giovedì 26 settembre 2019

Il Rick Santoro di Omicidio in diretta: è questa una delle migliore interpretazione di Nicolas Cage?


Alcune nostre considerazioni sul sottovalutato thriller di Brian De Palma.

Da queste parti, forse lo avrete capito, vogliamo un gran bene a Nicolas Cage. E lo apprezziamo sinceramente, non come quelli che lo trattano come un fenomeno da baraccone per come affronta l'arte della recitazione.
No, qui siamo sinceramente convinti che ci sia del ragionamento serio dietro alle dichiarazioni in cui l'attore parla di Western Kabuki o Nouveau Shamanic, quando spiega perché per lui recitare, oggi, sia implodere e/o dare di matto.
Per arrivare agli eccessi liberatori e avanguardisti di film come Il cattivo tenente - Ultima chiamata New Orleans, Ghost Rider o Mandy, nella sua sterminata filmografia Cage è passato attraverso varie fasi di sperimentazione, facendo passi avanti e altri indietro, film riusciti e altri meno: nel corso di questo cammino, Omicidio in diretta è una pietra miliare di indubbia importanza.

Thriller claustrofobico e formalista diretto da Brian De Palma nel 1998, a partire da un copione di David Koepp, Omicidio in diretta vede Cage vestire gli sgargianti panni del detective della polizia di Atlantic City Rick Santoro, che è un poliziotto un po' particolare, e non solo per come si veste. Lo stranoto, lunghissimo e virtuosistico piano sequenza con cui De Palma apre il film, e che segue Cage all'interno dell'arena nella quale si svolgerà un incontro di pugilato, e dove il Segretario alla Difesa degli USA verrà ucciso da un killer misterioso, serve anche a presentarci il personaggio di Santoro. Che è quello di un ragazzone scalmanato, iperattivo, logorroico, amante delle scommesse e dei traffici così come delle belle donne, spiccio e non esattamente nel pieno rispetto della legalità quando si deve confrontare con i criminali di mezza tacca, entusiasta come un bambino all'idea di essere in tv e di incontrare uno dei campioni che si sfideranno a suon di cazzotti di lì a poco sul ring e sospettato di avere un debole per la cocaina ("cocaine my ass!" griderà sdegnato a un giornalista).

Sembrerebbe magari, a prima vista, che non ci sia molto di diverso in questo film rispetto a quello che Cage ha fatto in precedenza, o anche successivamente, ma non è così. Pima di tutto la sua esuberanza è sempre in qualche modo contenuta all'interno di un racconto che - dal punto di vista visivo così come da quello dell'intreccio - è rigorosamente codificato; e poi il virtuosismo esibizionista di Cage va sempre di pari passo con quello di De Palma, e ne segue l'andamento, adeguandosi sempre, quando l'entusiasmo infantile di quelle prime scene lascia spazio progressivamente allo smarrimento, alla rabbia, alla frenesia e alla tensione, quando sarà proprio Santoro a dover capire chi è il misterioso killer chiudendo dentro il palazzetto dello sport le quarantamila persone che erano lì accorse per il match.
Fino a un finale nel quale - ricomposta la verità degli eventi che era stata frantumata in mille frammenti ingannatori, come tipico di De Palma, Rick Santoro può riconquistare pace e una qualche forma di compostezza, e perfino un pizzico di discusso romanticismo.

Per Cage, quello di Omicidio in diretta è un vero e proprio tour de force che lo vede in scena praticamente in ogni istante, e che lui affronta con la stessa spavalda nonchalance del suo personaggio. E se Rick Santoro dichiara sé stesso Re di Atlantic City ("...perché io sono fatto per questa fogna, amico, e sono il re!", dirà a un certo punto nel film), Nicolas Cage è senza dubbio il re di Omicidio in diretta.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/2m1xlzx

via Cinema Studi - Lo studio del cinema è sul web

Nessun commento:

Posta un commento