lunedì 3 aprile 2023

John Wick 4 e Dungeons & Dragons si contendono il boxoffice italiano del weekend

Al boxoffice italiano del weekend c'è stata una battaglia serrata al photo finish tra John Wick 4, alla sua seconda settimana di programmazione, e il nuovo arrivato Dungeons & Dragons - L'onore dei ladri, appena uscito sugli schermi nostrani e in tutto il mondo. Da noi il quarto capitolo della saga action-noir con Keanu Reeves ha mantenuto il primo posto con 1.052.000 euro (per un totale di 3.763.000). Il fantasy scanzonato con Chris Pine, tratto dal mitico gioco di ruolo quasi-cinquantenne, ha ottenuto un secondo posto con 999.000 euro sui quattro giorni (sui cinque però ha raggiunto il 1.116.000). Negli USA ha tuttavia scalzato il rivale, portando a casa 38.500.000 di dollari, in linea con le aspettative.
La situazione sembra rosea per entrambi i lungometraggi: costato sui 100 milioni di dollari, John Wick 4 ne ha già raccolti quasi 245 in tutto il mondo, mentre Dungeons & Dragons - L'onore dei ladri, per un budget sui 150, è appena partito con 71.500.000 di introiti mondiali.

Entra al terzo posto Il ritorno di Casanova di Gabriele Salvatores, con Toni Servillo regista cinematografico che vuole riportare in scena Casanova (Fabrizio Bentivoglio), scoprendo un parallelo tra la sua crepuscolarità e quella del personaggio: la partenza è da 352.000 euro.
Un altro debutto in quarta posizione, è il nuovo lungometraggio di fiction di Walter Veltroni, Quando, interpretato da Neri Marcoré e Valeria Solarino: un uomo finisce in coma nel 1984 durante i funerali di Enrico Berlinguer, per risvegliarsi nel 2015, disorientato da un mondo e una politica del tutto diversi. Il primo weekend del film è sui 256.250 euro.
L'ultimo gradino della top five è invece occupato da L'ultima notte di Amore con Pierfrancesco Favino, scivolato dal secondo posto: la vicenda di un poliziotto all'ultimo turno di notte, in grado di metterlo alla prova come non avrebbe mai immaginato, incassa altri 233.700 euro. Il totale del film di Andrea Di Stefano è di 2.896.400, a un mese dall'uscita. Un buon risultato.

Il box office completo del weekend



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Quando non c'era la caccia alle streghe: Marisa Vallone e Paola Sini presentano La Terra delle donne

Non è un film femminista o comunque discriminatorio nei confronti degli individui di sesso maschile La Terra delle donne, che racconta sì il femminile in una regione dove la società è sempre stata profondamente matriarcale, ma non getta discredito sugli uomini, che ad esempio andavano in guerra, cambiando in qualche modo il corso della storia.

Diretto dall'esordiente Marisa Vallone, La Terra delle donne ha avuto la sua anteprima al Bari International Film & Tv Festival, dove la protagonista femminile e produttrice Paola Sini ha vinto il premio per la miglior attrice della sezione ItaliaFilmFest. La vicenda si svolge in una Sardegna rurale a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, e negli anni immediatamente successivi, e racconta la storia di Fidela, che non ha diritto a sposarsi e ad avere figli, visto che, per tradizione, le settime figlie come lei erano considerate streghe. Fidela è una donna forte che vede il suo destino cambiare quando si ritrova a fare da madre a un'altra settima figlia, nata dall’amore tra un soldato e una donna del villaggio. Il film è fortemente radicato nelle antiche tradizioni sarde e vanta un cast internazionale.

Proprio al Bif&st, Marisa Vallone e Paola Sini hanno presentato il film, che nasce da una comunanza di intenti. La Sini pensava da moltissimo tempo al progetto, come ha raccontato durante la conferenza stampa. "Nei primi anni della mia vita" - ha detto - "quando ho lasciato la Sardegna per andare a Bologna, tutto ciò che desideravo, in una maniera totalmente paradossale, era levarmi di dosso una sardità per me molto presente. Non è un caso se più tardi ho imparato la Divina Commedia a memoria. Poi, però, arriva un momento in cui ti rendi conto che, per quanto ti allontani e per quanto viaggi, quello che sei ti segue, e così mi è venuta voglia di fare qualcosa che mi riportasse a casa, un film che parlasse della mia terra ma capace di diffondere un messaggio universale. Dopo aver girato mezza Sardegna in cerca di location, mi è capitato di vedere il cortometraggio di diploma di Marina e allora ho capito subito che era lei la parte mancante del mio progetto. Marina era la donna perfetta per me. Ho impiegato 7 anni per trovare i soldi, perché proprio non volevo fare un film su scala ridotta".

Marisa Vallone non è sarda come Paola Sini, ma è di Bari, e quindi è stata molto felice di presentare la sua opera di debutto a un Festival che conosce e che ama. Ai giornalisti e al pubblico, riuniti nel Teatro Margherita, la regista ha spiegato: "Sono nata e cresciuta in questa città. Poi, a 18 anni, ho avvertito la necessità di prendere un'altra strada, perché il mio desiderio di avere una formazione artistica era fortissimo e all'epoca, in Puglia, e parliamo del 2005, c'erano opportunità diverse rispetto a oggi. A quel tempo, per abbracciare una formazione artistica di un certo tipo, bisognava andare fuori. Così mi sono iscritta all'Accademia di Belle Arti di Frosinone. La città non era un granché, però c'era un corso di Arte Multimediale che trovavo molto interessante, e credo che seguirlo sia stata una scelta molto felice, perché ho imparato tanto su diversi fronti e ho avuto una molteplicità di imput. Dopodiché ho affrontato la regia e pian piano mi sono resa conto che il cinema era il mezzo più consono alle mie esigenze espressive e artistiche, ed è il motivo per cui sono entrata al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove ho avuto la possibilità di imparare il mestiere. E’ stato un momento fondamentale per me, in cui ho potuto confrontarmi con talenti incredibili, che mi hanno insegnato molte cose e mi hanno permesso di girare un saggio di diploma che, in un certo senso, era un ritorno a casa, perché l'ho girato qui, in Puglia, con il sostegno di Rai Cinema e dell'Apulia Film Commission. Era un cortometraggio dedicato alla mia famiglia in cui già c'era l'interesse per alcune tematiche esplorate ne La Terra delle donne: il ruolo femminile nelle società, la convivenza fra spiritualità pagana e religione, la visceralità della terra. Il corto è stato per me un pezzo di cuore, che per fortuna mi ha fatto incontrare Paola".

Ne La Terra delle donne coesistono diverse forme di spiritualità, o meglio i vari personaggi si affidano, per la soluzione dei loro problemi o semplicemente per ricavare conforto, a una qualche forma di spiritualità. Di questo tema, tra i più forti del film, ha parlato Paola Sini: "Credo che in ognuno di noi esista questo 'affidamento': c’è chi lo chiama Dio e chi lo chiama universo. Ognuno ha il proprio credo. Noi abbiamo voluto raccontare, nel film, anche quei personaggi grotteschi che la domenica vanno a messa e poi si voltano e, invece di credere a ciò che stanno facendo, controllano le scarpe della vicina. Prendete Marianna, la sorella di Fidela. Lei sfoggia una continentalità che non le appartiene. Marianna ha avuto la grande opportunità di essere altro da sé, di fuggire da una sardità opprimente. Sua madre le ha dato la possibilità di andare in Belgio, dove la civiltà è più evoluta e dove la donna è stata messa a confronto con nuove cose. Invece lei torna 'incrostata' dell'immagine che vorrebbe avere di sé, ma in realtà resta ossessionata dal desiderio di rimanere incinta, e quindi si lascia prendere dall'invidia proprio perché non ha fatto uno scatto".

"Vorrei aggiungere che desideravamo realizzare un'opera che avesse anche un certo lirismo in alcuni punti" - ha proseguito Marisa Vallone. "A prescindere da quelle che possono essere le caratteristiche precise della spiritualità a cui ci si affida, c'è comunque una trascendenza nel film. La forma di spiritualità più forte aveva a che fare con il rapporto con la natura, ed è anche il motivo per cui abbiamo tanto insistito sulla presenza dell'acqua, che è l'elemento principale di Fidela. Ne La Terra delle donne c'è quindi anche una forma di panismo: in alcuni momenti i personaggi si fondono con la natura, ad esempio quando cercano di interpretarne i segni. Infine c'è la spiritualità relativa alla chiesa. Marianna, nella sua mania di raggiungere l’obiettivo della maternità, magari non per un suo effettivo bisogno ma per un condizionamento esterno, prova di tutto: la medicina, la medicina alternativa, la spiritualità pagana. Il suo percorso ricrea l'esplorazione delle varie tipologie di spiritualità".

La Terra delle donne arriverà al cinema il 27 aprile distribuito da Adler Entertainment. Nel cast ci sono anche Valentina Lodovini, Syama Rayner, Alessandro Haber, Freddie Fox e Hal Yamonouchi.



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domenica 2 aprile 2023

I migliori film in streaming interpretati da Alec Baldwin

Anche se non sta purtroppo attraversando il più facile dei momenti - ricordiamo che è stato incriminato per omicidio colposo a causa del terribile incidente sul set di Rust in cui è rimadta uccisa il direttore della fotografia Halyna Hutchins - Alec Baldwin rimane una delle personalità più carismatiche dell’entertainment contemporaneo. A teatro è stato per anni l'interprete principale delle opere teatrali di un grande autore contemporaneo quale David Mamet. Sul grande schermo ha alternato ruoli da protagonista ad altri di supporto per produzioni molto spesso di alto livello, come dimostrano i cinque film in streaming selezionati per rendergli omaggio nel giorno del suo sessantacinquesimo compleanno. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Alec Baldwin

  • Beetlejuice - Spiritello porcello
  • Caccia a Ottobre Rosso
  • Americani 
  • The Departed - Il bene e il male
  • Blue Jasmine

Beetlejuice - Spiritello porcello (1988)

Insieme a una dolcissima Geena Davis Baldwin interpreta il marito in una coppia defunta prematuramente la quale “assume” Michael Keaton per cacciare da casa sua la famiglia di bifolchi, i quali l’hanno occupata dopo la loro morte. Il film che lancia definitivamente la carriera di Tim Burton è una serie di trovate geniali, costruite su scenografie e costumi da antologia. Beetlejuice - Spiritello porcello è una girandola cinematografica spassosa e fantasiosa, che si rivela un grande successo di critica e pubblico. Oscar per il miglior trucco. Speriamo arrivi il tanto anelato sequel…Disponibile su CHILI, Amazon Prime Video, NOW.

Caccia a Ottobre Rosso (1990)

Alec Baldwin interpreta il primo Jack Ryan del grande schermo grazie al thriller tecnologico diretto da John McTiernan. Accanto a lui un cast di titani come Sean Connery, Scott Glenn, James Earl Jones, Sam Neill, Stellan Skarsgard. Caccia a Ottobre Rosso è uno spettacolo di grande intrattenimento, un blockbuster di proporzioni enormi che viene messo in scena con maestria assoluta. Divertimento e adrenalina assicurati. Spettacolo mainstream di livello, come se ne facevano una volta…Disponibile su CHILI, Google Play, Amazon Prime Video, NOW, Paramount +.

Americani (1992)

James Foley mette in scena una delle opere teatrali più famose di David Mamet, e lo fa con un cast a dir poco eccezionale: Jack Lemmon, Al Pacino, Kevin Spacey, Alan Arkin e altri grandi attori fanno di Americani uno dei più grandi momenti di teatro filmato contemporaneo. Film claustrofobico e disperato che conquista la Coppa Volpi a Venezia per l’interpretazione maschile (Lemmon) e la nomination all’Oscar per il miglior attore non protagonista (Pacino). Il capitalismo a stelle e strisce al suo peggio. Film magnifico. Disponibile su Amazon Prime Video.

The Departed - Il bene e il male (2006)

Parte di supporto a dir poco carismatica per il thriller poliziesco che porta finalmente Martin Scorsese all’Oscar. Leonardo DiCaprio al suo meglio, Matt Damon, Mark Wahlberg, Martin Sheen, Vera Farmiga e la leggenda Jack Nicholson compongono il cast stellare di The Departed - Il bene e il male, opera preziosa e velenosa che contiene molte sequenze da antologia. Remake di Infernal Affairs che fa proprio il messaggio e lo trasporta in una Boston contaminata e reietta. Magnifico e straziante il finale. Portentoso. Disponibile su Infinity +, Amazon Prime Video, NOW.

Blue Jasmine (2013)

Altra interpretazione d’autore per il miglior film di Woody Allen da almeno trent’anni a questa parte. Blue Jasmine è un dramma psicologico che guarda al John Cassavetes delle sue opere migliori, come Una moglie. Una Cate Blanchett da Oscar, accompagnata tra gli altri anche da Sally Hawkins e Michael Stuhlbarg, rende questo film denso e affascinante, uno studio sul dolore rimosso e sulla mancanza di aderenza alla realtà che si trasforma in ossessione. Da inchino la sua eccelsa protagonista. Disponibile su CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.



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L'incredibile Hulk, tutti i personaggi che torneranno in Captain America: New World Order

Captain America: New World Order propone un’importante reunion per il cast de L’incredibile Hulk, film del 2008 che all’epoca ha scelto come interprete di Bruce Banner e la sua controparte verde Edward Norton. Soltanto in seguito, Mark Ruffalo è stato scelto dai Marvel Studios come suo (valido) sostituto, inserito prontamente nei film corali degli Avengers. Eppure, in vista del quarto film stand alone di Captain America con protagonista Anthony Mackie, pare che l’MCU riporterà in pista alcuni personaggi chiave de L’incredibile Hulk. Ma chi tornerà esattamente? Facciamo il punto.

Quali personaggi de L’incredibile Hulk appariranno in Captain America: New World Order

Più che una reunion, Captain America: New World Order sembra essere sempre più un sequel de L’incredibile Hulk considerando il numero di personaggi coinvolti. Dopo quanto accaduto in The Falcon and the Winter Soldier, Captain America adesso è Sam Wilson, interpretato da Anthony Mackie che nella serie tv ha impugnato l’iconico scudo prendendo il posto di Steve Rogers. Ma il quarto film stand alone dedicato al Super Soldato coinvolgerà anche altri personaggi già noti al pubblico Marvel e che giocano in casa Hulk. Finora sono stati annunciati tre personaggi del cast de L’incredibile Hulk che prenderanno parte al film di Captain America. Il primissimo, annunciato durante il D23 Expo del 2022, è Tim Blake Nelson, che riprenderà il ruolo di Samuel Sterns. Bruce Banner lo incontra per la prima volta a New York. Stern è uno scienziato che in un primo momento offre a Banner una mano per trovare una cura, ma al tempo stesso ha anche replicato in grandi quantità il campione di sangue del dottore, convinto di poterlo usare per curare malattie. In Captain America 4, Stern si presenterà esattamente per quello che è: un supercriminale e principale antagonista di Sam Wilson nel film.

Il secondo personaggio in arrivo da L’incredibile Hulk è Thaddeus Thunderbolt Ross, personaggio in un primo momento interpretato da William Hurt e poi sostituito da Harrison Ford. Quest’ultimo debutterà nell’MCU e rappresenterà il suo Thunderbolt con una carica importantissima: in Captain America, infatti, è diventato presidente degli Stati Uniti. Ultimo nome in arrivo dal cast de L’incredibile Hulk è quello di Liv Tyler. L’attrice riprenderà il ruolo di Betty Ross, figlia di Thunderbolt. A questo punto non resta che chiedersi: Mark Ruffalo si unirà al cast? Al momento non conosciamo la risposta. Tuttavia l’attore ha ripreso le sembianze di Hulk in She-Hulk: Attorney at Law affiancando Tatania Maslany nelle vesti della cugina Jennifer Walters.



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5 possibili nuovi mentori per Spider Man dopo No Way Home

Peter Parker di Tom Holland non ha più un mentore dopo quanto accaduto in Spider-Man: No Way Home. Quale eroe potrebbe diventare la sua nuova guida? Tom Holland riprenderà quasi sicuramente il ruolo del supereroe in calzamaglia nel quarto film dedicato a Spider-Man e, anche se al momento non sono stati rilasciati dettagli nello specifico, siamo certi che avrà il suo gran da fare nella Multiverse Saga. Del resto è stato proprio Peter ad approfondire in prima persona il tema. In No Way Home, ha cercato di cancellare la memoria del mondo per proteggere la sua vita privata e le conseguenze sono state pressoché catastrofiche. L’incantesimo di Doctor Strange è andato fuori controllo e gli universi hanno iniziato a scontrarsi tra loro, attirando in quello di Tom Holland i villain di Spider-Man anche da altre realtà. Ora che il peggio sembra essere passato, chi potrebbe diventare il nuovo mentore di Spider-Man?

Quale eroe potrebbe diventare il mentore di Spider-Man dopo No Way Home?

Dopo aver condiviso la scena con Tobey Maguire e Andrew Garfield come interpreti di Spider-Man provenienti da altri universi, Tom Holland ha appeso (almeno per il momento) la calzamaglia al chiodo. Nel frattempo lo Spider-Verse continua il suo corso, come dimostrato da Madame Web. Dopo quanto accaduto in No Way Home, cosa succederà a Peter Parker? Chi diventerà il suo prossimo mentore? Un tempo quel compito è toccato ad Iron Man, che l’ha coinvolto anche nel cast corale degli Avengers. Poi, in No Way Home, il giovane supereroe ha chiesto aiuto a Doctor Strange, ma ha pagato a caro prezzo la sua richiesta. Il finale del film ha fatto in modo che Peter fosse completamente solo, quindi a chi potrebbe affidarsi nel quarto capitolo? Una delle teorie più gettonate riguarda il coinvolgimento di Daredevil. Charlie Cox, del resto, è riapparso proprio in No Way Home, seppur semplicemente come l’avvocato Matt Murdock. Ma Daredevil si è concesso una breve parentesi in She-Hulk: Attorney at Law e a breve arriverà una Serie TV stand alone tutta sua. Potrebbe quindi diventare il nuovo mentore di Peter Parker? Possibile, anche se come tutto il resto del mondo Matt Murdock non si ricorderà di Peter a causa dell’incantesimo di Strange.

Un’altra ipotesi gettonata riguarda Captain Marvel interpretata da Brie Larson. Nonostante i due abbiano condiviso pochissimi momenti insieme, uno dei più rilevanti è quello in Avengers: Endgame. In più, Carol Danvers potrebbe essere una delle poche a ricordarsi di Peter, sfuggendo all’incantesimo di Strange. Terza ipotesi che piace ai fan invece riguarda Deadpool, che con il terzo film si intrufola di diritto nell’universo Marvel. Ma avrebbe la stoffa da mentore? Stando ai fumetti, Spider-Man e Daredevil hanno l’opportunità di interagire e vivere un’avventura tutta loro, quindi perché non adattarla anche al grande schermo? A tale proposito si collega anche la possibilità di coinvolgere Wolverine, che riapparirà proprio in Deadpool 3. Ultima idea è quella di Captain America, personaggio adesso assegnato a Sam Wilson (Anthony Mackie). Ma la domanda che dovremmo porci a questo punto è: Peter Parker ha davvero bisogno di un mentore dopo tutto quello che ha sperimentato sulla propria pelle? Dopo quanto accaduto in No Way Home, Peter potrebbe dimostrare di essere cresciuto e di non aver bisogno del consiglio degli altri per prendere una decisione.



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Stasera in TV: Film da vedere Domenica 2 Aprile, in prima e seconda serata

Stasera in TV, Domenica 2 Aprile 2023: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima e seconda serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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John Wick 4, il regista ha girato un finale alternativo molto più misterioso

John Wick 4 ha realizzato un finale alternativo, molto più misterioso a detta del regista Chad Stahelski, ma poi scartato, favorendo la conclusione portata al cinema. Keanu Reeves è di ritorno in sala con il quarto capitolo dell’acclamato franchise d’azione. Ma in che modo il finale alternativo avrebbe aggiunto maggiore mistero al film?

John Wick 4, il regista racconta il finale alternativo del quarto capitolo

Attenzione: a seguire troverete spoiler in merito al quarto film di John Wick e anche sul finale del film. Ai microfoni di The Hollywood Reporter, Chad Stahelski ha rivelato che in un primo momento ha girato anche un finale alternativo di John Wick 4, molto più misterioso rispetto a quello poi mostrato in sala. Dopo la proiezione di prova, infatti, il regista e il resto del team hanno preferito proseguire con il piano originale, ovvero quello poi mostrato al cinema. A detta del regista, il finale poi scelto per John Wick 4 risulta molto più emozionante di quello alternativo, che invece puntava di più sul mistero.

Ad essere sincero, non era molto preciso durante la proiezione di prova. Non l’ho detto a molte persone, ma abbiamo realizzato una scena aggiuntiva e girato un finale diverso. Non includeva un duello, ma rivelavamo che John Wick… insomma, abbiamo girato una scena del funerale in modo diverso e volevamo che fosse un po’ più misterioso di così. Ecco perché vedi il cucciolo alzare lo sguardo verso la fine durante la scena del funerale. Volevamo provare entrambi i finali perché sia io che Keanu volevamo fare un buon film e capire quale fosse la scelta più soddisfacente.

Il quarto capitolo di John Wick sta collezionando buoni risultati al botteghino per il franchise, così come ha incassato già ottime recensioni. In cantiere c’è già lo spin-off Ballerina con protagonista Ana de Armas così come la serie prequel The Continental. Secondo quanto raccontato dal regista, il finale alternativo di John Wick avrebbe lasciato intendere che il protagonista in realtà non è morto. In ogni caso Keanu Reeves ha raccontato che la scena finale di John Wick 4 è la sua preferita in assoluto. Quando, sulle scale, pronuncia il nome di sua moglie, Helen: è quella la sua scena preferita dopo otto anni trascorsi a tu-per-tu con John Wick. In un’intervista durante il South by Southwest Film & Tv Festival, l’attore ha aggiunto:

Abbiamo avuto l’opportunità di fare un altro film perché il pubblico ha risposto bene a John Wick 3. E ci siamo chiesti: perché? Io e Chad ne abbiamo parlato e il perché era la morte, la morte di John Wick. Per lui ottenere la pace, la libertà, in un certo senso era quella la ragione per fare un altro film.


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