mercoledì 28 aprile 2021

Fuoricampo: il cinema dimenticato

Le plance dei cinema sono ferme a marzo 2020: come un fermo immagine, ci ritroviamo manifesti di film di un anno fa, oramai ingialliti.
Il mondo dell'arte è rimasto fermo a più di un anno fa. E le sue vetrine lo raccontano impietosamente.

Parte proprio da questa necessità con il progetto Fuoricampo: riempire quelle plance con le foto di chi, dei cinema e del cinema, ne ha fatto ragione di vita. Abbiamo fotografato e reso protagonisti di quelle plance coloro che sono abituati, per ruolo, ad essere sempre dietro le quinte: i proprietari dei cinema di tutto il Salento. L'agenzia di marketing e comunicazione, Sette adv, ha messo momentaneamente da parte il lavoro quotidiano per lanciare un grido di denuncia.

Il progetto Fuoricampo, fuori il 21 aprile in occasione della Giornata Mondiale della Creatività e dell’Innovazione, si fa portavoce del silenzioso grido di denuncia e di disagio proveniente dal mondo del cinema e dai suoi proprietari.

“Fuoricampo”, nel gergo cinematografico, indica persone, oggetti non visibili nell’inquadratura ma ugualmente presenti sulla scena. Da qui, la voce fuoricampo di chi nei cinema e grazie ai cinema ci vive: i proprietari, persone dimenticate, fuori dal campo visivo dello Stato.
I manifesti di denuncia affissi nelle plance di tutto il territorio salentino vogliono sensibilizzare l’opinione pubblica, raffigurando nelle pose e negli sguardi di coloro che hanno aderito all’iniziativa tutte le emozioni che questo settore vive da ormai troppo tempo.

Ecco i volti che hanno preso parte a Fuoricampo:

Daniela Vantaggiato, Cinema Ariston - Collepasso
Antonio Mosticchio, Multiplex Teatro Fasano - Taviano
Silvano Carratta, Cinema Tartaro - Galatina
Gianluigi Petrucelli, Cinema Teatri Riuniti - Gallipoli
Rocco Cafueri e Alessandro Rizzo, Cinema Moderno - Tricase
Andrea e Christian Spinelli, Cinema Teatro Moderno - Maglie

Fuoricampo è un progetto autofinanziato, che oltre a raccontare il presente vuole anche fornire uno spunto di riflessione sulla prospettiva futura. La possibile riapertura di cinema e teatri porta con sé troppe falle: i film che mancano, i limiti di capienza della sala, insieme alla paura di ritornare in luoghi condivisi. Ripartire è necessario, ma solo con costanza si può sopravvivere.



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