venerdì 23 ottobre 2026

Charli XCX apparirà in What Happens at Night di Martin Scorsese

Cresce la curiosità attorno al nuovo film di Martin Scorsese, What Happens at Night, con Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence. Variety annuncia che la collaborazione tra la cantautrice britannica Charli XCX e il regista, comparso sulla cover del suo nuovo album, "Music, Fashion, Film", continuerà al cinema, visto che la pop star avrà un piccolo ruolo nel film, che accanto ai protagonisti vede anche la partecipazione di Mads Mikkelsen, Patricia Clarkson e Ed Harris. Non è stata resa nota la parte che Charli dovrà ricoprire ed è probabile che si tratti solo di un cammeo, ma è un ulteriore conferma dell'amore (reciproco) tra lei e il cinema. La storia del film prodotto da Apple e Studio Canal, ricordiamo, è quella di una coppia che viaggia in una cittadina europea per adottare un bambino e si trova in un albergo frequentato da gente bizzarra mentre la sua situazione diventa sempre più intricata.

Charli XCX e il cinema

Da sempre appassionata di cinema e dotata di una forte personalità, Charli XCX è apparsa negli ultimi due anni in diversi film, inclusi Erupcja, in cui ha un ruolo protagonista e che ha anche scritto e prodotto, 100 Nights of Hero, Sacrifice di Romain Gavras, in cui fa un cameo, il mockumentary The Moment, I Want Your Sex, The Gallerist, Faces of Death, oltre al nuovo film di Takashi Miike, ai quali aggiunge adesso la collaborazione col premio Oscar Martin Scorsese. Del resto lo ha scelto, come vedete qua sotto, per la copertina del suo nuovo album, dove il regista appare al fianco del celeberrimo musicista e fondatore dei Velvet Underground John Cale e dello stilista Marc Jacobs, scelti appunto per rappresentare le tre arti "Musica, moda, film", che danno il titolo all'album. Charli XCX sta adesso per terminare il suo tour di presentazione del disco negli Stati Uniti, prima di iniziare il tour europeo a febbraio.

(foto Wikimedia Commons, Berlinale 2026, di Elena Ternovaja)

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James Bond, siamo vicini alla scelta del nuovo 007: spunta la lista dei quattro attori finalisti

La fine del lunghissimo processo di casting per il nuovo James Bond sembra vicina. Secondo Deadline abbiamo la lista dei quattro attori che ufficialmente si contendono il ruolo di 007. Tre di questi sono nomi che si sono ripetuti con una certa frequenza negli ultimi mesi, ma il quarto resta un mistero. Intanto, la prossima settimana inizieranno gli screen test per determinare chi tra questi quattro interpreti si meriterà il titolo di Spia di Sua Maestà. Nessun commento arriva dai rappresentanti di Amazon MGM Studios, incaricati di produrre Bond26.

James Bond sta per arrivare: la rosa dei quattro finalisti per il ruolo è stata svelata

Come riferiscono alcune fonti a Deadline, a partire da questo venerdì, 23 settembre, fino alla prossima settimana, inizieranno gli screen test per i quattro attori che sarebbero in lizza per diventare il nuovo James Bond. I test erano previsti già per inizio ottobre, ma a causa di alcuni impegni professionali dei finalisti è stato necessario posticiparli alla fine del mese, così da poterli effettuare nello stesso periodo. Nonostante ci sia una tempistica per gli screen test, al momento, non è chiaro quando verrà presa la decisione definitiva su chi sarà il prossimo James Bond, ma è probabile che si parli di fine 2026 per l'annuncio.

Sempre le sopracitate fonti riportano che nella lista dei quattro candidati uno non è stato svelato, mentre i restanti tre corrispondono a nomi che i fan hanno già associato alla saga di 007. Stiamo parlando di Jack Lowden, Callum Turner e Josh O'Connor. Il primo è stato indicato da Gary Oldman - con cui condivide la scena nella serie tv Slow Horses da sette stagioni - come il candidato ideale per interpretare Bond. In realtà, le dichiarazioni dell'ex interprete di Dracula avevano suscitato un polverone, perché dalle sue parole sembrava che gli Studios avessero deciso per Lowden e volessero mantenere il segreto sul suo annuncio. La verità era tutt'altra, come ha sottolineato Oldman in un secondo commento, nel quale ha smentito di aver mai indicato Jack Lowden come nuovo Bond e che le sue parole erano state travisate dai giornalisti. 

Anche Callum Turner e Josh O'Connor sono stati spesso indicati come papabili nuovi interpreti di 007: Turner ha già recitato nella saga spin-off di Harry Potter, Animali Fantastici e Dove trovarli, ma è anche stato il protagonista del romance Eternity con Elizabeth Olsen e Miles Teller, in Rosebush Pruning e nella rom-com One Night Only - Quando tutto è possibile. Josh O'Connor è diventato noto al pubblico per il ruolo del principe (ora Re) Carlo nella serie tv Netflix The Crown, ma ha dimostrato talento e versatilità recitando in La Chimera di Alice Rohrwacher, in Challengers di Luca Guadagnino e nel recente Disclosure Day di Steven Spielberg. A sorpresa, dalla lista dei quattro finalisti è assente Jacob Elordi, indicato da diversi scooper come la scelta più sicura per il ruolo.



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giovedì 22 ottobre 2026

L'Essere Amato di Rodrigo Sorogoyen designato Film della Critica

Il nuovo lungometraggio di Rodrigo Sorogoyen, che si intitola L’Essere Amato e vede protagonista uno straordinario Javier Bardem, è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani - SNCCI. Ecco la motivazione:

Vertiginoso esempio di cinema nel cinema abitato dai fantasmi del colonialismo del passato e dal quotidiano paternalismo. Sorogoyen, insieme a Isabel Peña, mette in scena un capolavoro di scrittura che non fa altro che parlare di rapporti di potere, di un popolo su un altro, di un regista sui suoi attori, di un padre su una figlia. Di noi.

Ingiustamente ignorato dalla giuria dell’ultimo Festival di Cannes, dove, a detta di molti, meritava la Palma d’Oro, il film fa parte del programma della Festa del Cinema di Roma 2026, che lo ha voluto nella sezione Best of 2026. Ad accompagnarlo nella capitale è stato lo stesso Bardem, che ha ricevuto, sempre alla Festa, il Premio alla Carriera, che gli è stato consegnato da Paolo Sorrentino.

In uscita il 16 novembre con Movies Inspired, L’Essere Amato racconta la storia di un rinomato regista spagnolo che, dopo aver trascorso diversi anni negli Stati Uniti, torna in patria per girare un nuovo film. L’uomo, che ha un passato piuttosto burrascoso, offre la parte della protagonista sua figlia Emilia (Victoria Luengo), che ha praticamente abbandonato quando era piccola. Ovviamente non sarà facile per i due imparare ad andare d’accordo, perché certe ferite impiegano tempo a guarire. Javier Bardem, che ha vinto l’Oscar grazie alla sua performance nel film dei fratelli Coen Non è un paese per vecchi, è anche produttore esecutivo de L’Essere Amato, di cui ci guardiamo ancora una volta il trailer.



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Javier Bardem e Penélope Cruz nel Bunker: ecco il primo teaser trailer del film

In Italia arriverà con Notorious Pictures, negli USA uscirà in tempo utile per cercare di diventare un protagonista della stagione dei premi. Ecco le prime immagini video del nuovo film di Florian Zeller.

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mercoledì 21 ottobre 2026

Buon compleanno Catherine Deneuve! Ecco alcuni dei suoi migliori film in streaming

Compie oggi 83 anni la divina Catherine Deneuve, simbolo del cinema francese ed europeo. Artista dal talento cristallino e dal coraggio artistico indubitabile, la Deneuve ci ha regalato fin dall'inizio degli anni ‘60 una serie di capolavori che hanno scolpito l’immaginario degli amanti della Settima Arte. Abbiamo selezionato per voi i (troppo pochi) film in streaming interpretati dalla Deneuve che rappresentano altrettante collaborazioni eccellenti con grandi cineasti passati e presenti. Buona lettura.

Cinque film in streaming dell’icona Catherine Deneuve nel giorno del suo compleanno 

  • Tristana
  • Non toccare la donna bianca
  • Miriam si sveglia a mezzanotte
  • Dancer in the Dark 
  • 8 donne e un mistero 

Tristana (1970)

Non potevamo che partire dal genio iconoclasta di Luis Buñuel, che dirige nuovamente la Deneuve in questo melodramma folgorante e sfaccettato. Ferdando Rey e Franco Nero si contendono in maneira asoslutamente spregiudicata le grazie della magnifica protagonista, in un lungometraggio che sfida le convenzioni etiche e sociali del periodo e pone delle domande a dir poco problematiche. Come sempre Bunuel se ne frega del perbenismo, accetta la sfida dell’estremismo e realizza l’ennesimo capolavoro. Tristana ottiene la candidatura all’Oscar per il miglior film straniero. La Deneuve è semplicemente perfetta, così come molti dei lungometraggi in cui ha recitato. Questo incluso. Disponibile su Amazon Prime Video.

Non toccare la donna bianca (1975)

Dopo La cagna, la Deneuve torna a collaborare con l’indimenticato Marco Ferreri in questa smitizzazione irruenta e giocosa del mito del western. A Non toccare la donna bianca partecipano anche leziosi e sbarazzini Marcello Mastroianni e Michel Piccoli, altri fedelissimi del cineasta. Quello che ne viene fuori è un film unico, spiazzante e sulfureo, che oscilla tra farsa e tragedia silenziosa come soltanto questo grande cineasta sapeva mescolare. Almeno un paio di sequenze sono clamorose, assolutamente contemporanee. Opera a suo modo radicale. Altro contributo fondamentale della Deneuve alla visione del suo regista. Disponibile su Amazon Prime Video.

Miriam si sveglia a mezzanotte (1983)

La Deneuve corre dall’altra parte dell’oceano per il prestigioso esordio alla regia di Tony Scott, un vampire-movie elegante e ambizioso, che offre alla diva di recitare insieme a Susan Sarandon e alla leggenda David Bowie. Il risultato è alterno ma ipnotico: Miriam si sveglia a mezzanotte possiede infatti una sceneggiatura ondivaga ma la bellezza estetica che contraddistingue il cinema di Scott. E poi l’alchimia decadente tra i tre protagonisti è a dir poco folgorante. Horror rarefatto e insieme corposo, con momenti di cinema che rimangono assolutamente impressi. Quando il cinema di vampiri sapeva essere terrificante e insieme sensuale. Disponibile su CHILI, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

Dancer in the Dark (2000)

A supporto della straordinaria protagonista Bjork, la Deneuve contribuisce in maniera fondamentale alla nascita di un film che cambia le regole del cinema europeo. Lars Von Trier dirige Dancer in the Dark facendone un quadro frastagliato che rappresenta l’umanità al suo peggio, mentre l'eroina tragica al centro della vicenda ancora una volta si sacrifica per un bene maggiore. Palma d’Oro a Cannes al film e alla protagonista, e davvero non poteva essere altrimenti. Questa è un’opera che non può non scuotere chiunque ami il cinema, non soltanto quello d’autore. Disponibile su Amazon Prime Video.

8 donne e un mistero (2002)

Chiudiamo con il delizioso musical diretto dall’estroverso Francois Ozon che praticamente mette insieme il meglio del cinema francese al femminile. Infatti oltre alla “madrona” Deneuve recitano anche Isabelle Huppert, Emmanuelle Béart, Ludivine Sagnier, Fanny Ardant e molte altre interpreti di talento. Musical scoppiettante che fonde con ironia commedia, critica sociale e giallo alla Agatha Christie, 8 donne e un mistero è stato uno dei film francesi maggiormente acclamati di quel periodo, e con due ragioni. Il prodotto è infatti brioso, intelligente e con un gusto per il vezzo inimitabile. E come sempre la Deneuve risplende di luce propria. Disponibile su Amazon Prime Video, Rai Play.



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Orlando Cinque premiato alla Festa del Cinema di Roma 2026 per La Grazia di Paolo Sorrentino

Orlando Cinque ha ricevuto il Premio UNITA come Miglior attore non protagonista per la sua interpretazione del Colonnello Labaro in La Grazia, il film diretto da Paolo Sorrentino. Il riconoscimento è stato consegnato il 19 ottobre, nell'ambito della 21ª Festa del Cinema di Roma, durante la cerimonia ospitata all'hotel The St. Regis della Capitale.

Giunto alla terza edizione, il Premio UNITA è organizzato in collaborazione con la Festa del Cinema di Roma e con il patrocinio della Fondazione Roma Lazio Film Commission. Per Cinque si tratta di un nuovo riconoscimento dopo quello ricevuto alla quarta edizione del Trapani Film Festival, sempre per il ruolo interpretato nel film di Sorrentino.

Orlando Cinque: "Dedico questo premio a tutti quei talenti persi"

Particolarmente sentito il discorso di ringraziamento dell'attore, che ha sottolineato il valore di un premio assegnato dai propri colleghi e riflettuto sulle difficoltà che molti interpreti incontrano nel corso della carriera. "Ringrazio U.N.I.T.A. e tutti quelli che mi hanno votato. Confesso che sono molto sorpreso, felicemente sorpreso; perché è un premio che viene dagli attori, dai colleghi, per i quali nutro una stima e un affetto grandi", ha dichiarato Cinque, ribadendo la propria fiducia nella professione e nell'importanza sociale e culturale del lavoro degli attori.

Il suo intervento si è poi concentrato sulle opportunità professionali e sui numerosi talenti che, pur avendo dimostrato grandi capacità, non sono riusciti a trovare spazio nell'industria audiovisiva. "Le nostre carriere sono fatte di incontri e di possibilità: un attore non può mostrare quanto vale se non ha un ruolo giusto, un personaggio vero; e sappiamo bene che accade raramente", ha spiegato l'interprete, auspicando un sistema capace di offrire maggiori occasioni ai professionisti. "Dedico questo premio a tutti quei talenti persi, come avrei potuto essere anch'io, e come tante volte mi ci sono sentito. E ringrazio Paolo Sorrentino che, invece, questa possibilità me l'ha data", ha concluso.

Dal teatro alle serie TV: la carriera di Orlando Cinque

Nato a Piano di Sorrento nel 1972, Orlando Cinque si è diplomato alla Scuola del Teatro Stabile di Genova nel 1998, costruendo una carriera tra teatro, cinema e televisione. Sul palcoscenico ha collaborato con registi come Matthias Langhoff, Marco Sciaccaluga, Andrea De Rosa, Renato Carpentieri e Pierpaolo Sepe, sviluppando parallelamente un'attività di regista e formatore teatrale. Sul piccolo schermo si è fatto conoscere soprattutto per il ruolo di Trentadenari in Romanzo criminale - La serie, partecipando successivamente a produzioni come Romulus, Briganti, Vanina e Hotel Costiera. Al cinema ha lavorato, tra gli altri, con Mario Martone, Alessio Cremonini e Donato Carrisi, prima dell'incontro con Paolo Sorrentino per La Grazia. Tra i suoi prossimi impegni figura inoltre il film d'azione Netflix Senza volto, diretto da Fabio Guaglione, nel quale recita accanto a Edoardo Leo e Fortunato Cerlino, annunciato per il 6 gennaio 2027.



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Giorgio Gheraducci, Marco Santin e Walter Veltroni ci parlano de L'assurda storia della Gialappa's Band

Se eravate ragazzi o giovani negli anni Novanta, ma anche se siete figli di boomer, impossibile che siate cresciuti senza mai vedere (o sentir parlare di) una puntata di Mai dire gol, Mai dire Banzai o Mai dire tv (e tutti i Mai dire successivi, incluso il Grande Fratello), che non abbiate riso coi vari "Vai col liscio", con gli svarioni linguistici di calciatori e allenatori, con il divertente trash delle televisioni private dell'epoca e, soprattutto, con quei meravigliosi attori che con la Gialappa's Band hanno mosso i primi passi televisivi, da Fabio De Luigi a Paola Cortellesi, Aldo Giovanni e Giacomo, Fabio De Luigi e una marea di altri, in un elenco impressionante di personaggi oggi entrati nell'immaginario collettivo. Per tutti quelli che non si perdevano una puntata, ma anche per tutti coloro che li hanno scoperti a frammenti sul web o nel nuovo Gialappa Show, arriva al cinema il 22 ottobre il documentario di Walter Veltroni L'assurda storia della Gialappa's Band, in cui non solo Giorgio Gherarducci e Marco Santin si riuniscono col pensionato signor Carlo (Taranto), ma attori oggi celebri, compreso Teo Teocoli, che c'era quando tutto è cominciato, tornano oggi a riflettere e a raccontare quei tempi di follia, intelligenza e gran divertimento, in una tv che non è mai stata più così libera da condizionamenti e autocensure. Merito di questi tre ragazzi, oggi come noi canuti, le cui voci ci hanno accompagnato per quarant'anni della nostra storia. Presentato negli Special Screening della Festa del cinema di Roma, L'assurda storia della Gialappa's Band, ci ha dato la possibilità di incontrare due del trio, Giorgio Gherarducci e Marco Santin, assieme al regista Walter Veltroni, con cui abbiamo parlato con enorme piacere di questo progetto, nato da amori comuni e che risulta non solo divertente ma potrebbe qua e là anche far scendere una lacrimuccia allo spettatore.



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martedì 20 ottobre 2026

I migliori film in streaming di Steve Buscemi, nel cast di Klara e il sole

L’arrivo in sala di Klara e il Sole di Taika Waititi, il quale vede protagoniste Jenna Ortega e Amy Adams, riporta sul grande schermo anche il veterano Steve Buscemi, a cui vogliamo dedicare oggi i nostri consueti cinque film in streaming. Attore geniale che ha collaborato con molti dei grandi cineasti americani contemporanei, Buscemi ha sviluppato negli anni anche una discreta carriera dietro la macchina da presa. Buona lettura.

I migliori film in streaming di Steve Buscemi, nel cast di Klara e il sole

  • Le iene - Cani da rapina
  • Mosche da bar 
  • Kansas City
  • Fargo
  • Morto Stalin, se ne fa un altro

Le iene - Cani da rapina (1992)

La prima grande affermazione per Buscemi come protagonista gliela offre addirittura Quentin Tarantino, che al suo esordio ci regala uno dei grandi cult-movie di inizio anni ‘90. Le iene - Cani da rapina si poggia su una sceneggiatura piena di dialoghi straordinari, i quali esaltano le interpretazioni di un cast che vede Harvey Keitel, Tim Roth, Michael Madsen, Chris Penn primeggiare. Noir violentissimo, istrionico e claustrofobico, un film che denota la potenza espressiva del suo autore. Per Buscemi un ruolo fondamentale, che l’attore riempie con perizia e senso del dramma. Primo grande colpo in canna per l’interprete. Disponibile su Amazon Prime Video.

Mosche da bar (1996)

Esordio dietro la macchina da presa per Buscemi, il quale con Mosche da bar costruisce uno spaccato di vita ai margini, con personaggi umanissimi e situazioni familiari. Buscemi anche come protagonista eccelle, ma non da meno sono Anthony LaPaglia, Chloë Sevigny, Mimi Rogers, Samuel Jackson. Piccolo grande film per intenditori, esempio di quel tipo di cinema indipendente che sembra purtroppo essere andato definitivamente perduto. Divertente, schietto, pieno di momenti di atmosfere corpose e alcooliche. Un classico per chi ama i film con un sapore amarognolo ma sincero. Disponibile su CHILI.

Kansas City (1996)

Uno dei lungometraggi maggiormente sottovalutati del genio di Robert Altman, uno spaccato storico crudele e affascinante dell’America degli anni ‘30. Kansas City vede protagonista Harry Belafonte, che si ritrova accanto bravissimi anche Miranda Richardson, Dermot Mulroney, Jennifer Jason Leigh, Jane Adams e uno Steve Buscemi terrificante, il quale lascia esplodere tutto il suo carisma in una sequenza di pestaggio davvero agghiacciante quanto straordinaria a livello meramente cinematografico. Kansas City è un film fumoso e nerissimo, un dramma sociale che spacca il tessuto sociale in due. Grande messa in scena, visione a tratti paradossale, per un titolo che merita di essere assolutamente rivalutato. Disponibile su Amazon Prime Video.

Fargo (1995)

Il noir bianchissimo e innevato che regala a Buscemi uno dei ruoli criminali più nocini dei nostri tempi. Insieme a Peter Stormare forma una coppia di assassini, rapitori irresistibile e allo stesso tempo terrificante. Fargo viene portato sulle spalle da una Frances McDormand da Oscar, sulla quale i terribili e geniali fratelli Coen costruiscono un personaggio umano e stilizzato, unico normale dentro un mondo che va a rotoli. Altro grande protagonista del film è un William H. Macy ipocrita e babbeo. Ambientazione unica, sceneggiatura perfetta (altro Oscar), regia contenuta e precisa. Film di fattura altissima, geometrico e raggelante come la sua ambientazione. Grande cinema di genere e insieme d’autore. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Morto Stalin, se ne fa un altro (2017)

Chiudiamo con la satira storica diretta da Armando Iannucci che vede un Buscemi protagonista scatenato nel ruolo nel ruolo di Kruscev. Insieme a lui Jason Isaacs, Andrea Riseborough, Olga Kurylenko, Jeffrey Tambor danno vita a un ensemble capace di spruzzare veleno così come satira di altissima fattura. Morto Stalin, se ne fa un altro è un piccolo grande film in costume che racconta gli intrighi del potere con nessuna concessione allo spettacolo gratuito. Film senza pietà, divertentissimo e magnificamente costruito a livello di sceneggiatura. Un gioiello di cinema impegnato e volutamente stralunato. Gioiello da rivedere, prova superba di Buscemi. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Amazon Prime Video.



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Cosa dobbiamo aspettarci dal film su Betty Boop? Parla Quinta Brunson

Quinta Brunson negli ultimi anni ha riscosso successo soprattutto in TV guidando Abbott Elementary, ma tra non molto la vedremo in azione anche al cinema, poiché si occuperà di un adattamento live action di Betty Boop.

Il progetto è stato annunciato da tempo con Quinta Brunson coinvolta sia come produttrice che come attrice protagonista e, durante una recente apparizione televisiva, l’attrice ha offerto un piccolo aggiornamento sullo stato del film: a che punto è Betty Boop?

Betty Boop, Quinta Brunson garantisce che il progetto è in fase di sviluppo e che sarà “incredibile”

Ospite di Good Morning America, Quinta Brunson ha affrontato il suo ultimo progetto in cantiere dedicato alla celebre Betty Boop, personaggio animato ideato nel 1930 e ben noto ancora oggi che tra non molto avrà il suo adattamento live action. A tale proposito, l’attrice ha anticipato di star “creando un film davvero incredibile”. Il progetto è ancora in fase di lavorazione, motivo per cui Quinta Brunson non ha potuto sbilanciarsi troppo, preservandone i dettagli.

Ha poi aggiunto: “Credo che la storia sarà diversa da qualsiasi cosa ci si aspetti. Non si tratta solo di Betty, ma di un’intera epoca d’animazione”. A Quinta Brunson è stato chiesto cosa l’avesse spinta a volersi cimentare in questa impresa, cosa l’avesse attratta di Betty Boop, e la sua risposta è stata: “Onestamente, è stata la storia della sua creazione. Non è così semplice e getta luce su molti più aspetti della storia americana di quanto si possa immaginare. Quindi è davvero fantastico”.

Leggi anche Betty Boop ha un volto: Quinta Brunson star del film sulle origini del mito

La Brunson è coinvolta anche come produttrice attraverso la sua casa di produzione Fifth Chance Productions e sta collaborando con Fleischer Studios, la società che detiene i diritti del personaggio animato. Inoltre interpreterà proprio Betty Boop in un film che ripercorrerà le origini e l’evoluzione di questo personaggio d’animazione seguendo il punto di vista del suo creatore, Max Fleischer. Come riporta Variety, il film “esaminerà il rapporto tra l’artista e la sua creazione mentre affronta le pressioni creative e commerciali legate alla costruzione di una delle prime icone d’animazione al mondo, soprattutto quando tale icona inizia ad assumere vita propria”.

Quando è stata condivisa la notizia del film, Quinta Brunson aveva dichiarato in una nota: “Betty Boop è uno dei personaggi dei cartoni animati più amati del nostro paese, eppure in qualche modo rimane piacevolmente di nicchia. Ha avuto un impatto discreto ma innegabile sulla cultura per quasi un secolo. Dopo che io ed Erin abbiamo incontrato Mark e abbiamo scoperto di più sulla creazione di Betty da parte di suo nonno, ho capito che c'era una storia molto più profonda da raccontare. Una storia che poteva essere esplorata in un modo che risultasse innovativo, sovversivo e senza tempo, proprio come Betty stessa”.



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lunedì 19 ottobre 2026

I diavoli torna al cinema: ecco i migliori film in streaming della sua protagonista Vanessa Redgrave

Torna questa settimana nelle sale italiane I diavoli di Ken Russell, lungometraggio tra i più discussi e censurati della storia del cinema. Di questo capolavoro visionario è protagonista assoluta la grande Vanessa Redgrave, a cui dedichiamo oggi i nostri cinque film in streaming. Buona lettura.

I migliori film in streaming interpretati da Vanessa Redgrave, grande protagonista de I diavoli

  • Un uomo per tutte le stagioni 
  • Blow Up 
  • Casa Howard
  • Little Odessa
  • Foxcatcher 

Un uomo per tutte le stagioni (1966)

Con un esordio al cinema di tale fattura, la Redgrave non poteva che essere destinata alla grandezza. Fred Zinnemann dirige Un uomo per tutte le stagioni affidandosi alla prova incredibile di Paul Scofield, che ci regala una delle performance più riuscite dell’intera storia del cinema. Accanto a lui Robert Shaw, Wendy Hiller e appunto una fascinosa e magnetica Redgrave. Film in costume che parla di temi assolutamente contemporanei, messo in scena come un dramma morale di tensione etica altissima. Sei premi Oscar tra cui miglior film, regia, attore protagonista e adattamento. Una curiosità: in questo film ha esordito anche Sir Anthony Hopkins: se non è predestinazione questa…Disponibile su Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Blow Up (1966)

Altro giro, altro capolavoro per la Redgrave: Michelangelo Antonioni compone un puzzle psicologico e ideale di fattura inarrivabile, uno studio sul confine sottile tra realtà e riproduzione della stessa attraverso il mezzo tecnico/elettronico. David Hemmings è protagonista compassato ed elegante di Blow Up, uno dei film più riusciti e importanti del decennio. Palma d’Oro a Cannes, nomination all’Oscar per la regia e la sceneggiatura. La sequenza della “scoperta” attraverso la stampa della fotografia è di una bellezza inaudita, nella visione come nel ritmo della suspence. Film praticamente perfetto, con un finale enigmatico e metaforico. Il meglio del cinema italiano. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

Casa Howard (1992)

Dopo aver lavorato con James Ivory ne I bostoniani, la Redgrave bissa grazie a uno dei film più famosi del cineasta. Ispirato dalla letteratura di E.M. Forster, Casa Howard vede protagonisti indimenticabili Anthony Hopkins a una Emma Thompson da Oscar. Messa in scena calligrafica e precisa nella ricostruzione storica, il meglio del cinema britannico in costume. Film che a noi lascia un po’ freddini, non come il successivo, potente Quel che resta del giorno di Ivory. Prova di enorme sensibilità per la Redgrave, che infatti raggiunge la candidatura all’Oscar come non protagonista. Bellissimo da vedere, letterario al massimo possibile, intriso di grandi interpretazioni. Insomma, puro James Ivory. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes.

Little Odessa (1994)

Per il magnifico esordio di James Gray la Redgrave interpreta una madre malata che tenta di salvare il figlio dalla perdizione del crimine. Un Tim Roth in versione extralusso, supportato da Moira Kelly, Maximilian Schell e Paul Guilfoyle, regala a Little Odessa quel senso di disperazione e predestinazione che lo rende un piccolo grande crime-movie. leone d’Argento e Coppa Volpi per la Redgrave come non protagonista. Un film cupissimo, preciso, sviluppato secondo una progressione drammatica impressionante. Grande prova di regia per un autore che poi svilupperà un senso del genere ben preciso, una visione personale e notevole. Un esordio notevole che regala al proprio cast delle interpretazioni di spessore indubbio. Disponibile su CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Foxcatcher (2014)

Ispirato da una tragedia realmente accaduta, Foxcatcher viene realizzato da Bennett Miller attraverso uno sguardo plumbeo dalla coerenza cinematografica che pochi altri lavori hanno avuto in tempi moderni. Channing Tatum, Mark Ruffalo, Steve Carell, Sienna Miller e la Redgrave come carismatica matriarca, fanno di Foxcatcher un dramma psicologico che permea l’atmosfera di orrore della mente. Nomination all’Oscar per la miglior regia, attore protagonista e non, sceneggiatura. Uno dei migliori lavori dello scorso decennio, un concentrato di atmosfere e narrazione precisissime. Difficile dimenticare il lascito emotivo di questo titolo, ti entra sotto la pelle e non se ne va più. Soffocante e dal dolore lancinante. Disponibile su  Rakuten TV, CHILI, Amazon Prime Video.



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La Mummia: The Book of the Dead, indiscrezioni sul cast: scovata una nuova protagonista?

La Mummia sta per tornare e avrebbe individuato un nuovo membro del cast che dovrebbe occupare un ruolo di spicco nella trama. È quanto emerso di recente in merito alla produzione di La Mummia 4, il cui titolo ufficiale in lingua originale è stato finalmente svelato (The Mummy: The Book of the Dead).

Con una data d’uscita fissata per il 15 ottobre 2027, quindi a poco meno di un anno di distanza, il quarto capitolo dell’acclamato franchise riporterà in azione Rick O’Connell interpretato ancora una volta da Brendan Fraser. Al suo fianco ritroveremo volti ben noti a partire da Rachel Weisz, che riprenderà il ruolo dell’egittologa e suo interesse amoroso Evelyn. Ma, secondo le novità emerse, il cast avrebbe scelto una nuova star che dovrebbe occupare un ruolo di spicco.

La Mummia 4, una new entry nel cast anticipata come personaggio protagonista: di chi si tratta?

Dopo il debutto de La Mummia nel 1999, il franchise guidato da Rick O’Connell è tornato poi al cinema nel 2001 con La Mummia – Il ritorno, seguito da La Mummia: La tomba dell’Imperatore Dragone che però ha sostituito Rachel Weisz con Maria Bello. A distanza di anni da allora, la saga ha annunciato un ben gradito ritorno con un quarto capitolo che ignorerà quanto raccontato ne La tomba dell’Imperatore Dragone riportando la Evelyn della Weisz di nuovo accanto a Brendan Fraser.

Secondo quanto riferito da Dread Central, tra le novità del cast figura l’attrice e modella egiziana Tara Emad, scelta per interpretare un ruolo misterioso ma che dovrebbe essere tra le nuove protagoniste della storia. Non è chiaro chi interpreterà né quale ruolo giocherà ai fini della trama, ma il titolo scelto suggerisce che il l’artefatto oscuro influenzerà non poco la storia.

Leggi anche La Mummia 4, c'è il titolo ufficiale: quali indizi rivela sulla trama?

Diretto da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, il prossimo capitolo del franchise riporterà in azione Rick ed Evelyn offrendo una ben gradita reunion ai fan, la cui anteprima è diventata virale sui social: Brendan Fraser e Rachel Weisz sono stati immortalati durante le riprese del film, che procedono spedite a Londra. Tornano anche Oded Fehr come Ardeth Bay, Kevin J. O’Connor come Beni Gabor e Arnold Vosloo come Imhotep.



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domenica 18 ottobre 2026

I migliori film in streaming di Amy Adams, protagonista di Klara e il sole

L’arrivo nelle sale italiane di Klara e il sole, diretto da Taika Waititi e con protagonista Jenna Ortega, ci permette di apprezzare nuovamente sul grande schermo anche Amy Adams. Candidata per ben sei volte all’Oscar, senza mai riuscire a conquistare (per ora…) la statuetta, la Adams ci ha regalato prove maiuscole sia come protagonista che a supporto di suoi colleghi. Ecco quali sono i cinque film in streaming con cui vogliamo renderle omaggio. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Amy Adams, protagonista di Klara e il sole 

  • Il dubbio
  • Una proposta per dire sì 
  • L’Uomo d’Acciaio
  • American Hustle - L’apparenza inganna
  • Arrival

Il dubbio (2008)

Accanto a colleghi del calibro di Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Viola Davis, la Adams ci regala una prova che si pone almeno sullo stesso piano delle altre, guadagnando la candidatura all’Oscar come miglior attrice non protagonista. John Patrick Shanley dirige Il dubbio lavorando su una sceneggiatura potente, che non racconta ma suggerisce, insinua invece di gridare. La fotografia di Roger Deakins fa il resto. Il dubbio è un piccolo grande film da camera, teatro filmato se vogliamo, fa filmato con classe enorme e compostezza che lo rende tagliente. E il finale è perfetto per questo tipo di indagine psicologica. Da rivedere ogni volta con passione e soprattutto attenzione ai dettagli. Disponibile su CHILI, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, Paramount +.

Una proposta per dire sì (2010)

In mezzo a tutti i successi della Adams abbiamo invece scelto questa piccola ma dolcissima commedia romantica a cui siamo particolarmente affezionati. Sarà che l’ambientazione irlandese è magnifica e spumeggiante, ma quello che colpisce maggiormente di Una proposta per dire sì è l’alchimia old style tra la Adams e il coprotagonista Matthew Goode, assolutamente fascinoso e in parte. Duetti piccanti, in stile Hepburn/Grant (con le dovute proporzioni ovviamente…), scene spiritose, trovate di sceneggiatura messe al punto giusto. Insomma, un feel-good movie che abbiamo totalmente apprezzato. Commedia romantica che è una vera e propria perla nascosta. (ri)Scopritela! Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, Amazon Prime Video, NOW.

L’Uomo d’Acciaio (2013)

Nel ruolo mai scontato di Lois Lane, la Adams aggiunge a L’Uomo d’Acciaio quel pizzico di eleganza e profondità psicologica che di certo male non fa al cinecomic diretto da Zack Snyder. Henry Cavill come protagonista è un Superman indubbiamente in parte, come “padri” avere Russell Crowe e Kevin Costner è un lusso per un blockbuster del genere. Se poi aggiungi Michael Shannon come antagonista, il gioco è fatto. Col tempo questo blockbuster ha guadagnato punti, è migliore e più omogeneo di quando è uscito. Incassi decenti, tono cupo ma coerente, storia che funziona. A conti fatti uno dei migliori Superman mai realizzati. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, Netflix, TIMVision, Amazon Prime Video,NOW.

American Hustle - L’apparenza inganna (2013)

Nomination all’oscar come miglior attrice protagonista, unica fino a questo momento in carriera, per il ruolo dell’affascinante truffatrice a fianco del protagonista Christian Bale. David O. Russell dirige American Hustle - L’apparenza inganna contando su un cast prodigioso, che vede anche Bradley Cooper, Jennifer Lawrence, Jeremy Renner a servizio di una storia spigliata e messa in scena con freschezza. Arrivano una valanga di candidature all’Oscar ma nessuna statuetta. In compenso il pubblico corre in massa a vedere un film brioso, modaiolo come spesso il cineasta sa essere, sicuramente ben confezionato. La Adams è sicuramente la cosa migliore dell’intera operazione, sexy e bravissima come mai le era successo in precedenza. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.

Arrival (2016)

Chiudiamo con uno dei film di fantascienza più acclamati (e giustamente) dei nostri tempi. Amy Adams come protagonista è dolorosa e encomiabile. Jeremy Renner, Michael Stuhlbarg e Forest Whitaker a supporto preziosi. Ma è la regia di Denis Villeneuve a fare di Arrival un oggetto malinconico, prezioso, visivamente principesco. Ispirato da un raconti breve di Ted Chiang, il film è una dissertazione sull’amore materno, sulla perdita, sulla speranza in un futuro migliore. Momenti di cinema visivamente splendidi per una storia che ti strappa il cuore, soprattutto nel finale. Da amare incondizionatamente. Disponibile su Rakuten TV, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.



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Jimmy, KJ Apa racconta come è stato trasformarsi in James Stewart: “Ero terrorizzato, non parlavo con nessuno”

L’ultima volta in cui vi abbiamo parlato di Jimmy è stato per raccontavi che la figlia di James Stewart ha dato la sua approvazione alla performance di KJ Apa dopo averlo osservato durante le riprese, aggiungendo che non poteva immaginare una scelta migliore. Ciò significa che l’attore ha fatto un ottimo lavoro nel film di Aaron Burns, e quindi ci sembra strano apprendere che Archie Andrews di Riverdale all’inizio fosse spaventato e non si sentisse all’altezza del ruolo. In una lunga intervista a Variety, il nostro ha spiegato che la prima cosa che ha fatto è stata riguardare La vita è meravigliosa, il film forse più famoso del protagonista de La finestra sul cortile. La visione, tuttavia, lo ha fatto vacillare:

Guardavo il film e pensavo: come riuscirò a farlo? Non gli somiglio affatto, la mia voce è diversa dalla sua e non sono alto come lui, però alla fine del film mi sono detto: “Lo devo fare”.

Jimmy si sofferma sull’ascesa professionale di James Stewart e sulla sua partecipazione alla Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver vinto l’Oscar come miglior attore protagonista per Scandalo a Filadelfia nel 1941, decise di arruolarsi. Essendo piuttosto famoso, avrebbe potuto trovare il modo per evitare il campo di battaglia, ma preferì fare il suo dovere di cittadino americano e partecipò a una ventina di missioni in Europa, raggiungendo il grado di Colonnello. Quando tornò a Hollywood, sembrò che il mondo si fosse scordato di lui. A quel punto l’attore pensò di tornarsene a Indiana, in Pennsylvania, e lavorare nel negozio di suo padre, ma Frank Capra lo convinse a impersonare John Bailey nel “classicone” natalizio del 1946:

Frank Capra gli diede la sceneggiatura. Jimmy stava attraversando qualcosa di molto simile a ciò che accadeva a John Bailey nel film, e credo che La vita è meravigliosa sia stato per lui una sorta di terapia psicanalitica che gli ha permesso di non interrompere la sua carriera. Sua figlia Kelly mi ha raccontato che, quando tornò dalla guerra, non sapeva se considerarsi un pilota in pensione o un attore in pensione. Non sapeva cosa fare, si sentiva perso.

Essendo nato e cresciuto in Australia, KG Apa non aveva grande familiarità con James Stewart e con i film della Hollywood dei tempi d’oro, e la sfida più grande è stata imitare la voce dell'attore. Aiutato dalla dialect coach Eliza Simpson, APA ha fatto un lavoro meticoloso:

Ho guardato tutti i suoi film, ascoltandolo e riascoltandolo. Quand’è così, devi semplicemente dedicare tanto tempo ad ascoltare e poi ripetere, ascoltare e ripetere, ascoltare e ripetere (…) Sono rimasto in una specie di limbo durante tutta la preparazione. Non ho parlato con nessuno. Ero terrorizzato e mi sono confrontato soltanto con Eliza.

KJ Apa ha infine spiegato cosa vorrebbe che il pubblico imparasse di James Stewart vedendo Jimmy:

Vorrei che la gente avesse le stesse sensazioni che ho avuto io quando ho letto la sceneggiatura, e cioè che sembra impossibile credere che un attore così importante abbia prestato servizio per più di vent'anni come pilota di bombardieri B-24, e che poi sia tornato e abbia fatto più di 50 film. Vorrei che al pubblico arrivasse il messaggio che (ciò che James Stewart ha fatto) lo ha fatto per il suo paese.

Jimmy arriverà nelle sale USA il 6 novembre e nel cast ci sono anche Neal McDonough, Christopher McDonald, Rob Riggle, Jason Alexander, Max Casella, Sarah Drew, Jen Lilley e Jemma Donovan, quest'ultima nel ruolo di Ginger Rogers.



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Josh Brolin e il peso di Thanos: cosa pensa davvero del personaggio e del suo ritorno nei film Marvel

Uno dei personaggi più noti nella carriera di Josh Brolin è quello di Thanos. Il Titano Pazzo ha rappresentato il più grande ostacolo dell’Infinity Saga nel Marvel Cinematic Universe e ha dato del filo da torcere agli Avengers fino ad Avengers: Endgame. Il suo piano è poi andato in fumo, ma il pubblico non ha di certo dimenticato l’impatto che ha avuto sul MCU e lo stesso Brolin, ad oggi, ha confessato di custodire quel personaggio in uno spazio ben delineato dentro di sé.

Ora che l’universo Marvel sta per concludere la Multiverse Saga introducendo un altro pericoloso villain che avrà le fattezze di Robert Downey Jr, Josh Brolin ha confessato che interpretare Thanos ha avuto un forte impatto sul pubblico ma anche su di lui, come ha raccontato in occasione del New York Comic Con.

Josh Brolin affronta l’impatto che Thanos ha avuto sul pubblico e su se stesso e se riprenderebbe quel personaggio oggi

A distanza di anni dall’ultima volta che ha interpretato il Titano Pazzo, Josh Brolin ha affrontato l’eredità del personaggio e l’impatto che ha avuto sul MCU. “È stato incredibile. Voglio dire, l’impatto che ha avuto quel personaggio, quello che hanno inventato, come è stato utilizzato e come è stato accolto, è stato qualcosa di enorme”, ha rivelato ai microfoni di ComicBook.

Thanos è diventato uno dei più grandi punti di riferimento del MCU e un personaggio ben noto anche alla cultura pop e la sua popolarità non è ancora sfumata, al punto che si vocifera persino di un suo cameo in Avengers: Doomsday: potrebbe interpretare una variante del personaggio? Josh Brolin, del resto, non ha escluso la possibilità di interpretarlo ancora una volta: “Le persone mi chiedono se tornerò mai, se lo rifarei e cose del genere. Non importa: se succede, succede. Ma quello che è successo è stato meraviglioso. E mi ha influenzato molto, perché mi è piaciuto tantissimo farlo. È stato davvero divertente. C’erano un paio di film in quel periodo che non ho gradito altrettanto, ma quello… soprattutto con Joe ed Anthony Russo e tutti gli altri”. Non sappiamo a quali film faccia riferimento l’attore (in quel periodo ha girato ad esempio il sequel di Sicario, Soldado, o Deadpool 2 interpretando Cable), così come non sappiamo se apparirà di nuovo live action nel MCU.



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sabato 17 ottobre 2026

Un nuovo scopo per Loki: Tom Hiddleston ne anticipa il destino in Avengers Doomsday

Dopo quanto accaduto nel finale della seconda stagione di Loki distribuito in streaming su Disney+, il futuro del personaggio interpretato da Tom Hiddleston risultava incerto. Il pubblico ha sperato nel suo ritorno ed è stato accontentato, poiché Loki risulta tra i personaggi del cast di Avengers: Doomsday. E, a detta del suo interprete, il Dio delle Storie avrà nuovi obiettivi in questo film, ma quali?

Una delle scene aggiuntive proposte nella riedizione di Avengers: Endgame avrebbe suggerito una delle possibili missioni di Loki. Il finale della seconda stagione l’aveva visto ormai diventare il Dio delle Storie e tenere unite le linee temporali, ma la scena extra di Avengers: Endgame ha visto Loki bussare alla porta di Steve Rogers, tornato nel passato per vivere finalmente il suo lieto fine con Peggy. Ma quale potrebbe essere il nuovo obiettivo di Loki in Avengers: Doomsday?

Avengers: Doomsday, Tom Hiddleston anticipa qual è il nuovo scopo di Loki in questa fase del MCU

Pur non potendo rivelare nel dettaglio gli elementi narrativi da affrontare nel film, Tom Hiddleston ha offerto qualche indizio sul ruolo che giocherà il suo personaggio ai fini della trama. Intervistato da Nerd Reactor, l’attore ha anticipato il nuovo scopo di Loki in Avengers: Doomsday:

La vera novità per me - e credo di poterlo dire - è che ho affrontato la mia partecipazione ad Avengers: Doomsday forte del finale della seconda stagione di Loki. Arrivare sul set con quell'esperienza ha cambiato tutto. Alla fine della seconda stagione, a Loki vengono concesse una redenzione e una catarsi che chiudono un lungo arco narrativo iniziato fin dal primo film di Thor… L'intero percorso di Loki è stato una ricerca di senso e di scopo. All'inizio di Avengers diceva: "Io sono Loki di Asgard, e sono gravato da un glorioso proposito". Quel proposito ora esiste per gli altri e lui ha intenzione di usarlo, consapevole che sarà più un fardello che una gloria. Sono arrivato in Doomsday con tutto questo bagaglio, con quella storia ormai compiuta, e questo ha creato un punto di partenza del tutto nuovo.

Loki ha dato del filo da torcere ai Vendicatori ma, dopo quanto sperimentato nelle due stagioni della sua serie tv indipendente, il personaggio è cambiato e ha dimostrato di cosa è capace. In Avengers: Doomsday tornerà quindi come Dio delle Storie e per questo avrà un ruolo cruciale nel Multiverso e forse anche nel fermare Dottor Destino. Per scoprire di più dovremo attendere il debutto di Doomsday al cinema, previsto per dicembre 2026.



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Mamma Mia!: l'insegnamento di Meryl Streep che Amanda Seyfried non ha mai dimenticato

Amanda Seyfried ha avuto la possibilità di lavorare con molte stelle del cinema inclusa Meryl Streep: quest’ultima ha interpretato proprio sua madre nel film musical di Mamma Mia e ha ripreso il ruolo anche nel sequel diretto Mamma Mia! Ci risiamo nel 2018, due esperienze che Amanda Seyfried custodisce gelosamente nel cuore. In una recente intervista, ha rivelato che lavorare con Meryl Strepp è rilassante ogni oltre modo, ma non bisogna mai commettere un determinato errore per preservarne l’equilibrio.

Mamma Mia!, Amanda Seyfried racconta il consiglio prezioso che ha ricevuto da Meryl Streep la prima volta che hanno lavorato insieme

Ospite dell’Hamptons International Film Festival, Amanda Seyfried ha raccontato al collega Alec Baldwin di aver apprezzato fortemente il periodo trascorso sullo stesso set di Meryl Streep. Baldwin, dal suo canto, ha avuto lo stesso piacere ma in un contesto diverso (hanno recitato insieme nella commedia romantica È complicato del 2009) e ha chiesto ad Amanda Seyfried se si fosse mai sentita intimorita dalla star.

Pur ammettendo di sì, ha aggiunto: “È super rilassata e sempre onesta in ogni sua interpretazione. Potresti avere una sceneggiatura scritta dal peggior computer e lei riuscirebbe comunque a darle un senso e a renderla autentica. Quindi non puoi sbagliare, a meno che tu non sia intimidito, e in quel caso sì, puoi rovinare completamente l'atmosfera”. A tale proposito, il consiglio ricevuto dalla Streep era soltanto uno: “rimanere nel presente” durante le riprese. “Ma era fantastica. Era davvero tranquilla”.

La prima volta che hanno lavorato insieme, Amanda Seyfried e Meryl Streep hanno condiviso l’esperienza di Mamma Mia nel 2008 con Pierce Brosnan, Colin Firth, Christine Baranski, Julie Walters, Stellan Skarsgård e Dominic Cooper. Hanno ripreso poi i rispettivi ruoli nel 2018 con il sequel Mamma Mia! Ci risiamo. Sono trascorsi molti anni da allora, ma Amanda Seyfried si dice ancora grata per aver ottenuto quel ruolo e che inizialmente credeva di non avere possibilità. “Ricevere quella telefonata è stato tutto. Mi hanno anche mandato a Las Vegas e mi hanno fatto guardare lo show perché mi trovavo a Los Angeles. Quindi, in realtà, non è stato poi così folle, considerando tutti gli ostacoli che ho dovuto superare. Sapete, trovarsi al posto giusto, al momento giusto, con le persone giuste”, ha concluso l’attrice. Nel frattempo il pubblico spera in un terzo film di Mamma Mia.



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Josh Brolin e il difficole ruolo del genitore: l'attore racconta sé stesso e Whalefall in un'intervista "intensa"

Al termine dell’incontro che abbiamo effettuato via Zoom, Josh Brolin commenta con soddisfazione: “È stata un’intervista intensa”. Perché per parlare di Whalefall: Nella balena, il film al cinema dal 15 ottobre, ci si è concentrati soprattutto su un tema, quella di cosa significhi essere genitore. “Non è facile: è un costante improvvisare. Però è qualcosa che adoro”, dice l’attore, che nel film appare ruvidissimo e tatuatissimo nel ruolo di Mitt, il padre del protagonista Jay, un uomo che ha cercato a modo suo di trasmettere al figlio la sua passione per il mare e le balene, e comunque il suo sapere e la sua esperienza. Solo che quel modo è stato quasi sempre sbagliato, improntato a un’idea di rapporto tra padre e figlio e tra maschi oramai antica, fatta di silenzi, incapacità di comunicare i sentimenti, modelli educativi autoritari. Tanto che Jay, anche di fronte alla malattia del padre, deciderà di tagliare completamente i ponti col genitore, salvo poi immergersi in mare, e finire nella pancia della balena dalla quale dovrà cercare di uscire proprio utilizzando quello che Mitt aveva cercato di insegnargli.
Confusi? Ripassiamo un po’ prima di andare avanti.

Whalefall: Nella Balena, il trailer del film

“Jay ha vissuto con Mitt una condizione orribile, mentre le sue sorelle no”, ci dice Josh Brolin. “Per una curiosa coincidenza, anche io ho tre figlie e un figlio, e con mio figlio ho vissuto dinamiche simili, per quanto meno estreme. Abbiamo avuto i nostri scontri. Lui oggi ha 38 anni, e possiamo parlare apertamente di come sono andate certe cose: dei momenti in cui non ci capivamo e c’erano malintesi, o di quando cercavo di lasciare il segno senza pensare davvero al suo carattere, alla sua sensibilità e a tutto il resto”. Girare le scene in cui doveva essere duro o scontrarsi col Jay di Austin Abrams non è piaciuto affatto all’attore, perché gli metteva addosso “una sensazione che detesto, come se qualcosa di velenoso ti entrasse dentro. Puoi sentire l’amore tra un padre e un figlio ma senti anche che ogni volta che Mitt cerca di trasmettere qualcosa a Jay, qualcosa che lo renda resiliente e autosufficiente, lo fa in maniera da farlo allontanare. E poi ci si mette di mezzo l’alcool, che peggiora le cose. Non è stato facile. Austin in questo non ha aiutato, perché c’erano giorni in cui arrivavo sul set e, per rimanere nella parte, non mi rivolgeva la parola”.

Brolin ha poi ragionato sul suo essere genitore, e sul fatto che si tratta di un mestiere che non si smette mai di apprendere: “Si matura, si invecchia, si affrontano tante esperienze, si crescono i figli e quei figli crescono, e poi si hanno altri figli, e ricomincia tutto da capo. Diventa più facile? Più difficile? Ogni figlio è un caso a sé stante? Vai avanti a tentativi”. Per Brolin, la balena del film è “è una metafora degli estremi a cui dobbiamo arrivare per imparare qualcosa e per raggiungere uno stato di semplice gratitudine per il solo fatto di esistere. Credo che, con l’avanzare dell’età, io abbia raggiunto quello stato: gli ostacoli non sono più problemi, ma opportunità per imparare, e quando vedo arrivarne uno, invece di nascondermi mi galvanizzo all’idea di poter imparare qualcosa, perché mi sento molto più a mio agio nel provare disagio rispetto a un tempo”. Per preparare i figli alla vita, però, secondo Josh Brolin, è necessario non essere eccessivamente protettivi: “Oggi coccoliamo troppo i nostri figli, li cresciamo nella bambagia, e loro fanno quasi più da genitori a noi di quanto noi non facciamo con loro. Penso sia importante lasciare che i nostri figli affrontino delle difficoltà oggi perché un domani non siano impreparati”.

Anche lui, Brolin, da giovane è stato costretto a affrontare delle difficoltà, e sono state queste che, in qualche modo, l’hanno fatto diventare un attore, “quasi per caso”. “Ero stato sbattuto fuori di casa e sono finito a dormire sul divano di mio padre”, racconta. “È stato allora che ho pensato: ‘Josh devi darti una raddrizzata, perché fai una vita autodistruttiva e sei sulla strada sbagliata’. Ho quindi provato a iniziare a recitare, anche se venivo rifiutato tutte le volte: mi dicevano che non avevo esperienza, che non ero bravo, che avrei dovuto cercarmi un altro mestiere. Invece di scoraggiarmi, tutto questo mi ha motivato, e spinto a impegnarmi di più. Ma c’è voluto del tempo. Quando ho avuto la fortuna di ottenere la mia parte in I Goonies, ero arrivato al mio 350° provino, ed è stato solo più tardi, quando ho iniziato a fare teatro, che ho capito davvero che dono fosse essere un attore e uno scrittore, perché potevo esplorare costantemente quello che più mi affascina, ovvero la condizione umana, quella totale assurdità di cui non verrai mai a capo ma che è affascinante esplorare e cercare di capire”.



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venerdì 16 ottobre 2026

Dietro Dune - Parte 3 c'è una motivazione inaspettata: la confessione di Denis Villeneuve

Dune si concluderà con un terzo film: a dichiararlo da tempo è stato Denis Villeneuve, che in una recente intervista ha spiegato perché ha voluto realizzare un terzo capitolo con protagonista ancora una volta Paul Atreides, diventato Imperatore.

Dopo il successo di Dune nel 2021 e del sequel diretto Dune – Parte 2 distribuito nel 2024 con un cast guidato da Timothée Chalamet, Denis Villeneuve ha realizzato un terzo capitolo di Dune in uscita a dicembre 2026 sul grande schermo e, in una recente intervista, il regista ha spiegato come questo film si differenzierà dagli altri e soprattutto perché.

Dune – Parte 3, Denis Villeneuve spiega che doveva completare la saga e precisa la principale differenza con i precedenti film

Ai microfoni di Empire, Denis Villeneuve è partito da principio spiegando perché ha voluto proporre al pubblico un terzo film: “L’idea era quella di provare a realizzare un film che avesse lo stesso DNA - è un film di Dune - ma che fosse molto diverso. Ha un ritmo diverso. Ritroviamo gli stessi personaggi, ma questa volta il mondo è completamente cambiato. Le loro psiche, la loro prospettiva sulla realtà sono totalmente cambiate e Paul vive con il peso di ciò che ha creato, cercando di trovare una via d’uscita da questa spirale di violenza”.

Anche se i personaggi sono sempre gli stessi, Villeneuve anticipa che saranno diversi rispetto ai precedenti film e il merito è del lungo salto temporale che Dune – Parte 3 affronterà, riportando il pubblico al cospetto di Paul Atreides ma 17 anni dopo gli eventi di Dune – Parte 2. Dopo aver adattato due film dai romanzi di Frank Herbert, il regista ha deciso che era arrivato il momento di fermarsi con Messiah. “Ho pensato: ‘Forse è una buona idea tornare a questo progetto, non per nostalgia, non perché mi manchi, ma al contrario: ne sono stufo. Voglio essere sicuro di trattare il materiale con rigore. Di non essere compiacente. Ho pensato: ‘Quando avrò finito, avrò bisogno di un razzo potentissimo per allontanarmi da Arrakis’. Quando mi è stato chiesto di dirigere il prossimo Bond, ho detto: ‘Ok, è proprio questo che mi serve’. Missione compiuta”.

Nel cast di Dune – Parte 3 ritroveremo Timothée Chalamet come Paul Atreides, Zendaya come Chani, Florence Pugh come Irulan, Robert Pattinson come Scytale, Rebecca Ferguson come Lady Jessica, Ida Brooke come Ghanima, Jason Momoa come Duncan Idaho e Anya Taylor-Joy come Alia Atreides.



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giovedì 15 ottobre 2026

The Batman 2, subentra un nuovo regista: Matt Reeves rompe il silenzio

Non molto tempo fa è stata annunciata una pausa delle riprese di The Batman 2. Il regista Matt Reeves ha dovuto allontanarsi dal set per motivi personali e da allora non è più tornato, scatenando paure e dubbi tra i fan che da anni attendono un nuovo capitolo dedicato a Bruce Wayne sotto la sua guida.

Ora è emerso un nuovo dettaglio che se da un lato fa ben sperare nel rispetto della data prevista del film, dall’altro scatena ulteriori interrogativi sul ruolo di Matt Reeves. Considerata l’impossibilità del momento, il regista è stato sostituito con un altro nome che potrà portare a termine le riprese principali. A tale proposito si è espresso anche Matt Reeves, cercando di rincuorare i fan più preoccupati.

The Batman 2 prosegue con le riprese, ma con la guida di un altro regista: il commento di Matt Reeves

The Batman 2 ha impiegato più tempo del previsto a prendere forma dietro le quinte e ha modificato più volte la data d’uscita, fermandosi a febbraio 2028. L’allontanamento recente di Matt Reeves dal set ha prontamente scatenato i dubbi tra i fan: riuscirà The Batman 2 a rispettare la tabella di marcia? A quanto pare sì, ma con l’aiuto di un nuovo regista che sostituirà Matt Reeves.

Leggi anche The Batman 2 non si farà più? Cosa c'è dietro lo stop alle riprese

Secondo quanto riferito da Deadline, Steven Soderbergh prenderà il suo posto completando così le riprese principali di The Batman 2, ma sempre seguendo la visione di Matt Reeves. Come riferito in una nota stampa: “Poiché Matt Reeves è impegnato in una questione familiare, Steven Soderbergh, in quanto ammiratore del lavoro di Matt, lo ha contattato e interverrà, con il pieno supporto di DC Studios, per aiutare lo sceneggiatore e regista a completare le ultime settimane di riprese principali di The Batman 2. Matt e Steven lavoreranno a stretto contatto con gli attori e la troupe per realizzare la visione di Matt del film”.

A sua volta anche Steven Soderbergh, regista conosciuto per film come Sesso, bugie e videotape, Magic Mike e Ocean’s Eleven, ha condiviso una dichiarazione: “Ho trovato il lavoro di Matt Reeves su The Batman straordinario; era intenzionale, specifico e rigorosamente coerente. L'obiettivo qui è lavorare con Matt e il suo team per produrre materiale che si integri perfettamente con quello già girato, in modo che Matt possa completare correttamente il suo film”.

Dopo la diffusione della notizia, via X Reeves ha pensato di placare gli animi commentando quanto deciso: “Solo per essere chiari, non sto lasciando The Batman Part II. Sono profondamente grato a Steven per essere venuto in mio aiuto durante questo periodo difficile per aiutarmi a completare le riprese principali. Grazie a tutti per la vostra preoccupazione”.



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La Bambola, l'amore dissacrante fa bene al cuore

Si può essere dissacranti eppure romantici, divertenti ma anche profondamente umani. Lo dimostra il viaggio surreale di un uomo e del suo grande amore. Una bambola. A questo si trova costretto dopo aver tanto sofferto, dopo essere stato lasciato senza pietà dalla compagna di più di dieci anni, senza troppe spiegazioni, se non un “ti vedo come un amico”. E allora il dolce Rémi, pronto a tutto per l’amore, così sensibile, ma non a rimetterci il cuore e la salute, opta per una decisione estrema.

Prima un paio di tentativi non riusciti, poi in Audrey trova la bambola giusta per lui, bionda e occhi azzurri, anche se non escono molto di casa, si godono per lo più il divano del salotto, in uno chalet in mezzo alla natura, guardando appassionanti documentari storici e di guerra. A lui piacciono tanto, lei non dice nulla, quindi sembra apprezzare altrettanto. Una quotidianità serena che va via liscia, almeno fino a quando, praticamente in contemporanea, come a dire, le bizzarre interferenze del destino, Audrey prende vita, e una nuova collega, Patricia, irrompe nella sua quotidianità.

A raccontare con gli strumenti del paradosso, ma con l’efficacia inattesa di un affresco intelligente e profondo sul ruolo della donna nella società di oggi, è Sophie Beaulieu, che ha scritto e diretto La Bambola, in sala dal 15 ottobre per No.Mad Entertainment. Il suo è stato un percorso inconsueto, proprio come il suo esordio, visto che è arrivata al cinema “dopo aver viaggiato molto, ho studiato nei licei francesi di Londra e New York, ho intrapreso studi linguistici in inglese, prima di lasciar perdere perché contemporaneamente stavo facendo teatro. Anche se amavo il cinema, non avrei mai immaginato di fare questo mestiere all'epoca. Ma ripensandoci, tra il teatro e il cinema c’è solo un passo. Un giorno, mentre leggevo un libro su Tarantino, mi è venuta voglia di girare, e allora ho scritto e diretto cinque cortometraggi e gli ultimi due sono stati selezionati in diversi festival internazionali”.

A rendere pienamente credibile questa storia paradossale contribuiscono i protagonisti, garanzia di risate ma anche emozione. Come non amare Vincent Macaigne, uno dei grandi attori del cinema francese, unico nel suo trasmettere tenerezza a una commedia, sempre però ancorando a un realismo grazie al quale è facile identificarsi con lui. E con Cécile de France che, a proposito di paradossi, nonostante il cognome è belga, altra fuoriclasse capace di svariare fra la risata e il dramma in costume senza alcun problema. Sono ovviamente Rémi, il nostro protagonista dal cuore a rischio, e Patricia, la nuova vicina di scrivania in ufficio, che irrompe a sostituire un collega impegnato per la nascita di un figlio nella società di erba sintetica in cui lavorano. Come dire, ogni giorno alle prese con una finzione, che sia la compagna/bambola a casa o un’erba artificiale durante il giorno.

La domanda che ha attraversato la testa di Beaulieu, e di noi spettatori, è cosa penserà la bambola, in questa relazione a senso unico con Rémi, un po’ mito di Pigmalione e un po’ Metamorfosi di Ovidio?. Il nostro protagonista sa che potrebbe essere giudicato, allora nasconde la vera natura della sua compagna a tutti, specie ai genitori e ai colleghi, confidandosi solo con la sorella. L’intelligenza, il gustoso paradosso comico di questo film, è domandarsi quale storia potrebbe mai avere la bambola, una volta diventata viva. Una Barbie di ordinanza, di grande bellezza, che una volta diventata umana interagisce senza freni inibitori, con una schiettezza diretta che diventa esilarante e rappresenta il motore per molte scene divertenti.

Ne emerge un triangolo bizzarro e spiazzante, in cui Rémy, Audrey e Patricia ci pongono di fronte ai luoghi comuni di una società istintivamente maschilista, giocando con gli elementi della commedia romantica, dall’incontro all’esplosione del sentimento, dall’ostacolo improvviso alla ricerca di un happy ending. Come dice la regista, “amo mescolare i generi.. È proprio inserendo una proposta folle, surreale e assurda in un universo realistico che la proposta viene accettata. Ci crediamo, ci entriamo dentro, ed è esattamente quello che ho provato a fare con La Bambola”.



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