lunedì 28 dicembre 2020

Demon Slayer Mugen Train è il film più visto di sempre in Giappone, battuto Hayao Miyazaki

Alla fine è successo: il terremoto portato al boxoffice giapponese da Demon Slayer Mugen Train, seconda parte dell'adattamento anime del manga firmato Koyoharu Gotōge dopo la serie tv, è ormai totale. Il film è diventato il più alto incasso della storia del cinema in Giappone. Il record era detenuto finora da La città incantata (2001) di Hayao Miyazaki, che aveva incassato 31.680.000.000 di yen, battuti domenica dai 32.470.000.000 di Mugen Train, diretto da Haruo Sotozaki, uno dei registi attivi sulla serie prodotta dalla Ufotable e da noi presentata gratuitamente in streaming su VVVVID.IT, anche in lingua originale. La storia narra di Tanjiro, giovane di cuore puro che nel Giappone dei primi del '900 diventa cacciatore di demoni, per proteggere sua sorella Nezuko, a sua volta trasformata in demone da un essere malvagio.

Demon Slayer - Mugen Train, il contesto e le conseguenze del suo trionfo al boxoffice giapponese

È un record pazzesco quello di Demon Slayer: Mugen Train anche perché viene registrato nell'anno del Covid, in Giappone sotto controllo e definitivamente umiliato da questo trionfo dell'esperienza in sala (persino i numeri IMAX sono stati altissimi). Un esito ancora più incredibile se si calcola che Demon Slayer Mugen Train ha battuto La città incantata in soli 59 giorni, contro i 253 che furono necessari al film di Miyazaki per superare la barriera dei 30 miliardi di yen, come ci fa notare il Japan Times: si era intuito che potesse accadere, dopo che l'anime aveva raggiunto il secondo posto, scalzando Titanic! Va da sè che il grande successo cinematografico non ha fatto altro che potenziare la diffusione del manga originale, edito qui in Italia da Star Comics: la pubblicazione in Giappone del 23° e ultimo volume proprio questo mese ha registrato ben 3.950.000 copie vendute!
Ricordiamo che Demon Slayer - Mugen Train, di fatto una sorta di "seconda stagione" in continuità narrativa completa con la prima serie anime, è stato acquistato per l'Italia da Dynit.it e vedrà la sua versione nostrana nel 2021.



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Sylvester Stallone e quel würstel piccolo piccolo...

Sylvester Stallone, in fondo, è un romanticone e un tipo nostalgico. E siccome ai nostalgici piace ripercorrere il passato, il nostro non ha fatto eccezione e ha postato un vecchio spot pubblicitario di una marca giapponese di würstel di cui è stato orgogliosamente protagonista. Il video ha mandato i fan di Sly e l'intera rete in delirio. Per capire il perché, basta dare un'occhiata.

Lo spot ovviamente è in giapponese e non si capisce bene cosa c'entrino i würstel con il golf, ma non importa. Anzi, il fatto che il video non abbia molto senso lo rende ancora più sensazionale. Le immagini comunque, ci mostrano un Sylvester Stallone in splendida forma. Per la stessa marca di würstel, l'attore fece un altro spot nel quale era elegantissimo. Indossava infatti lo smoking e in mano teneva un mazzo di rose rosse. Guardate:

Infine, sempre per il Giappone, Sylvester Stallone si è prestato per la pubblicità di una minestra. Nello spot era in calzoncini e si esercitava a saltare con la corda. Tornando al presente, ricordiamo che Sly è molto impegnato. A momento sta infatti lavorando alla versione director's cut di Rocky IV. Inoltre lo vedremo, si spera presto, in Samaritan, un thriller che è anche la storia di un supereroe.  



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Death to 2020: l'anno che verrà secondo Netflix e quelli di Black Mirror

"L'anno vecchio è finito, ormai, ma qualcosa ancora qui non va," cantava Lucio Dalla, e quei versi sembrano quasi scritti per questo nefasto, bisesto e funesto 2020, l'anno che nessuno dimenticherà mai, con grande probabilità il peggiore che chiunque di noi abbia mai vissuto.
Da febbraio in avanti, dallo scoppio della Grande Pandemia in poi, è stato un succedersi di eventi drammatici e catastrofici, talmente serrati e sorprendenti che, ha detto qualcuno, nemmeno uno sceneggiatore di film distopico-catastrofici avrebbe potuto scrivere qualcosa del genere.
Charlie Brooker e Annabel Jones, che sono i creatori di Black Mirror, devono essersi sentiti chiamati in causa: e allora hanno deciso di scrivere e produrre Death to 2020, che trovate in streaming su Netflix, un mockumentary che è il loro modo di salutare con satira e umorismo l'annus horribilis che abbiamo tutti vissuto.
Peraltro, Death to 2020 è anche l'ultimo Netflix Original di quest'anno sfortunatissimo, ma che sulla piattaforma ha visto passare alcuni dei migliori film dell'anno: come Mank, Sto pensando di finirla qui e Diamanti grezzi.

Why the fuck would you do that?

Why the fuck would you do that?
Perché cazzo vuoi fare qualcosa del genere?, chiede il finto giornalista dell'immaginario New Yorkerly Times interpretato da Samuel L. Jackson all'inizio di Death to 2020, quando l'intervistatore gli dice di star realizzando un documentario sul 2020. Domanda legittima, dalla risposta ovvia, nel caso di questa cosa voluta da Brooker e Jones: per ridere, ed esorcizzare (si può, eh: gli antichi greci, che qualcosa sapevano, la chiamavano catarsi). Ma anche per ricordarci di ciò che è accaduto, dei rischi che corriamo, che sono sono solo quelli legati al coronavirus.
Il giornalista di Jackson è solo una delle tante talking heads che appaiono in Death to 2020. Con lui ci sono anche uno storico inglese che confonde la realtà con la trama di film e serie (un favoloso Hugh Grant); una portavoce non ufficiale dei conservatori trumpiani statunitensi (la Lisa Kudrow di Friends); una psicologa comportamentale che disprezza l'umanità (Leslie Jones); un millenial che fattura milioni di dollari con la gig econonomy (il Joe Keery di Stranger Things); lo spietato CEO di una tech company (Kumail Nanjiani); una donna inglese identificata come una delle persone più medie del pianeta (Diane Morgan); una soccer mom suburbana sorridente e seguace dei gruppi cospirazionisti e neonazisti dell'internet (Cristin Milioti); uno scienziato che nessuno ha voglia di ascoltare (Samson Kayo); e perfino la Regina Elisabetta I parte seconda (Tracey Ullmann).

Death to 2020: il trailer

Pandemia ma non solo

In Death to 2020 si parla ovviamente della pandemia e dei lockdown di tutto il mondo ("il più grande fenomeno globale dopo il Marvel Cinematic Universe"), ma l'impressione è che, proprio come raccontato dallo scienziato di nome esilarante di Pyrex Flask, alle cui parole vengono associate immagini di copertura che non c'entrano nulla, di coronavirus non è che Brooker e Jones abbiamo poi davvero tanta voglia di parlare. Il loro sguardo è chiaramente anglocentrico, e i disastri di cui vogliono parlare (preannunciati in gennaio dagli incendi australiani... ve li ricordavate?) sono quelli della Brexit, del trumpismo, dell'uccisione di George Floyd. Certo, di assembramenti, mascherine e contagi si parla di continuo, specie per via dell'operato di Trump (stai dicendo che se l'è andata a cercare perché non aveva la mascherina? questo è victim blaming!, dice il personaggio della Kudrow), e si parla di come la donna più media del mondo abbia sviluppato volutamente personalità multiple per tenersi compagnia durante i lockdown ("stare a due metri di distanza da sé stessi è complicatissimo"), ma l'impressione è che a Brooker e Jones stessero più a cuore altri discorsi, da bravi specialisti di distopie, e non di pandemie.
Il virus, prima o poi passerà, sembra dire implicitamente Death to 2020. Ma ci sono cose che rischiamo di portarci appresso per molto più tempo, se non stiamo attenti, e sono cose altrettanto pericolose e distruttive.
Queste cose sono le derive del trumpismo, la capacità di negare sfacciatamente la realtà per convenienza, si tratti dell'esistenza di un virus o di una nazione ("Scelgo di credere che non ci sia", dice sempre la portavoce non ufficiale della Kudrow, di fronte a evidenze per lei scomode), il razzismo sistemico e sfacciato. Certo, Trump ha perso, anche se non l'ha ancora davvero ammesso, ma il trumpismo non svanirà con lui. E quando in Death to 2020 ci si chiede cosa potrebbe succesere se arrivasse un nuovo Trump, più giovane, più intelligente e più smaliziato beh: vengono i brividi.
Allora, ci dicono Brooker e Jones facendoci ridere di gusto, ma amaramente, bisogna fare attenzione, e uscire dalla logica della contrapposizione totale e partigiana, dall'estremismo delle opposte fazioni in cui ci hanno costretto gli algoritmi dei social network.
La psicologa di Leslie Jones - il personaggio di Death to 2020 con cui chiunque abbia in sé anche solo un pizzico di misantropia non potrà che identificarsi - lo spiega chiaramente: la maggior parte delle persone sono ancora gentili e perbene, ma "ora come ora gli estremi sono più ruvidi che mai: a destra ci sono leccaculo estremisti che si chiedono a voce alta se Hitler fosse davvero così cattivo, e che s'inventano la loro ridicola realtà, e a sinistra ci sono piagnucolanti Signori del Woke che cancellano senza pietà chiunque osi andare a fare la cacca nel momento sbagliato della giornata. Ed entrambe le parti sembrano così infelici che ti viene voglia di vomitare."

Per poter riderci sopra, per continuare a sperare

Di fronte a tutto questo, così come di fronte al coronavirus, inutile girare la testa dall'altra parte, seguendo meccanismi di negazione dettati dalle nostre psicologie o dal fatto che "siamo dei fottuti imbecilli", secondo l'opionione personale della psicologa di Death to 2020.
E questo volevano fare Brooker e Jones: ridere delle disgrazie che ci son capitate per catarsi, ma anche ricordarci che i problemi del nostro tempo sono molti e sono grandi, e non spariranno voltandoci dall'altra parte, o negando la loro esistenza. Come cantava Lucio Dalla: "vedi caro amico cosa si deve inventare, per poter riderci sopra, per continuare a sperare."
Se vogliamo che il 2021 sia davvero un anno migliore del 2020, dovremmo ricordarcelo.



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Ready Player Two: il sequel di Ready Player One è in preparazione

Siete pronti per una bella abbuffata di cultura pop? Se la risposta è sì, sappiate che Ready Player One avrà un sequel. La notizia arriva da Ernest Cline, autore del romanzo da cui Steven Spielberg ha tratto il film di fantascienza del 2018, nonché sceneggiatore dello stesso. La fonte di ispirazione sarà il romanzo, sempre di Cline, "Ready Player Two", che in Italia sarà disponibile dal 7 gennaio 2021.

Ma veniamo al nuovo film. Durante un'intervista al sito Inverse lo scrittore avrebbe dichiarato: "Al momento il progetto è nelle fasi iniziali, soprattutto perché adesso Hollywood si trova in una specie di limbo, ma quello che posso dirvi è che l'esperienza del primo film è stata molto divertente per tutti". Ernest Cline non ha rivelato se a dirigere Ready Player Two sarà Steven Spielberg né se lui stesso firmerà il copione. Certo, se il progetto dovesse passare in altre mani, sarebbe un gran peccato.

Interpretato da Tye Sheridan, Olivia Cooke, Ben Mendelsohn, Lena Waithe, Mark Rylance, Letitia Wright e Simon Pegg, Ready Player One ha incassato quasi 583 milioni di dollari in tutto il mondo a partire da un budget di 175. Sembra normale quindi che la Warner Bros. voglia un secondo film.

Ecco la trama del romanzo "Ready Player Two":

Dopo aver vinto la gara organizzata dal fondatore di OASIS James Halliday, Wade Watts fa una scoperta destinata a cambiare tutto. Nascosta tra i forzieri di Halliday, in attesa che il suo erede la scopra, si trova una tecnologia che è destinata nuovamente a cambiare il mondo intero, rendendo OASIS mille volte più straordinario e in grado di creare ancora più dipendenza di quanto a Wade sembrasse possibile. Con questa arrivano un nuovo indovinello e una nuova sfida, un ultimo ultimo easter egg di Halliday che indica l'esistenza di un nuovo e misterioso premio. In attesa c'è però anche un nuovo e inaspettato rivale, incredibilmente potente e pericoloso, in grado di uccidere milioni di persone per ottenere ciò che vuole. La vita di Wade e il futuro di OASIS sono nuovamente in pericolo, ma questa volta c'è in ballo anche il futuro dell'umanità.


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Prime Video: i Film in streaming a gennaio 2021

Come al solito le novità su Prime Video in zona lungometraggi, anche per i mese di gennaio 2021, si articolano su film in streaming originali o in esclusiva, e opere di terze parti che saranno visionabili sul servizio, già incluso nella sottoscrizione Amazon Prime. Nel panorama di questo mese s'intravedono un documentario su una figura molto nota della cronaca recente, nonché diversi classici...

Prime Video, i film originali e le esclusive del gennaio 2021

I am Greta: avrete sicuramente sentito parlare della giovanissima attivista Greta Thunberg, che in questo documentario su Amazon Prime Video, disponibile dal 3 gennaio, viene seguita nel suo crescente impegno per la cura dell'ambiente, fino al viaggio sull'Atlantico nel 2019. Seguono due film italiani di stampo molto diverso: dal 4 gennaio La stanza di Stefano Lodovichi vede Stella (Camilla Filippi), prossima al suicidio, chiusa in una morsa tra il suo ex Sandro (Edoardo Pesce) e un misterioso sconosciuto, Giulio (Guido Caprino). Dall'8 gennaio invece è la volta della delicata commedia Sul più bello, dove Marta, non troppo avvenente e condannata da una malattia genetica, rivendica il suo diritto a un amore totalizzante.
Di stampo del tutto diverso è One Night in Miami (dal 15 gennaio), dove si racconta la notte di confronto trascorsa insieme tra Cassius Clay (Eli Goree) futuro Muhammad Ali, insieme a Malcolm X, Sam Cooke e Jim Brown, quattro figure storiche dell'attivismo per i diritti degli afroamericani.

Sono commedie sentimentali anche il francese Forte (dal 25), dove una ragazza bruttina sovrappeso decide di dare una svolta alla sua vita con la pole dance, e l'americano Sai tenere un segreto? (dal 20 gennaio), nel quale Alexandra Daddario, sicura che il suo aereo stia per precipitare, racconta i suoi segreti al vicino di posto: tutto finisce bene, ma quello sconosciuto diventa il suo capo! E adesso? Dal romanzo di Sophie Kinsella. Il legame tra Raffaella Carrà e la Spagna esplode invece in Ballo Ballo, musical in arrivo sulla piattaforma dal 25 gennaio, vicenda di una ragazza che molla lo sposo sull'altare per abbracciare la vita di un programma televisivo di ballo a Madrid, negli anni Settanta. Colonna sonora a tema Raffaella, naturalmente.

Prime Video, a gennaio 2021 tra Piedipiatti, Footloose e Terminator

Piuttosto ricco anche il piatto dei film di terze parti, con l'arrivo il 1° gennaio di alcuni classici come Beverly Hills Cop - Un piedipiatti a Beverly Hills (primo e secondo atto), il cult musical Footloose con Kevin Bacon, il mai troppo lodato Paddington 2, i due Terminator minori cioè Terminator Salvation e Terminator Genisys, Il codice da Vinci e l'ultimo Transformers di Michael Bay, cioè Transformers - L'ultimo cavaliere.

Attenti però anche al curioso Padrenostro di Claudio Noce con un notevole Pierfrancesco Favino, dal 10 gennaio, e all'horror Unfriended - Dark Web, dall'11. Da ricordare inoltre che, dal 15 gennaio, gli anime di Lupin III inonderanno Amazon Prime Video, non solo come sapevamo con le storiche serie tv, ma anche con 17 lungometraggi animati dedicati al personaggio di Monkey Punch, per ora non tutti identificati: si fanno i titoli di Lupin e il tesoro del Titanic e Il dizionario di Napoleone. Leggi anche Colpo grosso su Amazon Prime Video: Lupin III arriva in streaming e ruba la scena a tutti

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Carrie Fisher: a due anni dalla morte, il ricordo di Mark Hamill, della figlia Billie Lourd e dei fan

Ieri, 27 dicembre 2020, è stato il secondo anniversario della scomparsa di Carrie Fisher, che ha lasciato un vuoto immenso nel cuore di tutti i fan della saga di Star Wars e di quanti avevano condiviso nel tempo una o più esperienze lavorative con lei. Ecco perché in molti hanno sentito il bisogno di esprimere il loro cordoglio e la loro nostalgia per la Principessa Leia sui social. A ricordarla su Twitter è stato innanzitutto Mark Hamill alias Luke Skywalker, che ha creato l'hashtag #AlwaysWithUs (accompagnato da un cuore spezzato) e ha scritto: "In memoria della nostra adorata Principessa Carrie Fisher".

Billie Lourd, figlia di Carrie Fisher, ha invece reso omaggio alla sua adorata mamma su Instagram, postando una foto che le ritrae entrambe e scrivendo: "Mando il mio amore e la mia forza a tutte le persone che hanno nostalgia di una persona cara che hanno perso, specialmente a coloro che hanno perso qualcuno durante quest'anno folle. Non siete soli".

Leggi anche L'Impero colpisce ancora: immagini inedite di Carrie Fisher in un video del dietro le quinte del film

Naturalmente, tantissimi appassionati dei film di Star Wars hanno voluto dire qualcosa su Carrie Fisher. Alcuni hanno semplicemente scritto bellissime parole, qualcun altro ha postato un collage di Carrie Fisher ai tempi della prima trilogia di Guerre Stellari. Last but not least, una fan ha condiviso una splendida foto dell'attrice accompagnata da una delle sue frasi più memorabili: "Continua ad aver paura, ma vai avanti comunque. Ciò che importa è l'azione. Non devi aspettare di sentirti sicuro. Buttati e alla fine troverai la fiducia in te stesso".

Carrie Fisher non ha avuto una vita facile, per via della dipendenza da alcol e droghe a cui l'aveva portata la malattia mentale (un disturbo bipolare). E’ stata però molto amata. Oltre che nei film di Star Wars, la ricordiamo in The Blues Brothers, Harry, ti presento Sally, Scappatella con il morto, L'uomo dalla scarpa rossa, Hook - Capitan Uncino.



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Wonder Woman 3 confermato, mentre Wonder Woman 1984 parte bene al boxoffice USA

Wonder Woman 3 è stato ufficialmente confermato dalla Warner Bros, sull'onda del buon risultato al boxoffice negli Stati Uniti, dove Wonder Woman 1984 è riuscito a incassare 16.700.000 dollari, un debutto da record nell'anno sferzato dalla pandemia: la disponibilità contemporanea del film in streaming su HBO Max non deve aver quindi danneggiato gli incassi più di tanto, ormai veleggianti sugli 85 milioni di dollari nel mondo. Numeri ancora lontanissimi dagli 822 del primo capitolo uscito nel 2017, ma ormai bisogna guardare le cose nella giusta prospettiva. Ma quindi cosa sappiamo di Wonder Woman 3? Leggi anche Wonder Woman 1984, disponibile la prima scena del film!

Wonder Woman 3, la Warner Bros annuncia il terzo capitolo della trilogia

Nel comunicato ufficiale Warner Bros su Wonder Woman 3 viene confermata naturalmente come protagonista Gal Gadot, ma si affida anche il film di nuovo alla regista e sceneggiatrice Patty Jenkins. Proprio il coinvolgimento di quest'ultima, che fino a pochi giorni fa era insicura di partecipare ma aveva ammesso di avere due altre storie che avrebbero completato il suo discorso su Diana Prince, ci dà un'idea dei tempi: come tutti ricorderemo Patty ha accettato di dirigere Star Wars Rogue Squadron per la Disney / Lucasfilm, in uscita nel 2023, perciò è improbabile che possa essere sul set prima di quella data. Insomma, pur senza tempistiche ufficiali, ci sembrerebbe incredibile vedere Wonder Woman 3 prima del 2024.
Interessante questo passaggio del comunicato stampa: "Siamo entusiasti all'idea di continuare la sua storia con le nostre vere Wonder Women, Gal e Patty, che torneranno per concludere la trilogia cinematografica a lungo pianificata". Si parla quindi inequivocabilmente di cinema, rinfrescando l'aria fattasi irrespirabile con gli esercenti e con i cineasti Warner in rivolta contro la politica dello streaming al Day 1 (Nolan in primis). Allo stesso tempo si conferma una trilogia, in parziale accordo con quanto affermato dalla Jenkins, che però aveva parlato di altre due storie. Attenderemo ulteriori dettagli.
Ricordiamo che Wonder Woman 1984 è previsto nelle nostre sale per il 28 gennaio 2021.



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