Adattare un romanzo per il grande schermo non è mai semplice. Basti pensare alle saghe di Twilight e Hunger Games che, partite con grande slancio, hanno poi perso presa sul pubblico strada facendo. La trilogia de Il Signore degli Anelli, invece, ha evitato questo problema grazie alla potenza della visione di Peter Jackson. Il regista e il suo team hanno dato vita alla Terra di Mezzo con passione e costruito un racconto coinvolgente che, sotto certi aspetti, ha persino arricchito il materiale originale di J.R.R. Tolkien.
Ciò non significa però che la pluripremiata trilogia sia perfetta: anche i film con Elijah Wood e Ian McKellen presentano alcune sbavature, che sono da anni al centro delle discussioni tra i fan. Attenzione, però: non tutti i “buchi di trama” sono uguali. In alcuni casi si tratta più di dettagli discutibili o scelte narrative che lasciano spazio all’interpretazione, ed ecco le 5 più curiose.
Frodo non sa il nome di Legolas?
Durante il viaggio per distruggere l’Unico Anello, Frodo Baggins (Wood) non ha certo vita facile: è costantemente in pericolo, accompagnato solo da un altro Hobbit e da una creatura ossessionata dall’idea di ucciderlo, e raramente riesce a riposare. Non sorprende quindi che perda i sensi dopo aver gettato l’Anello nel Monte Fato. Quando si risveglia a Gondor, tutti i membri superstiti della Compagnia sono lì ad accoglierlo. Frodo saluta quasi tutti chiamandoli per nome… tranne Legolas (Orlando Bloom), al quale si limita a sorridere. È solo stravolto? Oppure, dopo un viaggio così traumatico, ha davvero dimenticato qualche nome?
Perché Sauron non trova la Contea dopo aver torchiato Gollum?
Ne La Compagnia dell'Anello, Gandalf (McKellen) sospetta che Frodo possieda l’Unico Anello e parte alla ricerca di risposte. Alla fine rintraccia Gollum (Andy Serkis), che conosce bene l’oggetto e ha già rivelato informazioni cruciali a Sauron. Il Signore Oscuro è dunque a conoscenza del nome “Baggins” e della Contea. Un vantaggio che, però, finisce per sprecare, inviando truppe nella Contea solo dopo che Gandalf ha già scoperto tutto. Certo, la Contea non è esattamente il luogo più famoso della Terra di Mezzo… ma resta comunque una svista curiosa.
Come fa Vermilinguo a manipolare il re di Rohan?
Saruman (Christopher Lee) non agisce mai da solo: dissemina agenti in tutta la Terra di Mezzo per seminare il caos, tra cui Grima Vemilinguo (Brad Dourif). Quest’ultimo diventa consigliere del re di Rohan, Théoden (Bernard Hill), avvelenandone la mente e impedendo al regno di opporsi allo stregone. Il problema? Vermilinguo è palesemente losco e ambiguo, eppure riesce ad agire indisturbato. La spiegazione sta probabilmente nell’influenza di Saruman, capace di manipolare il sovrano e isolare chiunque gli si opponga. Solo con l’arrivo di Aragorn (Viggo Mortensen) gli equilibri iniziano a cambiare.
Perché Gandalf usa così poco i suoi poteri?
All’inizio della saga, Gandalf sembra poco più di un saggio anziano. Si definisce uno stregone, ma mostra davvero il suo potere solo nello scontro con il Balrog. Dopo il ritorno come Gandalf il Bianco in Le Due Torri, ci si aspetterebbe un uso più frequente della magia da parte sua. In realtà, continua a essere molto selettivo. È importante ricordare, però, che, nella Terra di Mezzo, la magia non è spettacolare o distruttiva come in altri fantasy. È più sottile e legata all’influenza mentale, più che alla forza bruta.
Che fine fa Saruman?
Dopo aver puntato tutto sulla battaglia del Fosso di Helm, Saruman subisce una pesante sconfitta, aggravata dall’attacco degli Ent a Isengard. Nella versione cinematografica de Il Ritorno del Re, il personaggio sparisce quasi del tutto, come se non fosse più rilevante. Una conclusione piuttosto brusca per un antagonista così importante. Fortunatamente, la versione estesa del film offre un epilogo più completo: Saruman affronta ancora Gandalf e trova la morte quando Vermilinguo lo tradisce, pugnalandolo alle spalle.
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