sabato 2 aprile 2022

Bla bla baby, la commedia di Fausto Brizzi con Alessandro Preziosi e Matilde Gioli, in cui i neonati giudicano gli adulti

Un film per bambini, adatto anche ai genitori. Bla bla baby è un inedito o quasi per il cinema italiano e qualcosa di molto lontano rispetto ai film precedenti di Fausto Brizzi. “L’obiettivo era che nessuno potesse scrivere è la solita commedia italiana”, ha commentato il regista, scherzando fino a un certo punto, nel corso della presentazione della sua nuova commedia, in arrivo il 7 aprile #soloalcinema per 01 Distribution.

Un incontro stampa inusuale, per la presenza di tanti bambini poco più che neonati saliti sul palco (con genitori), anche se cresciuti rispetto ai mesi delle riprese, un anno e mezzo fa. Sono infatti loro i protagonisti insieme agli adulti Alessandro Preziosi, Matilde Gioli, Cristiano Caccamo, Massimo De Lorenzo, Maria Di Biase.

La storia è quella di Luca (Preziosi), che lavora a 45 anni in un asilo nido aziendale. Un giorno, per un accidente curioso, sorta di parodia di quelli che rendono i supereroi tali nei cinecomic, riesce a comunicare con i bambini. In senso pieno, visto che li sente parlare e anche con frasi molto articolate e non di rado critiche nei confronti dei tanti vizi degli adulti. Una commedia, Bla bla baby, che guarda ai family movie americani anni Ottanta, come Mamma ho perso l’aereo o Beethoven. Anche se un cruciale riferimento sono state le strisce a fumetti dei Peanuts o di Mafalda, specie per lo spietato cinismo con cui i pargoli parlanti si rivolgono ai grandicelli. Sono stati scelti fra centinaia di bambini quelli con la faccia giusta, gemelli per comodità, e con genitori altrettanto disponibili a pazientare per le lunghe giornate dei set cinematografici. Gli attori professionisti si sono “messi in ginocchio per giocare con loro”, con la parte più cinica lasciata proprio ai più piccoli.

“Accanto all’asilo vero del film ne abbiamo messo su uno per bambini e genitori”, ha detto Brizzi. “Hanno imparato a camminare sul set. Abbiamo girato in sequenza e per l’ultima scena camminavano, seppure traballanti. È stato quasi un documentario, con uno stile di ripresa che non ho mai usato. Con i bambini aspetti che facciano qualcosa e non sai quando accadrà. Ogni giorno portavamo a casa tre quattro ore di girato e gli attori recitavano assecondando i tempi loro. Recitavano con una registrazione già fatta delle voci e con i bambini. A volte con il nulla. Abbiamo usato una colonna guida, come si fa con i cartoni animati.”

Salutato da due gemelle che, salite sul palco, sono corse ad abbracciarlo provocandogli un sorriso emozionato, Alessandro Preziosi ha rievocato un’esperienza stancante ma sicuramente particolare. “Sono diventato padre a vent’anni, lo sono da 27. Non comunicando facilmente con me stesso mi sono trovato benissimo a non comunicare con loro. È stato bello condividere con tutta la troupe l’arrivo dei bambini sul set, era divertente vedere come per calmarli tutti ci improvvisavamo educatori. È stato sorprendente lavorare a questo progetto, ho dato fondo a tutta la leggerezza della mia esperienza di padre e uomo. Sono una persona che prende molto in giro e inevitabilmente anche i miei figlio hanno iniziato presto a non prendermi sul serio, a farmi scherzi cattivi come quelli che faccio io”. 

Un’esperienza che ricorda con un gran sorriso anche l’altra protagonista, Matilde Gioli. “È stata bello e importante. Non capita tutti i giorni di fare film del genere. Non sono ancora mamma e un rapporto con bimbi così piccoli è stato nuovo, anche se ho cresciuto i miei fratelli piccoli. È stato un piacere dall’inizio alla fine, anche se complesso. Guardare la loro ingenuità e spontaneità nel muovere il viso ti fa venire voglia di alleggerire tutte le sovrastrutture di noi attori. Sono molto legata a questi bimbi, anche se incontrandoli ora non mi hanno riconosciuta, o forse hanno fatto i preziosi. Un’esperienza assai formativa che mi ha fatto crescere tantissimo”.

Non solo risate, però, ma anche alcune riflessioni, come sottolinea Brizzi.  “Volevo far giudicare dai piccoli il mondo frettoloso degli adulti, cosa che noi non facciamo. Sotto film per bambini e famiglie ci sono anche dei ‘messaggi’. Un invito a fare attenzione al mondo dei bambini che ci guardano e ci giudicano. Non stiamo dando sempre buon esempio. Non sappiamo ancora cosa accadrà a un bambino abbandonato all’iPad, ma nel dubbio facciamoli giocare di più. L’idea è venuta a mia moglie, che mi ha detto, ‘perché non fai Ted con i neonati veri?’. Un’idea folle, ne ho parlato con Luca Barbareschi, che produce con Eliseo Entertainment, e abbiamo fatto dei test. Abbiamo costituito un dream team di sceneggiatura, composto da Paola Mammini, Herbert Simone Paragnani e Mauro Uzzeo, per sviluppare quello che si sembrava un soggetto interessante. Poi abbiamo fatto degli aggiustamenti tecnici e drammaturgici per adattarci al lavoro con i neonati. Usando trucchi meccanici, a volte digitali o con il bambino vero. Un lavoro di squadra. Ci voleva una follia anche produttiva per ottenere la giusta resa tecnica. È la prima volta che mi capita di poter far vedere il film non alla fine del montaggio, ma un anno dopo. Se faremo un sequel si potrà alzare il livello cattiveria, quando i bambini giudicano male gli adulti. Mi sembra la cosa migliore di Bla bla baby”.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/6gHfQbr

via Cinema Studi - Lo studio del cinema è sul web

Bruce Willis, il sarcasmo malinconico, la giga: L'ultimo boy scout del cinema americano

Come tanti miei coetanei, con Bruce Willis io ci sono cresciuto.
Prima con Moonlighting, il telefilm che interpretava assieme a Cybill Shepherd, formando una coppia tanto formidabile e affiatata sullo schermo quando elettrica e impossibile nella vita reale: i due si odiavano, infatti.
E poi, ovviamente, con il primo Die Hard (da noi intitolato Trappola di cristallo), che era e rimane un filmone indimenticabile, e poi con tutti i sequel, e con quello che è venuto col successo: il Falò delle vanità depalmiamo, il folle La morte ti fa bella di Zemeckis, e poi ovviamente Pulp Fiction e Il quinto elemento e Il sesto senso e via discorrendo.
Sono di quelli, però, che pensano che John McLane non si batta, non ci sono Tarantino, Terry Gilliam, Walter Hill o Wes Anderson che tengano.
Bruce Willis è e rimarrà sempre John McLane, il personaggio che assieme al Martin Riggs di Mel Gibson ha rappresentato l'apice dell'action hollywoodiano venato di commedia tra gli Ottanta e i Novanta del Novecento.
E però, forse, c'è un'eccezione.
C'è un film al quale forse voglio ancora più bene che ai Die Hard (anche se non è difficile voler bene a qualche film più che agli ultimi due capitoli della serie). Un film nel quale Willis interpreta un ruolo, e delle battute, che non hanno niente da invidiare a McLane, e al suo "Yippee-ki-yay, motherfucker". Un film che catturava alla perfezione, ancora più di Die Hard, la malinconia che si celeva dietro il sarcasmo cinico e il sorriso amaro di Willis. E quel film è L'ultimo boy scout.
Che, col senno di poi, alla luce delle notizie recenti ha anche un sottotitolo amarissimo che recita "Missione sopravvivere".

L'ultimo boy scout Willis l'ha girato nel 1991, quando già, grazie ai primi due Die Hard, era una superstar amatissima in tutto il mondo.
Il copione - venduto alla cifra record, per allora, ma ancora elevatissima, di un milione e 750mila dollari - era firmato da Shane Black, quello che aveva già scritto il primo Arma letale, e che poi avrebbe diretto Iron Man 3, per dirne uno. Ma anche Kiss Kiss Bang Bang.
Il regista era Tony Scott, quello che i maligni indicano come il fratello bravo di Ridley e che i cinefili più seriosi invece giudicano il fratello scemo, ma che è stato uno che, finché era vivo, l'action l'ha preso e rigirato come un calzino.
Produttore era il potentissimo Joel Silver.
E poi c'era Damon Wayans, che faceva la spalla di Willis.

La lavorazione, pare, fu disastrosa. Tutti litigavano con tutti. Willis con Wayans, Willis con Scott, Black con Scott e Silver e tanti altri incroci ancora. Black riscriveva di continuo. Scott rigirava. Il montaggio fu un'impresa titanica, e se ne venne fuori solo grazie a Stuart Baird.
Tutti si lamentavano, e Black e Scott sostenevano che il copione originale fosse molto meglio del film finito.
E però.
E però L'ultimo boyscout è bello anche perché sgangherato, sgangherato e stropicciato e imperfetto come Joe Hallenbeck, il personaggio di Willis, ex agente dei servizi segreti diventato un investigatore privato semi alcolizzato con la moglie che lo tradisce col suo migliore amico, assunto per proteggere una spogliarellista (era Halle Berry) che viene ammazzata e poi impegnato di  per scoprire chi l'ha fatta fuori facendo coppia, di malavoglia, col volenteroso fidanzato di lei.
Joe Hallenbeck, quello che dice cose come "l'acqua è bagnata, il cielo è blu, e le donne hanno i segreti", o come "credo nell'amore e credo anche nel cancro", o "l'ho finita la dignità", ma soprattutto come "mi devi fare accendere, e ti ammazzo se mi tocchi".

Tra le altre cose che diceva Joe Hallenbeck nel film, c'era anche che se usciva vivo da quella storia, dalla storia del film, si sarebbe messo a ballare la giga, che poi è una danza popolare. E ovviamente Joe usciva vivo da quella storia, e si metteva a ballare la giga, sopra i riflettori di uno stadio gremito, ripreso dalle telecamere e trasmesso sui maxischermi, con la folla che acclamava.
Ecco: sarebbe bello immaginare che oggi, dopo tutto quello che siamo venuti a sapere, Bruce Willis, anche senza telecamere e maxischermi, anzi senza telecamere e maxischermi, potesse mettersi da una parte e ballare la giga per festeggiare l'esito positivo, il più positivo possibile, di una storia davvero brutta.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/s9AeSGX

via Cinema Studi - Lo studio del cinema è sul web

Po

L'alluvione nel Polesine del 1951
* * * - - (mymonetro: 3,19)

Regia di Andrea Segre.
Genere Documentario - Italia, 2022. Durata 90 minuti circa.

Il 14 novembre 1951 il fiume Po straripò a Occhiobello, un piccolo Comune in provincia di Rovigo, causando l'allagamento del Polesine, regione già poverissima. Una catastrofe ambientale che fece centodue vittime e oltre centomila sfollati e che ebbe come effetti l'immediata evacuazione della zona, l'emigrazione coatta in cerca di lavoro, una ricostruzione e un ritorno difficili. Alcuni anziani, allora bambini, intervistati oggi ricordano quei fatti, rievocando ricordi, choc, lutti ma anche episodi di un'esistenza oltre l'essenziale, in simbiosi con il fiume. Se la reazione di solidarietà molto concreta a quella tragedia nazionale fu immediata, sia dal resto del Paese che dal mondo, a settant'anni di distanza se ne sollecita la memoria in forma orale, perché non resti imprigionata negli archivi, come materia inerte.





from Cinema - MYmovies.it https://ift.tt/0ZOxhkd

via Cinema Studi - Lo studio del cinema è sul web

venerdì 1 aprile 2022

Lekh

Teen movie indiano

Regia di Manvir Brar, Bhanu Thakur. Con Gurnam Bhullar, Nirmal Rishi.
Genere Drammatico - India, 2022. Durata minuti circa.

Il destino attira i fidanzati del liceo, Rajvir e Ronak separati solo per portare gli amanti incrociati di nuovo come adulti che devono elaborare il loro passato e ottenere la chiusura prima che il destino colpisca di nuovo.





from Cinema - MYmovies.it https://ift.tt/vtk9Ydc

via Cinema Studi - Lo studio del cinema è sul web

Indiana Jones e il tempio maledetto, "Short Round" ricorda il provino con Steven Spielberg

Ospite di Jimmy Kimmel, Ke Huy Quan, interprete di Short Round in Indiana Jones e il tempio maledetto, poi in Goonies, ha raccontato come sia diventato attore e il tenero provino con Steven Spielberg.

from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/XI7214Z

via Cinema Studi - Lo studio del cinema è sul web

Bruce Willis, i Razzie cedono e ritirano il premio, correndo ai ripari

Alla fine i satirici Razzie Awards si sono piegati alle proteste e hanno cancellato il premio "Peggiore performance di Bruce Willis nel 2021", per rispetto dell'attore, ritiratosi per problemi di salute. Per una questione d'immagine, hanno "scagionato" anche un'altra star...

from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/9yTI2AX

via Cinema Studi - Lo studio del cinema è sul web

Dopo Avengers, Scarlett Johansson e Chris Evans di nuovo insieme in Project Artemis

S'intitolerà Project Artemis il ritorno nello stesso film, dopo gli Avengers, di Scarlett Johansson e Chris Evans. Li dirigerà il collega attore Jason Bateman. Di cosa tratterà il film targato Apple?

from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/V7rQ6XB

via Cinema Studi - Lo studio del cinema è sul web