la ragazza abbia bisogno di suo padre in un momento così difficile. Greg desidera recuperare il rapporto con la figlia maggiore, incrinatosi con il passare degli anni, ma non sarà troppo tardi?

L’arrivo di Samantha in un primo momento non sembra essere motivo di complicazioni per la famiglia, che l’accoglie serenamente. Ma, man mano che passano i giorni, Katie nota dei comportamenti alquanto bizzarri di Samantha ed inizia ad insospettirsi. Essendo una psichiatra, Katie ha un vantaggio per cui capisce che la ragazza ha un atteggiamento strano e probabilmente qualcosa da nascondere. L’arrivo di Samantha scuoterà per sempre la tranquillità della vita di periferia. Greg aveva buone intenzioni, ma la figlia è corrosa dalla gelosia e vuole vendicarsi di quella famiglia felice da cartolina e non ha accettato il suo invito per unirsi a loro, ma per stravolgere il loro equilibrio. Dopo i primi sospetti, Katie affronta il marito spiegandogli il suo punto di vista. Ma Greg è corroso dal senso di colpa per non essere stato un padre presente, per cui non riesce a vedere cosa si nasconde sotto il buon viso a cattivo gioco di Samantha. Il cast di Mai fidarsi di mia figlia – intitolato in lingua originale A Daughter’s plan to kill - è composto da Claire Coffee, Matt Dallas, Jordan Lane Price, Liam Obergfoll e Lauren DiMario.



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Stasera in TV: Film da vedere Sabato 29 Luglio, in prima e seconda serata

Stasera in TV, Sabato 29 Luglio 2023: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima e seconda serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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Oppenheimer, Christopher Nolan racconta del regalo "vendicativo" ricevuto da Emily Blunt

Christopher Nolan ha raccontato di aver ricevuto un regalo "vendicativo" da parte di Emily Blunt al termine delle riprese di Oppenheimer: di cosa si tratta?

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Owen Wilson ripercorre la sua esperienza tra Disney e Marvel

Owen Wilson ha avuto la possibilità di accumulare diverse esperienze in casa Disney: l’ultima arriva sotto forma di film grazie a La casa dei fantasmi, disponibile in sala (in Italia) a fine agosto 2023. Ma in precedenza ha dato un contributo anche a Cars, doppiando il personaggio di Saetta McQueen in lingua originale e accompagnandolo in tutto il franchise. Un altro personaggio degno di nota con il quale il pubblico ha dimestichezza invece proviene dall’universo Marvel. Wilson, infatti, è l’interprete di Mobius, personaggio che accompagna il Loki di Tom Hiddleston nelle avventure temporali nell’omonima Serie TV.

Owen Wilson si sbottona sull’esperienza in casa Disney e Marvel

La casa dei fantasmi è un chiaro riferimento alla storica attrazione dei parchi divertimento Disney. Intitolato in lingua originale Haunted Mansion, la première mondiale del film ha dovuto fare a meno degli attori protagonisti sul red carpet, a causa dello sciopero degli attori in corso ad Hollywood. Riflettendo sulla sua eredità in casa Disney, Owen Wilson ha raccontato a ComicBook com’è stato affrontare anche La casa dei fantasmi, film che rende omaggio ad una delle attrazioni più gettonate a Disneyland. Il cast è ricchissimo: oltre a Owen Wilson, include anche Rosario Dawson, Winona Ryder, Jared Leto, Lakeith Stanfield e Jamie Lee Curtis. Ai microfoni di ComicBook, ha dichiarato:

Penso ci sia una piccola parte di bambino dentro di me che troverebbe, o trova, molto gratificante il fatto che sono connesso con, ovviamente, il mondo di Cars attraverso Saetta McQueen, e ora con questa amata attrazione. Penso che io e Justin (Simien), il regista, sappiamo che la Disney voleva davvero provare a rispettare quello che le persone amano e la ragione per cui si tratta di un’attrazione così iconica.

Nel corso dell’intervista, l’attore si è lasciato scappare anche cosa aspettarsi dalla seconda stagione di Loki in arrivo su Disney+. Owen Wilson ha precisato di essersi divertito moltissimo con i nuovi episodi.

Quando ho lavorato alla prima stagione pensavo che mi sarei divertito, ma adesso ancora di più. E sono stato fortunato, considerato che ho lavorato a milioni di film, ad essermi sempre divertito per la maggior parte del tempo. Alcune volte succede che mi diverto ancora di più ed è successo in questo caso.


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E se Christopher Nolan avesse diretto The Avengers? La risposta esilarante di Robert Downey Jr.

Riuscite ad immaginare un mondo con Christopher Nolan alla regia di The Avengers? Robert Downey Jr, che ha interpretato per anni Iron Man nell’universo Marvel, ha regalato qualche spunto ironico condividendolo con il resto del mondo. L’attore ha interpretato per oltre un decennio Tony Stark aka Iron Man, ma ormai ha appeso la tuta tecnologica al chiodo, dichiarando terminato quel lungo periodo della sua carriera. Ora, invece, ha avuto la possibilità di lavorare con Christopher Nolan in Oppenheimer, che in Italia arriverà soltanto ad agosto mentre negli Stati Uniti è già disponibile in sala e attualmente in “guerra” con Barbie di Greta Gerwig. E se invece avesse diretto anche The Avengers, uscito nel 2012?

E se Christopher Nolan avesse diretto The Avengers? Il commento di Robert Downey Jr.

No, non si tratta di una valida ipotesi per il Multiverso, per quanto possa apparire allettante, ma una semplice e pura ipotesi affrontata dall’attore e dal regista durante un’intervista con Wired. Entrambi hanno gestito una sessione di domande e risposte affrontando le curiosità disparate emerse da Google. Tra queste è apparsa la seguente domanda: “Come sarebbe stato il primo Avengers se fosse stato diretto da Christopher Nolan?”. A quel punto Robert Downey Jr. non ha potuto resistere e, con ironia, ha commentato:

Se Nolan avesse diretto The Avengers saremmo con molta probabilità ancora qui a girare.

L’attore che ha interpretato per anni Iron Man si riferisce alla cura con cui il regista solitamente affronta ogni dettaglio presente nei suoi film. The Avengers, invece, è stato diretto da Joss Whedon. A tale proposito, anche Nolan ha aggiunto:

Questo è davvero un enigma del multiverso. Ascolta, se lo avessi diretto io sarebbe stato ancor più un film incentrato su Tony Stark. E probabilmente non avrei usato la CGI, saresti stato pronto a prendere il volo con un vero Jetpack?

Per Christopher Nolan non sarebbe stata comunque la prima volta nel mondo dei supereroi. Tempo addietro, infatti, ha diretto la trilogia del Cavaliere Oscuro, dove Batman ha avuto le fattezze di Christian Bale. Così come ha già espresso il suo parere nei confronti dell’utilizzo della CGI in film del genere o in generale nei suoi. Come riporta EW, il regista ha dichiarato:

Trovo che la CGI sia molto versatile, ma tende sempre ad essere un mezzo per non osare abbastanza secondo me. Se vuoi fare qualcosa con più mordente e immagini una minaccia migliore, anche se è una miniatura o qualcosa di fittizio, penso che usare qualcosa di reale davanti alla telecamera ti dia un risultato migliore.


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Barbie, il significato del nuovo nome della bambola di Margot Robbie

La Barbie interpretata da Margot Robbie nell’omonimo film diretto da Greta Gerwig effettua una scelta importante per il suo futuro. Disponibile in sala a partire dal 20 luglio 2023, il film rappresenta Barbie Land in carne ed ossa con un cast ricchissimo guidato da Margot Robbie e Ryan Gosling, che interpretano rispettivamente Barbie e Ken. Verso la fine del lungometraggio, però, la protagonista si trova ad un bivio e prende una decisione che cambierà per sempre la sua vita. Nel farlo, aggiunge anche un dolce tributo che strizza l’occhio all’eredità Mattel.

Barbie, perché la protagonista ha scelto proprio quel nome nella scena finale?

Precisiamo che a seguire faremo riferimento a quanto accaduto nel film di Barbie, inclusa la scena finale, motivo per cui troverete spoiler. Fatte le dovute premesse, proseguiamo pure. Nella scena finale, la Barbie di Margot Robbie decide di vivere nel Mondo Reale come un essere umano. Una decisione arrivata dopo la sua forte crisi esistenziale causata da un primo malfunzionamento che l’ha spinta verso il Mondo Reale e ad incontrare Gloria, la bambina ormai adulta che un tempo ha giocato con lei. Quel primo viaggio nel Mondo Reale ha fatto sì che Ken conoscesse il patriarcato e, pur di dimostrare a Barbie cosa significa vivere come un accessorio di un’altra persona, ha trasformato Barbie Land in Kendom. A seguito di quello stravolgimento e compreso che il Mondo Reale è ben diverso da come l’aveva immaginato, la Barbie affronta una forte crisi e la decisione finale la spinge verso una vita umana. Per questo adotta un nuovo nome che cela in sé un tributo alla Mattel.

Decide, infatti, di chiamarsi Barbara Handler, il nome della figlia di Ruth Handler, la donna che ha creato Barbie. Presidente Mattel ai tempi, ha creato quella bambola nel 1959 e ha scelto il nome Barbie proprio per amore di sua figlia. Di conseguenza, nel film diretto da Greta Gerwig la Barbie di Margot Robbie avverte un forte legame con Ruth (del resto ha incontrato il suo fantasma più volte) e sceglie il nome completo di sua figlia anche come segno di rispetto e amore.



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venerdì 28 luglio 2023

Stasera in TV: Film da vedere Venerdì 28 Luglio, in prima e seconda serata

Stasera in TV, Venerdì 28 Luglio 2023: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima e seconda serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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Barbie, la casa della bambola di Kate McKinnon ispirata da Psyco

Barbie Stramba ha un ruolo di leadership in Barbie Land. Nonostante il suo aspetto poco conforme scateni i più disparati gossip nei propri confronti, la bambola interpretata da Kate McKinnon in Barbie abita in una casa bizzarra e strampalata che trarrebbe ispirazione da un cult. Avete presente Psycodi Alfred Hitchcock? È esattamente questa la fonte d’ispirazione principale. La sua Weird House colpisce immediatamente la Barbie stereotipata di Margot Robbie quando, per la prima volta, incontra la Barbie Stramba di Kate McKinnon, in attesa di ricevere consigli su come gestire il suo malfunzionamento.

Barbie, la Weird House ha scelto Psyco come fonte di ispirazione

Si dice che la nostra casa rispecchi chi siamo e la Weird House di Barbie Stramba potrebbe effettivamente esserne la conferma. Mentre Barbie Land è generalmente tappezzata da ville da sogno, sui toni del rosa, la Weir House non rinuncia alla sfumatura predominante, ma è alquanto eccentrica. Per la scenografa Sarah Greenwood, realizzare la casa in questione è stata una sfida ma anche una soddisfazione, proprio perché ha lasciato che fosse Psyco ad ispirarla. Ai microfoni di Variety, ha raccontato com’è nata l’idea:

Uno dei miei primi riferimenti è che sali le scale e c’è la casa di Psyco. Abbiamo introdotto altri elementi. Il suo design è stato deliberatamente distorto con il tutto spinto fuori forma e fuori ordine. Ha una piscina di fronte e abbiamo dipinto uno squalo sul fondo.

Un dettaglio, quello della piscina, che non è mai stato mostrato nel film diretto da Greta Gerwig. La Weird House è stata una delle preferite di Sarah Greenwood. La scenografa ha raccontato a Variety che è stata anche una delle loro ultime costruzioni: “È stata una delle ultime che abbiamo girato”. Stravagante e moderna, in contrasto con lo stile vittoriano di Psyco, la casa della bambola stramba non ha rinunciato alle sue iconiche scale oblique. Katie Spencer, a sua volta scenografa sul set, ha precisato che hanno aggiunto anche un gatto nella casa di Barbie Stramba, ben camuffato “come tutto il resto” e soprattutto coloratissimo.



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Due Fratelli: il trailer del film in concorso a Cannes al cinema dal 31 agosto

Arriverà al cinema distribuito da Teodora Film il 31 agosto il film francese Due Fratelli (Un petit frère), secondo film della regista Léonor Serraille dopo Montparnasse - Femminile singolare, presentato in concorso al festival di Cannes del 2022, dove è stato acclamato dalla critica. Il film racconta una storia di emigrazione e integrazione in modo personale e originale. Questo il trailer italiano.

Due fratelli: la trama e i protagonisti

La regista francese Léonor Serraille si è ispirata alla vita del compagno per raccontare una storia di immigrazione lontana da ogni cliché e che aiuta a capire le radici delle tensioni sociali che attraversano la Francia multietnica di oggi. Alla fine degli anni '80, Rose arriva a Parigi dalla Costa d'Avorio, portando con sé i due figli piccoli, Jean e Ernest. La vita non è facile per una madre single nella banlieue, ma Rose non rinuncia alla sua indipendenza e al desiderio di libertà, anche a costo di lasciare spesso i figli da soli: i due fratelli crescendo prenderanno strade diverse, affrontando ciascuno a modo proprio le difficoltà dell'integrazione e il rapporto sempre più complesso con la madre.

Oltre a quello della straordinaria protagonista Annabelle Lengronne, una vera forza della natura nei panni di Rose, è fondamentale il contributo al film di Hélène Louvart, direttrice della fotografia tra le più acclamate, già collaboratrice di registi come Wim Wenders, Agnès Varda, Claire Denis, Christophe Honoré, Alice Rohrwacher e Léos Carax. "È una storia che mi toccava perché il mio compagno è nato altrove ed è francese, ma ci sono stati momenti in cui ho pensato che la società non lo considerasse tale" afferma Léonor Serraille. "Gli ho chiesto se potevo scrivere della sua vita e mi ha dato il via libera, dicendomi che quello che sarebbe stato interessante era il mio punto di vista. Soprattutto, ho capito subito che sarebbe stato un punto di partenza per esplorare anche temi più universali come l'essere madre: perché avevo appena avuto due figli in due anni, perché mi stavo allontanando dalla mia stessa famiglia, perché lo sguardo sui genitori cambia e perché l'amore vale anche a distanza".



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Blue Beetle, Susan Sarandon confessa perché si è unita al film di supereroi DC

Susan Sarandon non avrebbe detto di no ad un’esperienza nel mondo dei supereroi, per cui quando ha ricevuto una proposta per Blue Beetle non ha esitato e ha accettato, pur interpretando un villain. L’attrice ha raccontato che, quando è stata contattata dal regista Angel Manuel Soto per il ruolo, ha immediatamente colto la palla al balzo.

Susan Sarandon non ha esitato ad accettare il ruolo in Blue Beetle

La sua filmografia non avrebbe bisogno di presentazioni, considerando che finora ha alimentato abilmente la macchina dell’intrattenimento. Una delle sue ultime esperienze è Ti presento i suoceri, in lingua originale Maybe I Do, una commedia romantica con un cast stellare. Ma figura anche nel cast di Blue Beetle, film in uscita ad agosto nelle sale e che introduce il primo, effettivo supereroe del nuovo universo DC costruito da James Gunn e Peter Safran. Se Susan Sarandon in passato avesse ricevuto un’offerta così interessante anche da parte della Marvel probabilmente avrebbe accettato, come ha raccontato a Entertainment Weekly. Quando poi ha ricevuto quella telefonata da parte del regista di Blue Beetle, era già pronta:

Ero così colpita dalla sua passione. Ha questo background artistico, quindi era un fan nerd dei supereroi. Il mio personaggio è davvero quello che sta guidando quella sciarada per ottenere ricchezza, uranio e quali altre risorse naturali, con il pretesto di rendere il mondo sicuro per la democrazia, il che è allarmante.

In Blue Beetle, Susan Sarandon interpreta Victoria Kord, a capo della Kord Industries, ed è fortemente interessata ad impossessarsi dello Scarabeo, un artefatto alieno che invece si lega a Jaime trasformandolo in un eroe con armatura. Victoria è convinta che, grazie al potere dello scarabeo, potrà cambiare il mondo. Ma è proprio la nipote di Victoria a regalare a Jaime lo scarabeo, chiedendogli di proteggerlo. Come riporta EW, il personaggio assegnato a Susan Sarandon è stato creato appositamente per il film, anche se è già apparso nei fumetti lo scorso anno, a partire da Blue Beetle Graduation Day. In merito al suo personaggio, la Sarandon afferma che è più divertente interpretare il villain anziché l’eroe:

È una donna molto intelligente e dedita all'azienda di famiglia, e poi il padre la dà al figlio, il che è un grande shock. Inoltre, il figlio è molto irresponsabile e sostanzialmente distrugge la fortuna che è stata costruita, e poi semplicemente scompare, lasciandola da sola tra le macerie. Poi la ricostruisce, ma con grande risentimento perché è stata ignorata. Ed eccola, l’unica che ha davvero reso l’azienda di famiglia tutta la sua vita. Non ha famiglia, non ha amici. Non è interessata a nient’altro che alla Kord Industries. Non va a fare shopping, non esce con le amiche, non ha un amante e anche se l’avesse non è nessuno di rilevante. Ha basato tutto sulla costruzione del potere.


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The Iron Claw mostra la famiglia Von Erich in una nuova immagine e rivela la data di uscita

La trasformazione di Zac Efron è ben evidente nel nuovo scatto di The Iron Claw. Il film drammatico ambientato nel mondo del wrestling racconterà la storia di Kevin Von Erich, personaggio interpretato per l’occasione da Zac Efron. Oltre ad aver condiviso un nuovo scatto che rappresenta la famiglia Von Erich, il film ha annunciato anche una data di uscita (quantomeno per gli Stati Uniti).

The Iron Claw, la trasformazione di Zac Efron e della famiglia Von Erich nella nuova immagine

Quasi un anno fa, A24 aveva mostrato ai più curiosi la primissima immagine di Zac Efron in The Iron Claw. L’attore, famoso dai tempi di High School Musical, si è completamente tuffato nel ruolo modificando anche il suo aspetto per rendere al meglio Kevin Von Erich sul grande schermo. Campione di wrestling, nel primo scatto in questione il personaggio è impegnato sul ring ed evidenzia non solo il taglio di capelli scelto per il ruolo, ma soprattutto il cambiamento fisico a cui è andato incontro Zac Efron. Ed è evidente anche nella nuova immagine condivisa da A24, che introduce anche altri personaggi. The Iron Claw racconterà infatti la storia della famiglia Von Erich, segnata dal mondo del wrestling e alle prese con svariate tragedie. Kevin Von Erich, infatti, è stato l’unico della sua famiglia a sopravvivere e ha assistito impotente alla perdita dei suoi cinque fratelli, tutti scomparsi a causa di problemi di salute, ma anche incidenti e suicidio.

Il cast è ricco di nomi interessanti, a partire dalla famiglia protagonista rivelatasi nel nuovo scatto. Troviamo, infatti, Jeremy Allen White nel ruolo di Kerry Von Erich, Harris Dickinson invece sarà David Von Erich e Stanley Simons nelle vesti di Mike Von Erich. Holt McCallany interpreterà il padre dei fratelli, Fritz Von Erich, mentre Lily James sarà la moglie di Kevin, Pam. Scritto e diretto da Sean Durkin, il film ha anche annunciato una data di uscita fissata per il 22 dicembre 2023. Tuttavia in Italia non sappiamo quando debutterà. In merito al duro allenamento fisico di Zac Efron e alla conseguente trasformazione, anche Kevin Von Erich ha rilasciato un commento:

Sarà un duro lavoro, penso. Ci sono molte informazioni e molto tempo da coprire, hanno molto lavoro da affrontare. Ma ho visto una foto del protagonista ed era grandioso. Non penso di essere mai stato così in forma.


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Martin Scorsese mattacchione come non l’avete mai visto in un video che sua figlia Francesca posta su Tiktok

Che Martin Scorsese fosse una sagoma lo sapevamo già, anche se nelle interviste, pur sorridendo di frequente, era soprattutto professionale e generoso nelle risposte. Chi ha lavorato con lui, specialmente agli inizi della sua carriera, ha però raccontato di essersi divertito un mondo, e se ancora qualcuno non ci crede, è arrivato su TikTok un video, condiviso dalla figlia di Marty, che ne è la chiara dimostrazione.

Francesca Scorsese ha postato un montato di momenti in cui Martin Scorsese fa il papà, rivelando il suo lato per così dire domestico. I padri di solito adorano le proprie bambine, e le immagini che non possiamo condividere lo raccontano benissimo.

Il favoloso video di Martin Scorsese che fa il papà svitato

Scorsese ha tre figlie e Francesca, che ha 29 anni è la più giovane ed è attrice e scrittrice. Il video sul suo adorabile genitore fa parte di una moda che "impone" di postare su TikTok 30 secondi di immagini per presentare una persona. Nella didascalia sotto il montato leggiamo: "È un mattacchione certificato", e non possiamo non notare che nella vita quotidiana e fuori dal set del regista di Taxi Driver ci sono parecchi amici a quattro zampe. I tiktoker hanno gradito il video, e qualcuno ha chiesto di poter adottare Scorsese come nonno. Altri hanno semplicemente adorato vederlo in una nuova spassosa veste.

L'ultimo fin di Martin Scorsese è Killers of the Flower Moon, che riunisce i suoi attori-feticcio Robert De Niro e Leonardo DiCaprio ed è stato presentato fuori concorso al Festival di Cannes. L’uscita in sala è prevista per il 19 ottobre.



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giovedì 27 luglio 2023

Ritorno al futuro: Michael J. Fox, Christopher Lloyd e Lea Thompson alla première di Back to the Future: The Musical

In occasione della première a Broadway, presso il Winter Garden Theatre, di Back to the Future: The Musical, Michael J. Fox, Christopher Lloyd e Lea Thompson hanno sfilato sul red carpet, e i primi due hanno incontrato gli attori che interpretano i loro personaggi nell'adattamento musicale del film di Robert Zemeckis che aprirà i battenti il prossimo 3 agosto. La serata di cui vi parliamo ha avuto luogo l'altro ieri ed è stata organizzata a scopo benefico, più precisamente per una raccolta fondi a favore della Michael J. Fox Foundation for Parkinson’s Research.

L'anteprima di Back to the Future: The Musical si è svolta in un giorno di pioggia. Sul red carpet c'era una copia della celebre DeLorean che portava Marty McFly e Doc avanti e indietro nel tempo, e i fan della trilogia erano tantissimi.

Fra i presenti c'erano Steven Spielberg e diversi componenti del cast originale: Marc McClure, Harry Waters Jr., Donald Fullilove, oltre ai sopracitati Christopher Lloyd e Michael J.Fox. Tutti indossavano un fiocchetto grigio, per sensibilizzare i presenti sul Morbo di Parkinson da cui è affetto Michael J. Fox.

Il nuovo incontra il vecchio: due Martin e due Dock a confronto

Michael J. Fox e Christopher Lloyd si sono anche lasciati immortalare insieme ai loro "doppi" Casey Likes e Roger Bart. I nuovi Marty e Doc erano emozionatissimi e hanno risposto volentieri alle domande del giornalista di Variety, che è la fonte della nostra notizia. Casey Likes ha detto:

Mentre crescevo, ho visto e rivisto Ritorno al futuro, e mia mamma mi diceva sempre che le ricordavo Michael J. Fox. Lui è sempre stato uno dei miei eroi, e per me è davvero speciale aver preso il testimone da lui. La ricerca per il Parkinson è incredibilmente importante. Michael l'ha sostenuta con grande impegno ed è una battaglia che richiede continue raccolte fondi.

Queste invece le parole di Roger Bart, anche lui fan accanito di Ritorno al futuro:

Quando ho visto Ritorno al futuro al cinema nel 1985, l'ho visto insieme a un gruppo di amici con cui avevo appena fatto la scuola di teatro. Eravamo tutti invidiosi perché avevamo la stessa età di Michael J. Fox e avremmo potuto essere noi a interpretare Biff o George o un altro di tutti quei memorabili personaggi. Se mi avessero detto che, 35 anni dopo, avrei fatto la parte di Doc Brown, mi sarei fatto una bella risata. Alla fine è stato lui il personaggio che mi ha spinto a dire: "Voglio quella parte, è adatta a me".

In realtà Back to the Future: The Musical aveva già avuto la sua anteprima a Manchester nel 2020, ma poi è arrivata la pandemia è tutto si è fermato. Nel 2021, però, lo show ha raggiunto il West End londinese. Bob Gale, che ha scritto la trilogia originale con Robert Zemeckis, ha si è occupato del libretto del musical, mentre il compositore originale Alan Silvestri, insieme a Glen Ballard, ha pensato alla musica e alle parole delle canzoni, che hanno subito l'influenza dei brani dei film. I due hanno scritto più di una dozzina di nuove canzoni, incorporando nel musical anche hit del calibro di The Power of Love e Johnny B. Goode. Variety ha intervistato anche Glen Ballard, che ha ricordato che sono ancora in tanti coloro che vorrebbero un quarto Ritorno al futuro:

Le persone continuano a chiederci: "Perché non fate Ritorno al futuro 4?". Quando lo fanno, è come se ci dicessero: "Voglio qualcosa che mi faccia sentire bene come il film originale". Il musical è proprio questo e la gente si sentirà proprio come è accaduto quando ha visto il film. Non c'è bisogno di tornare alla fonte originale. Fin troppe persone hanno cercato di farlo più e più volte. Come ho ripetuto spesso, i personaggi di Ritorno al futuro sono la mia famiglia, i miei figli, e uno non manda i propri figli a prostituirsi.

Le immagini della reunion del cast di Ritorno al futuro a Broadway

Grazie alla pagina Instagram di Back to the Future: The Musical, abbiamo un video della serata. Eccolo:



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Saw X: ecco il poster del nuovo film della saga horror col ritorno di Tobin Bell

Torniamo a parlare di un film molto atteso dai fan della saga torture porn di Saw, ovvero Saw X, che vedrà l'atteso ritorno del protagonista Tobin Bell, nel ruolo del diabolico Enigmista, creatore di atroci trabocchetti e sadici strumenti di morte. Del film, che uscirà in America il 29 settembre, è stato diffuso il poster ufficiale, cosa che preannuncia in genere l'imminente arrivo del trailer. Lo potete vedere più in basso, ma intanto vi diamo qualche chiarimento sulla trama e sulla cronologia di Saw X.

Saw X. la trama e il cast

Questa la trama che si conosce finora del film e che spiega anche l'ordine cronologico in cui si piazza questo prequel, dove ritroviamo appunto l'Enigmista Tobin Bell: "John Kramer torna in questo capitolo inedito dei giochi letali di Jigsaw. Ambientato tra gli eventi di Saw I e Saw II, vede un disperato John viaggiare fino in Messico per sottoporsi a un'operazione sperimentale e rischiosa sperando di curare il cancro di cui soffre, solo per scoprire che si tratta di una truffa per derubare i più vulnerabili. Il famigerato assassino torna al lavoro, rovesciando la situazione per vendicarsi sui truffatori con trappole ingannevoli, folli e geniali". Oltre a Tobin Bell, nel cast ci sono Renata Vaca, Paulette Hernandez, Joshua Okamoto, Octavio Hinojosa,Synnøve Macody Lund, Steven Brand e Michael Beach. Alla regia (e al montaggio) torna Kevin Greutert, già dietro la macchina da presa di Saw VI e Saw 3D, nonché montatore dei primi cinque film. E questo è il suggestivo poster.



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The Inventor, il trailer con Leonardo da Vinci in stop-motion, diretto da un ex-Pixar

The Inventor, il lungometraggio animato in stop-motion dedicato a Leonardo da Vinci e diretto dall'ex-Pixar Jim Capobianco, è finalmente pronto: passato da Annecy, si mostra ora con uno spiritoso trailer americano, dove possiamo sbirciare anche gli inserti in animazione 2D a mano libera, supervisionati dal Cartoon Saloon di Tomm Moore. Una combinazione di talenti che promette bene.

The Inventor, il film animato su Leonardo da Vinci

The Inventor si avvale di un cast vocale originale di prim'ordine, con il grande Stephen Fry a interpretare Leonardo, e voci secondarie affidate a Daisy Ridley (Margherita d'Angoulême), Marion Cotillard (Luisa di Savoia) e Matt Berry (Papa Leone X). Il regista Jim Capobianco ha lavorato diversi anni per la Pixar e la Disney, dove ha cotribuito agli storyboard - tra gli altri - di Fantasia 2000, Alla ricerca di Nemo, Monsters & Co. e Inside Out. Suo fu il soggetto dell'amatissimo Ratatouille, e Jim aveva debuttato alla regia proprio con il cortometraggio in 2D abbinato all'edizione digitale del film di Bird, "Il tuo amico topo". Legato all'animazione a mano libera, l'ha per esempio supervisionata in Il ritorno di Mary Poppins. Per alcuni inserti 2D di The Inventor, ha voluto la supervisione dell'irlandese Cartoon Saloon, lo studio dietro a capolavori come Wolfwalkers.
The Inventor vede Leonardo, a caccia di stimoli creativi, lasciare l'Italia alla volta della Francia, dove studia il corpo umano e si scatena con realizzazioni sempre più visionarie, come macchine volanti. Alla ricerca del senso della vita, intraprende il suo viaggio con al fianco l'audace Principessa Margherita.
Attendiamo dettagli sull'uscita italiana. Il film sarà distribuito nei cinema nordamericani il 25 agosto.



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Barbie, la regista Greta Gerwig: "È un'icona complicata, siamo partiti da lì"

La regista Greta Gerwig ha spiegato in un'intervista quale sia stato l'approccio suo e del suo compagno Noah Baumbach nell'affrontare la sceneggiatura di Barbie, dopo aver ricevuto la proposta da Margot Robbie, anche producer.

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Polly Pocket, Lily Collins sarà la protagonista e Mattel aggiorna: "Abbiamo la sceneggiatura"

Lily Collins si unirà all’universo in carne ed ossa di Mattel. L’attrice, che negli ultimi anni ha accompagnato il pubblico di Netflix con la sua performance in Emily in Paris, questa volta avrà la possibilità di guidare un nuovo progetto live action: sarà la protagonista dell’adattamento cinematografico di Polly Pocket. Seguendo il successo ottenuto con Barbie, Mattel ha già chiarito il suo prossimo obiettivo. L’azienda, celebre in tutto il mondo per la produzione di giocattoli iconici, aveva già annunciato di star lavorando a ben 45 film per dare nuova vita ai propri giocattoli e tra questi figura anche Polly Pocket, che inizia a prendere forma.

Polly Pocket, la sceneggiatura con Lily Collins è pronta: gli ultimi aggiornamenti

Già tempo fa, Mattel Films ha annunciato di aver scelto Lily Collins come protagonista di Polly Pocket, un film scritto e diretto da Lena Dunham, attrice nota soprattutto per Girls. A distanza di anni da allora, Mattel è tornato sulle possibilità del film, più concrete che mai anche grazie al successo incassato da Barbie ad una sola settimana dal debutto al cinema. Guidato da Margot Robbie, Barbie ha mostrato come Barbie Land e il Mondo Reale hanno influenza l’uno sull’altro. Reduce dal trionfo al botteghino, Mattel ha garantito a Variety che Polly Pocket ha già una sceneggiatura, ma non ha voluto sbilanciarsi troppo sulla trama del progetto che risulta ancora sconosciuta. Tutto ciò che sappiamo al momento è che Lily Collins interpreterà la micro-bambola protagonista e che il film è inteso come una commedia adatta alle famiglie. Ai microfoni di Variety Robbie Brenner - il produttore che gestisce Mattel Films, ha prodotto "Barbie" e tutti i progetti cinematografici Mattel in via di sviluppo - ha definito la sceneggiatura “fantastica” e, in merito alle attrici coinvolte, ha aggiunto:

Prima di tutto sono due delle mie donne preferite in assoluto. È stata una collaborazione straordinaria. Lena è così collaborativa e si rimbocca le maniche, le piace prendere appunti e ascoltare. È incredibile. Lily è così intelligente, così specifica e produttiva. È stata una collaborazione incredibile, quindi ne siamo entusiasti. Se tutto va bene, lo realizzeremo ad un certo punto in futuro.

Tempo fa, quando è trapelata la notizia del film, Lily Collins aveva espresso tutta la sua felicità: “Da bambina ero ossessionata da Polly Pocket, è veramente un sogno che diventa realtà e non vedo l’ora di portare questi giocattoli minuscoli sul grande schermo”.



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mercoledì 26 luglio 2023

Zachary Levi torna a parlare del futuro nell'universo DC dopo Shazam! Furia degli dei

Dopo Shazam! Furia degli dei ci sarà ancora posto per il supereroe di Zachary Levi nell'universo DC? L'attore torna ancora una volta sul futuro del personaggio.

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Detective Marlowe: il film con Liam Neeson dal 28 agosto in esclusiva su Sky e NOW - Il Trailer

Detective Marlowe, il film con Liam Neeson, diretto da Neil Jordan, arriva in Italia il 28 agosto in esclusiva su Sky Cinema e in streaming solo su NOW. Ecco il trailer ufficiale italiano del film.

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Oppenheimer: nei The Space Cinema aperte le prevendite per il nuovo film di Christopher Nolan

Uno dei titoli più attesi dell’anno, con Cillian Murphy nei panni del noto fisico statunitense, arriverà nei multisala del circuito il 23 agosto. Acquistando il proprio biglietto online per gli spettacoli del primo giorno di programmazione, gli spettatori riceveranno in regalo l’esclusivo poster del film.

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Oppenheimer, Robert Downey Jr. loda Cillian Murphy: "Un sacrificio mai visto"

Robert Downey Jr., nel cast dell'Oppenheimer di Christopher Nolan, loda e ammira il protagonista Cillian Murphy, per la sua dedizione totale e infaticabile a un ruolo molto difficile.

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L'Esorcista - Il Credente: Il trailer italiano del sequel di David Gordon Green

Dopo il rilascio del poster ufficiale la settimana scorsa, Universal Pictures ha condiviso, nelle scorse ore, il trailer ufficiale de L'esorcista: Il credente - disponibile anche in italiano -, primo capitolo della trilogia sequel del cult di William Friedkin. Diretto da David Gordon Green, il lungometraggio sarà nelle sale americane a partire dal 13 ottobre, mentre per il mercato italiano non è stata ancora definita una data d'uscita. 

L'esorcista: Il credente - Trama e cast del sequel di David Gordon Green 

A cinquant'anni di distanza dal rilascio del capolavoro immortale di Friedkin, Gordon Green firma un adattamento contemporaneo dell'horror in cui a prendere il posto della piccola Regan - interpretata da Linda Blair - è Angela - che ha il volto della giovane promessa Lidya Jewett. Come si evince dalla sinossi ufficiale, a lottare per la salvezza di sua figlia questa volta è un padre disperato e solo, che cercherà conforto ed aiuto in Chris MacNeil, a cui presta ancora una volta corpo e voce l'iconica Ellen Burstyn:

Dopo la tragica scomparsa di sua moglie incinta in un terremoto ad Haiti, avvenuta 12 anni fa, Victor Fielding ha cresciuto da solo la loro figlia Angela. Ma quando Angela e la sua amica Katherine spariscono nel bosco, per poi tornare tre giorni dopo senza ricordare cosa sia successo, si scatena una serie di eventi che costringeranno Victor a confrontarsi con il male nella sua forma più oscura e, nel terrore e nella disperazione, a cercare l'unica persona in vita che abbia mai assistito a qualcosa di simile: Chris MacNeil.

A vestire i panni della giovane protagonista è, come accennato, Lidya Jewett, già apparsa in alcuni film e serie tv di successo, Grey's Anatomy, Il diritto di contare, Wonder e Black Panther. Ad interpretare Victor Fielding è invece Leslie Odom Jr., candidato all'Oscar per Quella notte a Miami... e conosciuto dal grande pubblico soprattutto per i ruoli in Assassinio sull'Oriente Express e Glass Onion - Knives Out. Completano poi il cast Ann Dowd - la vicina di casa di Victor ed Angela -, Olivia Marcum - Katherine - Jennifer Nettles e Norbert Leo Butz - i genitori di Angela. In veste di consulente è stata poi coinvolta anche Linda Blair. Alla regia troviamo invece David Gordon Green, che torna al genere horror dopo aver ottenuto la consacrazione con la trilogia sequel di Halloween - La notte delle streghe. Il sequel de L'esorcista: Il credente - dal titolo The Exorcist: Deceiver - ha ottenuto nelle scorse ore il "via libera" e sarà nelle sale americane a partire dal 18 aprile 2025. Non resta quindi che attendere ulteriori aggiornamenti.



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martedì 25 luglio 2023

Le 10 ragioni per cui Barbie ha asfaltato Oppenheimer al boxoffice USA

Negli Stati Uniti, come sappiamo, Barbie e Oppenheimer sono usciti lo stesso giorno, cosa che ha spinto qualcuno a riunirli nella favolosa parola Barbienheimer, un po’ per sottolineare la competizione al boxoffice e un po’ alludendo a chi ha fatto una bella maratona vedendoli entrambi. Fra i due, però, non c’è stata gara, perché il primo ha incassato, nel weekend di apertura, molto più del secondo. Il film di Greta Gerwig ha infatti guadagnato 163 milioni di dollari, cifra che ha sorpreso tutti, visto che ci si aspettava un risultato intorno ai 75 milioni. Ora, gli americans amano molto analizzare non tanto i singoli film, come fanno i critici cinematografici, quanto i numeri o risultati, e quindi Screenrant ha pubblicato un articolo sulle 10 ragioni per cui Barbie ha superato Oppenheimer che ci è molto piaciuto. A dire il vero, il giornalista a cui dobbiamo questa puntuale e interessante riflessione non ha detto "superato" ma "distrutto, cosa che ci sembra poco gentile nei confronti di Nolan. Non perdiamoci in chiacchiere, però, e scopriamo i dieci motivi del sorpasso.

Barbie è PG-13, Oppenheimer R

Anche se non è stato pubblicizzato come un film per bambini, Barbie è targato PG-13, che significa visione consigliata fino a 13 anni solo in presenza di un adulto e visione libera a partire dai 14 anni. Oppenheimer, invece, aveva una bella R, che vuol dire vietato ai minori di 17 anni non accompagnati da un adulto.  È chiaro, quindi, che Barbie è andato meglio perché a vederlo sono state persone di tutte le età. E anche se i temi sono seri, è un film che può deliziare i bambini e le bambine con il suo tripudio di colori pastello, e siccome parla di uguaglianza, femminismo, eccetera, qualche genitore avrà pensato che sarebbe stato istruttivo per i propri figli andare al cinema.

Barbie dura meno di Oppenheimer

La durata di Barbie è inferiore alle due ore, mentre Oppenheimer arriva a 3. Sic stantibus rebus, molti hanno preferito non trascorrere metà pomeriggio o sera al cinema. Inoltre, se un film non dura molto, si possono fare più spettacoli, e più spettacoli, negli States, ha significato più soldi.

La campagna pubblicitaria di Barbie è stata strepitosa. Improvvisamente le città si sono tinte di rosa e la bambola della Mattel con il volto di Margot Robbie ha cominciato ad apparire in ogni dove. Non che Oppenheimer non abbia avuto una notevole promozione, ma Cillian Murphy con il cappello o gli occhioni blu sgranati non ha lo stesso appeal di Ryan Gosling in versione Ken, che è pure un po’ ridicolo, ma meravigliosamente autoironia. Lasciateci dire che anche durante Ciné - Giornate di Cinema Barbie è stato presentato in maniera favolosa. Pensate che chi ha parlato del film agli esercenti, lo ha fatto da dentro una scatola contieni-Barbie a grandezza umana. Va però detto che le recensioni positive di Oppenheimer hanno superato quelle di Barbie.

Barbie ha l'aria da blockbuster estivo, Oppenheimer è più autunnale

L'estetica di Barbie, scrive il giornalista di Screenrant, grida blockbuster estivo. Ci sono palme, ruote panoramiche e la sabbia rosa della spiaggia di Malibu. Oppenheimer, invece, sembra più un film da vedere in autunno o in inverno, per poi parlarne a lungo con gli amici davanti al camino acceso, magari mangiando caldarroste e bevendo vin brulè.

Il formato dei film

Molti fan di Christopher Nolan non hanno visto Oppenheimer perché aspettano che arrivi nella sala appropriata, magari vicino casa. Mentre infatti Barbie è stato realizzato nel formato standard 1,85:1, e quindi lo si può vedere in tutti i cinema del mondo, Oppenheimer è stato girato interamente su pellicola di grande formato e richiede uno schermo Imax con un rapporto d’aspetto di 1,43:1, sempre se si vuole vederlo come Christopher Nolan ha consigliato. Nella nostra città, Roma, al momento c’è soltanto una sala capace di garantire proiezioni in 70mm, e anche se il film di Nolan esce il 23 agosto, le persone hanno cominciato a prenotarsi.

Tutti al cinema vestiti di rosa

Le proiezioni di Barbie sono state e sono ancora un vero e proprio happening. Molti ragazzi che postano regolarmente foto su Instagram e usano tikTok si sono presentati al cinema vestiti come Margot Robbie o come Ken. I cosplayer hanno rasentato la maniacalità, mentre altri si sono semplicemente vestiti di rosa, celeste, eccetera. Per andare a vedere un film serio come Oppenheimer, a nessuno viene in mente di indossare gli abiti del tempo in cui fu creata la bomba atomica, e ciò fa di Barbie, lo ripetiamo, un'occasione di festa e di sfoggio nerd.

Viviamo in tempi difficili, si sa, perché abbiamo avuto una terribile pandemia e l’economia di molti paesi ha subito un grave danno. In un simile scenario, si ha decisamente voglia di commedie più che di drammi. Ancora la nostra fonte scrive che l’importante messaggio di Barbie viene ammantato di leggerezza, e quindi arriva con facilità. In Oppenheimer, invece, già nei primi 3 minuti la tensione è altissima,  e si esplorano stati d’animo come il sentirsi colpevoli e la mortalità. Si esce quindi dal cinema felici. ma non ci si sente rassicurati. Da Barbie, invece, si esce a cuor leggero.

La curiosità delle bambine ed ex bambine

Siccome Barbie è una bambola strafamosa, quasi tutte le bambine di ora e quelle di una volta ci giocano o ci giocavano. Ciò significa che anche chi non è un cinefilo può essere incuriosito dal film e vedere come è stata trasformata in una ragazza in carne ed ossa da Greta Gerwig. Magari qualche ragazza ha appeso in camera un manifesto di Peaky Blinders, che poi è la serie che ha fatto conoscere al mondo intero Cillian Murphy, ma le persone che hanno giocato con le barbie sono più numerose di quelle che hanno comprato l’action figure di Thomas Shelby. Bisogna ammettere però, che il numero di star nel film di Nolan è notevole (Matt Damon, Robert Downey Jr., Emily Blunt) e questo particolare potrebbe cambiare le carte in tavola.

La sceneggiatura bomba di Greta Gerwig e Noah Baumbach

Barbie è stato sceneggiato da Greta Gerwig e dalla sua dolce metà Noah Baumbach. Quest'ultimo è stato universalmente apprezzato per il copione di Storia di un matrimonio. E che dire di Greta Gerwig? Ha due candidature all'Oscar per la migliore sceneggiatura, una per Ladybird e una per Piccole Donne. Chi ha visto Barbie è rimasto molto colpito dai dialoghi e dalle situazioni in cui si vengono a trovare i personaggi e non si aspettava tanta ironia e spettacolari momenti di empowerment femminile. Intendiamoci, anche Nolan è un bravissimo sceneggiatore, ma quando c’è il passaparola, le chiacchiere stanno a zero,

L'odio per gli spoiler

L'articolo di Screenrant si chiude con l'effetto sorpresa, che testimonia ancora una volta l'avversione del pubblico per gli spoiler. Oppenheimer, diciamocelo, racconta una storia che si conosce, perché Cillian Murphy interpreta un personaggio di cui si sanno molte cose, proprio perché è realmente esistito. Barbie, al contrario, è avvolto nel mistero e ciò che si vede nel trailer accade nei primi 15 minuti di film. Abbiamo appreso che ci sono grosse sorprese e che accade qualcosa di sensazionale, ecco perché c’è sempre più curiosità, almeno da parte nostra.



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