martedì 28 aprile 2020

Karol, un Papa rimasto uomo: il biopic su Giovanni Paolo II che ha conquistato Ratzinger

Il film è il sequel di Karol - Un uomo diventato Papa e racconta la vita di Karol Wojtyla dalla nomina a Pontefice alla morte.

Karol, un Papa rimasto uomo è il sequel di Karol - Un uomo diventato Papa. Quest'ultimo, andato in onda il 16 e il 17 aprile del 2005, a pochi giorni dalla morte di Giovanni Paolo II, ebbe un successo straordinario, consistente in 13 milioni di spettatori e nel 45% di share. Suddiviso in due puntate dirette da Giacomo Battiato e diventato un "unicom" trasmesso l'anno seguente, il film colpì il pubblico a casa per il ritratto dell'uomo Karol Wojtyla più che del religioso e per l'ottima interpretazione del poco conosciuto Piotr Adamczyk, nonché per la complessità del progetto, che lungi dall’avere un'aria televisiva si affidava ad elaborate scene di massa che indicavano che il produttore Pietro Valsecchi non aveva certo lesinato in fatto di mezzi. Sic stantibus rebus, era chiaro che doveva esserci un seguito, anche perché il film si fermava al giorno in cui Wojtyla diventava papa, il 16 ottobre 1978.
Sempre diretto da Giacomo Battiato e finanziato da Valsecchi, Karol, un Papa rimasto uomo è stato presentato in anteprima in Vaticano il 30 aprile del 2006 ed è stato trasmesso in 2 puntate il 10 e l'11 maggio. Uscito nella sale cinematografiche in Polonia, sempre nel 2006, il biopic ha sempre per protagonista Piotr Adamczyk ed è interpretato anche da Daniela Giordano (Suor Tobiana), Michele Placido (dott. Buzzonetti), Adriana Asti (Madre Teresa di Calcutta).

Karol, un uomo rimasto Papa: la trama

Visto da più di 12 milioni e mezzo di telespettatori, Karol, un uomo rimasto Papa ripercorre il cammino di Giovanni Paolo II dal giorno della sua nomina, fino al momento della sua morte, avvenuta 2 aprile del 2005.

È il 22 ottobre 1978 quando Karol Wojtyla viene sorprendentemente eletto papa. Primo pontefice non italiano dopo 455 anni, Karol trascorre i successivi anni della sua vita a impegnarsi, oltre che nel cammino spirituale e religioso, anche nel campo politico e diplomatico, finendo per infrangere molto spesso le consuetudini della Chiesa cattolica e del Vaticano. Grazie ai suoi numerosi viaggi, ai forti messaggi di pace e uguaglianza, alle lotte contro comunismo e capitalismo, Karol riesce a superare gli sbarramenti del disinteresse comune toccando in profondità il cuore della gente, conquistandosi per questo l'appellativo di "papa buono". Lo attenderanno poi una serie di sfide che non riusciranno tuttavia a ostacolare il suo percorso di carità, come l'attentato del 1981 a piazza San Pietro per mano di Alì Agca e le preoccupazioni in seguito al crollo delle Torri Gemelle del 2001. Non mancheranno poi anche i momenti di fondamentale importanza per la storia della Chiesa: il Giubileo del 2000 e la creazione delle giornate mondiali della gioventù. Il film accompagna il pontefice nei suoi ultimi giorni, raccontando anche l'affetto e la devozione di suoi innumerevoli fedeli.

Parla il regista Giacomo Battiato

In un'intervista rilasciata a un'agenzia poco prima della presentazione in Vaticano di Karol, un Papa rimasto uomo, il regista ha parlato del "suo" Giovanni Paolo II. "Ho cercato di fare un nuovo ritratto speculare al primo" - ha spiegato - "studiando la maniera di rappresentare come 'il giovane polacco', divenendo maturo e poi vecchio, ha attraversato tre decenni cruciali del nostro tempo a capo della Chiesa"
"Un ritratto non è un documentario" - ha aggiunto Battiato - "ma è una interpretazione del personaggio che può avere un qualche valore storico proprio quando ci allontana da lui. Dovendo scegliere un sottotitolo al film, lo chiamerei 'Il Papa dei sofferenti', perché è questo l'aspetto che più mi ha colpito di Giovanni Paolo II. Il film affronta con aspetto discreto e simbolico i fatti che riguardano tutto l'arco della seconda 'vita' del Papa, tra cui anche quelli riguardanti l'attentato. Inoltre, all'interno del film sono inserite immagine vere di repertorio, ma quasi sempre sono rappresentate attraverso lo schermo di un televisore".

Karol, un Papa rimasto uomo: qualche curiosità

Come Karol - Un uomo diventato Papa, anche Karol, un Papa rimasto uomo è tratto dal romanzo "Storia di Karol", pubblicato nel 2001 e scritto da Gian Franco Svidercoschi, giornalista, scrittore e vaticanista italiano di origini polacche.

  • Il budget del film equivaleva a 12 milioni di Euro, 2 in più rispetto a Karol - Un uomo diventato Papa. Ciò ha permesso a Valsecchi & Co. di disporre di oltre 20.000 comparse e di viaggiare in lungo e in largo per il globo terraqueo. Le riprese sono cominciate il 3 ottobre 2005 in Sudafrica, dove sono state girate le scene del viaggio del 1993 del papa tra i poveri. La troupe si è quindi spostata in India, per la scena dell'incontro tra Wojtyla e Madre Teresa di Calcutta. Successivamente la lavorazione è proseguita a Granada, a Roma e in Polonia, per la scena del primo viaggio del papa nel suo paese d'origine.
  • A Karol, un Papa rimasto uomo hanno lavorato diverse eccellenze cinematografiche. Il trucco è di Manlio Rocchetti, che ha vinto l'Oscar per A spasso con Daisy e che ha messo la propria arte al servizio di C'era una volta in America, I segreti di Brokeback Mountain, L'avvocato del diavolo e di cinque film di Martin Scorsese (L'ultima tentazione di Cristo, L'età dell'innocenza, Al di là della vita, Gangs of New York e Shutter Island. La colonna sonora, invece, è di Ennio Morricone.
  • Karol, un Papa rimasto uomo sarebbe dovuto andare in onda il 2 e 3 aprile in prima serata su Canale 5, ma Taodue e Mediaset hanno deciso di posticiparlo per evitare un acerrima competizione con il faccia a faccia tra Romano Prodi e Silvio Berlusconi.

La reazione di Joseph Ratzinger a Karol, un Papa rimasto uomo

Alle ore 17:30 del 30 aprile del 2006, Joseph Ratzinger alias Benedetto XVI, successore di Giovanni Paolo II, nell’Aula Paolo V°, in Vaticano, ha visto, tutto d'un fiato, Karol, un Papa rimasto uomo. Il pontefice ha gradito la miniserie e questo è il discorso che ha pronunciato al termine della proiezione:

Signori Cardinali, cari Fratelli nell'Episcopato e nel Presbiterato, illustri Signori e Signore!
Mentre restano fisse nella mente e nel cuore le immagini di questa interessante riproposizione del Pontificato di Giovanni Paolo II, rivolgo il mio cordiale pensiero a coloro che hanno contribuito alla realizzazione della fiction, il cui titolo significativo è Karol, un Papa rimasto uomo. Questa sera abbiamo rivissuto le emozioni provate nel maggio dello scorso anno, quando, a poca distanza dalla scomparsa dell'amato Pontefice, abbiamo assistito, in questa medesima sala, alla proiezione della prima parte del film. Sono grato al regista e sceneggiatore, Giacomo Battiato, e ai suoi collaboratori, che con sapiente maestria ci hanno riproposto i momenti centrali del ministero apostolico del mio venerato Predecessore; un grazie sentito indirizzo a colui che, in veste di protagonista, ha reso al vivo il suo volto, l'attore Piotr Adamczyk, come pure agli altri interpreti; sincero apprezzamento desidero esprimere al produttore Pietro Valsecchi e ai dirigenti qui presenti delle Case di produzione Taodue e Mediaset.
Con questa seconda parte della fiction si conclude il racconto della vicenda terrena dell'amato Pontefice. Abbiamo riascoltato l'appello iniziale del suo Pontificato risuonato nel corso degli anni tante volte: "Aprite le porte a Cristo! Non abbiate paura!". Lo scorrere delle immagini ci ha mostrato un Papa immerso nel contatto con Dio e proprio per questo sempre sensibile alle attese degli uomini. Il film ci ha fatto idealmente ripensare ai suoi viaggi apostolici in ogni parte del mondo; ci ha dato modo di rivivere i suoi incontri con tante persone, con i Grandi della terra e con semplici cittadini, con illustri personaggi e persone sconosciute. Tra tutti merita una menzione speciale l'abbraccio con Madre Teresa di Calcutta, legata a Giovanni Paolo II da un'intima sintonia spirituale. Impietriti, come se fossimo presenti, abbiamo riudito gli spari del tragico attentato in Piazza San Pietro del 13 maggio 1981. Dall'insieme è emersa la figura di un instancabile profeta di speranza e di pace, che ha percorso i sentieri del globo per comunicare il Vangelo a tutti. Sono tornate alla mente le sue parole vibranti per condannare l'oppressione di regimi totalitari, la violenza omicida e la guerra; parole piene di consolazione e di speranza per manifestare vicinanza ai familiari delle vittime di conflitti e di drammatici attentati, come quello alle Torri Gemelle di New York; parole di coraggio e di denuncia verso la società consumistica e la cultura edonistica, protesa a costruire un benessere semplicemente materiale che non può soddisfare le attese profonde del cuore umano.
Ecco i sentimenti che sorgono spontanei dal cuore questa sera, e che ho voluto condividere con voi, cari fratelli e sorelle, ripercorrendo, aiutati dalle sequenze di questo film, le fasi del Pontificato dell'indimenticabile Giovanni Paolo II. Ci accompagni dall'alto l'amato Pontefice e ci ottenga dal Signore la grazia di essere come lui sempre fedeli alla nostra missione. A voi tutti qui presenti e alle persone a voi care la mia Benedizione.


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