sabato 12 settembre 2026

Nostalgia degli Anni '90? 5 cult da recuperare prima di Amori & Incantesimi 2 (in uno c'è Bruce Willis)

Le scope sono pronte, i margarita di mezzanotte tornano a scorrere e le sorelle Owens stanno per riunirsi. Dopo oltre 25 anni, Amori e Incantesimi 2 riporta sul grande schermo Sally e Gillian, le streghe interpretate da Sandra Bullock e Nicole Kidman che, nel 1998, conquistarono una generazione con una miscela improbabile di magia, romanticismo, sorellanza e commedia. Il sequel è al cinema dal 10 settembre 2026, e riporta le due star di Hollywood nei ruoli che hanno contribuito a trasformare il film originale in un cult.

Quando uscì, Amori e Incantesimi non fu accolto come il fenomeno che sarebbe diventato negli anni successivi. Il suo mix di generi era difficile da incasellare: era una storia d'amore, parlava di stregoneria e maledizioni, ma aveva al centro soprattutto il rapporto tra due sorelle. Con il tempo, però, il film ha trovato il suo pubblico ed è diventato uno dei titoli simbolo di quel cinema anni '90 capace di mescolare atmosfere romantiche, personaggi eccentrici e un pizzico di magia.

Il ritorno di Sally e Gillian è quindi l'occasione perfetta per fare un salto indietro nel tempo con 5 cult degli anni '90 da recuperare per ritrovare quella stessa atmosfera.

Empire Records (1995)

Un negozio di dischi indipendente, un gruppo di ragazzi alle prese con amori, problemi, sogni e crisi esistenziali e una sola giornata per cercare di impedire che il loro piccolo mondo venga trasformato in una catena commerciale. Questa è la premessa di Empire Records, diretto da Allan Moyle, un film che sembra catturare tutto quello che associamo alla cultura pop degli anni '90 e trasformarlo in una gigantesca playlist. La storia si svolge quasi interamente nell'arco di una giornata e mette insieme praticamente qualsiasi cosa: soldi spariti, cotte segrete, una festa improvvisata, un funerale decisamente particolare, un concerto sul tetto e soprattutto l'arrivo di Rex Manning, ex idolo pop interpretato da Maxwell Caulfield.

A rendere il film ancora più speciale è il suo cast, che comprende tra gli altri Liv Tyler, Renée Zellweger e Robin Tunney, allora all'inizio delle loro carriere. Empire Records non ebbe un grande successo al cinema, ma negli anni è diventato un vero cult generazionale, anche grazie alla sua colonna sonora e alla capacità di fotografare un momento generazionale preciso. E poi c'è il Rex Manning Day: ogni 8 aprile, i fan celebrano ancora oggi la giornata dedicata al personaggio. È probabilmente uno degli esempi più divertenti di come un film possa fallire al botteghino e, decenni dopo, diventare un fenomeno pop.

Giovani, carini e disoccupati (1994)

Se Empire Records racconta gli anni '90 attraverso la musica, Giovani, carini e disoccupati li racconta attraverso una generazione che non ha ancora capito cosa vuole fare della propria vita. Diretto da Ben Stiller, il film segue quattro amici alle prese con il difficile passaggio dall'università all'età adulta. Al centro c'è Lelaina, interpretata da Winona Ryder, giovane aspirante filmmaker che filma la propria vita con una videocamera, mentre Ethan Hawke è Troy, musicista malinconico e irresistibilmente complicato. Stiller interpreta invece Michael, l'uomo apparentemente più stabile del gruppo.

Tra lavori improbabili, triangoli sentimentali e conversazioni infinite sul futuro, il film riesce a catturare tutta l'incertezza dei vent'anni e, soprattutto, ha quell'estetica anni '90 che oggi è diventata quasi una macchina del tempo: videocamere, musica alternativa, jeans e ragazzi convinti di essere troppo intelligenti per il mondo che li circonda. È disordinato, malinconico e, a tratti, tremendamente sincero. Proprio per questo, a distanza di oltre trent'anni, continua a essere uno dei film che meglio rappresentano quella generazione.

Il Quinto Elemento (1997)

A questo punto cambiamo completamente atmosfera. Il Quinto Elemento di Luc Besson è tutto ciò che il cinema degli anni '90 poteva essere quando decideva di non avere alcun limite: Bruce Willis è un tassista del futuro, Milla Jovovich interpreta una donna misteriosa destinata a salvare l'universo, Gary Oldman è un villain completamente fuori controllo e Jean Paul Gaultier trasforma ogni costume in una sfilata di moda intergalattica.

Al centro della storia c'è Leeloo, una creatura geneticamente progettata per rappresentare il quinto elemento e salvare la Terra da una minaccia cosmica. Per riuscirci, dovrà collaborare con Korben Dallas, ex militare diventato tassista, e recuperare quattro misteriose pietre capaci di fermare la distruzione del pianeta. Il risultato è un gigantesco cocktail di fantascienza, azione r commedia che è diventato uno dei film più riconoscibili e amati della fantascienza anni '90. È colorato, esagerato, kitsch e completamente fuori dagli schemi: esattamente il tipo di film che, oggi, fa pensare a quanto fosse libero il cinema mainstream di quella decade.

Ragazze a Beverly Hills (1995)

Prima che il termine “influencer” entrasse nel nostro vocabolario, Cher Horowitz aveva già trasformato la propria vita in una passerella. Interpretata da Alicia Silverstone, Cher è la ragazza più popolare della Beverly Hills High School. Ha un guardaroba spettacolare, un'inesauribile fiducia nelle proprie capacità e una convinzione piuttosto discutibile di essere anche una grande esperta di relazioni. Quando decide di aiutare gli altri a trovare l'amore, però, le cose diventano molto più complicate del previsto.

Clueless (Ragazze a Beverly Hills) è una commedia adolescenziale apparentemente leggerissima ma - sotto makeover, feste, abiti e battute -racconta la crescita di una ragazza che deve imparare a capire se stessa prima ancora degli altri. Il film di Amy Heckerling è diventato un simbolo degli anni '90 anche grazie alla sua estetica: il completo giallo di Cher, i cellulari giganteschi, la moda preppy e quella Beverly Hills, che sembra ancora oggi sospesa in un universo tutto suo.

Prima dell'Alba (1995)

Se Amori e Incantesimi ha trasformato il romanticismo in una storia di magia, Prima dell'Alba di Richard Linklater lo fa con un'idea molto più semplice: due persone si incontrano su un treno e decidono di passare insieme una sola notte. Jesse, un giovane americano interpretato da Ethan Hawke, conosce Céline, una studentessa francese interpretata da Julie Delpy, durante un viaggio in Europa. Quando arriva il momento di separarsi, lui le propone di scendere insieme a Vienna. E lei accetta.

Da quel momento, i due trascorrono la notte camminando per la città, parlando praticamente di tutto: amore, morte, futuro, sesso, solitudine e perfino le piccole cose apparentemente insignificanti che diventano importanti quando si sta conoscendo qualcuno. Non ci sono grandi esplosioni o dichiarazioni d'amore da melodramma. Ci sono semplicemente due persone che parlano e che, nel corso di poche ore, finiscono per innamorarsi.

Ed è proprio questa semplicità ad aver trasformato Prima dell'Alba in un cult. Il film cattura quella particolare idea del romanticismo tipica degli anni '90, ed è uno dei film perfetti da riguardare prima di Amori e Incantesimi 2, perché, dietro la magia, le streghe e le maledizioni, c'è sempre stata una cosa molto più semplice: la convinzione che alcune persone siano destinate a incontrarsi.

Gli anni '90 stanno per tornare?

Questi cinque film sono molto diversi tra loro, ma condividono qualcosa che spiega perfettamente perché Amori e Incantesimi abbia continuato a conquistare nuovi spettatori anche a distanza di oltre 25 anni. Sono film che hanno un'identità fortissima. Parlano di amicizia, crescita, ribellione e desiderio di trovare il proprio posto nel mondo, ma lo fanno attraverso personaggi eccentrici, colonne sonore memorabili, look diventati iconici e un'estetica che oggi è impossibile non associare agli anni '90. Ora Sally e Gillian Owens stanno per tornare. E forse, prima di rivederle alle prese con nuovi incantesimi, è il momento perfetto per tornare anche noi in quella decade in cui bastavano una videocassetta, un po' di musica e un pizzico di magia per trasformare un film in un cult.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/bHdCOL6

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

venerdì 11 settembre 2026

Il Leoncino d'Oro 2026 assegnato a Mr. Nelson, Did You Kill People?

Nel corso della penultima giornata dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, si è svolta la cerimonia di premiazione dell'38° Leoncino d'Oro.
Il premio è istituito da AGISCUOLA, promosso da ANEC Associazione Nazionale Esercenti Cinema, ACEC Associazione Cattolica Esercenti Cinema, e Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello, nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Sono intervenuti all’evento il Sottosegretario di Stato alla cultura Lucia Borgonzoni, il Direttore Artistico della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica Alberto Barbera, e il Direttore Generale Fondazione La Biennale di Venezia Andrea Del Mercato. Ad accoglierli, il Presidente Accademia del Cinema Italiano - Premi David di Donatello Silvia Calandrelli, il Direttore Generale di ANEC Simone Gialdini, il Portavoce Unicef Italia Andrea Iacomini.

La cerimonia si è svolta alla presenza del Capo segreteria tecnica del Ministro per lo sport e i giovani e Board member di ac38 per il Governo italiano Mario Pozzi, del Capo Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale Giuseppe Pierro, del Direttore Generale della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura Giorgio Carlo Brugnoni, del Direttore Generale della Direzione generale Spettacolo del Ministero della Cultura Antonio Parente, del Capo Segreteria tecnica del Ministro dell’Istruzione e del Merito Mauro Antonelli, del consigliere Ministro dell’Istruzione e del Merito Vincenzo Mannino e del Presidente Unione Editori e Distributori Cinematografici di ANICA Paolo Orlando.

Alla sua 38ª edizione, il Leoncino è diventato nel tempo uno dei premi collaterali più rilevanti e significativi della Mostra del Cinema di Venezia proprio perché ad assegnarlo è una Giuria, coordinata da Giulia Serinelli, composta da giovani studenti e studentesse delle scuole secondarie di II grado, uno per Regione, rappresentanti delle migliaia di giovani partecipanti alle Giurie territoriali del David Giovani sparse in tutta Italia.

I film vincitori del Leoncino d'Oro e del premio UNICEF 2026

Nel corso della cerimonia di premiazione, è stato assegnato il Premio Leoncino d'Oro della 83ª Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia al film Nelson san, anata wa hito wo koroshimashitaka? (Mr. Nelson, Did You Kill People?) di Shinya Tsukamoto con la seguente motivazione:

“Per l’abilità di ritrarre quella spregiudicata violenza che è il fattore comune delle guerre di ogni tempo.
Per la capacità di far immergere lo spettatore nello sviluppo della coscienza del protagonista, processo reso totalizzante dall’alternarsi frenetico delle immagini e dei suoni.

Per la denuncia di un orrore che spazia tra la guerra e il trauma del reduce.
Per la capacità di trasmettere a ogni generazione il rifiuto verso la logica imperialista della guerra di aggressione.
Per queste ragioni, il Leoncino d'Oro della 83esima edizione della Mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia va a Nelson san, anata wa hito wo koroshimashitaka? (Mr. Nelson, Did You Kill People?) di Shinya Tsukamoto.”

Inoltre, a seguito dell’accordo con il Comitato Italiano per l'UNICEF, la Giuria ha assegnato anche la Segnalazione Cinema For UNICEF (presente alla Mostra sin dal 1980) al film NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor con la seguente motivazione:

“Per l'uso del metodo dell'intervista per smascherare la disumana brutalità che muove quanti sono dietro al genocidio del popolo palestinese.
Per la singolare scelta registica di mostrare per mezzo delle immagini delle case di Tel Aviv il contrasto tra l'agio e la distruzione.

Per il coraggio di continuare a puntare i riflettori sulla situazione che perdura sotto gli occhi solo apparentemente vigili della comunità internazionale.
Per queste ragioni la segnalazione Cinema for Unicef dell'83° Mostra dell'arte cinematografica di Venezia va a NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor.


from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/NChUidr

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

The Legend of Zelda, la doppiatrice della Principessa svela il retroscena: è stata chiamata per il film?

Patricia Summersett ha maturato una forte esperienza nel mondo dei videogame ed è molto legata a The Legend of Zelda, essendo stata la prima voce inglese ufficiale associata al personaggio della Principessa Zelda nel franchise Nintendo. Sappiamo, però, che il live action prossimamente in arrivo ha già scelto l’attrice che interpreterà la versione in carne ed ossa di Zelda (Bo Bragason). Ciononostante Patricia Summersett ha affrontato il suo possibile coinvolgimento nel film assecondando i desideri dei fan.

The Legend of Zelda, la doppiatrice Patricia Summersett spiega se è stata contattata o meno per il live action

Da tempo si vocifera del possibile coinvolgimento di Patricia Summersett nel live action di The Legend of Zelda: più che una voce di corridoio una forte speranza dei fan di vedere coinvolta anche la voce storica della principessa. In una recente intervista con Variety, l’attrice e doppiatrice ha preferito giocare la carta dell’ambiguità senza confermare o smentire il proprio coinvolgimento. Non sarebbe la prima star dei videogame, del resto, ad essere coinvolta poi anche negli adattamenti cinematografici e televisivi.

A Patricia Summersett è stato chiesto se fosse stata contattata per un ruolo nel live action e la sua risposta è stata: “Non saprei rispondere in un modo o nell'altro. Certo, sono un NDA ambulante, una specie di nomade digitale. Voglio dire, apprezzo molto quando lo fanno per i doppiatori e spero che diventi una prassi consolidata in futuro, man mano che tutte le tecnologie si fondono e i videogiochi aspirano a essere più simili al cinema, e il cinema a essere più simile ai videogiochi. È un riconoscimento apprezzabile, ma non saprei esprimermi in un senso o nell'altro”.

In ogni caso l’attrice è stata interpellata anche sul live action e su come verrà adattata Zelda sul grande schermo: “In un certo senso, sarei l'ultima persona a poter esprimere un'opinione su come, a mio parere, il gioco potrebbe essere adattato al meglio, perché non sono né un regista né un esperto come quelli che hanno coinvolto. Per quanto riguarda le diverse versioni di Zelda, non saprei dire, dato che non sono ancora state pubblicate, come potrebbero influenzare la mia percezione generale del gioco. Lascio semplicemente ampio spazio a diverse interpretazioni che persone diverse potrebbero apportare. Allo stesso modo in cui qualcuno può dare un contributo a una nuova serie di Harry Potter o a un film di James Bond, o a qualcosa di simile che presenta un elemento narrativo ciclico con archetipi ricorrenti”. Ha poi concluso: “È difficile realizzare adattamenti cinematografici di videogiochi di successo, ma viviamo in un'epoca in cui questi adattamenti stanno ottenendo risultati straordinari. Vedremo. Molte persone sono davvero entusiaste. Sarò molto, molto curiosa di vedere cosa ne faranno e sono emozionata, insieme a tutti gli altri, per le persone coinvolte, perché si tratta di un progetto enorme e sono molto fortunati a far parte di un franchise così fantastico. Auguro loro il meglio e sono sicura che sarà un successo. Ma le persone avranno sempre opinioni molto forti al riguardo, a prescindere”.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/LbvYcxN

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Su Netflix c’è il film del regista di Your Name con un ragazzo trasformato in sedia (ma dietro c’è una tragedia reale)

Se avete voglia di recuperare un anime capace di mescolare fantasy, avventura, romanticismo e una storia profondamente legata alla memoria del Giappone, su Netflix c'è Suzume, uno dei film più ambiziosi di Makoto Shinkai, il regista di Your Name. Il film è disponibile in streaming in Italia anche su Crunchyroll.

La storia segue Suzume Iwato, una studentessa di 17 anni che vive nel Kyushu. La sua vita cambia quando incontra Souta Munakata, un ragazzo misterioso che sembra avere un compito molto particolare: viaggiare per il Giappone alla ricerca di porte capaci di provocare terribili disastri e richiuderle prima che sia troppo tardi. La situazione diventa però decisamente più assurda quando Souta viene trasformato in una piccola sedia a tre gambe.

Da quel momento, Suzume si ritrova coinvolta in un viaggio attraverso il Paese insieme al ragazzo-sedia, cercando di chiudere tutte le porte rimaste aperte e impedire che altre calamità si abbattano sul Giappone. È una premessa completamente folle ma, dietro l'apparente leggerezza del film, si nasconde una storia molto più dolorosa.

La vera storia dietro le porte di Suzume

Le porte sono molto più di un semplice espediente fantastico. Ognuna conduce verso posti abbandonati, spazi che un tempo erano pieni di vita e che sono stati lasciati indietro. Scuole, abitazioni, parchi e intere comunità diventano così parte di un viaggio che parla soprattutto di persone, ricordi e perdita. È qui che Suzume rivela il suo lato più malinconico. I luoghi non sono semplicemente scenari spettacolari: rappresentano ciò che rimane quando una comunità scompare e quando il tempo sembra essersi fermato.

Suzume impara progressivamente che dimenticare non è l'unico modo per andare avanti e che alcuni ricordi possono continuare a far parte della nostra vita senza impedirci di proseguire. Questa componente non è casuale. Il film è infatti profondamente legato al terremoto e allo tsunami che colpirono il Giappone nel 2011, una tragedia che, nella storia personale di Suzume, assume un significato fondamentale. La protagonista ha perso la madre durante il disastro e il lutto continua a influenzare il suo rapporto con il passato.

Leggi anche Vi è piaciuto Edge of Tomorrow? C'è un anime che racconta il loop di Tom Cruise da un'altra prospettiva

Shinkai trasforma quindi una storia fantastica in un racconto sulla capacità di convivere con una ferita che non può essere semplicemente cancellata.

Perché Suzume ha fatto discutere

È proprio questo aspetto ad aver generato alcune delle discussioni più interessanti intorno al film. Suzume è stato apprezzato per l'animazione, la musica, i personaggi e la capacità di alternare momenti divertenti a sequenze molto emotive, ma affrontare una tragedia reale come quella del 2011 attraverso una storia fantasy comportava inevitabilmente dei rischi. Per alcuni spettatori, la scelta di Shinkai permette di parlare del trauma attraverso una prospettiva accessibile e persino speranzosa.

Per altri, invece, trasformare una tragedia nazionale di questa portata in un'avventura fantastica può risultare problematico, soprattutto quando il dolore collettivo viene filtrato attraverso la storia personale di una sola ragazza. Sotto le porte misteriose, i disastri soprannaturali e perfino una sedia parlante, c'è però una riflessione molto più profonda sulla memoria e sul modo in cui una persona può imparare a convivere con ciò che ha perduto.

Un successo enorme per Makoto Shinkai

Il film è arrivato al cinema nel 2022 e ha confermato la capacità di Shinkai di trasformare storie profondamente giapponesi in fenomeni internazionali. Suzume ha incassato oltre 221 milioni di dollari nel mondo, diventando uno dei maggiori successi della carriera del regista. Ha inoltre consolidato la posizione di Shinkai tra i nomi più importanti dell'animazione giapponese contemporanea, dopo il successo mondiale di Your Name. e Weathering with You.

Leggi anche Su Prime Video c'è il capolavoro anime che sembrava già Inception (ma uscì 4 anni prima)

Se vale la pena recuperare Suzume su Netflix è proprio perché a prima vista sembra la classica avventura anime piena di colori, creature bizzarre e situazioni impossibili. In realtà, dietro quella superficie spettacolare c'è un film che parla di lutto, terremoti e della necessità di continuare a vivere anche quando alcune ferite non scompaiono mai del tutto.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/hUFveLy

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

giovedì 10 settembre 2026

Amori & Incantesimi 2, le streghe Sandra Bullock e Nicole Kidman per un sequel che nessuno si sarebbe mai aspettato

Nel 1998, quando arrivò in sala Amori & Incantesimi (titolo originale Practical Magic), pochi si sarebbero aspettati di parlare ancora dei suoi personaggi ben ventotto anni dopo, men che mai le stesse attrici protagoniste Sandra Bullock e Nicole Kidman. A furor di popolo, nei decenni, l'affetto mostrato dal pubblico ha spinto a recuperare questo mondo e il suo cast per una nuova avventura. La regia è cambiata, ma il materiale di partenza è sempre lo stesso, insieme a un quartetto di interpreti fisse, alle quali si aggiungono due nuovi giovani acquisti. Osserviamo più da vicino l'operazione Amori & Incantesimi 2, nei cinema italiani dal 10 settembre distribuito da Warner Bros. Pictures.

Amori & Incantesimi 2, la trama del sequel col ritorno delle sorelle Owens

Come ritroviamo le sorelle Owens, quando comincia Amori & Incantesimi 2? Sally (Sandra Bullock) è una bibliotecaria nella cittadina del Massachusetts che ben conosciamo: le sue due figlie Kylie (Joey King) e Antonia (Maise Williams) sono ormai ventenni e lontane, con una vita propria, mentre lei convive ancora con le zie Jet (Dianne Wiest) e Frances (Stockard Channing). Naturalmente sua sorella Gillian (Nicole Kidman) è rimasta una scapestrata, sempre però legata alla sorellanza e soprattutto alla sua natura di strega, che invece Sally ha rinnegato e non ha voluto nemmeno rivelare a Kylie e Antonia. È infatti rimasta vedova per la seconda volta, sempre a causa della maledizione che pencola sugli uomini che amano la stirpe di streghe Owens, e lascerebbe le cose come stanno... finché non scopre che Kylie si è perdutamente innamorata del dolce e premuroso Gideon, ricambiata. Il ragazzo è condannato: sulle spalle di Sally ricadrà improvvisamente la responsabilità di aver taciuto su troppe cose. Sarà corsa contro il tempo in compagnia di Gillian, per evitare l'irreparabile... e forse ritrovare l'amore.

Un sequel cucinato a fuoco lento per quasi trent'anni

Il percorso del primo Amori & Incantesimi è curioso. Alla sua uscita nel 1998, stando a Boxofficemojo incassò nel mondo 94.430.000 dollari, a fronte di un budget sui 75 milioni: in altre parole si rivelò un flop piuttosto pesante per Warner Bros., né la critica fu più benevola per un anarchico pastiche in cui il regista Griffin Dunne miscelò commedia romantica, feel good movie familiare, sorellanza, horror, fantasy stregonesco e persino accenni di pulp. Qualche giorno fa, sul red carpet del sequel, Bullock ha sintetizzato quello che successe: "Pensavamo: sarà un film fantastico, la gente l'adorerà! Ma poi si spense, proprio si spense. Dicevano: ma sono veramente necessarie tutte queste donne? Ma quanti registri ci sono? Ma che genere di film è?"
A quel punto la pratica poteva dirsi chiusa, con le interpreti rassegnate a derubricare Practical Magic come il classico esperimento in cui hai creduto ma non ha funzionato. Qualcuno aveva tuttavia notato che l'elemento narrativo della sorellanza era trasmesso particolarmente bene nella narrazione (soprattutto grazie alla professionalità e al carisma delle due protagoniste)... e forse è stata la chiave di un fenomeno non inedito ma raro: la rivalutazione. Fatto sta che, oltre un quarto di secolo dopo, Amori & Incantesimi è assurto a rango di cult movie, gettonatissimo in tv e nello streaming, al punto da rendere assolutamente plausibile proseguire la narrazione, anche perché la strada era stata già spianata dal'autrice dei romanzi dai quali i film provengono.

Amori & Incantesimi 2, differenze e somiglianze, nel cast e nella genesi produttiva

In quattro ruoli, la continuità col primo capitolo è totale: non ritornano solo Sandra Bullock e Nicole Kidman (questa volta in doppia veste di attrici e co-produttrici, con la storica Denise Di Novi), ma anche Stockard Channing e Dianne Wiest nei panni delle premurose zie, guardiane della tradizione stregonesca. Sommovimenti invece nel casting delle figlie di Sally: nel primo atto, solo bambine, Kylie e Antonia erano interpretate rispettivamente da Evan Rachel Wood e Alexandra Artrip, sostituite qui dalla Joey King di The Kissing Booth e da Maise Williams, ex-Arya Stark del Trono di Spade. La sostituzione è stata dovuta a ragioni d'età: il copione del sequel prevede che le figlie di Sally siano ventenni, per cui non è stato possibile riconfermare Wood e Artrip.
Nonostante Griffin Dunne fosse stato considerato da Bullock stessa come una chiave importante del tono particolare di Amori & Incantesimi, il regista ha deciso di fare un passo indietro, mantenendosi produttore esecutivo e lasciando che la regia di una donna completasse la forza femminile della saga: qui infatti firma la regia Susanne Bier, che aveva già una dimestichezza con Sandra, avendola diretta nel grande successo Netflix di Bird Box (2018).
C'è continuità anche nella fonte: Amori & Incantesimi 2 è infatti l'adattamento di "The Book of Magic" (2021) della scrittrice Alice Hoffman, autrice anche del precedente "Practical Magic" (1995), edito in Italia nel 1997 col titolo di "Il giardino delle magie", e appunto trasposto nel primo film.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/jx7aUNJ

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

Avengers: Doomsday, a 3 mesi dall'uscita ha già un record in tasca (ma è presto per festeggiare)

Mettiamola così: Avengers: Doomsday deve ancora arrivare al cinema, ma ha già iniziato a fare quello che Marvel sperava facesse: macinare record. A circa 100 giorni dall'uscita, il film ha infatti superato i 40 milioni di dollari nelle prevendite negli Stati Uniti, diventando il primo film nella storia a raggiungere questa cifra con così tanto anticipo. Niente male per un film che, tecnicamente, non sappiamo nemmeno bene di cosa parlerà.

La corsa ai biglietti è iniziata il 20 luglio con le proiezioni nei formati premium: già quel primo giorno, Doomsday ha raccolto 16,5 milioni di dollari, praticamente il doppio di quanto aveva fatto Deadpool & Wolverine nel suo primo giorno di prevendite nel 2024. Poi sono partite le vendite più estese e il conto è rapidamente arrivato oltre quota 40 milioni.

Marvel può già stappare lo champagne? Ni

Il record è impressionante, ma va preso con un minimo di cautela. Il motivo è semplice: oggi i biglietti vengono messi in vendita molto prima rispetto al passato. I quattro precedenti film degli Avengers, infatti, non avevano avuto prevendite aperte per un periodo così lungo. Persino Avengers: Endgame, che, nel 2019,aveva stabilito il precedente record di prevendite, aveva avuto i biglietti disponibili soltanto per poche settimane prima dell'uscita.

Ma c'è un dato che fa comunque drizzare le antenne: la prevendita di Doomsday sta viaggiando davanti a quella di Spider-Man: Brand New Day nello stesso periodo. E qui arriviamo alla parte davvero interessante.

Leggi anche Avengers: Doomsday, e se Dottor Destino avesse ragione? I 4 eroi che vivono una “vita rubata”

Spider-Man ha alzato parecchio l'asticella

Al box office, il ritorno di Tom Holland nei panni dell'Uomo Ragno non è semplicemente "andato bene". È diventato una vera e propria macchina da soldi. Il film ha aperto negli Stati Uniti con 360 milioni di dollari, superando persino i 357 milioni di Avengers: Endgame e stabilendo il nuovo record per il miglior debutto domestico di sempre. In appena 17 giorni, ha inoltre superato i 2 miliardi di dollari worldwide, diventando il secondo film più veloce della storia a raggiungere quella cifra, dietro proprio a Endgame.

A questo punto, Doomsday ha un problema: il confronto è inevitabile. Da una parte hai Peter Parker, Hulk, Punisher e il debutto di Jean Grey nel MCU. Dall'altra, Robert Downey Jr. nei panni di Dottor Destino, Steve Rogers, i Fantastici Quattro e una parte degli storici X-Men. Il punto, però, è che Brand New Day, nonostante tutti questi personaggi, ha mantenuto Peter al centro della storia. Il pubblico non è andato al cinema soltanto per vedere chi sarebbe comparso nel prossimo cameo. Voleva sapere cosa sarebbe successo a Spider-Man. Della trama di Doomsday, invece, sappiamo ancora pochissimo.

2 miliardi sono il nuovo traguardo?

Arriviamo alla vera domanda. Le prime stime per Avengers: Doomsday parlano di un debutto americano compreso tra 260 e 300 milioni di dollari. Sarebbe un risultato enorme per praticamente qualsiasi film sulla faccia della Terra, ma sarebbe comunque inferiore ai 360 milioni ottenuti da Brand New Day. E il problema di Doomsday non sarà soltanto il primo weekend. Perché con un film del genere, l'apertura può essere praticamente garantita dalla curiosità.

Leggi anche Spider-Man: Brand New Day, la scena post-credit anticipa davvero Avengers: Doomsday?

La vera sfida arriverà dopo. Marvel dovrà convincere il pubblico che vale la pena tornare a vedere Doomsday. E magari portarsi dietro amici, partner, figli, colleghi che non volevano venire ma che, alla fine, vengono trascinati al cinema. Per questo i 40 milioni di prevendite a 100 giorni dall'uscita sono un ottimo segnale, ma non sono ancora una vittoria. Se Doomsday vuole davvero essere considerato un successo all'altezza delle aspettative, il numero da tenere d'occhio non è soltanto quello del primo weekend. Sono i 2 miliardi.

E dopo quello che ha appena fatto Spider-Man: Brand New Day, Marvel non poteva ricevere un'asticella più alta.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/apBZxRY

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web

mercoledì 9 settembre 2026

I migliori film in streaming diretti da Guy Ritchie

Compie oggi 58 anni il regista britannico Guy Ritchie, colui che ci ha regalato alcune delle commedie d’azione più originali e spigliate dei nostri tempi. Vogliamo allora rendergli il simpatico omaggio attraverso i consueti film in streaming, sostituendo però come, almeno in  un caso, Ritchie si è rivelato anche notevole regista di un dramma bellico di spessore. Buona lettura.

Cinque film in streaming diretti da Guy Ritchie

  • Lock & Stock - Pazzi scatenati
  • Sherlock Holmes
  • King Arthur - Il potere della spada 
  • The Gentlemen
  • The Covenant 

Lock & Stock - Pazzi scatenati (1998)

L’esordio alla regia di Ritchie si segnala come uno di quei lungometraggi che impongono la rotta del genere negli anni a seguire. Commedia criminale pulp e frizzante, Lock & Stock - Pazzi scatenati lanciò la carriera di attori di grido come Jason Statham e Stephen Graham, oltre all’ex calciatore “duro” come pochi Vinnie Jones. Trovate di regia su cui si poggia una regia istrionica e ispirata. Come prodotto d’evasione, un piccolo gioiello di intrattenimento sulfureo e divertente. Almeno un paio di trovate di regia e sceneggiatura confermano non soltanto la bontà di Ritchie, ma soprattutto una verve iconoclasta che in futuro svilupperà soltanto a fasi alterne. Il suo secondo film Snatch con Brad Pitt lo dimostra in pieno. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Sherlock Holmes (2009)

Trasposizione cinematografica ultra-action in versione testosteronica per Richie. Il suo Sherlock Holmes usa di certo la mente geniale ma tutt'altro che disdegna anche i pugni. Robert Downey Jr. come protagonista e Jude Law come spalla fidata nel ruolo di Watson sono una coppia d’assi che possiede un’alchimia notevole. Rachel McAdams possiede poi la classe e l’ironia perfette per donare un minimo di eleganza a questo tipo di produzioni sgangherate e fracassone. Il pubblico regala numeri enormi al botteghino, come d’altronde al sequel; la critica si divide, ma nel complesso l’operazione è decisamente riuscita. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, TIMVIsion, Amazon Prime Video, NOW.

King Arthur - Il potere della spada (2017)

La rivisitazione prepotente e guascona della leggenda della fondazione di Re Artù è a conti fatti uno dei migliori lungometraggi del Guy Ritchie versione mainstream, anzi forse addirittura il migliore. Peccato che il botteghino non abbia supportato questo fantasy intelligente, visivamente curatissimo e brioso, che in molti momenti ti sorprende ed emoziona. Charlie Hunnam comanda King Arthur - Il potere della spada con carisma ed energia. Accanto a lui un cattivissimo e sempre affascinante Jude Law, insieme ad Annabelle Wallis, Aidan Gillen, Djimon Hounsou, Eric Bana. Film a tratti maestoso, esteticamente potente, che vediamo ogni volta con enorme piacere. Bravi Guy! Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, TIMVIsion, Amazon Prime Video, NOW.

The Gentlemen (2020)

Ritorno al crime-movie ma in forma più elegante  e contenuta, che punta sul cast e sulla regia controllata più che sulla sorpresa e gli effetti. E in effetti Richie ha ragione, poichè The Gentlemen si avvale del fascino e della bravura di attori come Matthew McConaughey, Hugh Grant, Michelle Dockery, ancora Hunnam, Colin Farrell e Jeremy Strong. I momenti di cinema gustosi e vagamente folli comunque non mancano, soprattutto grazie agli attori comprimari. Nel film c’è un’amarezza sconosciuta rispetto agli stessi titoli di genere del passato, e questo aumenta il fascino dell'operazione . Titolo tra i più riusciti della seconda parte della filmografia del cineasta. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, TIMVIsion, Netflix, Amazon Prime Video, NOW.

The Covenant (2023)

Ambientazione e tono inediti per Ritchie, che sviluppa la meglio il dramma psicologico di un soldato che, dopo aver vissuto sulla propria pelle il dramma del conflitto in Afghanistan, vuole tornare per aiutare la guida e traduttore che gli ha salvato la vita. Jake Gyllenhaal torna finalmente ad essere intenso e poderoso in The Covenant, film che possiede un peso drammatico superiore alla media di questo tipo di prodotti. Dar Salim, Antony Starr, Jonny Lee Miller ed Emily Beecham aiutano a riempire un cast azzeccato. Film che è spettacolare quando serve, ma soprattutto offre una storia di psicologia dilaniata e un dramma molto solido. Sottovalutato, merita molta più attenzione. Disponibile su Amazon Prime Video.



from ComingSoon.it - Le notizie sui film e le star https://ift.tt/dPsIJ6a

via DiCinema - Qui si parla Di Cinema sul web