lunedì 23 marzo 2026
Film ora al Cinema: ecco i 10 più visti ieri, Domenica 22 Marzo
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La Salita ovvero la bellezza ci salverà: Massimiliano Gallo ci parla del suo primo film da regista presentato al Bif&st 2026
Aveva cinque anni Massimiliano Gallo quando ha debuttato sulle tavole del palcoscenico, e il teatro è sempre stato la sua casa e il suo posto del cuore, anche perché sua madre Bianca Maria Varriale era un'attrice, mentre suo padre Nunzio Gallo un cantante e un attore. A Napoli il teatro, si sa, non può non passare attraverso Eduardo De Filippo. Le sue commedie Massimiliano Gallo le ha interpretate diverse volte, anche nei tre film tv del 2024 Filumena Marturano, Napoli milionaria e Questi fantasmi, e forse era destino che nel suo primo film da regista ci fosse il più grande dei fratelli De Filippo, naturalmente come personaggio. La Salita, infatti, ci mostra Eduardo, da poco nominato Senatore a vita, che si reca a Nisida, contribuisce alla ristrutturazione del Teatro del carcere minorile e fonda una scuola di scenotecnica e una di recitazione, inviando gli attori della sua compagnia per allestire il primo spettacolo teatrale in un Istituto penitenziario minorile italiano. A questa storia la sceneggiatura ne mescola un’altra, sempre vera, che narra di quando, nel 1983, il carcere di Pozzuoli venne chiuso e le detenute furono smistate tra varie prigioni, compreso l'IPM di Nisida. C'è infine una terza trama, legata al desiderio di vendetta di una detenuta.
La Salita arriverà nelle nostre sale il 9 aprile distribuito da Fandango, ma noi abbiamo avuto la fortuna di vederlo al Bif&st - Bari International Film Festival 2026, dov'è stato presentato tra gli Eventi Speciali. Naturalmente era presente Massimiliano Gallo, che con grandissimo piacere abbiamo intervistato, chiedendogli innanzitutto se fosse nata prima l'idea di debuttare nella regia di un film o la voglia di raccontare a modo suo questo bellissimo esempio di come l'arte e la bellezza possano cambiare il mondo. "Avevo già l'idea di dirigere un film e pensavo a una commedia" - ha risposto. "Un giorno Riccardo Bruni mi ha mandato questa sceneggiatura, che ho rifiutato perché era ambientata ai giorni nostri, e non avevo voglia di raccontare quest'epoca che secondo me è poco romantica. Dopo un po’ mi hanno richiamato dicendomi: "Siamo tornati indietro nel tempo, siamo tornati a due storie che secondo noi meritano attenzione", che poi sono quelle che abbiamo narrato nel film, così ho risposto: "D'accordo, possiamo ripartire da qui", e quindi ho cambiato molte cose nella sceneggiatura e abbiamo confezionato quello che poi è diventato La Salita".
Come volevi raccontare il carcere minorile? O Meglio, come non volevi raccontarlo?
Di certo non mi interessava fare una riproposizione di Mare Fuori. Non volevo raccontare né la detenzione né il motivo per cui quei giovani detenuti si trovavano a Nisida. Non ho fatto vedere quasi nulla del carcere. Ho mostrato dei ragazzi che stanno in una dimensione straordinaria, e cioè fuori dall'ordinario, perché hanno sbagliato, hanno fatto delle cose. Tuttavia hanno i sogni di tutti i ragazzi normali e, se li metti in condizione di riscattarsi, probabilmente riusciranno a trovare la strada giusta. Ovviamente sta a loro cogliere la giusta occasione. Non è che all'improvviso si viene unti dal Signore, e infatti qualcuno di loro si è salvato e qualcuno no, e fa parte del gioco della vita, però sapere che delle persone che non hanno mai conosciuto la bellezza possano salvarsi nel momento in cui entrano in contatto con questa bellezza, mi sembra una cosa importante da comunicare.
Per un attore e regista teatrale napoletano, Eduardo De Filippo è un'eredità ingombrante o uno stimolo?
Per me è sempre uno stimolo, perché anche quando ho recitato nei tre film tv dalle commedie di Eduardo, al di là della consapevolezza del valore dei testi che interpretavo, mi sentivo molto orgoglioso e contento. Poi una cosa ti può piacere o non piacere, per carità, siamo ancora in una democrazia, però io ho sempre sostenuto che dire che non si può fare Eduardo senza Eduardo equivale a fare un cattivo servizio all'Eduardo autore. Il fatto è l'Eduardo attore purtroppo ha creato un precedente perché ha registrato tutte le sue commedie in Rai, e quindi gli attori a volte non si sentono all'altezza. Tuttavia Eduardo De Filippo è talmente grande come autore, che se tu lo leggi per come lui ha scritto - e ha scritto tutto, anche le virgole e i sottotesti - è difficile che tu non riesca a interpretarlo. Eduardo è talmente grande… è l'autore italiano più rappresentato al mondo, in più è stato anche uno dei più grandi intellettuali del '900 insieme a Pasolini e a Pirandello. Quando va a Nisida, non fa della retorica: firma un assegno e fa costruire un teatro. Mette il suo scenografo a disposizione del carcere e salva dei ragazzi.
Il teatro resta sempre il tuo primo e grande amore?
Sono nato in teatro e spero di morire in scena a 100 anni. Il set è una bellissima esperienza, soprattutto psicologica, nel senso che ti permette di scendere molto più in profondità con i personaggi, quindi non lo lascerei mai, però credo che questa separazione fra questi due mondi sia un problema solo italiano, nel senso che gli inglesi sono tutti attori di teatro, poi fanno dei film e degli sceneggiati importanti. Io mi sono sempre mosso da un ambito all'altro senza farmi tante domande su come essere classificato, però il teatro lo devo fare almeno 3 o 4 mesi all'anno, perché mi dà una grande scarica di adrenalina.
Ne La Salita hai affiancato a grandi attori come Gianfelice Imparato e Antonio Milo dei non attori. I due gruppi si sono amalgamati facilmente?
Il set è stato particolarmente felice, nel senso che ci siamo voluti tanto bene e alla fine anche i tecnici, i cinematografari romani erano commossi. Sia ai ragazzi che ai grandi ho fatto leggere il copione a tavolino proprio come si usa a teatro. Abbiamo provato le scene insieme ai musicisti e con le canzoni. Per tranquillizzare i ragazzi, li ho fatti andare sul set prima di cominciare a girare: hanno visto come avevamo ricostruito le celle e hanno parlato con il direttore della fotografia. Sono stati straordinari e li ho seguiti uno per uno. La cosa che mi rende più orgoglioso è che nel film anche chi ha una sola posa lascia il segno, e succede perché sono andato a pescare tutti gli attori più bravi che c'erano, ad esempio Roberta Caronia, che è un'attrice di teatro incredibile e poteva rendere giustizia alla complessità del personaggio, che è una manipolatrice ma poi si affeziona al ragazzo che vorrebbe vendicare per lei la morte del figlio. Poi ho chiamato mia moglie a interpretare l'istitutrice e Mariano Rigillo per il ruolo di Eduardo. Mariano sembra un attore inglese. Mi ricorda David Niven perché fa tutto con una classe incredibile ed è riuscito a riproporre Eduardo senza scimmiottarlo, senza fare una caricatura. Infine c'è Maurizio Casagrande che impersona benissimo Carlo Croccolo e Gianfelice Imparato che fa il direttore del carcere. E non bisogna dimenticare la colonna sonora di Enzo Avitabile, che secondo me è un valore aggiunto.
Ti è capitato di portare il teatro in un carcere?
Mi sono recato spesso nel carcere minorile di Nisida, perché c’è un direttore illuminato che andavo spesso a trovare, però diciamo che per lavoro ho frequentato tutte le prigioni, ad esempio Rebibbia. Vado a incontrare i detenuti, e quando sto con loro mi accorgo che in quella giornata è come se ci fosse una bolla in cui respirano per un attimo un'aria diversa. L'ultimo in cui sono stato era a Siena. Stavo facendo uno spettacolo in città, siamo andati e ho scoperto che i detenuti avevano un progetto molto bello: un disco suonato e cantato da loro e dalle guardie carcerarie. Una cosa del genere è la dimostrazione che puoi far migliorare le persone. Il problema è che devi dare la possibilità di sognare anche a loro perché altrimenti non c'è mai speranza e quindi non c'è nemmeno la riabilitazione
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domenica 22 marzo 2026
Il vino di Una Battaglia dopo l’Altra è virale: quanto costa bere come DiCaprio
Una Battaglia dopo l'Altra di Paul Thomas Anderson continua a far parlare di sé, e non solo per aver fatto incetta di Oscar. Il film con Leonardo DiCaprio e Sean Penn è stato tra i protagonisti della notte più importante di Hollywood, dove ha trionfato portando a casa ben sei statuette, tra cui quella, ambitissima, per il miglior film. Ma il film ha anche portato sotto ai riflettori un dettaglio decisamente insolito e... alcolico! Proprio così: una scena di Una Battaglia dopo l’Altra ha fatto diventare virale un vino molto particolare.
Secondo quanto riportato dal sito Everyeye, che a sua volta cita WineNews, i produttori hanno scoperto che DiCaprio sorseggia il loro vino nel film quasi per caso, per merito degli importatori americani. Margarida Madrigal di Bodegas Más Que Vinos ha dichiarato in un’intervista a Rtve: “Sono convinta che gli sia piaciuto, alla fine del film, quando si rilassa con un bicchiere di vino”.
Andiamo con ordine: in una delle sequenze del film, Leonardo DiCaprio ha un calice di vino in mano. Un gesto semplice, che vediamo in un'infinità di film e senza quasi farci caso. Il divo, invece, ha contribuito a trasformare quella bottiglia in un vero e proprio fenomeno virale. Si tratta di un vino spagnolo giovane e accessibile: Los Conejos Malditos, prodotto dalla cantina Bodegas Más Que Vinos, nella zona di Toledo. Niente sentori ricercati né etichette blasonate, tuttavia questo rosso, nato nel 2018, ha una storia accattivante.
Una Battaglia dopo l’Altra: il vino di DiCaprio conquista Hollywood
Nasce da uve Tempranillo coltivate in vigneti biologici e non viene affinato in botte di rovere né filtrato, puntando sulla freschezza al palato. E non avete ancora sentito la parte migliore: il prezzo. Costa meno di 10 euro al litro, un dettaglio che lo rende irresistibile. Anche il nome, Los Conejos Malditos (letteralmente, i conigli maledetti), ha un’origine curiosa e ironica: i vigneti della cantina vengono spesso invasi dai conigli ghiotti di uva, che riducono le rese. Un piccolo inconveniente è diventato il divertente tratto distintivo di un marchio che, di colpo, ha impennato le vendite.
Una Battaglia dopo l'Altra racconta le vicende dell'ex rivoluzionario Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio), oggi paranoico e solitario, costretto a tornare in pista quando un nemico dal passato, il colonnello Steven J. Lockjaw (Sean Penn), rapisce sua figlia Willa (Chase Infiniti). Con l'aiuto dei suoi vecchi compagni, dovrà affrontare una feroce corsa contro il tempo, dove in gioco non c’è solo la salvezza della ragazza, ma anche la possibilità di riscrivere il proprio destino. La trama combina dramma, conflitti personali e azione: un mix irresistibile che ha consacrato il film come uno dei più importanti del 2025. Agli Oscar 2026 ha vinto non solo come miglior film, ma anche per miglior regista, miglior attore non protagonista a Sean Penn, miglior sceneggiatura non originale, miglior casting e miglior montaggio.
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Dune: Parte Tre, Robert Pattinson attribuisce a Zendaya il merito di essere nel cast
Robert Pattinson e Zendaya hanno condiviso il set di The Drama, in arrivo al cinema ad aprile 2026 e in cui interpretano una coppia prossima al matrimonio, la cui serenità viene messa a dura prova da un segreto passato. Nel frattempo, però, entrambi riappariranno al cinema a dicembre 2026 poiché coinvolto in Dune: Parte Tre.
Se Zendaya riprenderà il ruolo di Chani, personaggio introdotto in Dune nel 2021, Robert Pattinson invece rappresenterà una novità per i fan di Arrakis: sua sarà l’interpretazione dello spietato Scytale, un personaggio che lo stesso attore ha ritenuto pericoloso, ma al tempo stesso divertente da interpretare. E non avrebbe potuto farlo se non fosse stato per Zendaya.
Robert Pattinson anticipa l’aspetto “straordinario” di Scytale in Dune: Parte Tre
A detta di Robert Pattinson, la sua apparizione in Dune: Parte Tre è merito di Zendaya, sua co-protagonista in The Drama. Ai microfoni di ComicBook, la star di The Batman ha confessato: “Ho adorato questi film. Li ho visti più volte al cinema. E credo di aver parlato con (Zendaya) sul set di The Drama. Le ho chiesto: 'Come faccio a partecipare ad uno di quei film di Dune?'. E qualche mese dopo ho ricevuto una chiamata del tutto inaspettata. In un certo senso ho pensato che avesse avuto un ruolo importante”.
Pattinson ha poi elogiato il lavoro del regista Denis Villeneuve: “Penso che questi film siano un risultato straordinario per il cast. È incredibile. E penso che tutti vogliano lavorare con Denis, è un maestro. Quando vedi la portata, la scala e l’ambizione di questi film sul set, capisci perché hanno questo effetto sullo schermo. È un’esperienza straordinaria e incredibile”. In Dune: Parte Tre, Robert Pattison interpreta Scytale, che nel romanzo di Frank Herbert Dune: Messiah è l’antagonista principale della storia: il suo unico obiettivo è rimuovere Paul Atreides dal trono. Una delle sue caratteristiche principali è che è un Il Danzatore del Volto Tleilaxu, quindi in grado di cambiare aspetto a proprio piacimento. “È un personaggio estremamente divertente da interpretare. E il suo aspetto è davvero straordinario”, ha garantito l’attore.
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Robin Hood e tutti i remake live action Disney cancellati
Finora Walt Disney Company ha realizzato numerosi adattamenti live action tratti dagli omonimi classici d’animazione che per decenni hanno reso celebre la storia dello Studio. Alcuni tra questi hanno riscosso grande successo al cinema, dai primissimi adattamenti come Cenerentola e La bella e la bestia, con protagoniste rispettivamente Lily James ed Emma Watson, arrivando ai più recenti come La Sirenetta con Halle Bailey e Lilo & Stitch.
Molti, però, sono i progetti live action inizialmente approvati e poi cestinati da Disney: l’esempio più recente è proprio Robin Hood. Nel 2020, voci di corridoio sostenevano che Disney stesse lavorando ad un remake live action dell’amatissima volpe che ruba ai ricchi per dare ai poveri, ma quel progetto è poi naufragato di recente. Quali altri film live action sono finiti nel dimenticatoio?
Live action Disney che non vedremo mai: tutti i remake cancellati
Gli Aristogatti
Tutti quanti voglion fare il jazz, ma forse non in live action. Disney aveva annunciato nel 2023 l’intenzione di realizzare un remake live action ibrido de Gli Aristogatti coinvolgendo Will Gluck e Keith Bunin alla sceneggiatura e Questlove alla regia. Il progetto, poi, si è arenato nel 2025: è stato proprio il regista a rivelare che il film era stato accantonato a seguito dei cambiamenti interni Disney.
La spada nella roccia
La storia di Re Artù e di come Mago Merlino abbia contributo alla sua ascesa al trono non vedranno tanto presto la luce in casa Disney. Dopo il successo del classico d’animazione del 1963, La spada nella roccia aveva ottenuto il via libera per un adattamento live action nel 2015 con il coinvolgimento dello sceneggiatore Bryan Cogman e del regista Carlos Fresnadillo. Come riferito da Screen Rant, si vociferava che il film fosse destinato alla piattaforma di Disney+ anziché alla grande distribuzione cinematografica. Purtroppo, dopo anni di silenzio, nel 2024 il regista ha dichiarato che Disney aveva sospeso la produzione de La spada nella roccia. Pur non essendo stato ufficialmente cancellato, il remake live action è sicuramente finito nel dimenticatoio. Riuscirà a riemergere?
Bambi
Il destino di Bambi in chiave live action risulta perlopiù amaro. Dal 2020 si vociferava di un adattamento di Bambi tratto dall’omonimo classico d’animazione seguendo l’impostazione di altri film simili come Il Re Leone e Il libro della Giungla. In principio si vociferava che Geneva Robertson-Dworet e Lindsey Beer fossero state scelte per la sceneggiatura e Sarah Polley per la regia. Di recente, ad inizio 2026, Geneva Robertson-Dworet ha rivelato di non aver ricevuto aggiornamenti sul progetto e che dal suo canto la sua agenda sarebbe troppo piena per potersene occupare al momento.
Aladdin, il prequel
Nel 2019, Disney ha proposto un live action di Aladdin diretto da Guy Ritchie e con protagonista Mena Massoud. Anni prima, però, era stato preso in considerazione un altro progetto live action, un prequel spin-off di Aladdin dedicato esclusivamente sulle origini e la mitologia del Genio della Lampada. The Hollywood Reporter, nel 2015, aveva riferito che il progetto era in fase di scrittura con Damian Shannon e Mark Swift. L’idea era quella di esplorare il regno dei Geni, spiegando come il Genio di Aladdin fosse poi finito intrappolato nella lampada. Il progetto, poi, si è dissolto come per magia.
Red Rose
Prima ancora di realizzare un adattamento live action per Biancaneve, il cui successo al botteghino non ha raggiunto i risultati sperati, Disney aveva avanzato l’ipotesi di realizzarne uno spin-off intitolato Red Rose. La protagonista in questo caso sarebbe stata la sorella di Biancaneve, tratta dalle fiabe dei fratelli Grimm. Red Rose avrebbe condiviso la scena con i nani, avventurandosi in una missione per annullare il sonno avvelenato della sorella. Come spiega Screen Rant, per quel ruolo era stata presa in considerazione Brie Larson. Ad inizio 2020, poi, nuove voci di corridoio suggerivano il definitivo accantonamento del progetto, di fatto sostituito nel 2025 dal live action di Biancaneve con Rachel Zegler.
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Spider-Man: Brand New Day: perché Hulk è umano nel trailer?
Spider-Man: Brand New Day segnerà finalmente il ritorno di Hulk nel MCU, ma il primo trailer ha acceso una domanda urgente tra i fan: perché Bruce Banner (Mark Ruffalo) non appare nella sua iconica forma verde? Il film con Tom Holland, in arrivo nelle sale il 31 luglio 2026, riparte dagli eventi di Spider-Man: No Way Home, con Peter Parker costretto a ricominciare da zero dopo essere stato dimenticato da tutti. Nel trailer lo vediamo alle prese con una nuova avventura che coinvolge anche Punisher (Jon Bernthal), un misterioso personaggio interpretato da Sadie Sink e proprio Bruce Banner.
In una delle scene più interessanti, Peter fa visita a Banner, che sembra stia lavorando come professore universitario. I due parlano dei rischi legati alle mutazioni del DNA, un tema che riguarda da vicino anche Spider-Man, soprattutto in relazione alle ragnatele organiche viste nel trailer. Ma il dettaglio che ha colpito tutti è un altro: se Bruce è in forma umana, che fine ha fatto Hulk?
Perché Bruce Banner non è Hulk in Spider-Man: Brand New Day?
Negli ultimi anni, lo status di Bruce Banner nel Marvel Cinematic Universe è diventato sempre più complicato. Nelle prime fasi del MCU, il personaggio alternava la sua forma umana a quella del cosiddetto “Savage Hulk”, anche se non sempre sotto controllo. Con Avengers: Endgame arriva però una svolta: nasce “Smart Hulk”, una fusione tra mente e forza che sembrava destinata a diventare permanente.
E invece le cose si sono complicate. Nella scena post-credit di Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli, Bruce riappare in forma umana, lasciando intendere che sia riuscito a liberarsi della sua controparte verde. Ma nella serie She-Hulk: Attorney at Law lo ritroviamo di nuovo come Smart Hulk, rendendo la situazione ancora più confusa.
Leggi anche Tutti pensano a Mark Ruffalo, ma l’Hulk più forte dei film Marvel non è quello del MCUIl trailer ha dato la risposta?
Il trailer di Spider-Man: Brand New Day potrebbe però aver svelato il mistero. Nella scena con Peter, Bruce indossa un dispositivo al braccio: potrebbe trattarsi di un inibitore progettato per tenere sotto controllo la trasformazione in Hulk. Una soluzione che avrebbe senso, soprattutto se Banner vuole condurre una vita normale (magari proprio insegnando all’università) senza il rischio di trasformarsi. Curiosamente, un dispositivo simile si intravede anche in Shang-Chi, il che fa pensare che Bruce lo utilizzi già da tempo, anche se il MCU non lo ha mai spiegato apertamente.
Un’altra teoria collega questo oggetto alle conseguenze dello schiocco in Endgame: è stato proprio Bruce a usare il Guanto dell’Infinito per riportare in vita metà dell’universo, subendo gravi danni al braccio. Il dispositivo potrebbe quindi servire a gestire proprio quelle ferite. Tuttavia, alcuni dettagli (come il cambio di braccio tra un film e l’altro) rendono questa ipotesi meno convincente. Per ora, la verità resta un mistero. Ma con le voci sul possibile ritorno del “Savage Hulk”, non è escluso che proprio questo dispositivo possa giocare un ruolo chiave: magari potrebbe finire distrutto da un nemico, aprendo la strada a una nuova, incontrollabile trasformazione. Per scoprirlo, non rimane che aspettare pazientemente il ritorno sugli schermi di Spidey, MJ (Zendaja) e Ned (Jacob Batalon).
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sabato 21 marzo 2026
Jessie Buckley prima degli Oscar 2026: “Ho iniziato con i talent show, è stato difficile”
Oggi Jessie Buckley è nota per aver vinto il premio Oscar come migliore attrice per la sua Agnes in Hamnet – Nel nome del figlio durante la cerimonia di premiazione 2026, ma in molti ignorano il suo passato da talent show.
Ampiamente apprezzata per le sue intense interpretazioni su grande e piccolo schermo, Jessie Buckley ha recentemente conquistato pubblico e critica anche per la sua interpretazione protagonista ne La sposa!, interpretando la compagna di Frankenstein. Agli Oscar, però, ha trionfato grazie ad Hamnet e, riflettendo sui propri trascorsi, l’attrice ha ricordato dell’esperienza difficile con i talent show.
Jessie Buckley ricorda i tempi al talent show e alle pressioni da gestire: “All’epoca non me ne resi pienamente conto”
Prima dei grandi premi e dei ruoli di spicco al cinema, Jessie Buckley ha partecipato ai talent show da adolescente. Attrice irlandese, ha mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo prendendo parte al talent show I’d Do Anything della BBC nel 2008. Fu un’esperienza travolgente, poiché la catapultò sotto la luce dei riflettori in men che non si dica. Purtroppo, però, l’esperienza fu tutt’altro che facile. A distanza di anni da allora, Jessie Buckley ha condiviso le difficoltà che ha vissuto esponendosi agli occhi del pubblico in un periodo della sua vita così delicato. “Ripenso a quel periodo e penso: ‘Che coraggio’. Non so se oggi avrei lo stesso coraggio di allora. Non so se la mia fosse innocenza o ingenuità”, ha rivelato a Vogue.
Cresciuta nella campagna irlandese, Jessie Buckley desiderava esibirsi per lo schermo e, una volta terminati gli studi, ha presentato domanda alla Guildhall School of Music & Drama di Londra, ma è stata respinta e in quel momento si è ritrovata davanti a un bivio: cosa fare? Destino o coincidenza che fosse, scoprì che BBC aveva in corso delle audizioni aperte per il suo talent show I’d Do Anything, un concorso televisivo per scovare attori per una nuova produzione di Oliver nel West End. Jessie Buckley decise di partecipare ai provini e arrivò seconda in classifica perdendo contro Jodie Prenger. Pur non avendo ottenuto quel ruolo, l’esposizione nel talent show le ha offerto la prima notorietà, ma l’attrice ha ricordato anche quanto fosse difficile gestire le pressioni della competizione: “Mi sentivo depressa, non ero proprio in gran forma. C’erano così tante cose che non andavano per il verso giusto”. Ha ricordato come quell’ambiente fosse caratterizzato da “molta derisione per il proprio aspetto fisico e da un’educazione alla femminilità”, mentre stava ancora cercando di conoscere se stessa. “Stavo scoprendo ancora il mio corpo, avevo 17 anni. Ero in un momento di scoperta della mia vita e per noi donne è un’oggettivazione così ingiusta”, ha aggiunto. Ragionando sulle future generazioni, ha precisato: “Spero che una ragazza di 15-17 anni o di qualsiasi altra età non debba mai subire una brutalità simile a quella mostrata in quello show. Ma all’epoca non me ne resi pienamente conto, lo percepii soltanto ed è stato difficile”. Riprendendo l’articolo di Vogue BBC, come spiega People, ha poi rilasciato una dichiarazione richiamando le proprie politiche di “diligenza” che sarebbero state “rafforzate nel corso degli anni”, aggiungendo che qualsiasi reclamo viene trattato con “la massima serietà e attenzione”.
In ogni caso, pur avendo raggiunto il secondo posto, Jessie Buckley aveva deciso di seguire un’altra strada, per cui rinunciò di fare la sostituta di Prenger nella produzione del West End e di dedicarsi al teatro. E tutte le decisioni che ha preso negli anni l’hanno portata ad oggi, vincitrice di un premio Oscar.
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Peaky Blinders: The Immortal Man, Cillian Murphy rivela cosa pensa davvero del taglio di capelli di Tommy amato dai fan
Tommy Shelby è tornato e ad interpretarlo ancora una volta nell’universo di Peaky Blinders è stato Cillian Murphy. Dopo sei stagioni in TV, la famiglia Shelby è tornata in streaming su Netflix, seppur preceduta da una distribuzione limitata in sala, con The Immortal Man, film sequel ambientato negli Anni ’40 durante la Seconda Guerra Mondiale. Gli Shelby si ritrovano a pagare le conseguenze della guerra, ma anche dell’assenza di Tommy. Suo figlio, infatti, ha deciso di prendere le redini dell’attività di famiglia, costringendo il leader a riapparire dopo l’esilio autoimposto.
Ragionando sul ritorno del suo personaggio sullo schermo, Cillian Murphy ha offerto un commento sul tipico taglio di capelli di Tommy sfoggiato sin dalla prima stagione e riproposto anche dal resto della sua famiglia, seppur ognuno rappresentato a modo proprio. Il taglio di capelli in questione prevedeva la rasatura su entrambi i lati e ogni membro della banda dei Peaky Blinders ne ha poi proposto un’interpretazione personale. Ma cosa ne penserà Cillian Murphy?
Peaky Blinders, Cillian Murphy si esprime sul taglio di capelli degli Shelby
In The Immortal Man Tommy Shelby è costretto a tornare sui propri passi e alla propria realtà a causa di suo figlio Duke. Mentre la Germania nazista procede spedita, un’altra battaglia è in corso a Birmingham: quella tra Shelby. Tommy, esiliatosi dopo gli eventi della sesta stagione, è stato richiamato a casa per mettere in riga suo figlio.
Disponibile in streaming dal 20 marzo 2026, The Immortal Man ha riportato vecchi volti in azione ma ne ha introdotti anche di nuovi, come ad esempio Barry Keoghan scelto per interpretare una versione più adulta di Duke, personaggio in realtà già presente nelle stagioni televisive. Coinvolto nel tour stampa, Cillian Murphy ha affrontato il ritorno della famiglia Shelby dopo anni dall’ultima apparizione televisiva e ha commentato la sua particolare acconciatura diventata un simbolo. Ai suoi occhi, però, non sarebbe la sua prima scelta. All’attore è stato chiesto se ne avvertisse la mancanza e la sua risposta è stata: “No, no. È un’esperienza che mi fa riflettere. Voglio dire, è davvero emozionante pensare che sia diventato un tale fenomeno e che le persone di tutto il mondo, da Buenos Aires al Messico, o in Turchia, stiano guardando la serie tv, è incredibile”.
Nel 2019, l’attore aveva spiegato a Vulture di non utilizzare in genere delle parrucche per le sue performance perché ritenute troppo “finte”. “Con il passare degli anni ho imparato ad accettare di più quel taglio di capelli. E stranamente è diventato un taglio desiderabile tra gli appassionati di moda, il che mi ha lasciato a bocca aperta. È un’ulteriore prova di come la serie si sia infiltrata nella cultura di massa”, aveva commentato.
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Spider-Man: Brand New Day, chi è davvero Scorpion? Il villain di Michael Mando torna dopo 10 anni
Il primo trailer di Spider-Man: Brand New Day ha acceso l’entusiasmo dei fan di tutto il mondo, che finalmente hanno avuto un assaggio del ritorno di Tom Holland nel MCU, ma non solo. Il filmato ha offerto un rapido sguardo a uno dei villain più attesi: Scorpion, interpretato da Michael Mando. L'alter ego di Mac Gargan, introdotto brevemente in Spider-Man: Homecoming, torna sul grande schermo dopo quasi dieci anni, pronto a giocare un ruolo importante nell’ultimo grande capitolo prima di Avengers: Doomsday.
Con un cast ricco di volti importanti, tra cui Jon Bernthal nei panni del Punisher e Mark Ruffalo come Hulk, resta da capire come Scorpion si inserirà in Brand New Day, che arriverà al cinema il 31 luglio 2026, e quanto sarà centrale nel conflitto.
Chi è Scorpion: origini del villain di Spider-Man
Nei fumetti Marvel Comics, Mac Gargan nasce come investigatore privato ingaggiato da J. Jonah Jameson per scoprire il segreto dietro le foto di Spider-Man scattate da Peter Parker. Questo lo porta a sottoporsi a un esperimento finanziato dallo stesso Jameson, che coinvolge il DNA di uno scorpione. Il risultato è tanto potente quanto devastante: Gargan ottiene abilità sovrumane, ma perde progressivamente il controllo mentale, diventando ossessionato dall’idea di distruggere Spider-Man. Indossa così la celebre armatura da Scorpion, dotata di una coda meccanica letale, e si trasforma in uno dei nemici più iconici dell’Uomo Ragno. Nel Marvel Cinematic Universe, però, il personaggio sembra seguire una strada diversa. Il trailer suggerisce un approccio più realistico e “terra-terra”, in linea con il tono che il film sembra voler adottare.
Leggi anche Spider-Man: Brand New Day, chi è il nuovo fidanzato di MJ apparso nel trailer?Poteri e abilità: quanto è pericoloso Scorpion?
Nella versione a fumetti, l’esperimento conferisce a Gargan forza, velocità, resistenza e riflessi sovrumani, oltre alla capacità di arrampicarsi sui muri e a una sorta di “senso dello scorpione”, simile allo Spider-sense di Peter Parker. Non a caso, in alcune incarnazioni, la sua forza fisica arriva persino a superare quella di Spider-Man. Nel film, invece, tutto lascia pensare ad una versione più realistica: il personaggio interpretato da Michael Mando non sembra possedere poteri sovrumani. Si affida ad un esoscheletro tecnologico avanzato, che ricorda da vicino la tecnologia Stark. Non è escluso, infatti, che il film possa collegare l’origine del suo equipaggiamento proprio all’eredità di Tony Stark, come già accaduto con l’Avvoltoio di Michael Keaton in Homecoming.
Leggi anche Spider-Man: Brand New Day, ecco tutti i villain apparsi nel primo trailer del filmScorpion sarà il villain principale?
Nonostante il clamore suscitato dal suo comeback, Scorpion potrebbe non essere l’antagonista principale di Spider-Man: Brand New Day. Il film ha introdotto infatti numerosi personaggi e minacce, e il trailer offre solo un breve assaggio del ruolo di Gargan. Secondo i rumor, il villain potrebbe avere un ruolo importante ma non centrale, lasciando spazio ad altri cattivi. Allo stesso tempo, non possiamo escludere che questo film serva a gettare le basi per qualcosa di più grande per il futuro del franchise.
Una possibilità interessante, per esempio, è il collegamento con il simbionte lasciato da Eddie Brock, già visto in Venom: La furia di Carnage. Nei fumetti, infatti, Gargan si fonde con il simbionte, dando vita a una versione di Scorpion ancora più pericolosa. Non sappiamo come si svilupperà la storia ma, a giudicare da quanto visto sino ad ora, Spider-Man: Brand New Day ha tutte le carte in regola per riportare l’Uomo Ragno in una dimensione più realistica ed emotiva, senza rinunciare allo spettacolo del MCU.
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venerdì 20 marzo 2026
Ecco i 10 Film più visti al Cinema in Italia ieri: L'Ultima Missione Project Hail Mary subito al primo posto
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Dune: Parte 3, ma Duncan Idaho non era morto? Il ritorno di Jason Momoa spiegato
Dune: Parte Tre arriverà nelle sale il 18 dicembre e ha già dato il via alla sua campagna promozionale con un teaser trailer epico. I fan, però, si stanno già ponendo molte domande e una delle più gettonate riguarda la presenza del volto familiare di Jason Momoa. L'attore, in Dune, ha interpretato il ruolo di Duncan Idaho, il fedele “maestro di spada” di Casa Atreides e uno dei più grandi amici e mentori di Paul, interpretato da Timothée Chalamet. Cosa non torna nella sua presenza nel trailer? È presto detto. Duncan ha sacrificato la propria vita su Arrakis, proteggendo Paul e sua madre, Lady Jessica (Rebecca Ferguson), dall’élite assassina dell’Imperatore, i Sardaukar. Com’è possibile che compaia in Dune: Parte Tre, se è morto?
Dune 3: il ritorno di Jason Momoa spiegato
Parliamo allora dell'elefante nella stanza. E non c'è modo migliore per prendere di petto la questione che domandare: “Avete letto i libri?” L’autore di Dune, Frank Herbert, ha costruito un universo ricchissimo di lore, ma il regista Denis Villeneuve ne ha adattato solo una parte nei suoi due blockbuster. Il secondo romanzo della saga, Dune Messiah (che ispira questo nuovo film), approfondisce molto di più quell’universo, introducendo anche un metodo per riportare in vita i morti. Non è nemmeno un grande spoiler: la resurrezione è sempre stata parte integrante dell’universo di Dune, e Herbert ha ideato uno dei sistemi più particolari mai visti nella fantascienza.
Il sistema dei Ghola in Dune
Nell’universo di Dune esistono diverse organizzazioni fondamentali per il funzionamento dell’Impero galattico. I film di Villeneuve e la serie HBO Dune: Prophecy hanno già dato grande spazio alle Bene Gesserit, ma esistono anche altre due fazioni cruciali: la Gilda Spaziale e i Bene Tleilax, maestri dell’ingegneria genetica. Tra le loro creazioni più straordinarie ci sono i “ghola”: esseri umani artificiali ricreati a partire dal materiale genetico di una persona morta, anche da una singola cellula. A differenza dei semplici cloni, i ghola sono inizialmente gusci vuoti, privi di memoria, creati per offrire conforto a chi ha perso una persona cara, restituendone una sorta di copia. Questi individui vengono poi programmati per svolgere determinati compiti, anche se non è sempre chiaro chi controlli davvero le loro azioni.
Cosa significa per la storia il ritorno di Duncan Idaho?
A questo punto, è facile intuire la verità: il Duncan Idaho interpretato da Jason Momoa non torna davvero com’era prima. Viene creato un suo ghola, chiamato Hayt, che pare abbia il compito di addestrare la nuova generazione di guerrieri degli Atreides, proprio come faceva un tempo. Tuttavia, i fan sanno bene che la resurrezione di Duncan e il suo arco narrativo assumeranno un’importanza sempre maggiore nel corso della saga. Come spesso accade con tutto ciò che riguarda Casa Atreides, anche il suo ghola diventa qualcosa di più grande di quanto inizialmente previsto, soprattutto grazie al legame con Paul.
Leggi anche Dune: Parte Tre, l'assenza di Josh Brolin nel primo trailer scatena il panico tra i fanSecondo Villeneuve, il suo ritorno avrà un peso decisivo. “Jason Momoa ha creato un personaggio estremamente carismatico - ha affermato il regista - Il pubblico ha sofferto per la sua morte nel primo film, e desiderava rivederlo. Il suo ritorno arriva nel momento perfetto della storia. È un ritorno molto importante: Paul è in crisi con la propria identità e la presenza di una figura così forte del passato degli Atreides avrà un impatto enorme”.
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giovedì 19 marzo 2026
Shaun The Sheep: The Beast of Mossy Bottom, è arrivato il trailer ufficiale del nuovo film Aardman
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Buon compleanno Bruce! Ecco i migliori film in streaming interpretati dall'icona Willis
Compie oggi 71 anni la leggenda dell’action Bruce Willis. Attore che ha saputo sempre infondere ironia ai suoi ruoli da “duro”, Willis ha anche regalato al pubblico e alla critica qualche interpretazione magari anche sottovalutata, che avrebbe probabilmente meritato maggiore attenzione quando si tratta di assegnare i premi che contano. Alcune di esse le potete trovare nei cinque film in streaming che abbiamo scelto per augurare buon compleanno a questa icona di Hollywood oggi purtroppo impossibilitata a continuare a lavorare per problemi di salute. Buona lettura.
Cinque film in streaming interpretati dall’icona Bruce Willis, oggi 71enne
- Die Hard -Trappola di cristallo
- Pulp Fiction
- L’esercito delle 12 scimmie
- Attacco al potere
- The Sixth Sense - Il sesto senso
Die Hard -Trappola di cristallo (1988)
Non potevamo ovviamente che partire dall’action-movie diretto da John McTiernan che rende Bruce Willis una leggenda dell’entertainment hollywoodiano. Ambientato quasi interamente dentro il grattacielo della Nakatomi, Die Hard - Trappola di cristallo possiede un personaggio protagonista perfetto per esplicitare il carisma ma anche le doti di attore ironico di Willis. Se poi aggiungiamo il mai dimenticato Alan Rickman come villain d’eccezione, il gioco è fatto. Trovate sceneggiature e regia strepitose, ritmo forsennato, battute che restano impresse. Die Hard -Trappola di cristallo è ancora oggi un gioiello di cinema d’evasione insuperato. merito di Willis e del resto di un cast sublime per questo tipo di film. Disponibile su Rakuten TV.
Pulp Fiction (1994)
Per il film di culto diretto da Quentin Tarantino arrivano alla nomination all’Oscar John Travolta, Uma Thurman e Samuel L. Jackson. E perché Willis non viene considerato come non protagonista? Troppo “star” e popolare? Poco importa, il suo contributo a Pulp Fiction rimane comunque inimitabile, un concentrato di carisma, presenza scenica e arte del recitare davvero impressionante. Rimane davvero poco da scrivere su questo film che ha segnato le generazioni successive di cinefili. Sanguinario, scatenato, folle, brioso, una girandola visiva e di dialoghi senza precedenti. Palma d’Oro a Cannes e Oscar per la sceneggiatura originale. Entrambi meritatissimi. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Infinity +, Apple Itunes, Netflix, TIMVision, Paramount +, NOW.
L’esercito delle 12 scimmie (1995)
Uno dei film maggiormente visionari e amati di Terry Gilliam vede Willis viaggiare nel passato per scongiurare la propagazione di un virus che annienta praticamente il genere umano. Willis offre una prova dolorosa e stralunata, affiancato da Un Brad Pitt che si guadagna la nomination all’Oscar, Madeleine Stowe e Christopher Plummer. L’esercito delle 12 scimmie si guadagna immediatamente lo statuto di film di culto. Non sempre equilibrato, spesso grondante idee visive che girano su se stesse, questo sci-fi rimane comunque capace di generare grande cinema, soprattutto quando non si prende troppo sul serio. A tratti oscuro, sempre ipnotico. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, NOW.
Attacco al potere (1998)
Questo thriller diretto da Edward Zwick inizia con una sequenza di ostaggi e terrorismo che lascia letteralmente di sasso. Poi la palla passa a un Denzel Washington bravissimo e teso, a cui risponde una Annette Bening febbrile. Willis partecipa nella seconda parte con il ruolo di un militare che mette New York sotto corte marziale. Per lui altra ottima prova a supporto. Attacco al potere è un film purtroppo estremamente contemporaneo, sia per la situaizone del terrorismo come minaccia che per la deriva brutale a destra della seconda parte. Film rivelatorio e per nulla conciliatorio. A noi a suo tempo scosse, e parecchio. Da rivedere senza alcun dubbio. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Disney +.
The Sixth Sense - Il sesto senso (1999)
Chiudiamo con il capolavoro di M. Night Shyamalan a cui William offre una prova diffusa, concentrata e a tratti realmente struggente. Perché nessuna nomination per lui? The Sixth Sense - Il sesto senso possiede una sceneggiatura col contagiri e una regia che ne mette in risalto i momenti terrificanti e quelli invece malinconici, a cui si aggiungono le prove dolorose di Haley Joel Osment e Toni Collette che alla candidatura come non protagonisti arrivano, insieme al film, la regia e la sceneggiatura. Clamoroso successo di pubblico e critica per un horror d’autore impagabile, con un finale commovente e soprattutto sorprendente che scrive la storia del cinema. Fiore all’occhiello nella filmografia di Willis. Disponibile su Rakuten TV, Amazon Prime Video.
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mercoledì 18 marzo 2026
Non è la fine del mondo: Fotinì Peluso eterna stagista in bicicletta in una clip in anteprima della commedia romantica
Una ragazza dai lunghi capelli e gli occhi chiari attraversa Roma in bicicletta per andare al lavoro in una clip di Non è la fine del mondo che oggi vi facciamo vedere in anteprima esclusiva. La ragazza legge le sceneggiature e lavora a Cinecittà, è un'eterna stagista e ha un capo antipatico e scortese, interpretato da Paolo Ruffini. Di personaggi come lui ce ne sono tanti anche nella realtà, e la ragazza, come molti millennial, è cresciuta in un mondo in cui la precarietà è all'ordine del giorno, e quindi non si scoraggia.
Diretto da Valentina Zanella, Non è la fine del mondo è tratto dall'omonimo bestseller di Alessia Gazzola e arriverà nelle nostre sale giovedì 26 marzo. La protagonista è un'attrice che ci piace tanto e che abbiamo visto in Cosa sarà e nella serie Tutto chiede Salvezza, entrambi di Francesco Bruni. Parliamo di Fotinì Peluso. La scena è quasi tutta per lei, che ci traghetta in un mondo dove niente gratis, perfino per chi lo merita. Nonostante questo tema così attuale, il film non sceglie la strada della denuncia sociale ma della leggerezza, e lo fa attraverso il genere, che è la commedia romantica, anzi un certo tipo di commedia romantica, che strizza l'occhio a Nora Ephron.
La storia di Emma comincia nel momento in cui viene licenziata senza nemmeno essere stata assunta e la porta a incrociare la propria strada con quella del tenebroso produttore Pietro Scalzi, impersonato da Andrea Bosca. Inizialmente diffidente, l'uomo comincia ad apprezzare l'intelligenza e la gentilezza della ragazza, che è amica del celebre Oscar Tessai, autore di un romanzo di cui tutti, nel mondo della settima arte, vorrebbero i diritti cinematografici. Tessai ha il volto di Paolo Rossi, e nel cast della rom com ci sono anche Ivana Lotito, Lorenzo Pozzan e, in un piccolo ruolo, Barbara Bouchet. Infine c'è Roma, fotografata nella sua struggente ed eterna bellezza, profondamente amata nonostante il caos e cornice perfetta per un racconto di crescita personale e resilienza.
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Ecco i 10 Film più visti al Cinema in Italia ieri, Martedì 17 Marzo
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I migliori film in streaming di Sandra Hüller, protagonista de L'ultima missione: Project Hail Mary
L’arrivo nelle sale italiane di L’ultima Missione: Project Hail Mary ci consente di dedicare gli odierni cinque film in streaming alla bravissima Sandra Hüller, la quale recita per larga parte del film accanto al protagonista Ryan Gosling. Come sempre buona lettura.
Cinque film in streaming interpretati da Sandra Hüller, protagonista de L’ultima missione: Project Hail Mary
- Vi presento Toni Erdmann
- Sibyl - Labirinti di donna
- La zona d’interesse
- Io & Sissi
- Anatomia di una caduta
Vi presento Toni Erdmann (2016)
La commedia amarissima diretta da Maren Ade viene sviluppata intorno a un personaggio lisergico interpretato da un mastodontico Peter Simonischek e il suo complesso rapporto con la figlia Sandra Hüller, magnifica nella sua interpretazione contenuta e austera. Vi presento Toni Erdmann possiede momenti di cinema caustico che si vengono a sommare fino ad arrivare a una sequenza finale davvero straordinaria, dall’atmosfera surreale e insieme umanissima. Nomination all’Oscar per il miglior film straniero ed enorme successo di critica per un film a tratti geniale, spregiudicato e insieme assolutamente comune. Gioiello di cinema europeo. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes.
Sibyl - Labirinti di donna (2019)
La prima collaborazione con Justine Triet vede la Hüller nel ruolo di una regista che deve gestire durante le riprese del suo film due star “problematiche” interpretate da Adele Exarchopoulos e Gaspard Ulliel. Virginie Efira è la protagonista di Sibyl - Labirinti di donna, una commedia raffinata che mescola psicologia e nevrosi da star con intelligenza e momenti godibilissimi. Bell’esempio di cinema che sa bene cosa vuole raccontare e come farlo. Un paio di scene sono spassose, il tono misurato ma mai noioso. Da vedere con gusto. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes.
La zona d’interesse (2023)
L’adattamento libero del romanzo di Martin Amis scritto e diretto da Jonathan Glazer è uno dei lungometraggi più simmetrici e sconvolgenti dei nostri tempi. Il film che sarebbe piaciuto, e moltissimo, a Stanley Kubrick. La banalità del Male messa in scena con una cura e una precisione certosine. Non a caso arrivano il Gran Premio della Giuria a Cannes e le nomination all’Oscar per il film, la regia, adattamento oltre che le statuette per sonoro e film internazionale. La prova della Hüller è silenziosa, terrificante e moderna. La zona d'interesse è un fiore all’occhiello di un film di impatto tanto respingente quanto necessario. Magnifico e insostenibile. Come il cinema di impegno dovrebbe essere. Disponibile su CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.
Io & Sissi (2023)
Commedia in costume che vede la Hüller primeggiare con le sue doti di attrice leggera e, perché no?, anche civettuola. La rivisitazione dell’icona della Imperatrice Sissi rivista attraverso gli occhi della sua assistente personale, la quale ne subisce le bizze ma ne assapora anche la grande umanità. Io & Sissi si segnala per qualche momento di ottimo cinema introspettivo, un gusto non superficiale per situazioni e battute comiche, l’ottima alchimia tra gli interpreti. Ci si diverte, si ammira la messa in scena d’epoca e le ambientazioni eleganti, ci si entusiasma ancora una volta per un'attrice coi fiocchi, bravissima anche quando leggera. Disponibile su TIMVision, Amazon Prime Video.
Anatomia di una caduta (2023)
Palma d’Oro a Cannes, Oscar per la sceneggiatura, nomination varie tra cui quella per la miglior attrice protagonista. E non poteva essere altrimenti: Anatomia di una caduta è un film processuale che analizza un mondo al amabile dove il successo di una donna viene costantemente messo in discussione, in maniera sottile ma perentoria. Dramma psicologico a tinte forti, con attori di contorno perfetti che elevano la prova sontuosa della Hüller, grandissima nel tratteggiare con verità tutti i lati del suo personaggio. Justine Triet compie un mezzo miracolo di raffinatezza applicata a un film con un messaggio forte, fortissimo, un manifesto che intrattiene con la giusta veemenza. Un classico dei nostri tempi. Disponibile su CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.
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martedì 17 marzo 2026
Dune 3: in attesa del trailer, ecco Timothée Chalamet e gli altri protagonisti nei primi poster ufficiali
Timothée Chalamet è di nuovo Paul Atreides nel primo poster ufficiale di Dune: Parte 3 e non è il solo. In attesa del trailer, il cui lancio è previsto nel corso della giornata odierna, sono stati condivisi i primi poster ufficiali dei personaggi di spicco del prossimo capitolo ambientato su Arrakis. Diretto ancora una volta da Denis Villeneuve, Dune: Parte Tre trae la sua forza narrativa da Dune: Messiah di Frank Herbert.
La storia, come già anticipato da tempo, effettuerà un salto temporale e racconterà di una nuova era di Paul Atreides, al comando dopo quanto accaduto in Dune: Parte Due. Il film ha terminato le riprese ed è attualmente in fase di post-produzione; per combattere l’attesa, Warner Bros. Pictures ha condiviso un primo sguardo ai personaggi di ritorno, da Chani di Zendaya a Lady Jessica di Rebecca Ferguson, introducendo anche Robert Pattison.
Dune: Parte 3, i nuovi poster introducono il criptico personaggio di Robert Pattinson ed evidenziano il ruolo più importante di Anya Taylor-Joy
I fan temevano una lunga attesa per scoprire di più sul ritorno di Paul Atreides su Arrakis ed invece Warner Bros. Pictures non solo ha rivelato che il primo trailer arriverà prestissimo, ma ha combattuto l’attesa con la condivisione dei primi poster ufficiali, introducendo i personaggi protagonisti del nuovo capitolo. La data d’uscita è stata fissata da tempo per dicembre 2026 e riporterà Chalamet al centro dell’azione con un Paul Atreides più maturo. Prima della distribuzione dei poster ufficiali, la star di Marty Supreme aveva condiviso via social un nuovo scatto di Paul, visibilmente invecchiato rispetto ai precedenti film e con una maschera a coprire gran parte del viso, evidenziando soprattutto gli occhi di un blu intenso ed un contorno occhi segnato da rughe e cicatrici. I poster, invece, hanno acceso i riflettori anche sugli altri personaggi coinvolti.
Zendaya tornerà ancora una volta ad interpretare Chani, che nel poster sfoggia una profonda cicatrice sulla fronte. Florence Pugh sarà di nuovo la principessa Irulan e il suo viso, a differenza degli altri, è completamente ricoperto di fango incrostato. Tra i ritorni più attesi figura quello di Jason Momoa dopo la dipartita del suo coraggioso soldato Duncan Idaho nel primo film, così come tornerà anche Lady Jessica di Rebecca Ferguson e Javier Bardem nel ruolo di Stilgar. Nei poster spicca anche il primo piano di Anya Taylor-Joy, scelta per interpretare la sorella di Paul, già introdotta attraverso una visione in Dune: Parte 2 e che questa volta giocherà un ruolo diverso. Alia Atreides grida nel suo poster e il viso è completamente ricoperto di sangue. Tra le novità del cast spicca Isaach de Bankolé che interpreta Farok e anche Robert Pattinson scelto per Scitale.
Tanti i punti interrogativi sul destino di Paul Atriedes dopo quanto accaduto in Dune: Parte 2. Cosa ne sarà di lui e della sua storia d’amore con Chani? Paul ora è al potere, è diventato Imperatore e dovrà affrontare una ribellione tra le grandi casate. Nel cast figurano anche Nakoa-Wolf Momoa (figlio di Jason Momoa) scelto per interpretare uno dei figli di Paul, Leto II Atreides. Ida Brooke sarà sua sorella Ghanima Atreides.
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Ecco i 10 Film più visti al Cinema in Italia ieri, Lunedì 16 Marzo
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Cinquant'anni fa scompariva Luchino Visconti: ricordiamo il grande regista con cinque dei suoi film in streaming
Si commemora oggi il cinquantennale dalla scomparsa di Luchino Visconti, uno dei più grandi autori della storia del cinema italiano. Capace di realizzare capolavori di verismo come anche grandi affreschi storici, preziosi nella messa in scena, il cineasta milanese ha vinto in carriera la Palma d’Oro a Cannes, il Leone d’Oro a Venezia e ha ottenuto una nomination all’Oscar per la sceneggiatura de La caduta degli dei, purtroppo non disponibile nelle nostre piattaforme. Ecco per voi cinque dei suoi indimenticabili film in streaming con cui vogliamo celebrare la grandezza e l’importanza della sua produzione. Buona lettura.
Cinque film in streaming diretti dal grande Luchino Visconti
- Ossessione
- Senso
- Rocco e i suoi fratelli
- Il Gattopardo
- Morte a Venezia
Ossessione (1943)
Per moltissimi Ossessione è il film che ha iniziato la grande stagione del Neorealismo Italiano. Ispirato alla lontana da Il postino suona sempre due volte, il bellissimo dramma criminale di Visconti vede magnifici protagonisti sensuali e rugginosi Clara Calamai e Massimo Girotti. La sequenza del primo incontro tra i due è davvero un capolavoro di seduzione fisica, bollente. Un film meno “immediato”, più studiato nei movimenti di macchina da presa e nella composizione dell’immagine. Per noi non si può parlare del tutto di Realismo, ma la grandezza di Visconti come cineasta è innegabile. Esordio tra i più importanti della storia del nostro cinema. Disponibile su: Amazon Prime video.
Senso (1954)
Sullo sfondo della dominazione austriaca in Italia, una storia d’amore che sfugge alle regole e sfida le convinzioni politiche ed esotiche del momento. La messa in scena sfarzosa di Senso ispira tutto il cinema in costume a venire, non ultimo L’età dell’innocenza di Martin Scorsese. Alida Valli, Farley Granger e ancora Massimo Girotti sono protagonisti impagabili di un film che trasuda tensione emotiva, carica erotica. Un melodramma che si sviluppa sullo sfondo storico come perfetta cornice per personaggi a tutto tondo, melanconici e a loro modo anche brutali. Film amato dagli ammiratori di Visconti. Non uno dei suoi migliori, ma la messa in scena è indubbiamente di impatto clamoroso. Disponibile su: Rai Play.
Rocco e i suoi fratelli (1960)
Ritorno almeno in parte agli stilemi del Neorealismo per un capolavoro che vede protagonisti Alain Delon, Annie Girardot, Renato Salvatori e una giovanissima Claudia Cardinale. Ambientato nella Milano del proletariato più povero e che stenta a sbarcare il lunario, Rocco e i suoi fratelli viene messo in scena con una durezza e un’eleganza estetica insuperabili. Premiato a Venezia, il film di Visconti lotta contro la censura per le scene di violenza e abuso, le quali rispecchiano tragicamente la condizione di stento dei personaggi. Momenti indimenticabili per un capolavoro senza tempo e senza storia. Bellissimo e doloroso. Disponibile su: Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Rai Play.
Il Gattopardo (1963)
Il film che ha reso Luchino Visconti immortale. L’adattamento del romanzo breve di Giuseppe Tomasi di Lampedusa viene trasformato in un lungometraggio dalla visione sfarzosa e decadente. Burt Lancaster, Alain Delon, Claudia Cardinale sono i protagonisti irraggiungibili de Il Gattopardo, che trionfa a Cannes e di porta a casa la nomination all’Oscar per i costumi magnifici di Piero Tosi, la prima delle sue cinque. Momenti di bellezza estetica mai esperiti in precedenza sul grande schermo, uno spleen malinconico facilitato dalle prove superbe degli attori. Difficile fare meglio di questo mastodonte traffico quando si tratta di film in costume…Disponibile su: Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, Rai Play.
Morte a Venezia (1971)
Chiudiamo con il film probabilmente più sentito e se vogliamo autobiografico di Luchino Visconti. Dirk Bogarde interpreta magnificamente un artista in un tempo di crisi che vede in un giovane l’incarnazione del suo amore per l’arte. Ispirato dal racconto di Thomas Mann, Morte a Venezia è un film funereo e maestoso, un canto di oblio come nessuno mai ha saputo fare. Tra i migliori lungometraggi diretti da Visconti, questa volta con un occhio sconsolato e pessimista. Grande ritratto psicologico messo al servizio di un attore unico. In un certo senso il canto del cigno di un cineasta magniloquente e disperato. Un eroe del cinema italiano di sempre. Disponibile su: Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.
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lunedì 16 marzo 2026
Ecco i 10 Film più visti al Cinema in Italia ieri, Domenica 15 Marzo
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Omaggio a Tonino Guerra: ecco alcuni film in streaming scritti dal grande sceneggiatore
Il 16 marzo 1920 nasceva a Santarcangelo di Romagna Tonino Guerra, uno dei più importanti sceneggiatori della storia del cinema italiano. Candidato per ben tre volte all’Oscar, questo artista ha scritto i copioni insieme a tutti i più importanti registi della nostra cinematografia. Abbiamo selezionato infatti per voi cinque film in streaming che rappresentano altrettante collaborazioni eccellenti. Manca all’appello delle piattaforme La notte di San Lorenzo, capolavoro dei fratelli Taviani che abbiamo voluto omaggiare con la foto principale. Buona lettura.
Cinque film in streaming scritti dal grande Tonino Guerra
- Blow Up
- Amanti
- Uomini contro
- Amarcord
- Enrico IV
Blow Up (1966)
Dei molti lungometraggi scritti insieme a Michelangelo Antonioni, abbiamo scelto quello che ha vinto la Palma d’Oro a Cannes e ottenuto le candidature all’oscar per la miglior regia e la sceneggiatura. Adattamento del testo letterario La bava del diavolo, Blow Up è una dissertazione straordinaria e ossessiva sul rapporto realtà/riproduzione della realtà. David Hemmings come protagonista è intenso e insieme leggero, Vanessa Redgrave a supporto bellissima e tagliente. Un film che possiede una sequenza di svelamento che è tra le migliori mai realizzate in assoluto. Grande sviluppo emotivo e psicologico per un film intramontabile e più che mai attuale. Disponibile su Rakuten TV, CHILI, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video.
Amanti (1968)
Dei film scritti per Vittorio de Sica abbiamo scelto questo dramma non tanto perché sia il migliore, piuttosto perché offre la possibilità di veder recitare insieme due grandi attori come Faye Dunaway e Marcello Mastroianni. Amanti è un dramma con momenti di delicatezza enormi, qualche caduta di ritmo e altre scene di intensità emotiva notevole. Storia d’amore bellissima e tragica, messa in scena con la dovuta potenza cinematografica. Prodotto da Carlo Ponti. Film che merita di essere rivisto non fosse altro che per le interpretazioni vertiginose. Disponibile su Amazon Prime Video.
Uomini contro (1970)
Ispirato dal bellissimo libro scritto da Emilio Lussu, questo dramma bellico diretto da Francesco Rosi vede un potentissimo Gian Maria Volonté confrontarsi con l’orrore della Prima Guerra Mondiale in un film che non concede tregua, che mostra l’abbrutimento umano delle trincee come soltanto Niente di nuovo sul fronte occidentale e Orizzonti di gloria avevano saputo fare. Alain Cuny è un altro attore di grande presenza scenica per comporre un quadro umano variegato e doloroso. Uomini contro è un film imperfetto che però non può non lasciare il segno in chi lo guarda. Notevole esempio di cinema fatto per colpire. Disponibile su Apple Itunes, TIMVision.
Amarcord (1973)
Il capolavoro diretto da Federico Fellini garantisce a Guerra la terza e ultima candidatura all’Oscar. la prima l’aveva ottenuta per Casanova ‘70. Film malinconico e corale, che racconta l’infanzia del regista nella sua riviera romagnola fatta di nebbie e sogni a occhi aperti, di ragazzi scostumati e signore dalla sensualità indisciplinata. Amarcord rappresenta il meglio della visione del grande regista inserita in uno scenario che guarda al passato con nostalgia e dolcezza. Film che conquista la critica pienamente e arriva all’Oscar per il miglior film straniero, più l’altra nomination a Fellini per la regia. Disponibile su Amazon Prime Video.
Enrico IV (1984)
Chiudiamo con la collaborazione con Marco Bellocchio in Enrico IV, un film dominato da Un Marcello Mastroianni monumentale affiancato dalla sempre elegante e precisa Claudia Cardinale. Dramma ispirato dall’opera di Luigi Pirandello, il film si sviluppa come una riflessione sulla sanità mentale vista come dolore di vivere in un mondo sempre più straniante. regia affilata, attenta ai particolari, che si fa accurata nel riprendere i volti di attori impagabili. Film difficile da spiegare, complesso ed affascinante come le opere più oscure del grande autore italiano. Uno dei suoi migliori in un momento non facile della sua carriera. A dir poco intenso. Disponibile su Amazon Prime Video, Rai Play.
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domenica 15 marzo 2026
Oscar 2026: Ecco chi sono i vincitori dei premi dell'Academy di quest'anno
Sotto le luci scintillanti del Dolby Theatre di Los Angeles, l'Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha finalmente emesso ufficialmente i suoi verdetti nelle varie categorie, arrivate quest'anno a quota 24 dopo l'aggiunta di quella del Miglior Casting. Durante La Notte degli Oscar 2026 condotta da Conan O'Brien, che si è conclusa all'alba italiana di lunedì 16 marzo sono stati, infatti, consegnati i Premi più cinematografici più importanti e attesi dell'anno. Ecco dunque la lista completa dei vincitori della 98esima edizione degli Academy Awards.
Tutti i Vincitori dei Premi Oscar 2026:
Gli altri candidati erano:
Miglior Regia, vince l'Oscar 2026: Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l'altra
Gli altri candidati erano:
- Chloé Zhao, Hamnet
- Josh Safdie, Marty Supreme
- Joachim Trier, Sentimental Value
- Ryan Coogler, I Peccatori
Migliore Attrice protagonista, vince l'Oscar 2026: Jessie Buckley per Hamnet
Le altre candidate erano:
- Rose Byrne, If I Had Legs I’d Kick You
- Renate Reinsve, Sentimental Value
- Kate Hudson, Song Sung Blue
- Emma Stone, Bugonia
Migliore Attore protagonista, vince l'Oscar 2026: Michael B. Jordan per I Peccatori
Gli altri candidati erano:
- Timothée Chalamet, Marty Supreme
- Leonardo DiCaprio, Una battaglia dopo l'altra
- Ethan Hawke, Blue Moon
- Wagner Moura, L'agente segreto
Migliore Attore non protagonista, vince l'Oscar 2026: Sean Penn per Una battaglia dopo l'altra
Gli altri candidati erano:
- Benicio del Toro, Una battaglia dopo l'altra
- Jacob Elordi, Frankenstein
- Delroy Lindo, I Peccatori
- Stellan Skarsgård, Sentimental Value
Migliore Attrice non protagonista, vince l'Oscar 2026: Amy Madigan, Weapons
Le altre candidate erano:
- Elle Fanning, Sentimental Value
- Inga Ibsdotter Lilleaas, Sentimental Value
- Wunmi Mosaku, I Peccatori
- Teyana Taylor, Una battaglia dopo l'altra
Miglior Casting, vince l'Oscar 2026: Una battaglia dopo l'altra
Gli altri candidati erano:
- Hamnet
- Marty Supreme
- L'agente segreto
- I Peccatori
Migliore Sceneggiatura originale, vince l'Oscar 2026: Ryan Coogler per I Peccatori
Gli altri candidati erano:
- Robert Kaplow, Blue Moon
- Jafar Panahi, Un semplice incidente
- Ronald Bronstein e Josh Safdie, Marty Supreme
- Joachim Trier e Eskil Vogt, Sentimental Value
Migliore Sceneggiatura non originale, vince l'Oscar 2026: Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l'altra
Gli altri candidati erano:
- Will Tracy, Bugonia
- Guillermo del Toro, Frankenstein
- Chloé Zhao, Hamnet
- Clint Bentley and Greg Kwedar, Train Dreams
Migliore Film Internazionale, vince l'Oscar 2026: Sentimental Value (Norvegia)
Gli altri candidati erano:
- L'agente segreto (Brasile)
- Un semplice incidente (Francia)
- Sirât (Spagna)
- La Voce di Hind Rajab (Tunisia)
Migliore Film d'animazione, vince l'Oscar 2026: KPop Demon Hunters
Gli altri candidati erano:
- Arco
- Elio
- La Piccol Amélie
- Zootropolis 2
Migliore Montaggio, vince l'Oscar 2026: Una battaglia dopo l'altra - Andy Jurgensen
Gli altri candidati erano:
- F1 - Stephen Mirrione
- Marty Supreme - Ronald Bronstein, Josh Safdie
- Sentimental Value - Olivier Bugge Coutté
- I Peccatori - Michael P. Shawver
Migliore Scenografia, vince l'Oscar 2026: Frankenstein
Gli altri candidati erano:
- Hamnet
- Marty Supreme
- Una battaglia dopo l’altra
- I Peccatori
Migliore Fotografia, vince l'Oscar 2026: I Peccatori
Gli altri candidati erano:
- Frankenstein
- Marty Supreme
- Una battaglia dopo l'altra
- Train Dreams
Migliori Costumi, vince l'Oscar 2026:
Gli altri candidati erano:
- Avatar: Fuoco e Cenere
- Frankenstein
- Hamnet
- Marty Supreme
- I Peccatori
Miglior Trucco e acconciature, vince l'Oscar 2026: Frankenstein
Gli altri candidati erano:
- Kokuho
- I Peccatori
- The Smashing Machine
- The Ugly Stepsister
Migliori Effetti visivi, vince l'Oscar 2026: Avatar: Fuoco e Cenere
Gli altri candidati erano:
- F1
- Jurassic World - La Rinascita
- The Lost Bus
- I Peccatori
Miglior sonoro, vince l'Oscar 2026: F1 - Il Film
Gli altri candidati erano:
- Frankenstein
- Una battaglia dopo l'altra
- I Peccatori
- Sirât
Miglior Colonna sonora originale, vince l'Oscar 2026: Ludwig Göransson per I Peccatori
Gli altri candidati erano:
- Bugonia
- Frankenstein
- Hamnet
- Una battaglia dopo l'altra
Miglior Canzone Originale, vince l'Oscar 2026: Golden (KPop Demon Hunters)
Gli altri candidati erano:
- Dear Me, Diane Warren: Relentless
- I Lied To You, I Peccatori
- Sweet Dreams Of Joy, Viva Verdi!
- Train Dreams, Train Dreams
Miglior Documentario, vince l'Oscar 2026: Mr. Nobody against Putin
Gli altri candidati erano:
- The Alabama Solution
- Come See Me in the Good Light
- Cutting through Rocks
- The Perfect Neighbor
Miglior Cortometraggio documentario, vince l'Oscar 2026: All the Empty Rooms
Gli altri candidati erano:
- Armed Only with a Camera: The Life and Death of Brent Renaud
- Children No More: Were and Are Gone
- The Devil Is Busy
- Perfectly a Strangeness
Miglior Cortometraggio, vince l'Oscar 2026: Two People Exchanging Saliva
Gli altri candidati erano:
- Butcher’s Stain
- A Friend of Dorothy
- Jane Austen’s Period Drama
- The Singers
Miglior cortometraggio d'animazione: The Girl Who Cried Pearls
Gli altri candidati erano:
- Butterfly
- Forevergreen
- Retirement Plan
- The Three Sisters
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Il Diavolo veste Prada 2: perché non rivedremo Nate, l'ex fidanzato di Andy
Mentre aspettiamo con ansia che arrivi il 29 aprile, giorno di uscita de Il Diavolo Veste Prada 2, veniamo a sapere che, come avevamo immaginato non leggendo il suo nome nel cast, a non tornare nel nuovo film sarà Adrian Grenier, che faceva la parte di Nate, il fidanzato di Andy. I fan sfegatati della commedia di David Frankel uscita nel 2006, forse avrebbero voluto rivederlo, ma solo per fedeltà al loro oggetto di culto. Sulle regioni dell’assenza di Nate è lo stesso Grenier a gettare in qualche modo luce, confessando di essere rimasto un po’ deluso dalla mancata telefonata del regista. Certamente l’attore è diventato famoso grazie a Il Diavolo veste Prada, ma non si può dire che fosse arrivato sul set del film con Meryl Streep senza importanti collaborazioni alle spalle, essendo stato diretto da John Waters e Woody Allen, ad esempio. E poi lo ricordiamo in 96 episodi della serie Entourage, nel ruolo del protagonista Vincent Chase.
Il Diavolo Veste Prada 2: Adrian Grenier spiega perché non ci sarà Nate ne
In un’intervista a Page Six, Adrian Grenier ha parlato dell’assenza di Nate ne Il Diavolo Veste Prada 2. L’attore ha detto che gli sarebbe tanto piaciuto partecipare al film, ma che è consapevole dell’impopolarità di cui gode il personaggio:
Siamo tutti fan del (nuovo film) a prescindere dalla nostra presenza o meno. Ovviamente sono rimasto deluso dal fatto di non essere stato chiamato per il sequel, ma mi rendo anche conto che Nate non gode di grande simpatia, e credo che questo c’entri con la sua assenza, ma questo lascia spazio a uno spinoff.
Se ben ricordate, Nate non era esattamente un simpaticone, prima di tutto perché non appoggiava la scelta lavorativa di Andy, e quando lei mancava alla sua festa di compleanno, lui le dava il benservito. Se cercate questa scena su YouTube, leggerete commenti al vetriolo sul comportamento di Nate, paragonato a un bambino di 4 anni. A tal proposito Grenier ha spiegato:
Non ho visto alcuni dettagli e alcune sfumature del personaggio né cosa rappresentasse nel film finché il buon senso del pubblico non è arrivato online, cominciando a dare addosso al personaggio e ad affossarlo. Mi hanno bombardato. Tutti quei meme di cui sono stato oggetto mi hanno scioccato. Non mi ero reso conto di niente fino a quando non ho cominciato a pensarci sul serio, probabilmente perché ero immaturo proprio come Nate. Per molti aspetti è molto egoista e preso da sé stesso. Tutto ruotava intorno a lui. Non sprecava a sostenere la carriera di Andy.
Al di là della simpatia o antipatia di Nate, il personaggio c’entrerebbe poco con Il Diavolo Veste Prada 2, in cui Andy è ormai una donna affermata che certamente non vorrebbe al suo fianco un uomo come Nate. A tornare, oltre a Meryl Streep e Anne Hathaway, sono Stanley Tucci ed Emily Blunt, come si vede anche dal trailer del sequel:
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