lunedì 6 aprile 2026

L'ultima missione: Project Hail Mary, l'autore racconta com’è stato realizzato Rocky al cinema

Trasformare Rocky da un alieno su carta a uno per il grande schermo è stata un’impresa non da poco agli occhi dell’autore Andy Weir. L’ultima missione: Project Hail Mary ha riportato Ryan Gosling nello spazio e la sua storia è nata dapprima su carta, con protagonista un insegnante di scienze che desidera salvare il suo pianeta e, per questo, viene spedito nello spazio in un ultimo, disperato tentativo di scoprire cosa sta succedendo al Sole. Durante la sua missione, Ryland Grace incontra un alieno: il suo nome è Rocky e, per realizzarlo, è stata richiesta la partecipazione di ben sei burattinai.

L'ultima missione: Project Hail Mary, dietro Rocky ci sono sei animatori: il racconto di Andy Weir

In una recente intervista ai microfoni di People, l’autore del romanzo Andy Weir ha raccontato di come Rocky abbia preso vita sul set per volere dei registi Phil Lord e Christopher Miller. Secondo Weir, i registi “sono persone così orientate agli effetti speciali pratici perché credono che si ottengano risultati migliori avendo il set effettivamente sul posto. Nel film non ci sono green screen. Ci sono molte inquadrature in CGI, ma non c’è un green screen in nessuna scena. Quando gli attori vengono ripresi davanti a un green screen e poi si passa al montaggio si nota, si percepisce, l’ambiente non sembra del tutto reale”, ha rivelato Weir.

A detta dell’autore, questi effetti speciali pratici hanno permesso poi a Ryan Gosling di interagire concretamente sul set, utilizzando lo stesso approccio anche per Rocky: “Rocky era davvero presente. È molto più facile recitare di fronte a un altro partner di scena, piuttosto che a una pallina da tennis e un bastone. Permette a tutti di dare il meglio di sé”. Ha ragionato poi sul destino di Rocky, se sia paragonabile a Grogu di The Mandalorian, ma ha liquidato il tutto ammettendo: “Non so nulla di merchandising. Voglio solo che gli spettatori lo amino, ovviamente. Sapevamo tutti che il successo o il fallimento di questo film dipendeva dalla nostra interpretazione di Rocky. Fin dal primo giorno, sapevamo che l'aspetto più importante era l'immagine che Rocky avrebbe dato di sé e penso che ci siano riusciti alla perfezione”.

Andy Weir figura come produttore in L’ultima missione: Project Hail Mary insieme a Ryan Gosling, ai registi e ad Amy Pascal. Ma com’è nato realmente Rocky? A raccontare del dietro le quinte è stato l’autore: “La versione cinematografica di Rocky è realizzata da una squadra di sei burattinai e da un intero laboratorio di creazione di creature”. James Ortiz è il burattinaio principale, nonché doppiatore di Rocky, e delle varie marionette create una soltanto era quella “pura”, mentre le altre servivano per una “manipolazione parziale” con motori per eseguire “le azioni più complesse”. Ha rivelato: “Ad alcuni di loro mancavano delle braccia che sono state aggiunte in post-produzione. Quello con i servomotori e altre cose aveva un grosso cavo di alimentazione che entrava direttamente nella parte superiore del carapace e che è stato necessario rimuovere digitalmente. Quindi, ci sono sicuramente molti effetti digitali”.



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