sabato 30 maggio 2026

Obsession vi ha sconvolto? Ecco 5 horror psicologici perfetti per voi (uno avrà presto un remake)

Per lasciare il segno e diventare un blockbuster, Obsession non ha avuto bisogno di un budget enorme, di effetti speciali complicati né di mille strizzate d'occhio alla cultura pop. Questo film horror indipendente ha riscosso un enorme successo e, a fronte di un budget di 1 milione di dollari, ha incassato 79,7 milioni di dollari. La trama segue Bear (Michael Johnston), da sempre innamorato di Nikki (Inde Navarrette), che trova un inquietante oggetto capace di esaudire un desiderio.

Il ragazzo chiede di conquistare il cuore dell'amica ma, da quel momento, attrazione e curiosità si trasformano in qualcosa di molto più oscuro, fatto di controllo, dipendenza emotiva e confini sempre più fragili. L'horror diretto da Curry Barker è già un piccolo cult... ma cosa vedere dopo? Se vi hanno colpito i temi del film e la sua atmosfera disturbante, ecco altri 5 titoli che esplorano ossessioni, relazioni tossiche e desideri che sfuggono di mano. E che potrebbero lasciarvi addosso sensazioni molto simili a Obsession.

Possession (1981)

Considerato uno dei più grandi horror psicologici di sempre, Possession inizia come la storia di una coppia berlinese alle prese con un matrimonio ormai al collasso. Ma ben presto il film abbandona qualsiasi schema tradizionale e si trasforma in un’esperienza fatta di paranoia, comportamenti irrazionali e puro terrore emotivo. La somiglianza con Obsession sta nel raccontare relazioni incapaci di finire davvero. In Possession, la separazione non libera i protagonisti ma amplifica la loro dipendenza reciproca fino all’autodistruzione. Nell'horror di Barker accade qualcosa di simile, anche se in modo più contenuto: l’attaccamento emotivo diventa bisogno, e l’altra persona smette di essere un individuo per trasformarsi in un’estensione delle proprie fragilità.

C'è anche un motivo in più per recuperarlo adesso: è infatti in sviluppo un remake affidato a Parker Finn, il regista dei due Smile, che negli ultimi anni si è imposto come uno dei nomi più interessanti dell'horror contemporaneo. Secondo le ultime indiscrezioni, i protagonisti saranno Margaret Qualley e Callum Turner, chiamati a raccogliere l'eredità delle iconiche interpretazioni di Isabelle Adjani e Sam Neill.

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Santa Maud (2019)

E se Dio avesse una stalker? È una domanda provocatoria, ma in fondo è proprio ciò che rende Santa Maud uno degli horror psicologici più affascinanti degli ultimi anni. Il film segue Maud (Morfydd Clark), una giovane infermiera convertitasi al cattolicesimo dopo un evento traumatico che ha sconvolto la sua vita. Quando inizia a prendersi cura di Amanda (Jennifer Ehle), malata terminale di cancro, si convince che la sua missione sia salvarne non solo il corpo, ma anche l'anima. Quella che all'inizio sembra una sincera preoccupazione, si trasforma gradualmente in un'ossessione sempre più inquietante, con Maud che finisce per controllare ogni aspetto della vita di Amanda. Il legame con Obsession è evidente: in entrambi i film l'amore e la devozione si trasformano in qualcosa di tossico, dove il desiderio di aiutare qualcuno diventa un bisogno di possederlo. Santa Maud culmina in un finale tra i più scioccanti degli ultimi anni, ed è una visione imperdibile per chi ha apprezzato le atmosfere del film di Curry Barker.

Attrazione fatale (1987)

Se si parla di ossessione al cinema, Attrazione fatale è uno dei titoli imprescindibili. Non è un horror in senso stretto, ma resta uno dei thriller più influenti di sempre. La storia segue Dan Gallagher (Michael Douglas), un uomo sposato che ha un'avventura extraconiugale con l'affascinante avvocatessa Alex Forrest (Glenn Close), convinto che tutto finirà lì. La donna, però, non è affatto dello stesso avviso e quella che sembrava una scappatella senza conseguenze si trasformerà rapidamente in una spirale di stalking, tensione e paura. Il film condivide con Obsession l'idea che le emozioni possano sfuggire completamente al controllo. Entrambi mostrano cosa accade quando una persona rifiuta di accettare che una relazione sia finita. Non a caso, Attrazione fatale è diventato il modello per decine di storie successive sull’ossessione sentimentale.

Audition (1999)

Audition, capolavoro horror di Takashi Miike, è un autentico cult giapponese e uno dei film più apprezzati dagli appassionati del genere. La trama segue un vedovo (Ryo Ishibashi) che organizza una falsa audizione per un film con l'intento di trovare una nuova compagna. Tra le candidate, una donna riservata e apparentemente perfetta di nome Asami Yamazaki (Eihi Shiina) cattura subito la sua attenzione. Quello che sembra l’inizio di una delicata storia romantica, però, si trasforma lentamente in un incubo. È probabilmente il film che più ricorda Obsession per costruzione narrativa. In entrambi i casi, la relazione nasce da aspettative e proiezioni personali, non da una reale conoscenza dell’altro. E quando questa fantasia inizia a sgretolarsi, l’instabilità emerge in tutta la sua prepotenza. Chi ha amato Obsession, ritroverà in Audition l'atmosfera opprimente, la tensione psicologica e la capacità di trasformare un sentimento in qualcosa di profondamente disturbante.

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Misery non deve morire (1990)

Tra i migliori adattamenti tratti da Stephen King, Misery non deve morire è indubbiamente il più efficace, quando si parla di ossessione. La storia è nota: uno scrittore (James Caan) sopravvive a un incidente d’auto e viene soccorso da quella che sembra una fan premurosa (Kathy Bates). Ben presto, però, scopre che la donna non ha alcuna intenzione di lasciarlo andare, soprattutto dopo aver scoperto il destino del suo personaggio preferito. Se in Obsession l’amore viene trattato come una forma di possesso emotivo, Misery porta questo concetto alle estreme conseguenze. Qui il controllo diventa fisico, concreto, terrificante. Ma il principio è lo stesso: l’altra persona non viene più vista come un essere umano con desideri e libertà proprie, bensì come qualcosa che esiste per soddisfare un bisogno personale.



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