Non tutti i film tratti da fumetti lasciano un segno indelebile nella memoria collettiva. Il più delle volte rimangono un divertissement d'immediata fruizione; altre finiscono dritti nel dimenticatoio Ogni tanto, però, arriva un titolo che vanno oltre la storia raccontata e ha un impatto enorme, come l’adattamento live-action di V per Vendetta. Il film diretto da James McTeigue e tratto dall'omonimo romanzo a fumetti di Alan Moore, è uscito nel 2005. Pochi mesi dopo la rielezione di George W. Bush e nel pieno della guerra in Iraq. Rapidamente, ha ispirato manifestanti in tutto il mondo a scendere in piazza indossando la celebre maschera di Guy Fawkes.
In occasione del 20° anniversario del film, il regista ha parlato con ComicBook del posto che V per Vendetta occupa nella storia del cinema e del suo impatto sul dibattito politico. Ha anche svelato un retroscena inedito, che riguarda l'unica scena del film che ha rischiato di non arrivare al montaggio finale. Alla domanda se, durante la produzione, gli fosse mai stato chiesto di attenuare o eliminare alcuni elementi politici, McTeigue ha infatti risposto di aver ricevuto una sola richiesta.
L’unica cosa… sono andato a un incontro con i vertici della Warner Bros., tutti i dirigenti, e l’unica cosa che mi hanno chiesto di cambiare è stata la sequenza di Valerie. La scena lesbica. E io ho risposto: ‘No, è proprio quello che fa cambiare Evey [il personaggio di Natalie Portman, ndr]. È il fulcro del film.’ E loro hanno detto: ‘Ok.’ E questo è stato tutto. Niente politica, in realtà. Beh, in un certo senso lo è, ma non nel modo in cui ci si potrebbe aspettare.
Il regista allude naturalmente alla sequenza dedicata a Valerie Page (Natasha Wightman), che vediamo mentre Evey è prigioniera. La scoperta di un messaggio di Valerie diventa, come sottolinea McTeigue, il catalizzatore della crescita personale della ragazza e della sua determinazione a non tradire i propri ideali. Alla fine, si scopre che la prigionia di Evey era in realtà orchestrata da V (Hugo Weaving), che conosceva Valerie perché era stata detenuta con lui nel campo di Larkhill. Nel 2005, i diritti LGBTQ negli Stati Uniti erano ancora un tema delicato e il matrimonio gay non era riconosciuto a livello federale. Probabilmente per questo Warner Bros. voleva tagliare la scena. Eppure, non ha trovato problematici i veri atti di terrorismo compiuti dal protagonista.
V per Vendetta avrà un sequel? Il regista fa chiarezza
McTeigue ha aggiunto che, nonostante il successo del film, non si è mai parlato seriamente di un sequel, anche se oggi i “legacy sequel” sono diventati una moda tra i film tratti da fumetti. Tuttavia, il regista ha condiviso la sua idea su come potrebbe essere realizzato. “Penso che sarebbe interessante fare qualcosa di simile a Una Battaglia dopo l'Altra - ha suggerito - raccontando cosa succede 25, 30, 40 anni dopo. Mi piacerebbe sapere cosa è successo a Evey, ai governi successivi, se è andata in clandestinità. La storia più interessante è proprio quella del personaggio di Evey, più che tornare al fumetto originale”. Nonostante questo, circolano già voci su un nuovo adattamento di V per Vendetta in sviluppo per HBO. McTeigue ha confermato di non essere stato coinvolto, così come le sorelle Wachowski (produttrici del film), e di aver appreso la notizia solo a posteriori.
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