Se eravate ragazzi o giovani negli anni Novanta, ma anche se siete figli di boomer, impossibile che siate cresciuti senza mai vedere (o sentir parlare di) una puntata di Mai dire gol, Mai dire Banzai o Mai dire tv (e tutti i Mai dire successivi, incluso il Grande Fratello), che non abbiate riso coi vari "Vai col liscio", con gli svarioni linguistici di calciatori e allenatori, con il divertente trash delle televisioni private dell'epoca e, soprattutto, con quei meravigliosi attori che con la Gialappa's Band hanno mosso i primi passi televisivi, da Fabio De Luigi a Paola Cortellesi, Aldo Giovanni e Giacomo, Fabio De Luigi e una marea di altri, in un elenco impressionante di personaggi oggi entrati nell'immaginario collettivo. Per tutti quelli che non si perdevano una puntata, ma anche per tutti coloro che li hanno scoperti a frammenti sul web o nel nuovo Gialappa Show, arriva al cinema il 22 ottobre il documentario di Walter Veltroni L'assurda storia della Gialappa's Band, in cui non solo Giorgio Gherarducci e Marco Santin si riuniscono col pensionato signor Carlo (Taranto), ma attori oggi celebri, compreso Teo Teocoli, che c'era quando tutto è cominciato, tornano oggi a riflettere e a raccontare quei tempi di follia, intelligenza e gran divertimento, in una tv che non è mai stata più così libera da condizionamenti e autocensure. Merito di questi tre ragazzi, oggi come noi canuti, le cui voci ci hanno accompagnato per quarant'anni della nostra storia. Presentato negli Special Screening della Festa del cinema di Roma, L'assurda storia della Gialappa's Band, ci ha dato la possibilità di incontrare due del trio, Giorgio Gherarducci e Marco Santin, assieme al regista Walter Veltroni, con cui abbiamo parlato con enorme piacere di questo progetto, nato da amori comuni e che risulta non solo divertente ma potrebbe qua e là anche far scendere una lacrimuccia allo spettatore.
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