martedì 3 settembre 2024

Knives Out 3 ha un budget spaventoso per un giallo in streaming

L'ingaggio di Benoit Blanc alias Daniel Craig non scherza, al terzo giro: il giornalista esperto in scoop Jeff Snyder ha infatti scoperto quanto ha stanziato Netflix per il terzo film di Rian Johnson dedicato all'investigatore americano, Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery, e si tratta di una cifra davvero fuori di testa, almeno per il tipo di lungometraggio di cui parliamo. Il nuovo giallo comprende nel cast Josh Brolin, Josh O’Connor, Jeremy Renner, Cailee Spaeny, Andrew Scott, Kerry Washington, Mila Kunis, Daryl McCormack e Glenn Close. Leggi anche Knives Out 3, Glenn Close entusiasta del suo ruolo in Wake Up Dead Man: "È uno dei migliori della mia vita"

Knives Out 3 è costato 210 milioni di dollari!

Di solito soltanto i blockbuster, magari molto carichi di effetti visivi digitali in post-produzione, tocccano e superano la soglia dei 200 milioni di dollari di budget, ma a quanto pare Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery, cioè il giallo ironico Knives Out 3 che completa la trilogia dedicata al detective Benoit Blanc interpretato da Daniel Craig, avrebbe toccato i 210! Le riprese cominciate a giugno si sono concluse da poco, e il film sarà su Netflix nel corso del 2025. Dal momento che la produzione si è svolta in Inghilterra dove c'è un sistema di tax credit, bisogna calcolare che Netflix potrà scaricarsi una buona fetta di quei 210 milioni, resi pubblici proprio per le norme fiscali. Ciò non toglie che il primo Cena con delitto - Knives Out, che non era ancora una proprietà Netflix ma della Lionsgate, costò 40 milioni (fonte Hollyood Reporter) e ne incassò nel mondo, poco prima della pandemia, quasi 313 (fonte Boxofficemojo). Numeri comprensibili per un cast di rilievo ma una messa in scena certo non da kolossal.
Per far traslocare la saga in esclusiva streaming sul colosso di Reed Hastings, con l'arrivo del secondo atto Glass Onion - Knives Out nel 2022 e col terzo atto già approvato, Netflix sborsò già una cifra stratosferica: quasi 470 milioni di dollari per i diritti sul franchise e la realizzazione dei sequel, distruggendo con quest'offerta la concorrenza Apple e Amazon, interessata al pacchetto. Dal rappresentante di uno degli sfidanti perdenti, arrivò una dichiarazione anonima rilasciata a Variety: "Sono numeri che non stanno in piedi. Non c'è una spiegazione logica. Il mondo è impazzito."
Knives Out 3 si ambienterebbe in una piccola cittadina inglese, dove Benoit deve risolvere un caso di omicidio.



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lunedì 2 settembre 2024

A Nanni Moretti il Premio Pietro Bianchi nel giorno di Ecce Bombo restaurato a Venezia 81

È andato a Nanni Moretti il Premio Pietro Bianchi 2024, riconoscimento consegnato al Lido di Venezia, durante la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, dal Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani. Giunto alla sua quarantasettesima edizione, viene assegnato a una personalità eccellente del mondo del cinema. D'accordo con il direttore del Festival Alberto Barbera, il SNGCI ha voluto siglare con il premio una giornata (domenica 1° settembre) dedicata al regista, durante la quale è stato proiettato Ecce Bombo nella versione restaurata dal Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale.

Ricordando Ecce Bombo

Ecce Bombo è il secondo film di Nanni Moretti dopo Io sono un autarchico e prima di Sogni d'Oro. Uscito nel 1978, fu presentato al 31° Festival di Cannes in concorso. Il Sindacato del Giornalisti Cinematografici Italiani lo premiò con il Nastro D'Argento, individuando in Moretti "il poeta più intelligente e sottile, più affettuoso e disincantato, più ironico e malinconico di quel tempo". Si tratta di una "definizione che resta" ha voluto aggiungere la Presidente del SNGCI Laura Delli Colli, "con l'impegno, il talento, l'originalità e soprattutto la coerenza di un autore che è riuscito, nel suo personalissimo stile, a raccontare una generazione, con i suoi desideri, i suoi inciampi e le sue paure".

Protagonista di Ecce Bombo è sempre il personaggio di Michele Apicella, alter ego morettiano qui ancora studente universitario. Michele è molto critico nei confronti dei genitori e della sorella e ha qualche difficoltà anche con le ragazze. Michele trascorre le giornate con gli amici: al bar, in pizzeria e nei cineclub. Stufo di questa vita decide, insieme a Mirko, Vito e Goffredo, di fare delle "riunioni di autocoscienza", ma l’esperimento si rivela fallimentare. E fallimentare, almeno in parte, è la generazione che il film descrive, che da un lato sogna la rivoluzione e l'amore libero, ma dall’altra è prigioniera dei suoi principi borghesi..Michele si scaglia contro i luoghi comuni, il conformismo, certi rapporti sentimentali, ma non riesce a mostrare e a fare niente di alternativo. L'esempio più lampante di questa inadeguatezza e alla fine inconcludenza è la gita a Ostia per vedere l’alba. Michele & Co. raggiungono la loro destinazione, per poi accorgersi che il sole sorge esattamente dalla parte opposta.

Interpretato da Lina Sastri, Glauco Mauri e Fabio Traversa (che sarà poi il Fabris di Compagni di scuola), Ecce Bombo è passato alla storia per via di folgoranti battute e dialoghi tra il sarcastico e l’ironico. Basti pensare a quando Michele è indeciso se andare a una festa:

Ah no: se si balla non vengo. No, no...allora non vengo. Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto così, vicino a una finestra di profilo in controluce, voi mi fate: "Michele vieni in là con noi dai..." e io: "andate, andate, vi raggiungo dopo...

In 47 edizioni il Premio Pietro Bianchi è andato a una serie di eccellenze cinematografiche: da Cesare Zavattini a Mario Monicelli, da Ettore Scola a Bernardo Bertolucci, da Sophia Loren a Stefania Sandrelli.

Se non siete alla Mostra del Cinema di Venezia 2024, e quandi non avere visto Ecce Bombo in laguna, potete sempre ricorrere allo streaming: basta cliccare qui e scoprirere su quale piattaforma andare.



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Beetlejuice 3, Tim Burton non è convinto che sia una buona idea: "Avrei più di 100 anni"

A quanto pare Beetlejuice non tornerà per una terza volta. Ad affermarlo con una certa sicurezza è proprio il regista che, a distanza di oltre trent’anni, ha deciso di riportare lo spirito birbante interpretato da Michael Keaton ancora una volta sul grande schermo. Pur avendo rievocato il bio-esorcista per una nuova avventura, Tim Burton afferma di non essere interessato ad un terzo film. Il sequel, in arrivo dopo 36 anni, rivedrà alcuni membri iconici del cast come Winona Ryder e Catherine O’Hara, ma con l’aggiunta di interessanti novità a partire da Jenna Ortega fino a Monica Bellucci, Justin Theroux e Willem Dafoe.

Beetlejuice, per Tim Burton realizzare un trequel è quasi impossibile

Fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2024, Beetlejuice Beetlejuice è atteso anche al cinema. Sono trascorsi circa 36 anni dall’ultima volta che lo spirito di Michael Keaton ha scosso le acque dei viventi. Ma cosa ne sarà del suo futuro? Tim Burton, che si è occupato della regia di entrambi i film, ha prontamente stroncato qualsiasi possibilità di un terzo film. Intervistato da Deadline, il regista ha rivelato perché un trequel è alquanto improbabile al momento:

Facciamo due conti. Ci sono voluti 35 anni per fare questo film. Per farne un altro, avrei più di 100 anni di questo passo. Potrebbe essere possibile grazie al progresso scientifico, ma non credo che succederà.

Nel primo Beetlejuice – Spiritello Porcello, il bio-esorcista viene chiamato in causa da una coppia di defunti per liberarsi degli esseri umani piombati in casa loro. Quel film, distribuito nel 1988, è stato un inaspettato successo al botteghino dove ha incassato circa 75 milioni di dollari. A distanza di anni, Tim Burton ha pensato bene di ascoltare le richieste del pubblico e realizzare un secondo film che ritiene essere tuttavia più intimo:

Per quanto lo ami, non ho mai capito perché sia stato un successo. Non sono mai riuscito a collocare il film come qualcosa di diverso da personale per me. Quindi, dopo tutti questi anni, poter lavorare di nuovo con Michael, Winona e Catherine lo ha reso più personale e speciale insieme a Jenna, Monica, Justin e Willem, nuove persone che sono entrate nello spirito del film.


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Cattivissimo Me 4 ancora in cima al boxoffice italiano del weekend

Nessun problema sul fronte Gru e Minion: Cattivissimo Me 4 continua agilmente a mantenere la vetta al boxoffice italiano del weekend. I suoi 2.936.000 euro d'incasso (fonte Cinetel) confluiscono nel totale nostrano di 10.566.500, rendendo il film animato targato Universal / Illumination il quarto miglior risultato dell'anno solare, con Kung Fu Panda 4 ormai nel mirino. Cattivissimo Me 4, rocambolesca storia della famiglia allargata di Gru, alle prese con un programma di protezione testimoni cercando (invano) di non dare nell'occhio, è arrivato nel mondo a 915.307.500 dollari (fonte Boxofficemojo), a fronte di un costo sui 100 milioni. Scommessa sicura, ancora una volta.

Stabile al secondo posto il dramma It Ends With Us - Siamo noi a dire basta, con Blake Lively divisa tra due amori, uno tossico e l'altro antico, nell'adattamento del romanzo best seller di Colleen Hoover: con altri 571.100 euro raccolti nel fine settimana, da noi è a quota 2.201.300. Da notare che nel mondo il film di Justin Baldoni ha raggiunto i 285.818.800, che sarebbero pochissimi per un blockbuster ma sono tantissimi per un film di questo tipo, costato "solo" 25 milioni di dollari (fonte Deadline). Ora Lively e Baldoni dovranno dirimere i loro vociferati screzi, perché di certo si avvertità la necessità di un sequel, che sotto forma di romanzo già esiste.
Esordio direttamente in terza posizione per uno dei film più criticati a scatola chiusa degli ultimi anni: The Crow - Il corvo con Bill Skarsgaard raccoglie l'eredità del compianto Brandon Lee (mossa giudicata azzardata dai fan), riportando sullo schermo la gotica storia di vendetta visionaria, tratta dalla graphic novel di James O’Barr. Debutta con 377.600 euro sui cinque giorni (288.000 nel weekend). Nel mondo è già un punitivo flop da 13.204.200 dollari, su un budget di 50 milioni (fonte The Hollywood Reporter).

Fermo al quarto posto troviamo ancora Deadpool & Wolverine, trionfo personale di Ryan Reynolds: è riuscito,con Hugh Jackman come complice sullo schermo e con Shawn Levy come complice dietro la macchina da presa, a trasportare la scorrettezza di Wade Wilson in casa Disney. Da noi rastrella altri 258.650 euro e con il suo totale di 17.350.000 rimarrà a lungo il secondo miglior incasso dell'anno solare dopo Inside Out 2. Nel mondo i 200 milioni di dollari di buget sono stati ben investiti in un affare ormai da 1.262.210.000!
Slitta dalla terza alla quinta posizione l'horror / sci-fi Alien: Romulus di Fede Álvarez: collocato temporalmente tra Alien e Aliens: Scontro finale, cerca l'isiprazione originale della saga in un prodotto che in Italia ha raggiunto un incasso di 2.544.200 (207.000 nel fine settimana). Realizzato con circa 80 milioni di dollari, ha toccato nel mondo fino a questo momento i 285.652.000 dollari. Niente male. 

Il box office completo del weekend



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domenica 1 settembre 2024

50 volte il primo bacio, Drew Barrymore racconta del finale alternativo del film: "Tristissimo"

Era il 2004, esattamente vent’anni fa, e al cinema arrivava 50 volte il primo bacio, una commedia romantica con protagonisti Drew Barrymore e Adam Sandler. La storia raccontata è quella di Henry, che s’innamora di Lucy a prima vista e scoprirà soltanto in seguito che la ragazza soffre di una strana forma di amnesia che le impedisce di costruire nuovi ricordi. A detta di Drew Barrymore, però, la commedia romantica aveva valutato un altro finale alternativo per la coppia.

50 volte il primo bacio, Drew Barrymore ricorda il finale originale del film: “Grazie per averlo cambiato”

In una nuova clip del suo talk show (The Drew Barrymore Show), l’attrice ha rivelato che tra i film in cui ha recitato 50 volte il primo bacio aveva previsto inizialmente un finale differente. Prima di tutto, in una fase iniziale il titolo originale non era 50 First Dates, bensì 50 First Kiss.

Una cosa che mi è sempre rimasta impressa è il finale originale di 50 volte il primo bacio. Era un dramma ambientato a Seattle. Il finale originale vedeva lei che gli diceva: ‘Dovresti andare e vivere la tua vita, perché questa non è vita’. Lui se ne va, come poi succede, poi torna ed entra nel ristorante, si siede e dice: ‘Ciao, sono Henry’. E il film finisce. Sinceramente posso dire soltanto: Grazie per averlo cambiato.

Drew Barrymore non è stata l’unica negli anni a raccontare di un finale diverso per 50 volte il primo bacio. Anche il regista Peter Segal, ai microfoni di Entertainment Weekly nel 2019, aveva rivelato che la sceneggiatura originale si concludeva con “Lucy che si sveglia a letto e guarda immediatamente un murale sul soffitto che racconta la storia del suo incidente e della sua vita nel corso degli anni. Lo aveva dipinto lei, a differenza di quello nel garage di suo padre, e lo ridipingevano ogni giorno così che avesse una tela bianca su cui lavorare”.



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The Bride! come Joker 2? Spoiler: il film su Frankenstein con Christian Bale avrà 'grandi numeri di danza e canto'

Lo scorso aprile abbiamo appreso che Maggie Gyllenhaal riporterà sul grande schermo il mostro di Frankenstein, che avrà eccezionalmente il volto di Christian Bale. L'attrice dirigerà The Bride!, nuova versione del cult horror La Moglie d Frankenstein e, nel cast, ci sarà anche suo marito Peter Sarsgaard. Quest'ultimo, intervistato da The Hollywood Reporter, ha lasciato intendere che il film in arrivo, targato Warner Bros., potrebbe avere qualcosa in comune con l'imminente Joker: Folie à Deux. Vale a dire, un ruolo di primo piano per la musica!

La data di uscita prevista per The Bride! è il 3 ottobre 2025. Accanto a Bale, reciteranno Jessie Buckley, nei panni della 'sposa' che dà il titolo alla pellicola, e i Premi Oscar Annette Bening e Penélope Cruz. Presenti anche, in ruoli ancora non precisati, Julianne Hough e il già citato Sarsgaard. Quest'ultimo ha svelato che la sceneggiatura del film è "la cosa migliore che abbia mai letto".

The Bride! è punk, veloce e molto emozionante. Inoltre, a volte è violento ed è selvaggiamente romantico. [...] È così ambizioso perché la sceneggiatura è davvero una delle migliori. Guarda, l'ha scritta mia moglie, quindi dirò semplicemente che è la migliore sceneggiatura che abbia mai letto. È stato davvero soddisfacente su così tanti livelli.

Quanto agli attori protagonisti, la star di Blue Jasmine ha elogiato il loro grande talento, che abbraccia anche la danza e il canto. Perché sottolineare questo aspetto, se non per suggerire la reale natura del lungometraggio in arrivo? Ed è proprio così: in The Bride! "ci sono grandi numeri di danza e roba del genere".

Christian Bale, è un attore fenomenale che ha una tale devozione. Guardandolo sul set... sai, alcuni attori cercano di rimanerci dentro. Devi chiamarli con il nome del loro personaggio e tutte quelle stronzate. Parlano con l'accento per tutto il tempo. Non è così con lui. È solo che non può fare a meno di esserci dentro. Non è una scelta. Non è una pretesa. È solo il modo in cui è.

Jessie Bucley, invece, è "l'attrice più astratta, casuale, libera e presente con cui potresti mai lavorare. A proposito, sa anche cantare e ballare, alla grande". Non è abbastanza per affermare con assoluta certezza che The Bride! sarà un musical o un juke-box movie, come il sequel di Joker. Certo è che l'indizio di Saarsgard ha messo al pubblico la pulce nell'orecchio.

The Bride!, cosa sappiamo sull'horror di Maggue Gyllenhaal con Christian Bale

The Bride! è ambientato nella Chicago degli Anni Trenta ma non è noto se sarà un vero e proprio remake del film diretto da James Whale nel 1935. A giudicare dalle immagini, è più probabile che Maggie Gyllenhaal abbia dato vita ad una rivisitazione in chiave moderna, sulla falsariga di quanto appena accaduto con The Crow di Rupert Sanders.

La sinossi ufficiale recita: "Un solitario Frankenstein si reca nella Chicago degli anni '30 per cercare l'aiuto di un certo Dr. Euphronius nella creazione di una compagna tutta per sé. I due riportano in vita una giovane donna assassinata e nasce la Sposa. Lei è al di là di ciò che entrambi avevano previsto, accendendo una storia d'amore infiammabile, l'attenzione della polizia e un movimento sociale selvaggio e radicale".



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The Running Man, Glen Powell precisa una differenza dal romanzo: "Sarà più divertente"

Glen Powell è felicissimo di lavorare con Edgar Wright nel nuovo adattamento di The Running Man, che anticipa essere più divertente del precedente.

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