giovedì 30 aprile 2026

Il Diavolo Veste Prada 2, spettacolare primo giorno al boxoffice, straccia l'esordio di Michael

Appena ieri vi avevamo illustrato le previsioni degli analisti americani per il primo weekend americano e mondiale di Il Diavolo veste Prada 2, con Meryl Streep, Anne Hathaway e Stanley Tucci: oggi possiamo osservare i numeri del primo giorno di incassi qui in Italia, da monitoraggio Cinetel. In breve, il fenomeno sembra esserci sul serio, perché in 24 ore il sequel di David Frankel ha realizzato più del doppio della cifra all'esordio di Michael, un'altra partenza già di per sé solida. Osserviamo questi numeri. Leggi anche Il Diavolo veste Prada 2, previsti numeri molto alti al boxoffice del primo weekend

Il Diavolo veste Prada 2, in un giorno solo in Italia supera i 2 milioni e mezzo di euro

Promesse mantenute: Il Diavolo veste Prada 2 ha incassato nel primo giorno nei nostri cinema 2.707.615 euro (fonte Cinetel), registrando già 341.356 presenze. Per dare l'idea di quanto pesi questa cifra, la settimana scorsa Michael di Antoine Fuqua, biopic su Michael Jackson comunque molto atteso, è partito sempre di mercoledì con 1.100.000 euro per 135.000 presenze... ed era già un risultato ottimo (adesso è a quota 8.741.320). La partenza di Il Diavolo veste Prada 2 si avvicina o supera quella di blockbuster trasversali, dando pienamente ragione a Meryl Streep quando qualche settimana fa ironizzava su chi ritenesse queste storie "solo per femmine": Inside Out 2 debuttò con 2.961.900 euro, Spider-Man No Way Home con 2.915.722, Super Mario Bros. - Il film con 1.240.000, Avatar: La via dell'acqua con 1.454.100, Deadpool & Wolverine con 2 milioni, Barbie con 2.178.000.
A questo punto nel weekend lungo del 1° maggio, comprensivo di ponte, Miranda Priestley potrebbe mettere tutti in riga, come fa di solito. Il film di David Frankel, arrivato a vent'anni di distanza dal primo capitolo, si candida a diventare il secondo film più visto dell'anno solare, tenendo presente che, purtroppo per ogni tentativo di concorrenza, al primo posto rimarrà con ogni probabilità inamovibile il Buen Camino di Gennaro Nunziante con Checco Zalone (40.372.000 nel 2026, 76.503.600 dal Natale 2025).



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Pitfall: ecco il trailer del nuovo horror che ci ricorda come le sventure non vengano mai sole

Cosa c'è di peggio di cadere in una fossa e ritrovarsi con la gamba impalata da uno spuntone di legno? Scoprilo nel trailer di Pitfall, il film horror che sta per uscire nelle sale americane.

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mercoledì 29 aprile 2026

I migliori film in streaming interpretati da Kirsten Dunst

Compie oggi 44 anni la talentuosa Kirsten Dunst, attrice e in carriera ha saputo coniugare grandi successi di pubblico con alcuni trionfi personali all’interno del cinema d’autore. Dall’esordio folgorante fino a oggi la Dunst ha saputo percorrere il cinema contemporaneo regalando ai propri fan leggerezza, profondità, spettacolo e qualche (gradita) sorpresa lungo il suo percorso professionale. Qui sotto trovate quelli che riteniamo i suoi migliori cinque film in streaming, con cui intendiamo renderle omaggio. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Kirsten Dunst

  • Intervista col vampiro
  • Spider-Man 
  • Melancholia 
  • Il potere del cane
  • Civil War 

Intervista col vampiro (1994)

Partiamo con la prima grande performance della Dunst, la quale giovanissima viene chiamata da Neil Jordan nel cast del suo decadente adattamento del best-seller di Anne Rice. Intervista col vampiro si rivela uno dei film più affascinanti del decennio, una dissertazione sulla malinconia del vivere. Tom Cruise e Brad Pitt sono due protagonisti assolutamente affiatati, e a supporto troviamo oltre una Dunst che folgora anche Thandiwe Newton, Stephen Rea, Antonio Banderas e molti altri. Il pubblico accorre, la critica non lo comprende in pieno, ma si tratta davvero di un blockbuster filosofico e perfettamente articolato. Nomination all’Oscar per le musiche e per le scenografie del nostro genio Dante Ferretti. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Spider-Man (2002)

Sam Raimi rivoluziona il mondo del cinecomic con uno Spider-Man avvincente, spettacolare e con una visione d’autore precisa e personale. Tobey Maguire come protagonista è perfetto, la Dunst è eterea e sensuale, Willem Dafoe nel ruolo di Goblin terrificante. Un film che sbanca i botteghini di tutto il mondo e si dimostra capace di mettere d’accordo  critica e pubblico. Scene spettacolari mescolate ad altre ad alta intensità drammatica. Ci si diverte un mondo, vi si gusta uno spettacolo visivo costruito su una storia solida. Insomma, un film completo. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVIsion, Amazon Prime Video.

Melancholia (2011)

Per la sua interpretazione complessa ma estremamente sofferta la Dunst si aggiudica la Palma d’Oro a cannes per l’interpretazione femminile. Disaster-movie d’autore che riflette sui rapporti familiari e sulla solidità dei veri affetti con una rappresentazione magnifica e scoccante. Oltre alla protagonista troviamo una Charlotte Gainsbourg straordinaria, Kiefer Sutherland, Alexander Skarsgard e suo padre Stellan, Charlotte Rampling e molti altri. Melancholia è uno dei lungometraggi maggiormente sentiti e organizzati di Lars von Trier, autore “scomodo” che ci manca incredibilmente. Speriamo di rivederlo presto sul grande schermo. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Il potere del cane (2021)

Tra le molte candidature all’Oscar che Il potere del cane porta a casa - vincerà soltanto la statuetta per la migliore regia di Jane Campion, mentre ne meritava altre - c’è anche quella alla Dunst come miglior attrice non protagonista. riconoscimento meritatissimo, in quanto i suoi duetti con il terrificante protagonista Benedict Cumberbatch sono asfissianti, violentissimi e ipnotici. Film splendido per quanto struggente, uno spaccato della vita di frontiera mai compiaciuto eppure sempre prezioso. Jesse Plemons come fratello buono è notevolissimo a supporto. Un western contemporaneo davvero superbo, viscerale ed esteticamente meraviglioso. Quasi sicuramente il miglior film dell’anno. Premiato anche a Venezia con il Leone d’Argento per la regia. E ci mancherebbe pure…Disponibile su Netflix.

Civil War (2024)

Protagonista del film fantapolitico (ma neppure troppo…) di Alex Garland, la Dunst risponde con una prova che aderisce perfettamente a quanto richiesto  dal suo personaggio. Civil War è interpretato ottimamente anche da Wagner Moura, Cailee Spaeny, Nick Offerman più un cammeo magnifico di Jesse Plemons. Grosso successo al botteghino, anche la critica apprezza un film forse sopravvalutato, in quanto si rende un po’ retorico nel finale ma sa proporre problematiche comunque importanti e tristemente attuali. Alcune sequenze sono realmente straordinarie, altre stentano a decollare. Comunque un film che stramerita di essere visto. Disponibile su Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, NOW.



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Il Tempo è ancora Nostro: una clip in anteprima esclusiva del film con Ascanio Pacelli, Mirko Frezza, al cinema dal 7 maggio

Dopo la presentazione all'81esimo Festival di Venezia, uscirà nei cinema il 7 maggio prossimo, distribuito da Father & Son (che lo ha anche prodotto), insieme a Aurumovie, in collaborazione con Tiger Il tempo è ancora nostro, interpretato da Ascanio Pacelli, Mirko Frezza, Miguel Gobbo Diaz, Viktorie Ignoto e Simone Sabani, con la partecipazione straordinaria di Andrea Roncato.
Primo lungometraggio Maurizio Matteo Merli, figlio dell’indimenticabile Maurizio Merli, volto iconico del poliziesco italiano degli anni Settanta, il film vede protagonisti due uomini dalle vite totalmente opposte. Da una parte Tancredi (Pacelli), cresciuto in un ambiente privilegiato, abituato al successo e alle apparenze, ma incapace di proteggere davvero ciò che conta. Dall’altra Stefano (Frezza), segnato da un passato difficile, consumato dagli eccessi e da anni passati a rincorrere una stabilità mai raggiunta. A unirli è un legame antico, nato quando erano poco più che ragazzi, e una passione comune che diventa rifugio e occasione di riscatto: il golf, che per loro non è solo uno sport, ma uno spazio intimo, quasi silenzioso, in cui i conti con il passato tornano a galla. È lì che i due si ritrovano, tra ricordi, errori e seconde possibilità. A guidarli, come un filo invisibile che non si è mai spezzato, la figura di Costantino (Roncato), padre, maestro e punto di riferimento capace di tenere insieme ciò che sembrava perduto.

In attesa di vedere il film al cinema, ve ne presentiamo una clip ufficiale in anteprima esclusiva:

Ha raccontato il regista: "Molto spesso si associa il golf ad uno sport per pochi, un’attività elitaria riservata solo a uomini facoltosi e totalmente priva di emozioni. Eppure, parliamo di uno sport che si basa sullo studio minuzioso di una strategia di gioco, sulla precisione. La gestione dello stress e la fatica fisica. Per questo, il golf ci mette a contatto con il nostro lato più intimo, svelando le paure e insicurezze. Solo chi è stato su un campo da golf può comprendere la bellezza di percorrere un fairway solo con se stesso, riuscendo a concentrarsi sulla propria essenza. Tutto ciò che la vita frenetica di tutti i giorni non permette di fare. Così le 18 buche diventano un po’ una parabola della vita, un modo per capire chi siamo".

Il Trailer Ufficiale di Il tempo è ancora nostro:



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Michael: il biopic avrà davvero un sequel? Lionsgate è pronta, ma solo a una condizione

I fan di Michael Jackson stanno già aspettando con impazienza un altro film dedicato alla leggendaria popstar, e anche il team dietro il biopic Michael sembra pensarla allo stesso modo. Adam Fogelson, presidente della divisione film di Lionsgate, ha dichiarato a The Hollywood Reporter che c'è ancora tanto da raccontare sul Re del Pop (se siete già andati al cinema, saprete che questo è evidente). "Abbiamo già preparato quel momento - ha affermato Fogelson - E se il pubblico ci dimostrerà di volerne ancora, siamo pronti a darglielo prima o poi".

L’attesa per il film diretto da Antoine Fuqua è cresciuta in modo esponenziale anche perché la lavorazione è iniziata nel 2019. Raccontare la vita e la monumentale carriera di Michael Jackson, fatta di centinaia di performance iconiche e snodi delicati e complessi, è un'operazione che già di per sé richiede anni di preparazione. A questo si aggiungano i vari rallentamenti, legati a questioni legali che hanno limitato la possibilità di raccontare o anche solo citare alcune parti della vicenda. Questo ha addirittura portato alla modifica del film in corso d’opera e alla cancellazione di un intero segmento narrativo. Fuqua ha dovuto riorganizzare più volte il biopic dopo gli stop legali e Lionsgate ha mantenuto il progetto in sviluppo per anni, trattandosi di un film ad alto investimento e ad alto rischio. Tra sviluppo, riprese, post-produzione e riscritture, il biopic ha ulteriormente ritardato l’uscita.

Ci sarà un sequel di Michael?

Lionsgate non ha ancora confermato ufficialmente la realizzazione di un sequel. Tuttavia, alla fine del film, durante i titoli di coda, appare una scritta: “La sua storia continua”. Secondo una fonte riportata da The Hollywood Reporter, si tratterebbe di un’aggiunta dell’ultimo minuto, inserita circa un mese prima dell’uscita del film, quando produttori e autori hanno iniziato a intravedere il possibile successo al botteghino. La stessa fonte ha però precisato che non esiste ancora una sceneggiatura e che una decisione definitiva verrà presa solo dopo l’uscita nelle sale.

Variety ha inoltre riportato che, se il biopic dovesse incassare almeno 700 milioni di dollari a livello globale, Lionsgate sarebbe pronta a realizzare un sequel. Anche il regista Antoine Fuqua si è detto disponibile all’idea.

C'è molto materiale. C’è tutto il capitolo di Neverland, il Super Bowl… alcune di queste cose le abbiamo già. Vedremo come andrà al botteghino.

Di cosa potrebbe parlare il sequel di Michael?

Non esiste ancora una trama ufficiale per un secondo film. Possiamo farci un'idea esaminando gli elementi esclusi dal primo capitolo. In origine, il film avrebbe dovuto affrontare anche la causa tristemente nota del 1993, in cui un ragazzo di 13 anni accusò Jackson di molestie. Un problema legale emerso a gennaio 2025, però, ha bloccato la produzione di quella parte. I produttori hanno infatti scoperto una clausola nell’accordo da 25 milioni di dollari che vietava la rappresentazione o anche solo la menzione dell’accusatore in film o serie TV. Questo ha portato alla cancellazione dell’intero terzo atto.

Fuqua ha quindi rielaborato il film concentrandosi maggiormente sul rapporto conflittuale tra Michael e suo padre, Joe Jackson (Colman Domingo), durante la crescita della sua carriera da solista. Secondo alcune indiscrezioni, lo studio ritiene che circa il 30% del materiale girato per il terzo atto potrebbe essere riutilizzato in un eventuale sequel, comprese scene come il raid della polizia a Neverland Ranch, che in origine aprivano il biopic. Fuqua ha raccontato a The New Yorker di aver girato anche momenti molto intensi, in cui Michael veniva “spogliato e trattato come un animale, un mostro”.

Leggi anche Michael, dov’è Janet Jackson? Perché la sorella più amata non compare nel biopic

Anche se l’esistenza di un sequel non è stata confermata, Jaafar Jackson ha dichiarato a ScreenRant di avere “assolutamente ancora molto da dare”. “Un sequel potrebbe esserci - ha anticipato Colman Domingo durante un’intervista a Today - C’è la possibilità di una seconda parte che racconti altri aspetti della storia”. Infine Nia Long, che interpreta Katherine Jackson, ha scherzato: “Se il compenso è adeguato!”



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martedì 28 aprile 2026

5 grandi film in streaming interpretati da Daniel Day-Lewis

Compie oggi 69 anni il grande Daniel Day-Lewis, da poco rientrato dal ritiro grazie ad Anemone, diretto dal figlio Ronan. Unico attore nella storia del cinema a vincere tre premi Oscar come protagonista - il record totale appartiene a Katharine Hepburn con quattro - questo artista unico a partire dagli anni ‘80 ci ha regalato interpretazioni indimenticabili, costruite su una presenza scenica unica e personale abbinata a uno stile di recitazione totalmente aderente al personaggio. Qui sotto trovate alcuni dei suoi film in streaming tra i nostri preferiti. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Daniel Day-Lewis

  • L’ultimo dei Mohicani
  • L’età dell'innocenza
  • Gangs of New York
  • Il petroliere
  • Lincoln 

L’ultimo dei Mohicani (1992)

Messosi al servizio di Michael Mann per questo potentissimo adattamento del romanzo di James Fenimore Cooper, Day-Lewis offre la prova più affascinante e “mainstream” della sua carriera. Grazie a lui L’ultimo dei Mohicani abbina una messa in scena clamorosa a un profondità romantica che avvolge i personaggi e la storia. Madeleine Stowe come coprotagonista è ottima, Jodhi May a supporto straordinario, protagonista della scena più straziante del decennio. Grande successo di critica, ottimo riscontro al botteghino. Un film maestoso e a tratti dirompente. Successo per una coppia che vorremo vedere lavorare nuovamente insieme. Magari in Heat 2…Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, NOW.

L’età dell'innocenza (1993)

Capolavoro di stile e sostanza per Martin Scorsese, il quale porta sul grande schermo l’adattamento del testo di Edith Wharton con precisione e visione del tutto personale. L’età dell'innocenza si rivela un film folgorante, cadenzato da movimenti di macchina da presa meravigliosi e interpretazioni complesse. Oltre a Day-Lewis, troviamo bravissimi anche Michelle Pfeiffer, Winona Ryder, Richard E. Grant, Jonathan Pryce e molti altri. Un film meraviglioso e stratificato, che avrebbe meritato molti altri Oscar oltre quello per i costumi. Uno dei nostri preferiti in assoluto del grande autore e dell’attore principale. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes.

Gangs of New York (2002)

Ancora Scorsese ma stavolta di tutt'altro genere. Le radici della divisione, della violenza della Grande Mela raccontati attraverso gli occhi, anzi l’occhio insanguinato di un personaggio portentoso, Bill Il Macellaio. Daniel Day-Lewis ci regala la performance più infuocata e a conti fatti migliore della sua carriera. e innalza Gangs of New York a status di film imperdibile. Dietro, ma molto dietro di lui troviamo Leonardo DiCaprio, Cameron Diaz, John C. Reilly. Dieci nomination all’Oscar, neppure una statuetta. E tutto sommato ci potrebbe anche stare, tranne che per quella al miglior attore protagonista che è un furto assoluto. Prova esiziale di Day-Lewis, terrificante e umanissimo. Disponibile su Google Play, Infinity +, Apple Itunes, Netflix, Amazon Prime Video.

Il petroliere (2007)

Paul Thomas Anderson Adatta il romanzo Oli! di Upton Sinclair facendone un’esperienza cinematografica di quelle che difficilmente si possono dimenticare. Insieme all’antagonista Paul Dano, Day-Lewis offre una prova maestosa che gli permette di conquistare il suo secondo premio Oscar. Il petroliere è un’epopea cadenzata da immagini taglienti quanto eleganti. Una storia tutta americana, un tipo di self-made man mefistofelico, violentissimo, affascinante e ambiguo. Il secondo Oscar arriva per la fotografia, magniloquente. Film per intenditori, calibrato alla perfezione dal suo autore. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Paramount +.

Lincoln (2012)

Chiudiamo con uno dei film maggiormente politici di Steven Spielberg, che regala a Day-Lewis il meritatissimo terzo oscar. Lincoln è un viaggio non retorico, al contrario complesso, dentro la storia americana fatta di sangue ma soprattutto di compromessi. La visione del Presidente deve scontrarsi con le necessità di una nazione divisa, dilaniata, razzista e piena di problemi sociali. Film crepuscolare, personale e magnificamente scritto, che vede partecipare un cast incredibile comprendente Sally Field, Tommy Lee Jones, John Hawkes, Lee Pace e molti altri. Unico Oscar al suo protagonista, avrebbe strameritato anche quello per la miglior regia. Enorme successo di critica e pubblico. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVision.



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Michael: Jaafar Jackson canta davvero nel biopic sul Re del Pop? Ecco la verità

Anche se Jaafar Jackson ha la musica nel sangue, ha dovuto applicarsi per ore per riuscire a riprodurre la voce di Michael Jackson nel modo più credibile possibile. Il nipote del Re del Pop interpreta infatti lo zio nel biopic Michael, al cinema dal 22 aprile. Per affrontare la sfida di ricreare non solo la voce ma anche il carisma e le movenze iconiche di Michael Jackson, Jaafar ha seguito una preparazione intensa e prolungata. Figlio di Jermaine Jackson, Jaafar aveva già esperienza nel canto prima del film, avendo interpretato cover e pubblicato musica propria. Tuttavia, per entrare davvero nel ruolo, ha dovuto spingersi molto oltre le sue abitudini artistiche.

Oltre al suo background musicale e a un training specifico, la voce di Jaafar, in alcune sequenze del film, è stata in parte fusa con quella originale di Michael Jackson. In altri momenti, però, soprattutto nelle scene più intime come le sessioni in studio, è solo la voce del 29enne a essere protagonista. "Durante le performance cantavo dal vivo al microfono sopra la traccia di Michael - ha raccontato l'attore in un’intervista a Today with Jenna & Sheinelle - È una combinazione tra la mia voce e la sua". Anche Juliano Valdi, che interpreta Michael da bambino, ha seguito un percorso simile, imparando a cantare per rendere credibile la versione giovane dell'artista dei Jackson 5.

Michael: Jaafar Jackson canta davvero nel film?

Sì: Jaafar canta realmente nel film diretto da Antoine Fuqua, anche se, in alcune tracce, le sue interpretazioni sono mescolate con registrazioni originali di Michael Jackson. Ad esempio, Jaafar e Valdi cantano da solisti nelle scene di Don't Stop Til You Get Enough e I Want You Back. Il music supervisor John Warhurst ha spiegato che, in alcune scene ambientate in studio, gli attori cantano completamente dal vivo, senza sovrapposizioni.

Abbiamo discusso molto se farli registrare davvero in studio, e la risposta è stata sì. Erano in grado di farlo. Dipende tutto dalla filosofia del film: vuoi che il pubblico senta il vero Michael dentro la storia oppure una reinterpretazione totale?

Warhurst ha poi paragonato il processo a quello di un “live musical”, in cui l’attore deve cantare con la stessa energia dell’originale, prima che in post-produzione vengano fusi i vari elementi vocali. Secondo il music supervisor, la voce di Jaafar era già naturalmente simile a quella dello zio, ma questo non ha reso il lavoro più semplice. Jackson ha infatti raccontato di aver affrontato ore e ore di prove quotidiane, tra canto e danza, fino allo sfinimento. "Non è stato facile - ha ammesso - Amo le sfide e volevo dimostrare a me stesso, alla mia famiglia e alla produzione che potevo farcela. Ballavo fino a farmi sanguinare i piedi o a non sentirli più. Mi svegliavo spesso completamente dolorante".

Leggi anche Michael Jackson, il biopic ha edulcorato la verità? Colman Domingo risponde a tono

Jaafar aveva già avuto esperienze di canto prima di Michael ?

Jaafar ha ereditato la passione per il canto e la danza dallo zio fin da bambino. Ha iniziato a dedicarsi più seriamente al canto, alla composizione e alla produzione musicale all'età di 12 anni, traendo ispirazione da leggende come Sam Cooke, Marvin Gaye, Stevie Wonder e Nat King Cole. Ha pubblicato il suo primo singolo, Got Me Singing, nel 2019. Pur avendo esperienza musicale, tuttavia, ha dovuto studiare praticamente da zero la recitazione. Per prepararsi, ha osservato grandi interpreti come Daniel Day-Lewis, Joaquin Phoenix e Christian Bale, cercando di capire il loro metodo e adattarlo al suo approccio.

Ha anche lavorato a lungo sulla voce parlata di Michael Jackson, leggendo testi e libri ad alta voce per entrare sempre di più nel personaggio. Con il tempo, il timbro è diventato sempre più naturale, fino a emergere spontaneamente anche nella vita quotidiana. Il risultato è un’interpretazione costruita su mesi di allenamento, disciplina e immersione totale nel personaggio, ma giudicata unanimemente eccezionale. Jaafar Jackson non si è limitato a imitare Michael: ha cercato di comprenderlo e ricrearlo dall’interno, trasformando la sua performance in un lavoro di equilibrio tra memoria, musica e identità.



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lunedì 27 aprile 2026

5 film in streaming interpretati da Penélope Cruz ne giorno del suo compleanno

Compie oggi 52 Penélope Cruz, molto probabilmente l’attrice spagnola più famosa della storia del cinema. Capace di imporsi fin dall'inizio degli anni ‘90 come simbolo di sensualità legata a una bravura indiscutibile, la Cruz è riuscita a ottenere ben quattro candidature agli Oscar e vincere una statuetta come non protagonista grazie a Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen. Ecco alcuni dei suoi film in streaming che apprezziamo maggiormente e che vorremmo adoperare per celebrare la sua gloriosa carriera. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Penélope Cruz

  • Prosciutto prosciutto 
  • The Hi-Lo Country
  • Vanilla Sky
  • Volver - Tornare
  • Ferrari 

Prosciutto prosciutto (1992)

Già l’esordio al cinema della Cruz si rivela un cult-movie di inizio anni ‘90. Prosciutto prosciutto infatti viene diretto da Bigas Luna con la freschezza e la sfacciataggine che gli appartenevano in quel periodo. Accanto all’attrice indimenticabile nel suo vestito rosso troviamo anche un giovanissimo Javier Bardem, anche lui alle sue prime esperienze. Premiato a Venezia con il Leone d’Argento, Prosciutto prosciutto è una tragedia umana e vitale, un lungometraggio pieno di energia propositiva e graffiante. Nel cast anche la sempre amabile Stefania Sandrelli. Disponibile su CHILI, Google Play, Apple Itunes.

The Hi-Lo Country (1998)

Tra i primissimi film in lingua inglese interpretati dalla Cruz, questo western dilatato e stilizzato diretto addirittura da Stephen Frears si avvale di due protagonisti affascinanti e composti come Billy Crudup e Woody Harrelson. The Hi-Lo Country possiede alcune sequenze di densità emotiva enorme alternate a qualche altezza di troppo, ma conferma la presenza scenica dell’attrice iberica. Vincitore dell’Orso d’Argento per la miglior regia al Festival di Berlino, il western di frontiera vede nel cast anche un’altra attrice intensa come Patricia Arquette. Conferma piena della versatilità della Cruz. Disponibile su CHILI, Amazon Prime Video.

Vanilla Sky (2001)

Il fin troppo sottovalutato film di fantascienza diretto da Cameron Crowe vede la Cruz ottima partner del protagonista Tom Cruise. Ambientato in una New York sfavillante e preziosa, Vanilla Sky è una favola contemporanea sull'apparenza e sulla verità dei sentimenti. Cameron Diaz e Kurt Russell chiudono un cast che aiuta il film a eccellere in alcuni momenti. Remake aggiornato di APri gli occhi, questo lungometraggio contiene sentimenti forti e un romanticismo post-moderno che merita di essere abbracciato. Con un finale aperto ed emozionante. Uno di quei titoli che meritano sempre una seconda, anche una terza visione. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Paramount +.

Volver - Tornare (2006)

Palma d’Oro a Cannes come miglior attrice e nomination all’Oscar per una Penélope Cruz straordinaria, che nella sua ennesima collaborazione con Pedro Almodovar ci regala una prova appassionante, composita, piena di sfumature e insieme potente. Volver - Tornare è un film magnifico sul tempo che passa, sulla Storia che pesa sempre, sul passato che non ritorna ma continua a perseguitare. Film lussureggiante nei colori, splendido nell'ambientazione paesana. Davvero uno dei migliori titoli del grande regista spagnolo, e probabilmente la miglior prova della sua bravissima e dolorosa “musa”. Da vedere col cuore in gola. Disponibile su Google Play, Apple Itunes.

Ferrari (2023)

Chiudiamo con lo sfortunato e complesso biopic diretto da Michael Mann, che vede la Cruz moglie ferita e madre persa duettare meravigliosamente con il Ferrari interpretato da Adam Driver. Questo è in fondo un lungometraggio sul regista Michael Mann stesso, sull’ossessione per il controllo e la perfezione, sulla tragedia che non può essere evitata, sul dolore di andare avanti senza mai potersi guardare alle spalle per troppo tempo. Shailene Woodley chiude un trio di attori perentorio, ottimo per un lungometraggio che avrebbe avuto bisogno di un altro budget ma che in fondo offre uno spettacolo prestigioso e soprattutto una storia ottimamente scolpita. Film di spessore, discontinuo ma affascinante, e molto più compiuto di quanto non sia stato recepito. Disponibile su Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, Rai Play.



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John Wick, iniziano le riprese dello spin-off su Caine: novità anche su John Wick 5

L’universo di John Wick continua ad espandersi e questa volta è il turno di Caine. Il franchise guidato abilmente da Keanu Reeves ha lanciato diversi progetti spin-off negli ultimi anni, da Ballerina con protagonista Ana de Armas fino alla nuova produzione di Caine, tirando in ballo l’abile assassino introdotto in John Wick 4 e rendendolo protagonista di una nuova avventura sullo schermo.

Nel mezzo, l’universo d’azione di John Wick ha favorito anche lo sviluppo di una miniserie intitolata The Continental: Dal mondo di John Wick, ambientata nel celebre hotel della saga principale ma negli Anni ’70. Sono diverse le novità emerse nelle ultime ore sui prossimi progetti di John Wick, da un quinto film in arrivo al progetto spin-off guidato da Donnie Yen.

John Wick non si ferma: al via la produzione con protagonista Donnie Yen

Il primo capitolo di John Wick ha raggiunto le sale nel 2014 e, a distanza di oltre dieci anni, continua a far parlare di sé. Donnie Yen ha interpretato l’abile sicario Caine in John Wick 4 e ha ottenuto il via libera per uno spin-off tutto suo, le cui riprese sono ufficialmente iniziate, almeno stando a quanto condiviso proprio dall’attore protagonista via Instagram. Nello scatto in questione, che inquadra un ciak, emerge il titolo ufficiale del film che segue l’impostazione di Ballerina: Caine – Dal mondo di John Wick.

Nel corso del quarto film della saga principale, Caine (un assassino cieco) viene chiamato in causa dalla Gran Tavola per vedersela con John Wick. Nello spin-off sequel, invece, lo vedremo alle prese con Shimazu Akira, interpretata ancora una volta da Rina Sawayama e alla ricerca di vendetta dopo quanto accaduto a suo padre per colpa di Caine. Oltre a figurare come attore protagonista, Donnie Yen è anche regista del film. Al momento il progetto non ha ancora annunciato una potenziale data d’uscita ma, avendo avviato le riprese, è possibile che arriverà al cinema tra il 2027 e il 2028.

Cosa ne sarà di John Wick 5? Gli aggiornamenti

Un’altra domanda che ruota attorno al successo di John Wick punta alla saga principale: a quando un quinto film? John Wick 4 sembrava aver offerto al pubblico una chiusura definitiva con la presunta morte del protagonista ma, come ribadito più volte dal regista, tutto è possibile con una buona idea alla base. Il progetto, in realtà confermato, di recente ha ottenuto un nuovo aggiornamento dal presidente di Lionsgate Motion Picture Group Adam Fogelson. Ai microfoni di Business Insider, Fogelson ha confermato che il regista Chad Stahelski e Keanu Reeves hanno scovato un’idea che ritengono entusiasmante per il quinto film: “Chad e Keanu hanno un'idea che pensano possa essere davvero entusiasmante. Ci sono molti passaggi da seguire, quindi non vorrei dare una tempistica precisa. Ma per quanto riguarda la ricerca di un'idea centrale, sembra che abbiano trovato qualcosa che li entusiasma, e ora vedremo”.

Inoltre ha precisato che, prima di John Wick 5, il pubblico si imbatterà sicuramente nello spin-off dedicato a Caine e nel prequel animato in fase di sviluppo. Ma cosa aspettarsi dal quinto capitolo? Non molto tempo fa, il regista aveva rivelato ad Empire che il prossimo film sarebbe stato “davvero diverso” dai precedenti dopo la conclusione della trama della Gran Tavola: “La saga di John Wick si è praticamente conclusa. Quindi l'unico modo per realizzare un [quinto film] è quello di avere una nuova storia che coinvolga John Wick. Non è una continuazione con la Gran Tavola. John ha affrontato il suo dolore. Sarà davvero diverso”.



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The Long Walk, le regole spietate del gioco di Stephen King: riusciresti a sopravvivere?

The Long Walk è nelle nostre sale dal 23 aprile e la critica lo sta già definendo uno dei migliori adattamenti di Stephen King degli ultimi anni (qui potete recuperare la nostra recensione). Il film diretto da Francis Lawrence è un horror distopico che racconta di un gruppo di giovani che si sfidano in una gara mortale. Sotto sorveglianza armata, i concorrenti dovranno camminare senza sosta lungo un interminabile ed impervio percorso, mantenendo una velocità minima costante. Chi rallenta o si ferma viene immediatamente giustiziato e si va avanti finché non ne rimane solo uno solo.

Cooper Hoffman, figlio del compianto Philip Seymour Hoffman, interpreta Ray Garraty, un ragazzo in lutto per la morte del padre e pronto ad intraprendere il cammino della morte. Il cast include David Jonsson, Mark Hamill e Charlie Plummer. The Long Walk ha attirato l'attenzione anche per il contest centrale della storia. Leggendo la trama, è difficile non pensare a Squid Game, la celebre serie Netflix che metteva a sua volta in scena giochi mortali come forma di critica sociale. Tuttavia, la competizione nel racconto di King è ancora più distopica e riflette una forte denuncia del totalitarismo. Qualora foste curiosi di mettere alla prova le vostre capacità di sopravvivenza, ecco le regole da conoscere.

Le cinque regole per sopravvivere a The Long Walk

  • 100 persone vengono selezionate da un grande bacino di candidati
  • L’esercito fornisce razioni di cibo e acqua
  • Bisogna mantenere sempre una velocità minima di 4 miglia orarie
  • Si hanno al massimo tre avvertimenti prima di essere uccisi
  • La camminata continua fino a quando ne resta uno solo

Sulla carta le regole non sembrano troppo severe (eccetto la parte dell’uccisione, ovviamente), ma l’aspetto più difficile è che non è permesso dormire. Anche riuscendo a vincere, la mancanza di sonno, unita a giorni e giorni di cammino continuo, lascerebbe probabilmente conseguenze permanenti sulla salute, tra cui un aumento del rischio di ansia e instabilità cognitiva.

Allor stesso tempo, visto come i giochi di Squid Game sono stati in parte riprodotti nella realtà, seppur depurati dalla violenza, viene naturale chiedersi se qualcosa di simile possa accadere anche con l’adattamento di King, soprattutto dopo la buona accoglienza della critica. Ma l’ipotesi è improbabile: The Long Walk, pur nella sua brutalità, non ha nulla dell’estetica riconoscibile e accattivante della serie coreana. Eppure, nell’imprevedibile ecosistema dei social, potrebbe per assurdo bastare un singolo contenuto virale per trasformare anche questo film in un trend.

Leggi anche The Long Walk, il rimpianto di Cooper Hoffman: "Avevo bisogno di mio padre Philip Seymour Hoffman"

Le condizioni di Stephen King per l’adattamento

L'adattamento di La lunga marcia, romanzo di Stephen King del 1979, mette in luce l’ossessione della società per la violenza e lo spettacolo. Per l'autore, era indispensabile il film non accettasse compromessi nella rappresentazione di questo gioco al massacro. King ha anche criticato la mancanza di sequenze realistiche e cruente nei film di supereroi, che, a suo dire, tendono a edulcorare la violenza nonostante le alte poste in gioco. “Se guardi questi film di supereroi - ha dichiarato lo scrittore - vedi un supercriminale che distrugge interi isolati, ma non c’è mai sangue. Ed è sbagliato, è quasi por*ografico… Ho detto: se non lo mostrate, non vale la pena farlo. E quindi hanno fatto un film piuttosto brutale”.



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domenica 26 aprile 2026

I migliori film in streaming di Stanley Tucci, il quale torna ne Il diavolo veste Prada 2

Il diavolo veste Prada 2 arriva nelle sale italiane e internazionali, e con esso torna anche il grande caratterista Stanley Tucci nel ruolo di Nigel. E proprio a questo attore e regista vogliamo dedicare i nostri odierni cinque film in streaming. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Stanley Tucci, che torna ne Il diavolo veste Prada 2

  • Big Night 
  • Harry a pezzi
  • The Terminal
  • Il diavolo veste Prada
  • Amabili resti 

Big Night (1996)

Diretto a quattro mani insieme al collega Campbell Scott, Tucci realizza un gioiello di cinema introspettivo ed elegante. Il suo amore per il cibo trabocca in questa commedia drammatica di costume che segna l'esordio al cinema della grande Allison Janney. Insieme a Tony Shalhoub, Tucci forma una coppia di protagonisti impagabile,a  cui si affiancano anche Isabella Rossellini, Ian Holm, Minnie Driver e lo stesso Campbell. Big Night è un  lungometraggio prezioso e sincero, che arriva dritto al cuore con una messa in scena tanto semplice quanto scoppiettante. E il piano sequenza che chiude questa gemma nascosta è semplicemente da storia del cinema. Emozionante. Disponibile su CHILI.

Harry a pezzi (1997)

Come succedeva sempre in quegli anni, Woody Allen assembla un cast enorme per il suo film “a episodi” incastonato dentro una cornice dal piglio fantastico. Oltre a Tucci partecipano infatti a Harry a pezzi anche Billy Crystal, Judy Davis, Robin Williams, Demi Moore, Tobey Maguire, Bob Balaban e molti altri attori di talento. Alcuni episodi sono di una genialità cristallina, altri meno ficcante. Uno dei film maggiormente amati del cineasta newyorkese, che conquista l’ennesima nomination all’Oscar per la sceneggiatura. A noi diverte, ma siamo lontani dai capolavori di Allen…Disponibile su Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

The Terminal (2004)

Una delle prove maggiormente composte ed eleganti di Stanley Tucci, il quale nei duetti col protagonista Tom Hanks eccelle grazie anche a un personaggio di antagonista ottimamente scritto. Una nomination all’Oscar come miglior supporting actor avrebbe potuto, anzi probabilmente dovuto scapparci. Steven Spielberg dirige The Terminal con la sua solita grazia, creando un microcosmo preciso ed amorevole, in cui risplende anche una dolcissima Zoe Saldana ai suoi primi ruoli. Presentato al Festival di Venezia, un film che ha avuto un buon successo di pubblico ed è stato probabilmente troppo sottovalutato dalla critica. Oggi è più che mai attuale, e nasconde un discorso sulla politica contemporanea decisamente critico. Film salutare. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Infinity +, Apple Itunes, TIMVision, Paramount +.

Il diavolo veste Prada (2006)

Il primo episodio diretto da David Frankel si rivela un enorme successo di pubblico ma soprattutto diventa un fenomeno di costume. Tucci si rivela prezioso e raffinato supporto alla protagonista Meryl Streep, con Anne Hathaway e Emily Blunt al suo primo film importante a risplendere. Il diavolo veste Prada è una commedia raffinata che sbeffeggia ma neppure troppo il mondo dell’alta moda, regalandoci personaggi divertenti e un tono che perfettamente si incontra con le esigenze del pubblico di ogni età. Si sorride molto, si amano i personaggi, si gode nel vedere gli abiti straordinari. Film magnificamente organizzato. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Infinity +, Apple Itunes, TIMVision, NOW, Disney +.

Amabili resti (2009)

L’adattamento cinematografico del libro di Alice Sebold regala a Tucci la sua unica (fino ad ora) candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista, per il ruolo del serial killer di cui rimane vittima la protagonista Saoirse Ronan. Peter Jackson torna alle origini per fare di Amabili resti una favola nera e dolorosa, rafforzata da una protagonista assolutamente intensa e un cast che comprende anche Mark Wahlberg e Susan Sarandon. Film difficilissimo, a tratti straziante, pieno di effetti speciali bellissimi per un melodramma che sfocia nella tragedia. La Ronan risplende davvero di luce propria, una delle sue migliori interpretazioni in assoluto. Da rivedere per soffrirne. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Infinity +, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.



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Incidente per Bob Odenkirk in Normal: ecco la scena che l'attore ha voluto salvare

Non è tutta finzione quella che appare sullo schermo: lo sa bene Bob Odenkirk, che durante le riprese di Normal è caduto ben due volte e alla fine ha deciso di conservare quella caduta come effetto di scena, proponendola nel montaggio finale. Questo significa che quando vedrete Normal non dovrete stupirvi più di tanto, perché quella caduta è avvenuta davvero ed è stata poi salvata e aggiunta al montaggio per volere dell’attore protagonista.

Bob Odenkirk è caduto durante le riprese di Normal e ha inserito quelle scene nel film

Bob Odenkirk vuole che i suoi fan sappiano che la sua caduta per terra è vera in Normal. A dirla tutta, l’attore è caduto due volte durante le riprese del film d’azione in questione, ma non ha riportato danni. Anzi, agli occhi dell’attore avevano persino un fascino e per questo sono state poi incluse nel film.Ci sono delle scelte e delle gag davvero divertenti, e in entrambi i casi cado. E sono proprio io che cado. Non è stato scritto nella sceneggiatura, è successo che il vero Bob Odenkirk scivola su un pavimento bagnato e su uno unto. Abbiamo deciso di tenerle, perché mi piace interpretare eroi d’azione vulnerabili, che cadono, che si fanno male e si indeboliscono mentre combattono, ma devono superare questa debolezza per vincere la battaglia”, ha raccontato a People.

In Normal, l’attore interpreta il ruolo di sceriffo in carica in una piccola cittadina del Midwest: il suo nome è Ulysses. L’azione chiama nel momento in cui una banda criminale prende di mira la banca cittadina portando alla luce dei segreti pericolosi che il sindaco e altri avevano ben nascosto allo sceriffo. In merito alle cadute davanti alla telecamera, la star di Io sono nessuno ha ammesso: “È molto divertente. Non voglio farmi male, ma la verità è che non mi sono mai fatto male davvero facendo combattimenti acrobatici. Mi sono fatto male in programmi in cui non facevo combattimenti acrobatici. È strano, ma ovviamente, quando fai combattimenti acrobatici, ti alleni e ti riscaldi ogni giorno, tutto il giorno, quindi tendi a non farti male. Ti fai male quando non ti riscaldi a sufficienza”. Nel cast di Normal figurano anche Lena Headey, Jess McLeod, Ryan Allen, Billy MacLellan, Brendan Fletcher e Reena Jolly.



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Chi è Clayface? Origini e poteri del mostro di argilla del DCU (e il legame con Batman)

Il trailer di Clayface ha finalmente offerto un primo sguardo a uno dei personaggi più improbabili dell’universo DC ad aver ottenuto un film tutto suo. Per i fan di lunga data ci sono già molti riferimenti riconoscibili, dagli archi narrativi dei fumetti fino a serie cult come Batman: The Animated Series. Per un pubblico più casual, però, potrebbe non essere immediatamente chiaro che il protagonista non è soltanto “un mostro di fango”, bensì uno dei villain più complessi e drammatici del mondo di Batman. Con la sceneggiatura firmata da Mike Flanagan e la regia di James Watkins, il film sembra puntare su atmosfere da body horror, ma questa è solo la superficie. Clayface è infatti un personaggio con una lunga storia nel mondo DC, e conoscerne le origini rende l’esperienza ancora più interessante.

Chi è Clayface? Le sue origini nei fumetti DC

La prima cosa fondamentale da sapere è che Clayface non è un unico personaggio. Nel corso della storia editoriale DC, questo nome è stato utilizzato da almeno otto personaggi diversi, a partire dal 1940. Il primo e più celebre è Basil Karlo, un attore di serie B in declino che impazzisce e inizia a commettere omicidi seriali con le sembianze del villain che aveva interpretato in uno dei suoi vecchi film, proprio chiamato Clayface. Sarà Batman a fermarlo.

Successivamente arriva Matt Hagen, introdotto nel 1961: probabilmente la versione più vicina all’immaginario popolare del personaggio. Hagen è un cercatore d'oro che scopre in una grotta una sostanza protoplasmatica radioattiva. Dopo esservi caduto dentro, si trasforma in una creatura di argilla vivente capace di mutare forma a piacimento. Un’altra versione importante è Preston Payne, scienziato degli S.T.A.R. Labs che, nel tentativo di curare una rara malattia, utilizza un campione del sangue di Hagen. L’esperimento però fallisce, destabilizzando il suo corpo e trasformandolo in una creatura instabile e corrosiva.

I poteri di Clayface

I poteri del personaggio sono tra i più inquietanti e affascinanti dell’universo DC. Clayface può modellare completamente il proprio corpo, assumendo praticamente qualsiasi aspetto: può cambiare volto, imitare altre persone, alterare la propria massa fisica e persino trasformare parti del corpo in armi. È proprio questa capacità di mutare identità a renderlo uno dei nemici più pericolosi di Batman, perché non è mai semplice capire chi sia davvero. Nel nuovo film, il personaggio sembra un mix delle tre versioni sopracitate, con qualche influenza della serie animata.

Clayface seguirà Matt Hagen (Tom Rhys Harries), un attore emergente il cui volto viene sfigurato da un gangster. Nel disperato tentativo di rimediare, si affida a un trattamento sperimentale che lo trasforma gradualmente in un mostro d’argilla. Anche se il film propone una sua interpretazione del personaggio, ci sono indubbiamente elementi tratti dalle storie di Boris Karlo, Matt Hagen e Preston Payne. La speranza è che i punti di forza di ciascuna versione confluiscano in un nuovo e avvincente villain.

Clayface è nello stesso universo di Superman?

Altra importante cosa da sapere: Clayface è da sempre uno degli antagonisti più iconici di Batman. Anche se il film si presenta come una origin story autonoma, il personaggio nasce e si sviluppa storicamente all’interno dell’universo del Cavaliere Oscuro. I DC Studios, almeno per ora, hanno minimizzato la possibilità di vedere Batman nel film, ma è evidente che l’intera storia sia pensata come la nascita di uno dei suoi futuri nemici. In questo senso la pellicola segue un’impostazione simile a Joker con Joaquin Phoenix: raccontare l’origine del villain senza mostrare necessariamente l’eroe.

Terza informazione fondamentale: sì, il film è ambientato nello stesso DCU del nuovo Superman. Questo significa che, nonostante il tono horror, Clayface coesiste nello stesso universo narrativo di Superman, Supergirl e della serie Lanterns. Quindi, in futuro, il personaggio potrebbe incrociare direttamente altri grandi eroi DC.

La versione più amata: la serie animata

Ultima cosa di cui prendere nota: per molti fan, la versione definitiva di Clayface resta quella di Batman: The Animated Series. La serie ha infatti fuso elementi di Basil Karlo e Matt Hagen, creando la versione più tragica e memorabile del personaggio: un attore sfigurato che usa una crema sperimentale per il viso chiamata "Renuyu" per mantenere il suo bell'aspetto, fino alla trasformazione definitiva nel mostro. Viene poi costretto dal suo fornitore, lo spietato industriale Roland Daggett, a usare l'unguento per impersonare Bruce Wayne e attirare Lucius Fox in un'imboscata. Dopo, Hagen cerca di rubare un'enorme quantità di Renuyu per liberarsi di Daggett, ma viene catturato e annegato nella sostanza, che trasforma il suo corpo in una massa di argilla che può modellare a piacimento. È molto probabile che il nuovo film prenda ispirazione proprio da questa incarnazione, amatissima dal pubblico.



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sabato 25 aprile 2026

Masters of the Universe, tra fedeltà e rivoluzione: come il look di He-Man sarà diverso secondo il regista

Non manca molto al debutto di Masters of the Universe, film live action ispirato ai personaggi del franchise Mattel e con protagonista He-Man, interpretato questa volta da Nicholas Galitzine. Con una data d’uscita italiana fissata per il 4 giugno 2026, Masters of the Universe sta per rilanciare personaggi già noti al pubblico. Il protagonista è il principe Adam, spedito sulla Terra per salvarsi dalla distruzione ma separatosi dalla sua Spada del Potere. Vent’anni dopo, una volta ritrovata la sua Spada, Adam è diretto di nuovo su Eternia per aiutare la sua gente a difendersi dal perfido Skeletor. Ma quanto il film live action è fedele alla serie d’animazione?

Masters of the Universe, il regista spiega in che modo lo stile del live action ha dovuto prendere le distanze dalla serie d’animazione per He-Man

Presentato in anteprima al CinemaCon 2026, Masters of the Universe presenta delle somiglianze innegabili con la serie d’animazione, ma al tempo stesso offre anche una differenza sostanziale affrontata proprio dal regista Travis Knight. Ai microfoni di ComicBook, il regista ha affrontato ad esempio i look dei personaggi nel live action: “In generale, dicevo sempre ai ragazzi che, ogni volta che ci trovavamo a un bivio, dovevamo tornare alle origini. Anche se ci prendiamo delle libertà per alcune cose e vogliamo dare un aspetto moderno e cinematografico, ci siamo sempre rifatti al cartone animato. Quindi ci sono molti riferimenti, la palette di colori, in realtà, quando Adam si trasforma per la prima volta, vediamo lo spirito di Grayskull proprio dietro di lui. È un momento fugace, ma c'è. E penso che questo livello di devozione al materiale originale sia qualcosa che troverete in tutto il film”.

Ragionando però su una grande differenza rispetto alla serie d’animazione, il regista ha affrontato il look di He-Man: “In alcuni casi, siamo stati piuttosto fedeli a quegli elementi. In altri casi, non aveva molto senso per il design complessivo che stavamo dando al film. Ad esempio, con He-Man, c'è stato un acceso dibattito nel reparto artistico, nel team di scenografia, nel reparto costumi, del tipo: possiamo davvero avere un tizio con pantaloncini e stivali pelosi? E non potevamo farlo. Ci ​​abbiamo pensato un attimo, ma poi abbiamo esplorato l'idea di andare in un'altra direzione. E poi c'è stato un momento in cui indossava dei pantaloni di pelle e sembrava Jim Morrison. Alla fine, siamo approdati a qualcosa che richiamava il costume originale di He-Man, ma lo ha anche portato in un'era moderna. Quindi ha una specie di gonna da gladiatore al posto dei pantaloni pelosi. La silhouette è la stessa, ma con una prospettiva diversa”.



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Il Diavolo Veste Prada 2, intervista al regista David Frankel: "Amo pensare che Miranda e Andy lavoreranno sempre insieme"

Era il 2006 quando Il Diavolo veste Prada ha conquistato le sale internazionali per ammaliare centinaia di migliaia di fashion victim nonché i fan della divina Meryl Streep, qui alle prese con un personaggio destinato a entrare nel mito: per la voce flautata, i cappotti abbandonati di proposito sulle scrivanie delle assistenti e un incredibile buon gusto in fatto di outfit per ogni possibile occasione. Ci sono voluti 20 anni e un'ottima sceneggiatura per convincere il cast originale a tornare per un secondo film, ma il miracolo è stato fatto, ed ecco che, come d'incanto, l'implacabile direttrice della rivista di moda Runway, il suo braccio destro Nigel e la ex "Emily" Andy Sachs sono tornati, e dal 30 aprile li rivedremo ne Il Diavolo Veste Prada 2, che arriva nelle nostre distribuito da 20th Century Studios e diretto da David Frankel, a cui dobbiamo anche del primo film. Lo abbiamo intervistato quando Il Diavolo veste Prada è stato presentato al Festival di Venezia e lo abbiamo ritrovato ieri pomeriggio, quando ha incontrato la stampa per parlare dei i temi del nuovo film e del lavoro con gli attori. Il regista ha subito ammesso di sentirsi sotto pressione ora che il debutto del sequel è vicinissimo: "Il pubblico si aspetta molto da questo secondo film e, quando abbiamo cominciato a girare, ero spaventatissimo all'idea di deludere i fan. Il primo giorno di riprese è stato miracoloso, perché non appena Meryl ha indossato la sua parrucca bianca e i suoi incredibili vestiti, è immediatamente diventata Miranda Priestley. Inoltre si è dimostrata particolarmente gentile con la troupe e con gli altri attori, mentre durante la lavorazione del primo film aveva mantenuto le distanze con tutti, specialmente con Anne Hathaway ed Emily Blunt, perché voleva che si sentissero in soggezione proprio come accade ai loro personaggi quando si trovano in presenza di Miranda. L'atmosfera generale era insomma molto gioiosa".

Il Diavolo Veste Prada 2 comincia con la rivista Runway che sta attraversando un momento molto difficile. A salvarla, grazie a contenuti di notevole pregio, potrebbe essere Andy Sachs, che dopo una brillante carriera giornalistica si ritrova improvvisamente senza un lavoro. Il film parte dunque dalla crisi del giornalismo, o meglio della carta stampata, affossata dalla rete e dalle tecnologie avanguardistiche: "Ho l'impressione che siamo tutti condannati a pagare le conseguenze dell'incredibile sviluppo tecnologico di questi ultimi anni in cui tutto si sta digitalizzando. Presto verremo completamente travolti dallo tsunami dell'Intelligenza Artificiale ed è impossibile prevedere cosa accadrà in futuro. Mi sembra però che le nuovissime generazioni stiano tornando alla comunicazione e più in generale alle esperienze dal vivo, ad esempio vedere i film in sala. Comprano i vinili e sono più aperte nei confronti dell'altro, quindi lo sviluppo tecnologico potrebbe subire una battuta di arresto, anche se non ne sono poi così sicuro".

Nei 20 anni che ci separano dal primo film, il mondo è cambiato, e questo cambiamento influenza il rapporto fra Andy e Miranda, che più che mai hanno bisogno l'una dell'altra: "È interessante il fatto che debbano per forza lavorare insieme per salvare Runway e l’avvenire di entrambe. Questo film parla di sopravvivenza e dei sacrifici che sei costretto a fare per non soccombere professionalmente. Sia Andy che Miranda sono disposte a pagare il prezzo necessario a tenersi il lavoro: Andy facendo ciò che le garantisce di poter continuare a essere una giornalista e Miranda, ovviamente, cercando di tenere in vita Runway come rivista cartacea. Per fortuna la collaborazione tra le due donne si rivela felice, anche se Andy sente ancora quell'ansia che avvertono le persone che lavorano con Miranda, che sembra voler dire a tutti: 'Non siamo una squadra, non siamo soci, io resto il tuo capo'. Mi piace però pensare che in futuro Andy e Miranda lavoreranno sempre insieme".

La Miranda de Il Diavolo Veste Prada 2 è diversa dalla cinquantenne che abbiamo incontrato lustri or sono: "Certamente il personaggio è frutto della collaborazione fra me e Meryl, ma a crearlo è stata la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna, quindi la Miranda di questo sequel è in realtà il frutto di un lavoro a tre. Ci siamo chiesti a lungo se Miranda dovesse essere sposata, felicemente sposata, perché la situazione matrimoniale del personaggio aveva avuto grande peso nel primo film. Un po’ sorprende vederla felice insieme al nuovo marito Stuart, ma questa sua felicità coniugale fa sì che a casa non avverta un senso di estraneità. Invece al lavoro si sente più vulnerabile di prima. Il budget è ridotto, si vendono meno copie della rivista e le pressioni del suo editore sono più insistenti. Miranda spera di ottenere una promozione che però fatica ad arrivare. Per queste ragioni appare probabilmente più insicura di com'era nel primo film, anche se resta una donna di potere che ama le sfide e le affronta al meglio".

Il Diavolo Veste Prada 2 non si limita a un'incursione nel mondo della moda. Il film si spinge oltre, esplorando contesti diversi seppur legati ancora una volta al potere, quel potere che, nel caso di Miranda, è esemplificato dagli outfit che sceglie, rigorosamente caratterizzati da linee pulite e tagli squadrati: "Era importante esplorare un contesto diverso, avere un nuovo approccio e raccontare una storia che fosse un po’ più complessa e che coinvolgesse maggiormente l'intero universo degli affari. Volevamo raccontare che cosa sta accadendo al mondo dei media in generale, e quindi la crisi della carta stampata, l’impero del digitale e la paura dell'Intelligenza Artificiale. La lavorazione di questo film è stata molto piacevole anche perché avevamo la sensazione che stavamo facendo qualcosa di utile".

Proprio come il primo film, Il Diavolo Veste Prada 2 doveva avere un andamento rapido, al passo con la frenesia delle nostre vite: "Volevamo che il film avesse un ritmo, e quindi un montaggio molto serrato. L'universo che racconta è pulsante di energia, e desideravamo che il pubblico la avvertisse. Andy si rende conto che il mondo di oggi è davvero impegnativo per le persone giovani. Andy ora è una donna di 40 anni, il che la rende molto diversa dalla Andy del primo film, ma ha lo stesso disperato bisogno di non perdere il lavoro e affronta le stesse difficoltà che si trovano di fronte tante persone giovani di oggi, che si domandano: 'Troverò un lavoro? Ci sarà ancora la possibilità di lavorare in futuro?’. Voi che siete nel mondo della comunicazione purtroppo queste cose le sapete bene".

Forse qualcuno ricorderà che David Frankel ha diretto anche diversi episodi di Sex and the City. Per questa ragione non potevamo non chiedergli una riflessione sulla città che non dorme mai: "New York è cambiata drammaticamente in questi 20 anni, è il mio posto preferito al mondo dove girare film, ogni strada sembra un set cinematografico e in più, mentre giravamo, c’erano centinaia di fan del primo film che ci guardavano. La città è un personaggio del film, ha una sua vita autonoma, e perfino nelle scene in interno volevo che si girasse davanti a una finestra in modo che fosse chiaro che la città faceva parte delle loro vite. Il film prende tantissima energia da New York, e credo che la cosa più bella di questa città sia che chi ci va ha l'impressione di sentirsi incredibilmente vivo".



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venerdì 24 aprile 2026

Michael, il primo giorno negli USA è record per un biopic musicale

Partenza notevole al boxoffice americano per Michael, il film di Antoine Fuqua con Jafaar Jackson che interpreta suo zio: è un record per i biopic musicali, ma ha battuto anche esordi di genere diverso.

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Michael, il biopic rimuove Diana Ross: Kat Graham spiega il motivo dietro le scene tagliate

Anche Kat Graham avrebbe dovuto prendere parte a Michael, il biopic dedicato all’ascesa di Michael Jackson in questo caso interpretato dall’esordiente Jaafar Jackson (nipote della pop star). Nel 2024 era stata confermata la sua partecipazione al film come interprete di Diana Ross ma, come constatato dai suoi fan, Kat Graham non è presente nel film. A fare chiarezza di recente è stata proprio l’attrice: tramite una storia Instagram, Kat Graham ha spiegato perché le sue scene sono state tagliate dal montaggio finale.

Michael, dov’è finita Kat Graham? L’attrice spiega perché non è nel biopic

Nel 2024, Variety aveva confermato il coinvolgimento di Kat Graham nel cast di Michael come interprete della leggendaria cantante delle Supremes. Purtroppo, però, Diana Ross non è mai apparsa in Michael e di conseguenza neppure Kat Graham. La star, nota per il suo contributo a The Vampire Diaries, ha voluto offrire una spiegazione ai fan che credevano di scovarla nel biopic e, tramite una storia Instagram, ha svelato perché le scene da lei girate non sono state incluse poi nella versione finale:

In vista dell'uscita del film su Michael Jackson il 24 aprile, desidero informarvi che alcune questioni legali hanno influenzato alcune scene, incluse quelle che ho girato con un cast straordinario. Purtroppo, quei momenti non fanno più parte del montaggio finale, sebbene la squadra abbia lavorato duramente per preservare il più possibile la storia.

La storia raccontata in Michael ripercorre l’ascesa di un’icona pop dapprima come membro dei Jackson 5 e poi successivamente come solista. Non è chiaro in che modo Diana Ross avrebbe potuto essere inserita nel biopic: la star, nel 1978, ha affiancato Michael Jackson nel film I’m Magic (The Wiz) basato sulla storia de Il meraviglioso mago di Oz. Se Diana Ross in questo caso è stata Dotorhy Gale, Michael Jackson invece ha interpretato lo Spaventapasseri. Diana Ross, a sua volta cantante, è stata artista della stessa casa discografica dei Jackson 5, la Motown Records, ed è stata proprio quest’ultima ad incaricare Diana Ross di presentare ufficialmente i Jackson 5 al mondo. Di fatto è stata un'influenza fondamentale nella vita di Michael Jackson.

Cosa ne sarà delle scene tagliate? Di recente, il regista Antoine Fuqua ha spiegato al New Yorker di aver preso in considerazione l’idea di utilizzare parte del materiale inutilizzato in Michael per un eventuale sequel. Come riferito da Screen Rant, in principio il progetto aveva una durata di oltre quattro ore, ma il regista è riuscito a ridurlo in modo significativo raggiungendo due ore e sette minuti. Di materiale inutilizzato, quindi, ne avrebbe a bizzeffe. Il film, del resto, si conclude con una porta aperta: “La sua storia continua”. Nel cast figurano anche Colman Domingo che interpreta il padre e manager di Michael, Joe, così come Nia Long che interpreta la madre Katherine e Miles Teller che interpreta l’avvocato John Branca. In Italia, il biopic è disponibile in sala dal 22 aprile 2026.



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giovedì 23 aprile 2026

Cambio di programma per La signora in giallo: ecco la nuova data d'uscita del reboot

Le indagini de La signora in giallo dovranno attendere più del previsto. Secondo quanto riferito di recente, l’adattamento cinematografico con protagonista Jamie Lee Curtis nelle abili vesti dell’investigatrice amatoriale Jessica Fletcher arriveranno con ritardo sul grande schermo.

Universal Pictures, in principio, aveva annunciato come data d’uscita il 22 dicembre 2027 nelle sale americane, ma avrebbe recentemente cambiato idea, posticipandone il debutto. A quando sul grande schermo?

La signora in giallo posticipa il suo debutto al cinema, forse per un buon motivo

Nato come reboot dell’amatissima Serie TV poliziesca con protagonista la compianta Angela Lansbury, La signora in giallo sta per tornare ma il pubblico dovrà pazientare ancora un po’ perché il debutto di Jamie Lee Curtis come Jessica Fletcher è stato posticipato. Universal Pictures avrebbe rimandato l’uscita, passando dal 22 dicembre 2027 al 4 febbraio 2028. Pochi mesi d’attesa, quindi, probabilmente per evitare uno scontro acceso al botteghino. Dicembre 2027, del resto, è un mese particolarmente delicato per le uscite cinematografiche, segnato soprattutto dal ritorno Marvel con Avengers: Secret Wars e anche dal nuovo capitolo ambientato nella Terra di Mezzo. Andy Serkis guiderà una nuova avventura de Il Signore degli Anelli intitolato Caccia a Gollum che riporterà i personaggi già noti e amati della trilogia originale nuovamente in azione per rintracciare Gollum.

E non è tutto: anche il sequel diretto di Una di famiglia, Nella casa dei segreti, ha ottenuto una finestra d’uscita per quel periodo e, considerato il successo riscosso dal precedente, potrebbe dare del filo da torcere al botteghino. Tutti e tre questi film hanno in comune la data d’uscita, fissata per il 17 dicembre 2027. La signora in giallo, inizialmente, aveva puntato alla settimana successiva, ma Universal Pictures ha pensato bene di attendere un altro po’ per il ritorno di Jessica Fletcher.

Come specifica Variety, gli Studios non hanno fornito un motivo ufficiale dietro lo slittamento. Quando La signora in giallo tornerà al cinema, avrà le fattezze di Jamie Lee Curtis alle prese con l’iconica scrittrice di gialli e investigatrice dilettante resa celebre ai tempi dall’interpretazione di Angela Lansbury, che l’ha interpretata nell’omonima serie tv originale. Su quale storia verterà il film al momento non è dato sapere. Ad occuparsi della regia del reboot è Jason Moore, mentre la sceneggiatura è opera di Lauren Schuker Blum e Rebecca Angelo. Phil Lord e Christopher Miller invece figurano come produttori.



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Nick e Charlie stanno per tornare: il teaser di Heartstopper svela finalmente la data d'uscita del film (VIDEO)

Nick e Charlie torneranno prima del previsto sul piccolo schermo di Netflix. Dopo tre stagioni che hanno appassionato i fan, il colosso streaming ha pensato di concludere le avventure di Heartstopper con un sequel cinematografico che non solo avrebbe ribadito il suo titolo ufficiale, ma avrebbe finalmente offerto una data concreta al pubblico in attesa.

Guidata da Joe Locke e Kit Connor, Heartstopper ha debuttato su Netflix nel non molto lontano 2022. Ambientata all’interno del contesto scolastico della Truham Grammar School, la storia segue Charlie alla scoperta dei propri sentimenti per Nick, il suo nuovo compagno di banco nonché tra i più popolari della scuola che a sua volta scopre di avere un debole per Charlie. La storia è tratta dall’omonima serie di graphic novel di Alice Oseman, che figura anche come ideatrice della Serie TV. Dopo tre stagioni in streaming, è la volta del film: a quando su Netflix?

Netflix conferma il titolo ufficiale del film di Hearstopper e svela che uscirà in estate

Anziché proporre una quarta stagione conclusiva, Netflix offrirà al pubblico un sequel cinematografico definitivo per Hearstopper. Come confermato dal nuovo teaser trailer condiviso via social dal colosso streaming, il titolo ufficiale del film è Hearstopper Forever e raggiungerà molto presto la piattaforma streaming. L’attesa, infatti, sta per giungere al termine poiché Netflix ha annunciato che il film uscirà il 17 luglio 2026.

Il teaser trailer è un insieme di scatti dei personaggi principali della serie come Nick e Charlie, o ancora Tara e Darcy che sorridono, Elle con un braccio intorno alle spalle di Tao, Charlie e Isaac che si abbracciano e via così. Nel teaser appare anche l’autrice delle graphic novel Alice Oseman, che ha esplorato questo mondo dapprima come webcomic per poi essere lanciata come graphic novel.

Ad oggi la serie può contare su cinque volumi, mentre il sesto è in uscita nel Regno Unito proprio il 2 luglio 2026, poco prima del film. Ad occuparsi della regia di Hearstopper Forever è Wash Westmoreland, mentre Oseman ha lavorato ancora una volta alla sceneggiatura della storia che offrirà ai suoi personaggi e al pubblico una degna conclusione di questa avventura.



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Saccharine, il trailer dell'horror che vi farà passare la voglia di mettervi a dieta

Sono anni decisamente fertili, questi in cui stiamo vivendo, per il cinema horror, che non ha solo grande successo di pubblico ma sta vivendo una fase felice dal punto di vista creativo e delle idee. E sono anni fertili in particolare per un nuovo filone di body horror che ragiona sul corpo e sugli sguardi sul corpo dal punto di vista femminile (e femminista). Stanno lì a dimostrarlo, per esempio, The Substance di Coralie Fargeat o The Ugly Stepsister di Emilie Blichfeldt; e ora, a provare a mettersi allo stesso livello delle colleghe, arriva l'australiana Natalie Erika James, quella dell'apprezzato Relic e di Apartment 7A, con un nuovo film che si intitola Saccarhine.
Presentato in prima mondiale al Sundance, e poi alla Berlinale di pochi mesi fa, Saccharine è un film che farà passare la voglia di mettersi a dieta alle e ai più impressionabili di voi, raccontando le conseguenze estreme dei tentativi decisamente poco ortodossi della protagonista di perdere peso.
Protagonista del film (interpretata molto bene da Midori Francis, attrice nota per la sua partecipazione in Grey's Anatomy) è infatti Hana, una studentessa di medicina ossessionata dal suo peso che, tramite un amico, mette mano su un farmaco illegale che promette con successo di farla dimagrire. Il fatto è che, analizzando il composto, Hana scopre che quelle pastiglie non sono altro che ceneri compresse, ma non ceneri qualsiasi: ceneri umane. Il che non ferma Hana, che inizia a prodursele da sola, ma che presto inizia a comprendere un terrificante effetto collaterale: il fantasma della donna che ha "mangiato", infatti, inizia a perseguitarla, nonché a spingerla verso non solo il terrore ma anche verso una bulimia inconsapevole. In uno dei miei dispacci dalla Berlinale ho scritto qualche riga di commento su Saccharine, che ho definito l'horror al tempo dell'Ozenpic.
Questo è il trailer ufficiale del film, che debutterà al cinema negli USA a fine maggio, e che da noi al momento non ha distribuzione (lo vedremo probabilmente direttamente in streaming).




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