martedì 30 marzo 2021

Adam Wingard da Godzilla vs Kong ai ThunderCats

Se siete stati bambini negli anni Ottanta conoscerete sicuramente i cartoni dei ThunderCats, andati in onda dal 1985 al 1990 e con un più recente revival nel 2011. A questi personaggi alieni, con le caratteristiche sia di umani che di felini - le cui avventure erano scritte, prodotte e doppiate in America ma animate in Giappone e che hanno dato via anche a videogame e avventure a fumetti - la Warner sta per dedicare un film misto live action e animazione CGI, la cui regia è stata affidata ad Adam Wingard, regista del successo mondiale del momento, Godzilla vs Kong.

La prima versione della sceneggiatura è stata scritta da David Coggeshall, ma sarà il collaboratore di WIngard Simon Barrett a riscriverla. I protagonisti delle avventure animate, fuggiti dal loro pianeta, Thundera, dopo un'imprecisata catastrofe, si stabilivano nella serie sulla Terza Terra, che altro non era che il nostro pianeta tra qualche migliaio di anni. Alleandosi con società magiche e tecnologiche, combattevano contro il malvagio Mumm-Ra e i suoi scagnozzi.

Un progetto decisamente insolito per Wingard, la cui ultima fatica sta per uscire nei cinema americani e su HBO Max. Viene da chiedersi quanti siano oggi ancora interessati ai ThunderCats, la cui grafica, diciamolo, il film non potrà che migliorare.



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Space Jam 2: ecco i character poster ufficiali!

Sono arrivati i character poster ufficiali di Space Jam 2 ("Space Jam - A New Legacy" in originale), non troppo in sordina perché il film è molto più atteso di quanto si possa pensare: negli States uscirà il 16 luglio, e speriamo tutti che la data d'uscita italiana non sia troppo diversa. Prima di lasciarvi a questi allegri ritratti, una galleria in cui l'unico essere umano è il giocatore di basket LeBron James (ironicamente solo "suggerito" nei poster), vi ricordiamo quel che si sa della trama del film di Malcolm D. Lee. Nella storia LeBron cerca di ritrovare un legame col figlio Dom sedicenne, un mago dei computer... ma non abbastanza, perché viene rapito in un mondo virtuale da Al-G Rhythm (Don Cheadle), incarnazione di un'intelligenza artificiale che vuole da LeBron un riscatto: una parte dei suoi follower sui social. Risucchiato anche lui nel Warner 3000 Serververse (!) per salvare il figlio, James decide di rilanciare con una sfida all'ultimo tiro di basket, come accadeva nel primo Space Jam, con l'aiuto di Bugs Bunny, Daffy Duck, Porky e di tutto il resto della banda: ma per metterla insieme, dovrà prima attraversare i mondi di celebri film Warner Bros...
Vi lasciamo ai character poster di Space Jam 2! Leggi anche Space Jam 2, tutto quello che sappiamo sul ritorno di Bugs Bunny e soci

















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Leonard Nimoy: in onore del Signor Spock presto una scultura che rappresenta il saluto vulcaniano

A Boston sorgerà presto una scultura dedicata alla memoria di Leonard Nimoy, il mitico signor Spock della serie televisiva originale Star Trek, andata in onda dal 1966 al 1969, e dei successivi sei film. Il luogo scelto per esporla è lo Science Park, che ospita il celeberrimo Museo della Scienza. Boston è la città in cui Nimoy è nato il 26 marzo del 1931, e il Museo della Scienza, insieme alla famiglia dell'attore, ha organizzato una raccolta fondi online per finanziare il monumento, che sarà non una riproduzione del vulcaniano e semiumano dalle orecchie a punta e le sopracciglia all'insù, ma la sua mano intenta a fare il saluto vulcaniano. La statua sarà alta circa 6 metri (20 piedi) ed è stata affidata allo scultore David Phillips.

La famiglia di Leonard Nimoy sta pensando anche di aprire un negozio di souvenir e memorabilia chiamato LLAP, che è l'acronimo di "Live Long and Prosper" (in italiano Lunga Vita e Prosperità), la frase che accompagna il saluto vulcaniano e che per i fan della saga fantascientifica è iconica quanto il saluto di della serie di Star Wars "Che la forza sia con te". Parte degli incassi dello shop verranno devoluti alla ricerca per la Malattia Polmonare Ostruttiva Cronica, che è stata la causa della morte dell'attore.

"Lunga Vita e Prosperità è un messaggio in cui mio padre credeva fortemente"- ha dichiarato Julie Nimoy, la figlia dell'attore. Mio padre ha sempre amato Boston e si sentirebbe onorato se sapesse che il Museo della Scienza sarà per sempre la casa del suo monumento commemorativo. La scultura non solo rappresenta uno dei gesti di pace, tolleranza e diversità più conosciuti al mondo, ma sarà anche un bellissimo tributo alla vita e all'eredità di mio padre".

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Già lo scorso autunno si era parlato della statua in onore di Leonard Nimoy, e proprio la figlia dell'attore vi aveva accennato su Twitter postando un disegno della mano gigante e scrivendo che Nimoy sarebbe stato contento della statua. A sostenere l'iniziativa era anche William Shatner alias il capitano Kirk, che aveva ritwittato il post commentando: "Bisogna farla. Leonard era molto orgoglioso delle sue radici bostoniane".



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Thor 4 Love and Thunder: Russell Crowe si aggiunge al cast!

Mentre Thor: Love and Thunder, quarto cinecomic del personaggio e secondo diretto da Taika Waititi, sta raggiungendo in Australia la metà della lavorazione dal vivo, si aggiunge al già ricchissimo cast un altro nome prestigioso, quello di Russell Crowe.

Dopo che l'attore neozelandese era stato avvistato, con parte del cast e della troupe, ad un match della National Rugby League, Deadline ha reso noto che Crowe avrà un ruolo nel film e l'account Twitter Thor: Love and Thunder News ha pubblicato le foto del cast dove appare anche lui.

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Del ruolo di Crowe non si sa ovviamente niente, se non che sarà un cammeo, ovvero una breve apparizione, che immaginiamo molto gustosa, dato il noto senso dell'umorismo di attore e regista. L'uscita internazionale del film è al momento fissata per il 6 maggio 2022 e non abbiamo dubbi che Thor: Love and Thunder sarà perfino più epico e divertente del suo predecessore.



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lunedì 29 marzo 2021

Omaggio al grande Warren Beatty: ecco i suoi migliori film in streaming

Dedichiamo oggi il nostro solito approfondimento con i migliori cinque film in streaming all’icona del cinema anni ‘60 e ‘70 Warren Beatty, il quale compie oggi 84 anni. Lanciato insieme a Natalie Wood nel 1962 da Splendore nell’erba, Beatty nel corso dei decenni ha costruito una carriera a tutto tondo che gli ha permesso di aggiudicarsi l’Oscar per la miglior regia grazie a Reds e ottenere ben altre tredici candidature suddivise nelle categorie di attore, sceneggiatore, regista e produttore. In mezzo a una serie di titoli entrati diritto nella storia del cinema americano abbiamo selezionato quelli che a nostro avviso testimoniano al meglio la versatilità dell’artista. Buona lettura.

  • Cinque film in streaming interpretati e diretti dal grande Warren Beatty
  • Gangster Story
  • I compari
  • Il paradiso può attendere 
  • Bugsy
  • Bulworth - Il senatore 

Gangster Story (1967)

Uno dei lungometraggi che maggiormente hanno contribuito a scardinare le fondamenta dell’industria classica e iniziare la grande stagione della cosiddetta “Nuova Hollywood”. Nel portare sul grande schermo le gesta sanguinose di Bonnie and Clyde Arthur Penn si affida a un'idea di montaggio serrato e di messa in scena all’epoca assolutamente anticonvenzionale, fatta di una visione esplicita. Al restano pensano Beatty e Faye Dunaway, perfetti nel dar vita a due psicologie affascinanti quanto deviate, due antieroi che raccontano in pieno la frammentazione dell’individuo contemporaneo. Gangster Story è un capolavoro di rottura delle convenzioni. Disponibile su Chili, Apple Itunes, TIMVision.

I compari (1971)

In mano a un regista che amava smembrare e ricostruire il genere come Robert Altman, I compari non poteva che essere un western atipico. Magnifico, invernale e malinconico, un ritratto impietoso e quasi distopico del mito della frontiera. Beatty si rivela perfetto per impersonare il bonario protagonista, un uomo che inganna il destino aspettando che la propria fine arrivi puntuale. Messa in scena poderosa e una Julie Christie in stato di grazia chiudono un cerchio cinematografico di raro fascino, un film poetico che rappresenta il meglio sia del grande cineasta che dei suoi attori. Disponibile su Rakuten TV, Chili, Google Play.

Il paradiso può attendere (1978)

Remake profondamente aggiornato del classico di Ernst Lubitsch, il film diretto da Beatty a quattro mani con Buck Henry gli consente di portare sul grande schermo un personaggio all-american, con tutti i suoi pregi e difetti. Il paradiso può attendere è uno spettacolo frizzante a tratti sontuoso, che riflette sull’idea di successo a tutti i costi e si avvale di un cast di supporto grandioso: ancora la Christie, Charles Grodin, James Mason, Jack Warden, Dyan Cannon. Co-sceneggiato dalla grande Elaine May. Disponibile su Chili, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Bugsy (1991)

Il biopic sul celeberrimo criminale che ha “inventato” Las Vegas permette a Beatty di tornare indietro nel tempo e dipingere nuovamente un personaggio allo stesso tempo affascinante e violentissimo, uno psicopatico dalla personalità strabordante. Accanto a Beatty la sua futura moglie Annette Bening e un cast di supporto che comprende Ben Kingsley, Harvey Keitel e molti altri. La regia di Bugsy di Barry Levinson è accurata per uno spettacolo elegante e classico. Quarta nomination all’Oscar come attore per Beatty. Disponibile su Chili, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Bulworth - Il senatore (1998)

La scatenata commedia diretta e interpretata da Beatty - con accanto una emergente Halle Berry - è un lungometraggio frizzante e magnificamente scritto, tanto da meritare la nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura. Bulworth - Il senatore sembra uscito dagli anni ‘70, da quello spirito liberal che però intende mettere in discussione il senso morale del fare politica. Momenti di enorme comicità e almeno un paio di scene di culto. Forse il miglior film diretto da Beatty dopo Dick Tracy, purtroppo non disponibile in streaming in Italia. Disponibile su Chili.



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Spiral - L'eredità di Saw: Samuel L. Jackson ci dà un misterioso appuntamento

Pur non essendo fan della saga di Saw, questo nuovo sequel/reboot, Spiral - L'eredità di Saw, ci attira per diversi motivi, non certo ultimo dei quali il fatto che è interpretato da due attori che amiamo molto, ovvero Chris Rock e Samuel L. Jackson. Oggi su Twitter sono comparse due foto particolari degli attori, il cui volto è stato sottoposto a una sorta di "trattamento spiraleggiante", ma solo una, quella di Jackson, è commentata con un "tomorrow". Cosa dobbiamo aspettarci?

La cosa più logica è ovviamente un nuovo trailer. La data d'uscita americana di Spiral è fissata al 14 maggio e non si sa ancora quando potrà uscire da noi. Ad ogni modo, non resta che aspettare domani 30 marzo per svelare il mistero e nel frattempo c'è sempre il vecchio trailer da rivedere.



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Inception: la spiegazione del finale tra sogno e realtà secondo Christopher Nolan

Con la rivoluzionaria idea di un thriller che faccia viaggiare i protagonisti di sogno in sogno, Inception è una delle opere più affascinanti di Christopher Nolan. Uscito al cinema nel 2010, il film racconta la storia di un team di ladri che sottrae informazioni dal subconscio delle persone che dormono. Ingaggiati da un uomo d'affari, la squadra ha l'arduo compito di innestare un ricordo nell'erede di una potente società che fornisce energia e per farlo deve architettare un piano che preveda un multistrato onirico, in cui il pericolo è quello di perdersi in un limbo senza capire più quale sia la realtà.

Inception vanta un cast di alto livello grazie alla presenza di Leonardo DiCaprio, Joseph Gorgon-Levitt, Tom Hardy, Marion Cotillard, Cillian Murphy, Ken Watanabe, Michael Caine e Elliot Page che all'epoca era ancora noto come Ellen Page. Per seguire il film bisogna prestare molta attenzione ai dialoghi e non perdersi quando la trama va in profondità, passando da un sogno all'altro. Nel frattempo non è difficile lasciarsi sedurre dalla labirintica composizione delle immagini. Riguardo al finale, con quell'ultima inquadratura della trottola di Cobb, il regista crea volutamente spazio all'interpretazione del pubblico, ma nell'arco degli anni una spiegazione valida di come finisca Inception è stata trovata.

Inception: la spiegazione del finale del film secondo Christopher Nolan

Andiamo direttamente al finale di Inception. Quello che vogliamo sapere, al di là del compimento della missione da parte del team, è se il personaggio di Leonardo DiCaprio sia rimasto intrappolato nel limbo. Lo vediamo in aeroporto, rientrato finalmente negli Stati Uniti dove non poteva tornare per l'accusa di omicidio che pendeva sulla testa. Ad accoglierlo c'è il suocero, nonché suo mentore, interpretato da Michael Caine. Quando entra in casa, fa girare la trottola, vede i suoi bambini e corre ad abbracciarli. Il film si chiude con la trottola sempre in rotazione. La domanda è: Cobb sta ancora sognando ed è rimasto intrappolato nel limbo oppure quella è la realtà e si è finalmente riunito con i figli?

Stando a quanto raccontato da Michael Caine qualche tempo fa, quando interpellò Nolan chiedendogli delucidazioni sulla trama, il regista gli rispose "quando tu sei in scena, quella è realtà, quando non ci sei, si tratta di un sogno". Con questa frase, Nolan tentava di semplificare all'attore la comprensione del film. Il personaggio di Caine è presente in quell'ultima scena, cosa che lascia intendere che il finale del film sia realtà. Inoltre, si dice nello svolgimento che quando di sogna non si possa ricordare come si è arrivati in un luogo, mentre è evidente che Cobb sia giunto a casa dall'aeroporto e lo sappia bene anche lui.

Coloro che invece sostengono la tesi del sogno, puntano il dito contro i due bambini che sono vestiti nello stesso modo in cui vengono visti in precedenza nei ricordi di Cobb. A confutare questa teoria, si trovano video sul web in cui i due momenti sono accostati e si può notare, in effetti, una leggera differenza negli abiti tra la prima e la seconda sequenza. È evidente che Christopher Nolan abbia fatto di tutto per confondere le acque, lasciando che il finale fosse dibattutto dal pubblico durante i titoli di coda e andando, oltretutto, a chiudere il film nell'istante in cui sembra che la trottola inizi a vacillare. Però la psicologia di Nolan è più contorta di una semplice risposta che dica se si tratta di sogno o realtà. Il regista così si rivolgeva ai laureandi della Princeton University nel 2015:

Nella grande tradizione di questi discorsi fatti a voi studenti, generalmente vi si dice "inseguite i vostri sogni", ma io non ve lo dirò perché non ci credo. Io voglio che voi inseguiate la vostra realtà. Penso che nel corso del tempo si sia iniziata a vedere la realtà come la cugina povera dei sogni. Vorrei sottoporvi il caso in cui i nostri sogni, la nostra realtà virtuale, queste astrazioni di cui ci piace circondarci, siano dei sottoinsiemi della realtà.

La fine di Inception funziona perché Cobb raggiunge i suoi figli, nella sua personale e soggettiva realtà. A lui non importa più cosa sia e lo dichiara: forse tutti i livelli di realtà sono validi. La camera si sposta verso la trottola e andiamo a nero quando sembra che stia per cadere. A quel punto io fuggo dalle proiezioni prima che la gente mi fermi, perché c'è sempre una forte reazione da parte del pubblico, solitamente un reclamo.

Il punto è che, oggettivamente, al pubblico importa conoscere la fine in termini assoluti, nonostante stia guardando un'opera di finzione, una specie di realtà virtuale. La domanda se la fine di Inception sia sogno o realtà, è quella che mi è stata chiesta di più tra tutti i miei film. La gente vuole saperlo, perché questo è ciò che conta quando si parla di realtà. La realtà è importante".


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