Lucio Fulci, l'uomo, l'enigma, l'artigiano, il regista e lo sceneggiatore poliedrico che ha attraversato tutti i generi, dal musicarello al giallo, dall'avventura al western, dal filone sexy al film d'avventura, paroliere di due hit della nostra musica leggera come Il tuo bacio è come un rock e 24.000 baci, fino ad arrivare all'apoteosi e alla fama internazionale con l'horror. Snobbato in Italia, è tuttora il nostro autore più conosciuto dai giovani di tutto il mondo, dal Giappone al Sudamerica, come ci ha raccontato, stupefatto dalla gente che gli scrive ancora su Instagram, un attore entusiasta, generoso e talentuoso come Nicola Nocella, che ha accettato di impersonarlo, lui che dell'horror ha una paura matta, sotto pesanti strati di trucco. Per finta, certo, come recita il titolo allusivo voluto dal regista e sceneggiatore Simone Scafidi, ma anche un po' per sapere cosa si prova a essere lui, l'uomo che ha avuto una vita difficile e dolorosa ma che ha molto amato ed è stato ricambiato, dalle figlie, dalle donne e soprattutto dagli amici e collaboratori, che ancora oggi non riescono a parlarne senza commuoversi nel bel mezzo di un sorriso quando gli viene in mente qualcosa che non si può raccontare a tutti. Simone Scafidi, fulciano doc ("di ferro", lo definisce Nocella), coniuga la sua passione per il cinema e per il maestro dell'horror in Fulci for Fake, film documentario, originale ibrido di realtà e finzione, che dal 24 settembre sarà disponibile in un'edizione speciale in Blu-ray in 2 dischi distribuita da Koch Media anche in Italia, dopo aver raggiunto il pubblico d'oltreoceano dove è uscito con la Severin Films. Il film è stato presentato alla Mostra del cinema di Venezia 2019 alla presenza del regista, di Nocella e di Antonella Fulci, che lo hanno visto assieme a molti zombi (falsi anche loro, ma molto realistici) e a un pubblico entusiasta, prima di un'uscita limitata in sala per Halloween. Ora arriva in home video alla portata di tutti, ovviamente in primisi degli amanti più appassionati del cinema di Lucio Fulci, ma anche di chi è curioso di sapere qualcosa di più sulla persona di questo autore/artigiano del nostro cinema.

Fulci for Fake: un titolo emblematico per un uomo rimasto un enigma
Fulci for Fake nasce dal coraggio e dall'intraprendenza della giovanissima produttrice Giada Mazzoleni e dalla grande passione, dicevamo, di Scafidi per il Fulci horror, che lo ha spinto di fare di necessità virtù, come lui stesso ci ha raccontato:
Fare cinema documentaristico in questo periodo è anche l'occasione per fare film nel momento in cui non si riesce a fare la fiction, perché i documentari costano meno e hanno ormai un certo tipo di mercato. Però, oltre ai contenuti classici come interviste, materiale di repertorio, video e fotografie inediti, sentivo il bisogno di qualcosa che gli desse un respiro narrativo diverso. Inizialmente avevo pensato a un film su Lucio Fulci in chiave fiction, lo immaginavo diviso in diversi momenti temporali: il racconto degli anni del Centro Sperimentale di Cinematografia, poi l'esordio alla regia, gli anni Cinquanta e Sessanta, il periodo dei grandi horror, da Zombi 2 a Quella villa accanto al cimitero, gli anni Settanta e gli anni Ottanta e l'ultimo periodo da Un gatto nel cervello al mancato ritorno sul set con Maschera di cera (poi realizzato in forma molto diversa da Sergio Stivaletti, ndr). Partendo da questo progetto ovviamente irrealizzabile, perché non ho un peso registico tale da trovare una casa di produzione interessata a investire su un film di questo genere, ho pensato che Nicola Nocella sarebbe stato perfetto per interpretare Lucio Fulci da giovane. Perciò l'idea di un attore, interpretato da Nicola, che deve interpretare Lucio Fulci in un ipotetico film di finzione è diventata la linea narrativa. Per farlo deve studiare, deve andare a intervistare le persone che lo hanno conosciuto e tutta la fase documentaristica e di repertorio viene filtrata attraverso lui. Ne è nato un film documentario che contiene delle parti di fiction, un film biografico che tende a suscitare delle curiosità nello spettatore più che a comunicare verità assolute.

Se il film di Orson Welles F for Fake è il primo ovvio riferimento per il titolo di questa operazione, Fulci for Fake, ci ha detto Scafidi, fa riferimento alle bugie che lo stesso Fulci raccontava su se stesso, e su cui torneremo, a quelle che probabilmente ci racconta tra alcune tragiche e incontestabili verità Camilla Fulci, la figlia minore del regista scomparsa poco dopo le riprese, per la prima volta coraggiosamente esposta e impietosamente disposta a parlare del padre, e alla finzione di Nocella nei panni di un attore che deve fare un film sul regista diretto da un misterioso Saigon, e che dopo la prova trucco (che lo trasforma in modo impressionante nel Fulci sessantenne dell'epoca dell'autoironico Un gatto nel cervello) se lo strappa di dosso in una bella scena che definisce “matericamente gore, quasi horror”. Di aspetti, doti e difetti Lucio Fulci, classe 1927, ne ebbe un'infinità, più che un uomo fu un prisma di interessi e passioni: comunista, cresciuto da donne e perciò misogino autodichiarato, padre di due figlie femmine in vana attesa del maschio, scrittore di racconti, uomo colto e intellettuale, sceneggiatore con Steno dei film di Totò e di memorabili commedie “cattive” e vivaddio politicamente scorrette come Piccola posta, creatore per Alberto Sordi del personaggio di Nando Mericoni in Un giorno in pretura (che lo apostrofava nel film: “e che sei, un porcospino?”, aspetto con cui affettuosamente lo ricorda Enrico Vanzina), creatore dei caratteri di Franco e Ciccio, paroliere, dotato di un umorismo sulfureo e gran raccontatore. Ovviamente grande amante delle donne, anche se la più amata lo lasciò tragicamente, segnando per sempre lui e disintegrando la famiglia. Sul set era – lo confermano anche gli amici e i collaboratori più affezionati – brusco e a volte irascibile, ma sapeva farsi voler bene. “La cosa bella - ci dice ancora Nicola Nocella - è che chi lo amava lo amava visceralmente. Chi lo amava, anche se ti racconta dei suoi difetti e delle sue defaillance, te ne parla con talmente tanto amore che vuol dire che era un uomo che si sapeva far amare. Un uomo che amava anche vivere, uno di quelli che dicono “lavoro tanto festeggio tanto” e che teneva tantissimo alle amicizie. Scafidi mi ha detto di pensare a lui un po' come a un John Belushi che però ha superato i 40, i 50 e i 60, e quindi di diluire un po' tutta quella energia”. Tagliente e senza peli sulla lingua in un ambiente spesso falso e accomodante, “parlava troppo”, come dice il suo direttore della fotografia Sergio Salvati, e questo non lo ha aiutato.
I testimoni di Fulci for Fake
Ad Antonella Fulci, la figlia ribelle che visse con lui gli ultimi e più difficili anni e che dopo gli scontri giovanili è stata sicuramente la persona che gli è stata più vicino, sempre al suo fianco quando il padre era malato e senza lavoro, è riservata la parte finale del film, la vera e propria conclusione. Lei dipinge il padre con poche, sintetiche pennellate, e chiude perfettamente il film rispondendo a una domanda di Nicola su cosa direbbe a chi le chiedesse chi era Lucio Fulci: lei, che dal padre ha ereditato l'intelligenza, la bella penna, l'eloquio e la generosità, è stata costretta a parlarne moltissime volte e a difendersi dai fan meno rispettosi e più invadenti e dai finti amici, giornalisti e sedicenti esegeti che volevano solo sfruttarne la fama postuma. E ne conosce l'opera tutta, non solo l'esperienza negli horror. Maggiore spazio viene dato nel film all'altra figlia, la fino a questo film irraggiungibile Camilla, che lavorò col padre come assistente in diversi film, dopo esser guarita dalle conseguenze di un terribile incidente a cavallo (altra grande passione di Fulci, insieme alle barche), avvenuto quand'era bambina. C'è un motivo per cui non ha mai parlato, ed apparirà evidente a tutti quelli che vedranno il film: alcuni dei suoi ricordi vengono confermati da altri intervistati, mentre altri aneddoti, assai meno lusinghieri per il padre, è bene prenderli con le molle. Dov'è la verità di un uomo, in fondo? Nessuno la conosce se non lui stesso, e se ci piace vederlo in filmati e foto d'epoca, questo sfiora una sfera privata di cui nessuno ha la chiave e che – come per molti altri artisti – è riflessa nel suo lavoro.

Lucio Fulci appare come un uomo dalle molte contraddizioni, affamato di vita e – come lo definisce giustamente Nicola - “bulimico di cinema, del cinema che piaceva fare a lui, di quello artigianale di 40 anni fa”, un cinema che nonostante la povertà di mezzi ha “una grande potenza stilistica”, osserva Scafidi. Perché Fulci for Fake è ovviamente incentrato sull'ultimo approdo tra i tanti generi affrontati (e sabotati) con perizia da Fulci, l'horror che tanti giovani registi americani ha influenzato e in cui alla mancanza di soldi si sopperiva con un'inventiva estrema e una grande originalità della visione. Maestro del gore, Fulci - come Leone aveva fatto col western - reinventò un genere reso popolare dagli americani, e i suoi film da Zombi 2, del 1979, a Lo squartatore di New York, diventano progressivamente sempre più espliciti e crudeli, come se attraverso un genere così estremo trovassero sfogo il dolore e la rabbia di una vita segnata anche dalla malattia e dalla morte. Ma sono davvero questi i film che rappresentano Lucio Fulci? Sicuramente sono quelli più conosciuti anche all'estero, anche se non siamo in sintonia con la perentorietà con cui Davide Pulici, critico di Nocturno Cinema a cui spetta la parte analitica del film (e attraverso lui legioni di fan e lo stesso regista), sostiene che è lì, in quel pugno di film che c'è il vero Fulci. Una posizione estrema e programmaticamente provocatoria, che serve anche a suscitare riflessioni e aprire dibattiti su una filmografia nutrita e con perle disseminate nei vari generi, anche in quelli con meno impatto delle cruente visioni dei suoi horror. Tra i vari testimoni, colleghi e amici intervistati, in un film che riflette sul suo soggetto man mano che Nicola va avanti nella sua ricerca e che ha più dubbi che certezze (con l'eccezione dello sguardo critico) ascoltiamo lo storico direttore della fotografia dei film di Fulci, Sergio Salvati (impagabile il suo racconto della creazione dell'aldilà con niente a disposizione!), l'attore e amico Paolo Malco, il compositore Fabio Frizzi, un breve intervento del regista Michele Soavi, suo attore e assistente, e i ricordi d'infanzia, divertenti e molto affettuosi, di Enrico Vanzina. Chi vuole conoscere Lucio Fulci e non ha mai avuto la fortuna di incontrarlo invidierà l'esperienza del suo “biografo” Michele Romagnoli, autore del libro intervista “L'occhio del testimone”, che ne diventò amico e confidente. Ma ognuno da questa visione uscirà con la sua idea dell'uomo e dell'artista, un uomo che amava fare film, amava amare e amava vivere, imperfetto e misterioso come tutte le persone dotate di talento e grande intelligenza. In questo senso Fulci for Fake è un ottimo biglietto da visita per riscoprire il suo cinema e un invito a ricordarlo a quasi 25 anni dalla sua scomparsa.
FULCI FOR FAKE i contenuti del blu-ray
L'edizione blu-ray italiana di Fulci for Fake, in 2 dischi, è particolarmente curata, arricchita da un booklet, con molti extra realizzati appositamente e contenuti inediti messi per la prima volta a disposizione:
Extra Disco 1
- Lucio Fulci’s Audio Tapes: un montato audio di 20 minuti dei migliori passaggi delle conversazioni tra Lucio Fulci e Michele Romagnoli, registrate tra il 1990 e il 1992 per la scrittura del libro L’occhio del testimone. ·
- L’occhio del testimone: Michele Romagnoli racconta il suo rapporto con Lucio Fulci e la nascita del primo storico libro dedicato al regista. ·
- Looking for Lucio: immagini inedite, commentate da Michele Romagnoli, filmate direttamente da Lucio Fulci durante i sopralluoghi e i set di Zanna Bianca, Zombi 2, Il miele del diavolo e durante alcuni momenti di vita privata e con registrazioni audio del regista inedite.
Disco 2:
- Backstage di Demonia
- Camilla Fulci Uncut: la prima e unica intervista video a Camilla Fulci presentata nella sua versione
- Lucio Fulci and Friends: un montato con le parti tagliate delle interviste agli storici collaboratori Sergio Salvati, Fabio Frizzi e Paolo Malco, a Michele Soavi e a Enrico Vanzina ·
- Intervista al regista Simone Scafidi ·
- Interviste alla troupe ·
- Trailer

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