martedì 23 giugno 2026

Sea of Thieves diventa un film: dietro al progetto c'è il "tocco" del regista di Spider-Man

Un nuovo adattamento cinematografico tratto dai videogame è in arrivo sul grande schermo e con il coinvolgimento del regista di Spider-Man: Brand New Day. Secondo quanto riferito da Entertainment Weekly, è in arrivo un film di Sea of ​​Thieves, videogame action-adventure del 2018 di Rare a tema pirati e in modalità multigiocatore.

Sea of ​​Thieves ha trionfato su Xbox e ha persino proposto un crossover con Pirati dei Caraibi, acclamato franchise cinematografico Disney, introducendo Sea of Thieves: A Pirate’s Life tramite cui è possibile fare squadra con Jack Sparrow e salvare il Mare dei Ladri dal temibile Davy Jones. Ma cosa sappiamo in merito al film?

Sea of ​​Thieves, dopo il successo del videogame si punta al cinema: tutto sul nuovo adattamento cinematografico

Secondo quanto riferito, Sea of ​​Thieves diventerà molto presto un film live action con il supporto del regista Destin Daniel Cretton, il cui nome è fortemente associato al contesto Marvel sia per Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli sia per Spider-Man: Brand New Day.

Secondo quanto riferito da EW, Cretton in questo caso figurerà soltanto come produttore con la sua casa di produzione Hisako Films. Il regista non è stato ancora rivelato. Nel frattempo il vicepresidente esecutivo e responsabile dei contenuti di Xbox, Matt Booty, ha introdotto così il nuovo film: “Il vero protagonista di un gioco di Sea of ​​Thieves è il giocatore e la sua community. Quindi, se ti metti a pensare a Sea of ​​Thieves, non ti chiedi: 'Chi sono i personaggi principali? Qual è la trama?'. È un gioco estremamente sociale, ma Sea of ​​Thieves ha un tono ben preciso. Si basa su una community molto cooperativa, quindi puoi iniziare a intuire cosa aspettarti”.

La serie di videogame propone un gioco di ruolo e d’avventura open world dove ogni giocatore può forgiare la propria storia, ambientata in un universo in cui è possibile trovare tesori e vivere battaglie navali in mare aperto, proponendo un mondo in continua evoluzione e storie indimenticabili.

In ogni caso Sea of ​​Thieves non è l’unico adattamento cinematografico estrapolato dal popolare mondo dei videogame. Di fatto è stato preceduto da numerosi titoli di successo come Super Mario che ha ottenuto ben due adattamenti cinematografici finora, così come da Un Film Minecraft approvato anche per un sequel. E ancora in arrivo sul grande schermo anche adattamenti su The Legend of Zelda, Street Fighter, Call of Duty e God of War, mentre in TV è attesa la terza stagione di Fallout e The Last of Us.



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lunedì 22 giugno 2026

I migliori film in streaming di Matthias Schoenaerts, nel cast di Supergirl

L’arrivo nelle sale di tutto il mondo dell’atteso Supergirl riporta sul grande schermo uno degli attori europei che amiamo maggiormente, ovvero il belga Matthias Schoenaerts. Ed è proprio a lui che vogliamo dedicare i nostri odierni cinque film in streaming. Buona lettura.

Cinque film in streaming di Matthias Schoenaerts, che interpreta Krem in Supergirl 

  • Un sapore di ruggine e ossa
  • Chi è senza colpa
  • Via dalla pazza folla
  • A Bigger Splash
  • La vita nascosta - Hidden Life

Un sapore di ruggine e ossa (2012)

Chiamato da Jacques Audiard a recitare niente meno che accanto al premio Oscar Marion Cotillard, Schoenaerts risponde con una prova potente, che perfettamente si compenetra con la dolcezza e la fragilità dell’attrice francese. I due portano Un sapore di ruggine e ossa a diventare un melodramma di enorme impatto emotivo, girato con quel senso di realtà rinforzata proprio di Audiard. Film che nella scena dell’incidente sconvolge, poi si assesta sui binari del cinema d’autore solidissimo e preciso. Davvero uno dei migliori film europei di quel decennio, coraggioso e appassionante. Prova che conferma Schoenaerts come attore di presenza ma anche di talento. Da rivedere ogni volta col cuore in gola. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Rai Play.

Chi è senza colpa (2014)

Nella parte del vero villain Schoenaerts torna a collaborare con quel Michaël R. Roskam che lo aveva lanciato grazie a Bullhead. Questa volta l'ambientazione newyorkese trasforma il loro noir in un gioiello di atmosfera metropolitana, condito con personaggi a tutto tondo. Chi è senza colpa viene portato avanti da un Tom Hardy sontuoso, a cui si accompagnano Noomi Rapace, James Gandolfini e altri caratteristi di lusso. Sceneggiato da Dennis Lehane, uno dei migliori film di quell’anno, forse addirittura il migliore. teso, drammatico, quasi tragico, con un finale coi fiocchi. Grande cinema di genere e piccolo fiore all’occhiello per tutti quelli che vi hanno partecipato. Da vedere col fiato sospeso. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, Disney +.

Via dalla pazza folla (2015)

L’appassionante adattamento cinematografico del capolavoro letterario di Thomas Hardy permette a Schoenaerts di sfoderare una prova calorosa e romantica, diventando immediatamente l’oggetto del desiderio di molti spettatori, noi compresi. Carey Mulligan come eroina tragica è perfetta, Michael Sheen a supporto prezioso e incandescente. Thomas  Vinterberg dirige Via dalla pazza folla con un trasporto emotivo dirompente, mettendolo in scena con un naturalismo che si tramuta in grandezza visiva. Film enormemente sottovalutato a nostro avviso, si tratta di un lungometraggio intenso, scandito da una sceneggiatura avvolgente. Davvero uno dei migliori film in costume dei nostri tempi. Noi lo amiamo quasi incondizionatamente, ovvero tutto a parte la prova tremenda di Tom Sturridge. Bellissimo e straziante. Disponibile su  Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVision.

A Bigger Splash (2015)

Luca Guadagnino dirige uno dei suoi lungometraggi maggiormente giocosi e spocchiosi, sfruttando un quartetto di attori molto affiatati che comprende oltre a Schoenaerts anche Ralph Fiennes, la “Musa” Tilda Swinton e Dakota Johnson. A Bigger Splash è una commedia intellettuale che propone situazioni intriganti e personaggi che si ama odiare, o viceversa, dipende dal gusto degli spettatori. Il finale amaro non si coniuga perfettamente con il tono di quanto visto in precedenza, ma nel complesso ci si diverte a vedere questo cast notevole giocare con i rispettivi personaggi e i loro propri stereotipi. Alla fine chi ne esce meglio di tutti è proprio Schoenaerts, e con colleghi di quel calibro non era esattamente facilissimo…Brioso, civettuolo come avrebbe dovuto essere. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

La vita nascosta - Hidden Life (2019)

Partecipazione di contorno al lungometraggio migliore del grande Terrence Malick, almeno dai tempi de La sottile linea rossa. La vita nascosta - Hidden Life è la storia di un uomo semplice  e di sua moglie, una coppia in armonia con la terra in cui vogliono vivere ma che vengono dilaniati dal regime che li costringe a scegliere l’odo e la guerra. August Diehl è bravissimo, doloroso e potente. Accanto a lui una altrettanto intensa Valerie Pachner. Malick si avvale della bellissima fotografia e della colonna sonora ammaliante di James Newton Howard per costruire un storia di rivolta etica e politica di enorme impatto emotivo. Il miglior film dell’anno per distacco, elegiaco e necessario. Disponibile su Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Disney +.



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Black Panther 3, spunta l'indiscrezione: ecco quando inizierà la pre-produzione

Tra i numerosi progetti attesi dai fan del Marvel Cinematic Universe rientra il terzo capitolo dedicato a Black Panther. Negli ultimi anni il regista Ryan Coogler ha più volte affrontato il destino del Wakanda, ribadendo il suo interesse nell’approfondire nuove avventure guidate dalla nuova Pantera Nera di Shuri, ma una nuova indiscrezione emersa grazie a Jeff Sneider avrebbe offerto un’informazione più concreta sui prossimi passi da seguire.

Dopo il successo di Black Panther nel 2018 e la successiva (prematura) scomparsa di Chadwick Boseman, il Regno del Wakanda ha offerto al pubblico un secondo capitolo che ha dovuto fare a meno di Re T’Challa. A farsi carico dell’eredità della Pantera Nera in questo caso è stata Shuri, il cui ruolo è stato confermato in Avengers: Doomsday. È probabile che quanto accadrà nel quinto film corale dei Vendicatori influenzerà non poco la trama del terzo capitolo. Ma in cosa consiste l’indiscrezione?

Black Panther 3 quando parte? L’indiscrezione offre aggiornamenti interessanti sul destino del Wakanda

Stando alle recenti informazioni emerse dall’esperto di scoop Jeff Sneider di TheInsneider, Black Panther 3 dovrebbe entrare in fase di pre-produzione entro la fine del 2026. Sneider non ha offerto ulteriori informazioni in merito ma, stando alle sue parole, il terzo capitolo ambientato in Wakanda dovrebbe avviare i motori a breve, rispettando la finestra d’uscita del 2028. Inoltre si allineerebbe anche con le precedenti dichiarazioni del regista Ryan Coogler, secondo cui Black Panther sarebbe stato il prossimo film da dirigere.

Pur non avendo condiviso dettagli finora in merito alla trama, è assolutamente probabile che quanto accadrà in Avengers: Doomsday prima e in Avengers: Secret Wars dopo influenzerà non poco Black Panther 3. Il 2028, in ogni caso, sembra essere una data sensibile nel Marvel Cinematic Universe: oltre al ritorno del Wakanda con un terzo film, il 2028 dovrebbe anche introdurre una nuova era degli X-Men, con un reboot attualmente in fase di sviluppo con il regista Jake Schreier.

In merito ad un terzo film di Black Panther, finora sono emerse diverse voci di corridoio come ad esempio il possibile coinvolgimento di Delroy Lindo, reduce dalla pregressa esperienza con Coogler ne I Peccatori, e di Denzel Washington il cui ruolo non è stato ancora confermato. Non è chiaro neppure quando dovrebbe iniziare la fase di pre-produzione, ma le parole dell’esperto suggeriscono che non dovremo aspettare poi molto. Avengers: Doomsay, del resto, è atteso nelle sale italiane dal 16 dicembre 2026.



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Good Luck, Have Fun, Don't Die: Michael Peña commette un grave errore in una clip in anteprima esclusiva del film

Sta arrivando al cinema uno dei film più divertenti, sregolati e liberi della stagione, che da quando abbiamo visto alla Berlinale lo scorso febbraio stiamo cercando di portare alla vostra attenzione: il film Good Luck, Have Fun, Don’t Die, strampalato mix tra commedia, fantascienza, thriller e azione che vede protagonista un grandissimo Sam Rockwell e che è stato diretto da Gore Verbinski, il regista americano che in carriera ha esplorato vari aspetti del cinema contemporaneo, dalla saga di Pirati dei Caraibi fino all'horror di The Ring, passando per l'animazione di Rango e la commedia amara di The Weather Man. Il film, scritto dal comico inglese Matthew Robinson, debutta nei cinema italiani il 25 giugno distribuito da Vertice 360, e questi sono trama e trailer ufficiali.

Una notte oscura. Un diner affollato. Un uomo armato di detonatore irrompe nel locale proclamando di venire dal futuro. È la 117ª volta che torna con lo stesso imperativo. Prima che il tempo scada, deve reclutare un gruppo di avventori del tutto improbabili e palesemente impreparati (Haley Lu Richardson, Michael Peña, Zazie Beetz, Asim Chaudhry e Juno Temple) per fermare l’imminente apocalisse dell’intelligenza artificiale e salvare l’umanità dai pericoli dei social media. Il problema? Tutto gioca contro di loro: dagli sconosciuti scettici agli adolescenti con il cervello ormai consumato dagli algoritmi, fino a mostruosità digitali fuori da ogni controllo. Eppure, se questo improbabile gruppo riuscirà nell’impresa, forse il mondo potrebbe ancora salvarsi… oppure no, chi lo sa. Dal regista premio Oscar Gore Verbinski (Pirates of the Caribbean, The Ring, Rango), GOOD LUCK, HAVE FUN, DON’T DIE è un’avventura comica, frenetica, folle e apocalittica come non avete mai visto prima.

Come avrete forse letto in  in questa recensione, non è che di Good Luck, Have Fun, Don’t Die - massimalista fin dal titolo -  ci abbiano convinto solo la trama o i mille riferimenti che fa alla storia della fantascienza, ma anche la satira sui nostri cervelli fritti da telefonini e social media. Un esempio di quest'ultimo aspetto lo abbiamo nella clip del film di Gore Verbinski che vi presentiamo qui di seguito in anteprima esclusiva. Dei vari componenti la "squadra" che assiste il personaggio di Rockwell nel film, viene infatti raccontato del pregresso che arriva tramite alcuni flashback, e qui vediamo quello che vede protagonista il personaggio interpretato da Michael Peña che, assieme alla fidanzata (Zazie Beetz), insegna in un liceo di Los Angeles. Nella clip lo vediamo alle prese con una classe totalmente assorbita dallo smartphone, e con un suo gesto inconsulto che scatena nei ragazzi una reazione che avrà inquietanti conseguenze. 



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domenica 21 giugno 2026

Oggi nasceva Billy Wilder: ricordiamone il genio attraverso cinque film in streaming

Il 22 giugno 1906 nasceva a Sucha Beskidzka, in Polonia, il genio assoluto di Billy Wilder. Dopo essersi fatto le ossa a Vienna e Berlino, Wilder si è trasferito a Hollywood nel 1937 lavorando prima come sceneggiatore  -principalmente per il suo mentore Ernst Lubitsch - fino al suo esordio dietro la macchina da presa con Frutto proibito (1942), che vede protagonisti Ginger Rogers e Ray Milland. Da quel momento Wilder ha riscritto la storia del cinema americano sfidando il sistema dall’interno, proponendo storie e personaggi in grado di mettere in discussione lo status quo sociale, civile e politico del paese. I cinque film in streaming che abbiamo scelto per rendergli omaggio sono soltanto una piccola parte di una produzione ricca di toni, generi, sfumature e voglia di mettersi in discussione. Godetevi dunque il meglio del grande e invariato Billy Wilder, sperando che i titoli che trovate qui sotto vi stimolino a recuperare anche gli altri tasselli di una filmografia incredibile. Buona lettura.

Cinque film in streaming diretti dal genio di Billy Wilder

  • La fiamma del peccato
  • Giorni perduti 
  • Viale del tramonto 
  • A qualcuno piace caldo
  • L’appartamento

La fiamma del peccato (1944)

Uno dei lungometraggi che hanno contribuito in maniera fondamentale a scrivere la grande pagina del noir anni ‘40. Co Sceneggiato con Raymond Chandler, ispirato dalle pagine di James M. Cain, La fiamma del peccato possiede una tensione narrativa incredibilmente solida e sfaccettata. Una Barbara Stanwick magnifica femme fatale, Fred MacMurray in grande spolvero e il sempre efficace Edward G. Robinson compongono un trio di atotri principlai incommensurabile. Il resto lo fa una messa in scena tagliente e stilizzata. il meglio di Wilder come regista. Sette nomination all’Oscar tra cui quelle per il film, la regia, l’attrice protagonista e l’adattamento. Titolo extralusso, grande trasposizione che eleva il genere. Portentoso e soffocante. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Giorni perduti (1945)

Un weekend a New York, un giornalista dedito più alla bottiglia che alla pagina, un dramma che spesso e volentieri sfocia nell’horror psicologico, come nella straordinaria scena dell’allucinazione. Un Ray Milland mattatore e verissimo trascina Giorni perduti esattamente dove il regista vuole, contribuendo a farne un film di"intensità emotiva eccellente". Il lavoro sugli interni è memorabile, la progressione narrativa soprattutto nelle sequenze dentro i bar della Grande Mela a tratti quasi insostenibile. Oscar per film, regia attore protagonista e sceneggiatura originale per un lungometraggio che all'epoca sfidò le regole del realismo portando sul grande schermo una piaga sociale fino a quel momento oggetto di silenzio, come un tabù. Ma Wilder è Wilder…Disponibile su CHILI, Apple Itunes.

Viale del tramonto (1950)

Semplicemente uno dei più grandi film della storia del cinema, che meritava l’Oscar con tutto il rispetto per un altro grande titolo quale è stato Eva contro Eva. Ma Viale del tramonto si spinge ben oltre, troppo per essere apprezzato fino in fondo  dal’establishment e dai premi che rappresenta. Uno sguardo impietoso e devastante dall'interno su Hollywood che dimentica le stelle di un tempo, che vive di ossessioni e stelline luccicanti. William Holden, Gloria Swanson, Erich Von Stroheim sono dolorosi e intensi, la sceneggiatura (Oscar) si sviluppa come un labirinto umano pazzesco. Il risultato è un dramma incorniciato da un’idea narrativa destinata a diventare leggenda, e un'inquadratura finale altrettanto simbolica. Il meglio del meglio del meglio. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

A qualcuno piace caldo (1959)

Il lungometraggio forse più famoso e celebrato dell’intera carriera di Billy Wilder, e tutto sommato a buon diritto. Perché A qualcuno piace caldo è una commedia degli equivoci scoppiettante che gioca con i ruoli e i sessi non prendendosi mai troppo sul serio pur affrontando tematiche più che importanti. Jack Lemmon, Tony Curtis e una divina Marilyn Monroe compongono un cast formidabile, a cui si aggiungono una serie di caratteristi straordinari. Il ritmo di A qualcuno piace caldo è indiavolato, le gag impareggiabili, il finale con la battuta iconica “Nessuno è perfetto!” perfetto per un film leggero e brioso. Molte candidature all’Oscar tra cui regia, sceneggiatura e a Lemmon come protagonista. Arriva la sola statuetta per i costumi della divina Edith Head. Uno dei film comici che hanno elevato il genere a pura arte. Funambolico. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes.

L’appartamento (1960)

E chiudiamo con il nostro film preferito di Billy Wilder, anzi il nostro preferito in assoluto. L’appartamento racconta il cinismo e l'alienazione  a cui New York può spingerti con una verità che può essere tranquillamente applicata ai nostri giorni. E C.C. Baxter e Miss Kubelik sono due antieroi complessi e non retorici, capaci di raccontare le difficoltà dei rapporti umani in un ambiente sottilmente ostile. Cinico e insieme incredibilmente romantico, L’appartamento vince l’Oscar per film, regia e sceneggiatura ma perde incredibilmente quelli per i due magnifici protagonisti Shirley MacLaine e Jack Lemmon. Un finale aperto, momenti di scrittura raffinata e prodigiosa. la scena dello svelamento attraverso lo specchio rotto è semplicemente maestria della sceneggiatura. Non ci sarà un’altra commedia romantica come questa. Punto. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.



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La XVI edizione de La Pellicola d'Oro, i mestieri del cinema italiano in festa a Via Veneto: i vincitori di quest'anno

Si è celebrata a Via Veneto, nel cuore di Roma, la sedicesima edizione de La Pellicola d'Oro, serata di premiazione condotta con maestria da Roberta Ammendola. L'evento, ideato e promosso dall'associazione culturale S.A.S. Cinema sotto la guida del suo presidente, lo scenografo e regista Enzo De Camillis, porta avanti da anni la missione di dare risalto ai mestieri tecnici e artigianali che sostengono ogni produzione cineaudiovisiva italiana, troppo spesso rimasti nell'ombra rispetto ai volti noti del grande schermo. Tra i momenti più attesi della serata, il Premio Speciale per l'Attività Artistica è andato a Sebastiano Somma e Gloria Guida, mentre i riconoscimenti come Miglior Attore e Miglior Attrice nella sezione cinema sono stati assegnati rispettivamente a Sergio Romano e Anna Foglietta. Per la sezione fiction, i corrispondenti premi sono stati conferiti a Max Tortora e Vanessa Scalera. Non sono mancati momenti di svago, con l'estrazione di due biglietti omaggio per le Arene di Roma e per un weekend in hotel con Spa per due persone.

La manifestazione ha richiamato un folto pubblico di personalità del mondo dello spettacolo e delle istituzioni: tra gli ospiti presenti, gli attori Pino Quartullo e la moglie Margherita Romaniello, Mariapia Calzone, Fiamma Parente, Rausy Giangarè, Roberta Di Somma, Floriana Gentile, Arianna Aloi, Cartisia Somma, Emanuele Porzio, Gianni Franco, Nicola Cuneo, Pietro Romano e il produttore Giannandrea Pecorelli, insieme a numerosi rappresentanti di enti e associazioni di settore come AIC, ANICA, MIC, Rai e Regione Lazio. L'iniziativa ha potuto contare sull'adesione della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e di Roma Capitale, oltre a svolgersi sotto l'Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il sostegno, tra gli altri, della Banda Musicale della Marina Militare, della Regione Lazio, di Roma Lazio Film Commission, ANICA, APA, FITeL, Panalight e Studios Ex De Paolis.

I vincitori della Pellicola d'Oro 2026

Direttore di produzione
Maurizio Gallozzi, "La Città proibita" (sezione cinema)
Sabrina Manna, "Il Conte di Montecristo" (sezione fiction)

Operatore di macchina
Matteo Carlesimo, "La città proibita" (sezione cinema)
Riccardo Filippini, "Sandokan" (sezione fiction)

Capo elettricista
Gabriele Gorga, "La città proibita" (sezione cinema)
Stefano Proietti, "Call My Agent" (sezione fiction)

Capo macchinista
Cristiano Biagioli, "La Grazia" (sezione cinema)
Tommaso Mele, "Il Gattopardo" (sezione fiction)

Attrezzista di scena
Stefano Carbonaro, "Fuori" (sezione cinema)
Claudio Stefani, "Il Gattopardo" (sezione fiction)

Premio speciale attività artistiche all'attrice Gloria Guida

Attrice protagonista
Anna Foglietta, "Storia di una donna" (sezione cinema)
Vanessa Scalera, "Storia della mia famiglia" (sezione fiction)

Sarta di scena
Lucia Signori, "La città proibita" (sezione cinema)
Antonietta Rendina, "Il Gattopardo" (sezione fiction)

Premio speciale ad Alberto Di Giuli (premio alla carriera come capo costruttore)

Premio speciale a Vittorio Imperia (per i 10 anni di attività nella fiction "Il Paradiso delle Signore")

Premio speciale a Sergio D'Offrizzi (direttore della fotografia)

Premio speciale a Nino Celese (direttore della fotografia)

Tecnico di effetti speciali
Maurizio Corridoni, "La città proibita" (sezione cinema)
Franco Galiano, "Il Gattopardo" (sezione fiction)

Sartoria cineteatrale
Anna Mode, "Queer" (sezione cinema)
Tirelli, "Il Gattopardo" (sezione fiction)

Capo costruttore
Cosimo Giannuzzi, "La Grazia" (sezione cinema)
Corrado Corradi, "Sandokan" (sezione fiction)

Attore protagonista
Sergio Romano, "La città di Pianura" (sezione cinema)
Max Tortora, "Doppio Gioco" (sezione fiction)

Premio speciale giovani dell'Istituto Cine-TV Rossellini a Gabriele Mainetti per il film "La città proibita"

Storyboard artist
Cristian De Giglio, "Queer" (sezione cinema)
David Orlandelli, "Il Gattopardo" (sezione fiction)

Capo pittore di scena
Paolo Cameli, "Queer" (sezione cinema)
Arianna Pascazi, "Il Gattopardo" (sezione fiction)

Premio attività artistiche a Sebastiano Somma

Maestro d'armi
Liang Yang, "La città proibita" (sezione cinema)
Emiliano Novelli, "Il Gattopardo" (sezione fiction)

Creatore di effetti sonori
Mirko Perri, "La città proibita" (sezione cinema)
New Digital Film Sound, "Il Gattopardo" (sezione fiction)



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Storia della CCTV: quando il cinema sfidò la TV trasformandosi in un'arena per eventi quasi 80 anni fa

Oggi è non è inusuale trovare nella programmazione delle sale cinematografiche concerti, opere liriche, spettacoli teatrali o eventi sportivi trasmessi in diretta. Il National Theatre Live, ad esempio, porta nei cinema di tutto il mondo i prestigiosi allestimenti del teatro londinese. Le partite di calcio sono, allo stesso modo, una ghiotta opportunità per i fan che vogliono vedere la nazionale in un constesto da grande schermo, in piazza o in una sala (si spera fra quattro anni). Quello che molti spettatori ignorano è che questa pratica affonda le proprie radici in una tecnologia nata ben prima dell’era digitale, ovvero la Closed-Circuit Television (CCTV).

Nel contesto dell’intrattenimento, la CCTV non era la videosorveglianza che conosciamo oggi, ma un sistema di trasmissione televisiva a circuito chiuso che consentiva di inviare un segnale video soltanto a luoghi autorizzati. La foto in alto (archivio Giancolombo) mostra la sala di un cinema di Carpi che offriva la possibilità agli spettatori, privi di TV a casa, di vedere Lascia o raddoppia, il programma televisivo più amato degli anni Cinquanta. La vera CCTV già dagli anni '40 negli Stati Uniti venne utilizzata per trasmettere eventi sportivi dal vivo in cinema, arene e auditorium. L'idea nasceva soprattutto come strumento per aumentare il pubblico di eventi che potevano essere visti soltanto da poche migliaia di persone presenti fisicamente.

L'ascesa del tubo catodico seminava il panico

La situazione cambiò radicalmente nella seconda metà degli anni '50, quando negli Stati Uniti il numero di televisori nelle abitazioni esplose. Si passò da circa il 9% delle famiglie nel 1950 che possedevano quella scatola magica, a oltre l'80% alla fine del decennio. Gli esercenti cinematografici si trovarono improvvisamente di fronte a un concorrente potentissimo. Molti spettatori preferivano restare comodamente a casa e il cinema registrò una significativa perdita di pubblico.

Fu proprio in questo contesto che l'industria cinematografica iniziò a sperimentare diverse strategie per differenziarsi dall'esperienza domestica. Di fatto, la sala comprese i propri superpoteri, ancor oggi imprescindibili: aggregazione e spettacolarità.
Arrivarono il Cinemascope, il Cinerama, il 3D e, in alcuni casi, anche gli eventi trasmessi tramite CCTV. Non era l'unica risposta alla crisi, ma certamente faceva parte di un tentativo più ampio di offrire qualcosa che la televisione di casa non poteva, e che anche oggi nel 2026 non può, garantire: la dimensione spettacolare e collettiva tipica dell'esperienza cinematografica.

Pugilato, musica e sport sul grande schermo

Il successo della CCTV fu legato soprattutto alla boxe. Il primo grande incontro distribuito con questo sistema fu il rematch tra Joe Louis e Jersey Joe Walcott nel 1948. Nel dicembre del 1952, l'opera Carmen venne trasmessa in diretta dal Metropolitan Opera di New York a ben trentuno cinema in ventisei città americane. Il successo spinse a trasmettere negli anni successivi anche musical di Broadway e concerti di musica classica.
Negli anni '60 e '70 il fenomeno raggiunse dimensioni enormi grazie alla boxe, le cui sfide venivano proiettate contemporaneamente in centinaia di sale e palazzetti. Eventi come il celebre Rumble in the Jungle (Muhammed Ali vs George Foreman) del 1974, svoltosi a Kinshasa, il successivo Thrilla in Manila (Muhammed Ali vs Joe Frazier) del 1975 e il mitico The War of the Worlds (Ali vs Antonio Inoki) a Tokyo che festeggia in questi giorni il 50° anniversario (in basso il manifesto per pubblicizzare l'evento a Londra, ritrasmesso in diretta nella storica sala Odeon Leicester Square con ingresso a mezzanotte).

Anche la musica, come citato prima, si difendeva bene. Nel marzo del 1964, il primo concerto dei Beatles negli USA al Washington Coliseum venne proiettato via CCTV in centinaia di cinema americani. Nelle sale vennero rimosse le poltrone per permettere ai fan di ballare e urlare esattamente come se si trovassero sotto il palco. A differenza della boxe, si trattava di una trasmissione della registrazione dell'esibizione avvenuta un mese prima. Il celebre concerto di Elvis a Honolulu del 1973, invece, fu il primo evento musicale trasmesso globalmente via satellite, proiettato in diretta in moltissime sale cinematografiche europee e asiatiche per i paesi che non coprivano la diretta televisiva standard (e con differita in alcuni casi per via del fuso orario).

Tra il 1964 e il 1970 la celebre corsa automobilistica di Indianapolis abbandonò la TV domestica per stringere un accordo con la CCTV ed essere esclusivamente trasmessa nei cinema. Per cinque edizioni le dodici telecamere del circuito offrivano uno spettacolo live in bianco e nero per gli spettatori delle sale. Soltanto l'ultima edizione fece il salto tecnologico passando al colore. La transizione tardiva al colore e una qualità di produzione considerata mediocre per gli standard cinematografici furono tra i motivi che decretarono la fine di questo esperimento, segnando così il ritorno al piccolo schermo.

La CCTV fu un business globale fino agli anni '80

Sebbene gli Stati Uniti rappresentassero il mercato principale, la CCTV si diffuse rapidamente anche in Canada, Regno Unito, Giappone e in numerosi altri Paesi. La tecnologia permetteva di sfruttare infrastrutture già esistenti e di raggiungere un pubblico enorme senza i limiti strutturali degli impianti sportivi. La risposta del pubblico fu entusiastica perché l’esperienza manteneva una forte dimensione collettiva. Le sale cinematografiche diventavano luoghi di aggregazione dove tifare, applaudire e vivere emozioni condivise, proprio come accadeva negli stadi o nei teatri.

I biglietti costavano generalmente più di una normale proiezione cinematografica, ma meno rispetto alla presenza dal vivo nell’arena che ospitava l’evento. Molte sale trasformavano l’occasione in una vera festa. Locandine dedicate, gadget, programmi stampati e allestimenti a tema contribuivano a creare l’illusione di assistere realmente all’incontro. La formula si estese anche al wrestling professionistico, culminando con il successo della prima edizione di WrestleMania nel 1985, seguita da oltre un milione di spettatori attraverso il circuito chiuso.

L’avvento della televisione via cavo e successivamente della pay-per-view domestica decretò il progressivo declino della Closed-Circuit Television tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90. Guardare un incontro o uno spettacolo da casa diventò più comodo e meno costoso, riducendo drasticamente la necessità di recarsi in una sala cinematografica. Sebbene il sistema non sia scomparso del tutto, il suo ruolo centrale nell’industria dell’intrattenimento terminò in quel periodo.

L’idea alla base della CCTV, però, è tornata in auge recentemente sotto una nuova veste. Grazie alla proiezione digitale e senza il pretesto di un evento in diretta, i cinema hanno ricominciato a ospitare contenuti alternativi. Concerti vintage di artisti come David Bowie, i Queen e Robbie Williams, opere liriche, balletti, spettacoli teatrali e perfino eventi sportivi, fanno sporadicamente parte della programmazione di alcune sale grazie a un sistema di distribuzione dedicato. L’attuale fenomeno dell’event cinema non è altro che l’evoluzione tecnologica di una pratica nata quasi ottant’anni fa, quando le sale cinematografiche scoprirono di poter essere molto più di semplici luoghi in cui vedere un film.
Il potere aggregativo e la dimensione spettacolare continuano a essere i muscoli che il cinema sa di poter mostrare di fronte al blob informe di contenuti social e in streaming. Anzi, per come il mondo si è parzialmente involuto con gli smartphone, diventando più rumoroso e superficiale, la sala cinematografica si è anche riscoperta detentrice di un altro valore, quello di offrire un prezioso isolamento da tutto questo chiasso.



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