giovedì 29 febbraio 2024

Ray Winstone sul Marvel Cinematic Universe: "Può distruggerti l'anima"

Qualcuno non è rimasto entusiasta del Marvel Cinematic Universe, pur avendoci preso parte: più che altro Ray Winstone, interprete del cattivissimo generale Dreykov, antagonista di Scarlett Johansson in Black Widow, ha trovato il lavoro con i Marvel Studios piuttosto umiliante, per via del modo in cui sono stati gestiti i reshoot. L'attore non ha risparmiato parole amare a Radio Times...

Ray Winstone e i Marvel Studios: "È come un calcio nelle palle"

In Black Widow il veterano Ray Winstone, tra poco in Damsel su Netflix accanto a Millie Bobby Brown, ha interpretato un potente antagonista, il generale Dreykov. Un ruolo che, a quanto ha raccontato, aveva in origine caratterizzato in modo diverso: e quando scriviamo "in origine" ci riferiamo al primo turno delle riprese. Quando è arrivato il momento dei reshoot (a onor del vero quasi automatici nei kolossal hollywoodiani), il rapporto dell'attore con lo studio ha iniziato seriamente a scricchiolare. Ray, che sarà anche nel cast del Gentemen di Guy Ritchie, ha raccontato quello che è successo... e come l'ha presa (non bene).

Era andata bene finché non è arrivato il momento dei reshoot. A quel punto scopri che un po' di produttori pensano che la tua performance sia "troppo", troppo forte... è così che funziona la Marvel. Può distruggerti l'anima, perché magari pensi di aver fatto un buon lavoro. [...] A dir il vero dissi: "Allora chiamate un altro perché io ho già dato." Ma invece ti tocca rifarlo per contratto. Altrimenti ti portano in tribunale. È come un calcio nelle palle. [riferendosi a Damsel] A parole tutti possono descrivere un buon film, però a volte ti arriva al naso l'odore di qualcuno che fa un po' più sul serio degli altri...

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Dune - Parte 2, il ritorno di Zendaya e della sua Chani al cinema

Denis Villeneuve l’aveva annunciato già tempo fa. Dune – Parte 2 avrebbe reso protagonista anche Chani, il personaggio assegnato a Zendaya che accompagnerà Paul Atreides (Timothée Chalamet) in un nuovo capitolo della sua avventura. Legata al popolo Fremen, Chani si presenta sin da subito come una donna coraggiosa e ribelle il cui destino sembra essere strettamente intrecciato a quello di Paul. Ma qual è il suo ruolo in Dune – Parte 2? In che modo emergerà nella trama e quale sarà il suo impatto sulla storia?

Dune - Parte 2 riporta Chani sullo schermo: tutto sul personaggio ideato da Frank Herbert

Zendaya sta vivendo un periodo glorioso nell’industria dell’intrattenimento. Chani è soltanto uno degli ultimi personaggi che hanno bussato alla sua porta, consapevoli di essere capitati tra le mani di un talento hollywoodiano. Tra i personaggi più famosi di Dune, romanzo di Frank Herbert, Chani è una donna Fremen coraggiosa che supporta Paul in tutto e per tutto. Ma, secondo Denis Villeneuve, il suo percorso sarà diverso da quello raccontato nella saga fantascientifica tempo fa. In Dune e Messia di Dune, Chani accetta immediatamente il destino di Paul come messia, mentre nel film – secondo Zendaya – non sarà così. Pur essendo il vero amore di Paul, Chani nel romanzo non è un personaggio di spessore: si conosce molto poco della sua storia, della sua vita, e il suo punto di vista non viene mai esplorato dall’autore. È un personaggio che aiuta il protagonista ma senza mai sbilanciarsi o contestare le convinzioni altrui. In Dune – Parte 2, non sarà così. A detta di Zendaya, uno dei meriti di Denis Villeneuve è che ha permesso a Chani di acquisire le "sue convinzioni personali e una caratterizzazione del tutto nuova". Intervistata da Entertainment Weekly, l’attrice ha raccontato che mentre nel romanzo Chani accetta senza battere ciglio l’idea che Paul sia il messia, nel film si concederà qualche dubbio.

Non solo Chani: tutti i ruoli indimenticabili di Zendaya

Interpretare questa versione di Chani ha messo alla prova Zendaya, che di ruoli complicati se ne intende. Pur avendo iniziato nel mondo di Disney Channel, ha debuttato al cinema con Spider-Man: Homecoming, rivisitando uno dei personaggi chiave nella vita di Peter Parker: Mary Jane, detta semplicemente MJ. Un ruolo prezioso, non solo perché le ha permesso di macinare i primi consensi sul grande schermo del MCU, ma al tempo stesso le ha permesso di conoscere Tom Holland, sua dolce metà. La sua MJ è presente anche nei successivi capitoli Spider-Man: Far From Home e Spider-Man: No Way Home. Nel mezzo, Zendaya ha ampliato sempre più la sua presenza cinematografica, dimostrando talento e versatilità alle prese con personaggi estremamente diversi tra loro. Ha interpretato Anne Wheeler in The Greatest Showman e la protagonista in Malcolm & Marie. Tra non molto mostrerà al cinema anche la talentuosa Tashi Duncan in Challengers di Luca Guadagnino. Ma probabilmente il ruolo che nessuno dimenticherà è quello che le ha permesso di vincere non uno, ma ben due Emmy Awards. Impossibile ignorarla in Euphoria: Rue ha un rapporto altalenante con le sue dipendenze (e con se stessa) e quel ruolo ha fatto sì che trionfasse nella stessa categoria di migliore attrice in una serie drammatica ben due volte agli Emmy (2020 e 2022).



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Sesso, tradimento e morte per Elizabeth Hurley nel trailer di Strictly Confidential

L'attrice e modella inglese, alle soglie dei 60 anni, recita nel ruolo di una spietata seduttrice in un thriller erotico scritto e diretto da... suo figlio, Damien Hurley. Ecco trama e trailer di Strictly Confidential.

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Una pallottola spuntata, il reboot con Liam Neeson ottiene una data d'uscita

Una pallottola spuntata ha finalmente guadagnato una data d’uscita. Paramount Global ha annunciato quando il reboot approderà sul grande schermo, segnando così il ritorno di una serie amatissima degli Anni ’80. Tutto ha avuto inizio con una serie televisiva, che si è poi trasformata in una trilogia comica guidata da Leslie Nielsen. Da anni un reboot è in lavorazione con protagonista Liam Neeson e, grazie al recente annuncio di Paramount, ha finalmente guadagnato una data d’uscita.

Una pallottola spuntata, Paramount rivela la data d’uscita del reboot

Paramount ha condiviso un calendario ricco per i prossimi anni di cinema, includendo anche una data per Una pallottola spuntata che approderà in sala nel corso del 2025. Film attualmente senza titolo, è in produzione da un po’ di tempo, ma ha finalmente individuato la data di debutto (quantomeno negli Stati Uniti). Tutti pronti per nuove avventure esilaranti di Frank Drebin, ma questa volta Junior poiché interpretato da Liam Neeson, fissate per il 15 luglio 2025. Come precisa ComicBook, in realtà non è chiaro chi interpreterà Neeson. Si vociferava che potesse interpretare l’erede di Frank Drebin, ma bisognerà attendere un chiarimento ufficiale per esserne certi.

Il reboot è diretto e prodotto da Avika Schaffer, che al tempo stesso ha curato anche la sceneggiatura con Dan Gregor e Doug Man. Anche la trama al momento è tenuta sotto chiave. Tutto dipenderà dall’impostazione della storia, se ambientata nello stesso universo dei precedenti film con Leslie Nielsen, che ha interpretato per anni un detective distratto, caotico e al tempo stesso geniale. In ogni film Frank è impegnato in un nuovo caso, le cui indagini spesso procedono a singhiozzo. Dopo Una pallottola spuntata uscito nel 1988, Nielsen ha recitato anche in Una pallottola spuntata 2½ - L'odore della paura (1991) e Una pallottola spuntata 33⅓ - L'insulto finale (1994).



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mercoledì 28 febbraio 2024

Thor, chi è il famoso attore che ha quasi ottenuto il ruolo di Chris Hemsworth (e cosa è andato storto)

L'affascinante Chris Hemsworth ha vestito i nerboruti panni di Thor per i Marvel Studios in sette film, nell'arco di circa 13 anni. L'attore sembra nato per interpretare il Dio del Tuono, al quale è riuscito a regalare al tempo stesso grave intensità e sfumature comiche. Facciamo un tuffo nel passato. Precisamente, ai casting per scegliere chi avrebbe prestato il volto al figlio di Odino nel primo cinecomic a lui dedicato, diretto da Kenneth Branagh nel 2011.

Alan Ritchson, star della serie Reacher e apparso anche in Fast X (2023), ha raccontato di non aver ottenuto il ruolo per un soffio. Dunque Hemsworth non fu la prima scelta dei Marvel Studios. Tuttavia, Ritchson commise un'imprudenza che persuase la compagnia ad optare per il candidato australiano.

Intervistato da Men's Health, Ritchson ha svelato d aver affrontato superficialmente il provino e di non aver dato il massimo. Pensava di aver già il ruolo in tasca, convinto che il requisito fondamentale fosse la somiglianza fisica con il Thor dei fumetti, più che le doti recitative.

Non l'ho preso sul serio. Ero tipo: 'Mi daranno la parte se assomiglio al ragazzo; a nessuno interessa davvero recitare.'

Dopo l'audizione, i responsabili del casting hanno detto al suo team che Ritchson era in cima alla lista degli attori in lizza per il ruolo di Thor. Purtroppo, però, non aveva dimostrato di avere "la stoffa" per interpretarlo. Ed ecco che, ad aggiudicarsi il Mjöllnir e la corona di Asgard, è stato infine Chris Hemsworth.

Ad ogni modo, Alan Ritchson ha avuto più di un'opportunità per recitare nel mondo dei supereroi. Ad esempio con la serie DC Titans, in cui ha interpretato Hawk. L'attore, dapprima, puntava al ruolo di Dick Grayson/Nightwing, per il quale sostenne un'audizione. In quell'occasione, ha ricordato di aver dato tutto se stesso, al contrario di quanto accaduto con la Marvel.

Ero così sicuro di me. Pensavo: 'Questa è la migliore dannata audizione che abbia mai fatto in vita mia. Non è possibile che possano fare questa serie senza di me'.

Suo malgrado, Ritchson si scontrò con un grosso ostacolo. A quanto pare, era già troppo anziano per la versione del personaggio che lo show aveva in mente. Rimanendo in tema di supereroi, prima di Hawk, l'attore è apparso nei panni di Aquaman in alcuni episodi della celebre serie Smallville.

The Brave and the Bold, Alan Ritchson sarà Batman per la DC di James Gunn?

Quanto all'entusiasmo dei fans, che lo vorrebbero a tutti i costi nel ruolo del Cavaliere Oscuro in The Brave and The Bold, prossimo titolo del franchise DC Studios di James Gunn, Ritchson ha scherzato: "Per quanto insistenti siano queste voci, sento che questa parte mi dovrebbe essere offerta su un piatto d'argento!" E ancora: "Mi piacerebbe interpretare Batman. Ma non sono ancora Batman. Non so quale sarà l'approccio di Gunn. Ma sì, sarebbe fantastico. È uno dei personaggi più iconici."



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martedì 27 febbraio 2024

Oceania 2, anche Auli'i Cravalho torna per il sequel

Disney ha annunciato il ritorno a sorpresa di Oceania con un sequel inaspettato che ha rilanciato la storia di Vaiana. Eppure, nelle ultime settimane, il coinvolgimento della star principale Auli'i Cravalho non è stato confermato. Si vociferava che l’attrice fosse in trattative per riprendere il suo ruolo nel sequel d’animazione e finalmente è arrivata la conferma che in tanti aspettavano. Anche Auli'i Cravalho prenderà parte ad Oceania 2.

Oceania 2, Auli'i Cravalho tornerà da Vaiana

Poche settimane fa il CEO di Walt Disney Company Bob Iger ha sorpreso il pubblico e l’industria dell’intrattenimento in generale annunciando un ritorno di Vaiana in formato d’animazione, promuovendo un sequel a sorpresa di Oceania. Oltre ad essere un progetto in lavorazione, ha prontamente guadagnato una data d’uscita al cinema che avverrà molto presto: salvo controindicazioni, Oceania 2 dovrebbe arrivare in sala a novembre 2024. L’annuncio, però, non ha incluso tempestivamente le star originali del primo film d’animazione. Secondo Deadline, Auli'i Cravalho tornerà ad adattare la sua voce a quella di Vaiana affiancando ancora una volta Dwayne Johnson che invece riprenderà il ruolo di Maui.

La realizzazione di un film sequel non arriva dal nulla. In principio, infatti, Disney aveva immaginato un seguito di Oceania ma in formato serie televisiva da distribuire in streaming sulla piattaforma di Disney+. Quel progetto ha poi cambiato forma e, complice la popolarità di Oceania, si è trasformato in un sequel per il grande schermo. E non è l’unico in cantiere. Tempo fa Disney ha annunciato anche la realizzazione di un film in carne ed ossa di Oceania che segue il filone sviluppatosi negli ultimi anni, che trasforma i grandi classici d’animazione in film live action. Auli'i Cravalho, però, ha precisato da tempo che non avrebbe rappresentato Vaiana nel progetto e che avrebbe fatto posto ad un nuovo talento per raccontare la storia del personaggio. Tuttavia è stata coinvolta nel film in qualità di produttrice esecutiva. Dwayne Johnson, invece, dovrebbe riprendere il ruolo di Maui e figura a sua volta come produttore.



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Thunderbolts, Florence Pugh conferma che Marvel ha avviato le riprese

La programmazione in casa Marvel ha subito qualche modifica nelle ultime settimane, soprattutto dopo che gli Studios hanno annunciato l’arrivo dei Fantastici 4 con un cast di tutto rispetto. In molti, però, si sono posti una domanda relativa a Thunderbolts: il progetto con gli antieroi Marvel subirà delle modifiche? Le recenti dichiarazioni di Florence Pugh lasciano ben sperare per il futuro dei suoi antieroi. A detta dell’attrice, che interpreta Yelena Belova nell’universo Marvel, Thunderbolts è attualmente impegnato con le riprese sul set. Ciò significa che la produzione ha ufficialmente avviato il suo corso.

Thunderbolts ha avviato le riprese: lo conferma Florence Pugh

Florence Pugh negli ultimi anni ha incassato un successo dopo l’altro. Attualmente è alle prese con Dune – Parte 2, diretto da Denis Villeneuve, ma il pubblico non ha dimenticato uno dei suoi primi, grandi successi in casa Marvel dove ha interpretato la sorella di Natasha Romanoff. Facendo parte del team di Vedove Nere, Yelena ha dimostrato di avere talento e soprattutto di non avere paura delle sfide. Insieme a Red Guardian, suo padre interpretato da David Harbour, tornerà tra i protagonisti di Thunderbolts, presentato sin da subito come una sorta di Suicide Squad ma Marvel. I protagonisti, infatti, sono personaggi più o meno noti intesi come antieroi. Ai microfoni di Entertainment Tonight, Florence Pugh ha confessato di aver avviato le riprese del suo prossimo film Marvel, che la riporterà nuovamente nel MCU. L’ultima volta, Yelena è apparsa in Hawkeye alla ricerca di vendetta e risposte.

Ho appena iniziato il mio prossimo film, il prossimo film Marvel, Thunderbolts. Lo stavo girando.

Non ha aggiunto altro, per il momento, anche perché di Thunderbolts si conosce molto poco. Sappiamo, ad esempio, che il cast includerà altre stelle già note all’MCU come Sebastian Stan, Julia Louis-Dreyfus, Wyatt Russell e aggiungerà anche Hannah John-Kamen e Olga Kurylenko. Diretto da Jake Schreier, nonostante le modifiche apportate nella tabella di marcia, Thunderbolts ha finalmente ottenuto una data d’uscita fissata per il 2 maggio 2025.



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Dune - Parte 2, il regista spiega perché il coinvolgimento di Anya Taylor-Joy è stato svelato soltanto adesso

Dune - Parte 2 ha svelato il coinvolgimento di Anya Taylor-Joy soltanto durante la première di Londra: ma perché tanto mistero? Il regista svela il motivo.

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lunedì 26 febbraio 2024

Barbie, è ufficiale: Ryan Gosling canterà I'm Just Ken agli Oscar 2024

Dopo settimane d’attesa, arriva la conferma: la performance di Ryan Gosling durante la cerimonia degli Academy Awards si farà. L’attore potrà dare libero sfogo al Ken dentro di sé, ripescando uno dei tormentoni di Barbie per introdurlo anche agli Oscar 2024. Gosling avrà la possibilità di interpretare dal vivo I’m Just Ken, uno dei brani originali del film live action dedicato alla bambola Mattel dove per l’appunto interpreta Ken. Un ruolo che gli è valso anche una nomination agli Oscar come migliore attore non protagonista. Del resto I’m Just Ken ha guadagnato a sua volta una nomination come migliore canzone originale agli Oscar 2024, motivo per cui il pubblico attendeva da tempo un simile annuncio finalmente concretizzatosi.

Barbie, Ryan Gosling si esibirà agli Oscar 2024 con I’m Just Ken

Soltanto poche settimane fa, Ryan Gosling aveva ammesso di non aver ricevuto una proposta ufficiale da parte dell’Academy per esibirsi durante gli Oscar ed intonare ancora una volta I’m Just Ken, diventato uno dei brani più ascoltati nel 2023 scalando rapidamente le vette di Spotify. Al tempo stesso, però, ha ammesso di essere aperto all'idea. Come riporta Variety, l’attore potrà esibirsi dal vivo sulle note di I’m Just Ken davanti ad una platea ricca di star hollywoodiane. Il suo coinvolgimento non era dato per scontato, se si considera che fino a poco tempo fa è stato proprio l’attore ad ammettere di non aver ricevuto una proposta ufficiale dall’Academy. Tuttora quest’ultima non ha confermato ufficialmente l’indiscrezione condivisa da Variety.

Quest’anno gli Oscar si tingono di rosa, perché Barbie ha guadagnato numerose candidature: basti pensare che, soltanto nella categoria di migliore canzone, gareggiano in due. Oltre a I’m Just Ken, anche What Was I Made For di Billie Eilish è in gara ed è tra le favorite. Ha già vinto il Golden Globe nella stessa categoria e Billie Eilish ha già dei precedenti all’Academy, avendo vinto la migliore canzone originale nel 2022 per il contributo dato a No Time To Die. Oltre alla cerimonia in sé, tutti gli occhi sono puntati su Ryan Gosling e sulla sua nuova performance di Ken. In Barbie, interpreta la spalla della protagonista e l’accompagna in un’avventura nel Mondo Reale dove scopre che esiste qualcosa chiamato il patriarcato e che desidera prontamente attuare anche a Barbieland. Quando Barbie torna a casa, scopre che tutto è cambiato e che quella nuova versione di Barbieland è sbagliata. La cerimonia degli Oscar è fissata per il 10 marzo 2024 e riceverà una spinta in più da Ryan Gosling.



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Bob Marley: One Love vince al boxoffice italiano del weekend

A conferma di quanto i biopic musicali appassionino il pubblico mondiale, alla sua uscita sui nostri schermi Bob Marley: One Love si è collocato sulla vetta del boxoffice italiano del weekend, in generale netta ripresa rispetto alla scorsa settimana (+41%, fonte Cinetel). La storia del celebre cantante, interpretato qui da Kingsley Ben-Adir per la regia di Reinaldo Marcus Green, è partita con 1.210.000 euro in quattro giorni. Ottimo l'esito in tutto il mondo: si parla già di 120.590.000 dollari incassati (fonte Boxoffice Mojo), per un budget di 70 (fonte Deadline). Il pari si avvicina già.

Si piazza al secondo posto un altro nuovo arrivato, La zona d'interesse di Jonathan Glazer, forte delle sue cinque candidature agli Oscar 2024: debutta qui da noi con 795.000 euro in quattro giorni, mentre nel mondo è sui 16.423.000 dollari. Il particolare racconto segue la famiglia tedesca del comandante responsabile del campo di concentramento di Auschwitz: trascorre tranquillamente la propria esistenza, mentre al di fuori della tenuta sono attivi i forni crematori.
Scivola dalla prima alla terza posizione un altro candidato agli Oscar 2024 (per due premi): Past Lives di Celine Song, dove una donna sudcoreana, emigrata negli Usa da bambina con i genitori, riceve dopo vent'anni la visita di un suo ex-fidanzatino di scuola. Lei ormai è sposata con un americano. L'incontro è significativo per tutti. L'incasso del fine settimana ammonta a 703.700 euro, il totale italiano a 2.074.000 (nel mondo parliamo di 26.632.000 dollari per 12 di budget).

Esordio al quarto posto per Emma e il giaguaro nero: Gilles de Maistre, autore di Mia e il leone bianco, racconta una storia simile, quella di una bambina che diventa amica di un cucciolo di giaguaro nella Foresta Amazzonica, per poi trasferirsi a New York. Tornerà quando saprà che l'animale è in pericolo. Debutto da 570.200 euro.
Non esplode ma si fa notare da noi Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - Verso L'Allenamento Dei Pilastri, nuovo appuntamento cinematografico per l'epico anime dello Studio Ufotable, basato sul manga di Koyoharu Gotōge: esce e si piazza in quinta posizione con 487.000 euro in quattro giorni. Negli USA si è conteso il primo posto con Bob Marley: One Love, per la vittoria al filo di lana di quest'ultimo. Combinazione della fine della terza stagione con l'inizio inedito della quarta, nel mondo l'anime ha già totalizzato 28.272.700 dollari.

Il box office completo del weekend



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Venom 3, Juno Temple rivela che le riprese sono quasi terminate

Venom 3 avrebbe quasi concluso le riprese, stando alle recenti dichiarazioni di Juno Temple. L’attrice è tra le new entry del terzo capitolo con protagonista Tom Hardy, che riprenderà il ruolo di Eddie Brock insieme all’amico simbionte proveniente dall’universo di Spider-Man. La produzione ha avviato le riprese in un periodo alquanto delicato in quel di Hollywood, ad un passo dallo sciopero degli attori che ha poi paralizzato l’industria per mesi. Nonostante la crisi iniziale, Venom è tornato sul set e avrebbe quasi concluso le riprese.

Venom 3, Juno Temple dichiara che le riprese sono quasi terminate

Venom è soltanto l’ultimo progetto in ordine cronologico nel calendario Sony, già rimpolpato con altre uscite come la recente Madame Web, che ha introdotto la storia di Cassandra Web la chiaroveggente seppur in un universo parallelo che quindi non è influenzato da Spider-Man. Il prossimo debutto Sony nell’universo degli antieroi è rappresentato da Kraven il Cacciatore, seguito da Venom che, a detta di Juno Temple, ha quasi terminato le riprese. L’attrice, di ritorno sui piccoli schermi con la quinta stagione di Fargo, ha rilasciato una dichiarazione succosa ai microfoni di Variety:

Siamo vicini alla fine. È stato un viaggio selvaggio e meraviglioso. È tutto così nuovo per me. È un set enorme! È pazzesco. È stato così divertente e ho avuto la possibilità di lavorare con persone fantastiche. Sono stata così fortunata nella mia carriera a poter semplicemente prendervi parte con un cast incredibile. Non vedo l’ora che esca al cinema. Penso che piacerà.

Juno Temple si è concessa una breve dichiarazione durante il gala dei SAG-AFTRA Awards, ma non ha rivelato molto in merito alla trama di Venom 3, tenuta attualmente sotto chiave. Del progetto, infatti, si conosce molto poco. Kelly Marcel, che si è occupata della sceneggiatura, firma anche la regia. L’uscita del film è prevista per novembre 2024 e, a detta di Tom Hardy, questo potrebbe essere anche l’ultimo per Eddie e il suo amico simbionte.



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domenica 25 febbraio 2024

Aspettando Il colore viola, ecco in streaming i migliori musical contemporanei

Questa settimana arriva nelle sale italiane l’atteso Il colore viola, trasposizione cinematografica del musical di successo di Broadway. Vogliamo sottolineare che, sotto molti punti di vista, si tratta di un’operazione piuttosto differente dall'omonimo film di Steven Spielberg del 1985, a sua volta tratto direttamente dal romanzo Premio Pulitzer di Alice Walker. Comunque sia, in occasione dell’arrivo di questo musical vogliamo proporvi cinque film in streaming che a nostro avviso rappresentano il meglio di questo genere nel nuovo millennio cinematografico. Come sempre buona lettura.

Aspettando Il colore viola, i migliori musical in streaming dei nostri anni

  • Dancer in the Dark
  • La La Land
  • The Greatest Showman
  • West Side Story
  • Theater Camp: un'estate a tutto volume

Dancer in the Dark (2000)

Quando pensiamo alla potenza emotiva che il musical sa sprigionare, non possiamo negare l’impatto del magnifico film di Lars von Trier con protagonista una struggente Björk. Accanto a lei poi un’altra leggenda del cinema europeo come Catherine Deneuve. Dancer in the Dark si regge su una messa in scena che mescola il realismo dell’ambientazione con la poesia delle canzoni dell’artista, perfette per il tipo del film che l'autore sviluppa sequenza dopo sequenza. Un inizio tutto in nero folgorante e un finale che non può non commuovere per un musical personale e visionario. Titolo imprescindibile se si ama questo genere. Palma d'Oro a Cannes per film e attrice. Disponibile su CHILI.

La La Land (2016)

Il musical più famoso e celebrato dei nostri tempi - sei premi Oscar tra cui quelli per la regia e la miglior attrice - nasce dalla mente di un cineasta che ha studiato il genere in ogni suo minimo dettaglio. La La land si regge infatti su una messa in scena perfettamente calibrata che permette ai due protagonisti Emma Stone e Ryan Gosling di esprimere il meglio delle loro notevoli potenzialità. Momenti di cinema folgorante, sequenza di danza e musica appassionanti, divise tra coreografie perfette e una freschezza di approccio al genere regalata dai due attori. Film magnifico, una ventata d’aria fresca. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, TIMVision, Amazon Prime Video, Rai Play.

The Greatest Showman (2017)

Stessi autori delle musiche  delle canzoni di La La Land per la storia musicata del grande imprenditore P.T. Barnum, splendidamente interpretato da uno Hugh Jackman in stato di grazia. È lui il cuore pulsante di The Greatest Showman, musical troppo sottovalutato dalla critica - per fortuna non dal pubblico - che vede momenti superbi e canzoni che arrivano dritte al cuore. Michelle Williams, Rebecca Ferguson, Zac Efron e la esordiente Zendaya danno davvero il meglio. Uno dei nostri musical preferiti in assoluto. From Now On è una canzone che non si dimentica facilmente…Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video, Disney +.

West Side Story (2021)

Se Steven Spielberg decide di rifare il classico di Robert Wise e Jerome Robbins, significa ovviamente che c’è ancora qualcosa da dire. Anzi, molto. Il suo West Side Story diventa immediatamente un classico contemporaneo, fatto di una messa in scena incredibile non soltanto nelle stratosferiche scene di ballo e canto. Ansel Elgort e Ariana De Bose (Oscar come non protagonista) sono davvero all’altezza, ma quando è in scena Mike Faist se la prende con gli interessi. Film magnifico, avvolgente, doloroso. Uno dei migliori dell’ultimo Spielberg. Da amare incondizionatamente. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Disney +.

Theater Camp: un'estate a tutto volume (2023)

Ci tenevamo a dare un minimo di risalto a questo piccolo film totalmente indipendente passato troppo inosservato la scorsa estate americana perché si tratta di una satira rivolta all’ossessione da musical davvero divertente, pieno di trovate di sceneggiatura originali ma soprattutto di attori che sanno esattamente cosa fare e come far divertire il pubblico con i pochi mezzi che hanno a disposizione. Theater Camp: un'estate a tutto volume vede protagonisti Ben Platt e Molly Gordon (anche co-regista) che sprigionano comicità ed energia. Nel resto del cast si contraddistingue un potente Noah Galvin. Corrosivo, spiritoso, anticonformista. Provate a recuperarlo, ne vale assolutamente la pena. Disponibile su Apple Itunes, Amazon Prime Video, Disney +.



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SAG Awards 2024, Robert Downey Jr. vince e il suo discorso è virale: "Non mi stancherò mai della mia voce!"

La 30esima edizione dei SAG Awards ha regalato un'altra bella soddisfazione a Robert Downey Jr. L'inarrestabile attore ha ricevuto il premio come Migliore Attore non Protagonista per il ruolo di Lewis Strauss in Oppenheimer di Christopher Nolan. Il divo ha sbaragliato gli illustri colleghi Sterling K. Brown (American Fiction), Willem Dafoe (Povere Creature!), Robert De Niro (Killers of the Flower Moon) e Ryan Gosling (Barbie).

I SAG Awards 2024, i premi della Screen Actors Guild, si sono tenuti allo Shrine Auditorium & Expo Hall di Los Angeles. Per la prima volta, la cerimonia è stata trasmessa in streaming su Netflix in tutto il mondo. L’associazione degli attori di Hollywood è proprio quella che, l’anno scorso, con la WGA, ha dato il via allo sciopero durato sei mesi, che ha paralizzato l’industria cinematografica.

Oppenheimer, in questa occasione, ha portato a casa tre riconoscimenti: Miglior Cast Cinematografico, Miglior Attore per Cillian Murphy e, si diceva, Miglior Attore non Protagonista a Downey Jr. Il prestigioso premio si aggiunge così al Golden Globe, al BAFTA e al Critic's Choice Award. Lo scaffale inizia a riempirsi: avanzerà uno spazietto per il Premio Oscar?

L'ex volto di Tony Stark, infatti, è candidato anche agli Academy Awards ma, per scoprire se farà un en plein, dovremo attendere la 96esima edizione dei Premi Oscar, che si terrà al Dolby Theatre di Hollywood nella notte tra il 10 e l'11 marzo. Sarà la resa dei conti, per confermare che il 2024 è stato indiscutibilmente l'anno di Robert Downey Jr.

Torniamo ai SAG 2024. Nell'accettare la statuetta, il divo 58nne ha pronunciato il tradizionale discorso. Ogni intervento dell'attore, nella stagione degli awards in corso, è stato esilarante e degno di nota. Quest'ultimo non ha fatto eccezione. "A differenza dei miei colleghi candidati - ha esordito - non mi stancherò mai del suono della mia voce".

Questo è davvero incredibilmente significativo per me. Grazie mille. Perché io? Perché adesso? Perché le cose sembrano andare per il verso giusto? Ho Chris Nolan nel mio orecchio. Questo è praticamente l'unico biglietto che mi ha dato: 'Forse solo un altro senza niente sopra.' Teri Garr, James Spader, Anthony Michael Hall, Mel Gibson, Whoopi Goldberg, Alfre Woodard, Woody Harrelson, Holly Hunter, Kenneth Branagh, Jodie Foster, Annette Bening, Val Kilmer, Jamie Foxx, Jude Law, Gwyneth Paltrow, Cillian Murphy, Emily Blunt, Alden Ehrenreich, Susan Downey.

Immediatamente, l'attore ha chiarito il motivo di citare sua moglie in quell'elenco: "Ora, perché ho aggiunto il nome di mia moglie a questa lista di artisti di grande talento, da cui ho imparato così tanto in questi ultimi 40 anni? È perché per 22 anni ha interpretato in modo impeccabile una persona sana di mente, un individuo razionale, che è felicemente sposato con un attore."

Come ha scritto qualcuno sui social, se i discorsi di ringraziamento fossero una categoria, Robert Downey Jr. farebbe incetta di premi. La star è arrivata alla sua terza nomination ai SAG Awards: l'ultima fu nel 2009 per Tropic Thunder.



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Shang-Chi: Simu Liu ottimista sul sequel, un po’ meno su Avengers: The Kang Dynasty

Shang-Chi sarà in Avengers: The Kang Dynasty? Ammesso e concesso che il film si farà, considerato l’allontanamento di Jonathan Majors dall’universo Marvel, Simu Liu ha voluto spezzare una lancia a favore del futuro del suo personaggio, il cui sequel attualmente risulta ancora in alto mare. Ragionando sul quinto capitolo dedicato ai Vendicatori che potrebbe riportare numerosi personaggi dispersi del MCU nuovamente in gioco, anche Simu Liu ha rilasciato una recente dichiarazione spiegando che al momento ignora il destino di Shang-Chi, almeno per quanto riguarda il progetto corale. Al tempo stesso ha fornito un aggiornamento prezioso relativo al sequel diretto del suo film stand alone.

Shang-Chi: Simu Liu ottimista sul sequel, un po’ meno su Avengers: The Kang Dynasty

Intervistato da ComicBook, Simu Liu ha ammesso di non conoscere lo status di Avengers: The Kang Dynasty né del possibile coinvolgimento del suo personaggio nelle dinamiche del film. Dopo il suo debutto in Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli avvenuto nel 2021, Simu Liu non è più apparso nel mondo dei Vendicatori Marvel e non è detto che accadrà molto presto, soprattutto nel caso del quinto capitolo dedicati agli Avengers il cui protagonista dovrebbe essere proprio Kang il Conquistatore. Nel corso dell’intervista, l’attore ha spiegato che non è sicuro a questo punto di apparire nel film corale e fare squadra con gli altri eroi Marvel, ma al tempo stesso ha condiviso alcuni aggiornamenti speranzosi per il sequel di Shang-Chi che sarebbe in lavorazione.

Non lo so a dire il vero se tornerà. Sono cose che vanno al di là delle mie competenze. Voglio soltanto continuare ad esserne un fan. Di solito ricevo una telefonata in cui ti informano del ruolo e dove presentarti. Ed è tutto ciò che puoi sapere al riguardo. In genere è questo che accade. Ma Destin è un regista davvero speciale e siamo felici di averlo nel sequel. Lavorerà su questo e siamo davvero felici di vedere cosa inventerà. Penso che farà un lavoro brillante.

In programmazione da tempo, Avengers: The Kang Dynasty dovrebbe concentrarsi sul villain di turno ma non è ancora chiaro in che modo, considerato che Jonathan Majors è stato licenziato dagli Studios. In principio Destin Daniel Cretton, che si è occupato della regia del primo Shang-Chi, figurava anche come regista del quinto Avengers, ma ha fatto un passio indietro tirandosi fuori dal progetto. Pare, però, che continuerà a lavorare su Shang-Chi e il suo sequel.



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Scarlett Johansson regista: scopriamo trama e cast del suo primo film, Eleanor the Great

In un momento in cui sempre più acclamate attrici decidono di mettersi alla prova anche come produttrici, la talentuosa Scarlett Johansson alza il tiro e gioca la carta della regia. La star del franchise Marvel debutterà dietro la macchina da presa con Eleanor the Great, film prodotto e distribuito da Sony Pictures Classics e TriStar Pictures.

Sono molte, si accennava, le donne di Hollywood desiderose di affermarsi come professioniste della settima arte a tutto tondo. Le attrici più in vista del momento, non a caso, figurano anche come produttrici dei film che più le hanno rese note. Emma Stone è produttrice esecutiva di Crudelia (2021) e produttrice di Povere Creature! (2023). Lo stesso vale per Margot Robbie, produttrice e protagonista, tra gli altri, di Tonya (2017) e Barbie (2023). Natalie Portman e Reese Whiterspoon, entrambe vincitrici del Premio Oscar, si sono 'sdoppiate sin dai tempi, rispettivamente, de L'amore e altri luoghi impossibili (2009) e di Una Bionda in Carriera (2003).

Seguendo le orme delle colleghe, anche la Johansson ha partecipato a Black Widow (2021) anche in veste di produttrice. Ora, come la già citata Portman, si prepara ad esordire come regista. Nel cast di Eleanor the Great vedremo June Squibb nel ruolo della novantenne Eleanor Morgenstein. La donna, dopo la morta della sua migliore amica, lascia la Florida per trasferirsi a New York e tentare di ricostruire la propria vita.

Tra gli interpreti, presenti anche Chiwetel Ejiofor, Jessica Hecht ed Erin Kellyman. La sceneggiatura del film, che non ha ancora una data di uscita ufficiale, porta la firma di Tory Kamen. Scarlett Johansson sarà coinvolta anche come produttrice del film, con Jonathan Lia e Keenan Flynn per These Pictures, Kara Durrett e Jessamine Burgum per Pinky Promise e Celine Rattray e Trudie Styler di Maven Screen Media.

Le ultime apparizioni sul grande schermo della diva risalgono al 2023, in Asteroid City di Wes Anderson e North Star di Kristin Scott Thomas. Quanto al futuro professionale dell'affascinante artista, non dimentichiamo i misteriosi rumor su un ipotetico ritorno della Johansson in casa Marvel. A quanto pare, gli Studios hanno in cantiere un progetto Marvel Top Secret, che vede la collaborazione tra Kevin Feige e la fu-Natasha Romanoff.

Freniamo gli entusiasmi, perché Feige in persona ha chiarito che il lungometraggio non avrà nulla a che fare con la Vedova Nera, personaggio che ha concluso il proprio arco narrativo in Avengers: Endgame (2019). Le ultime notizie sul progetto risalgono alla scorsa estate: sappiamo che non è stato cancellato, ma non se Scarlett sarà fisicamente presente nel cast.



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sabato 24 febbraio 2024

Stasera in TV: Film da vedere Sabato 24 Febbraio, in prima serata

Stasera in TV, Sabato 24 Febbraio 2024: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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16 millimetri alla rivoluzione: Luciana Castellina ricorda i balli al Cremlino in una clip in anteprima esclusiva

Conquisterà le nostre sale il 26, 27 e 28 febbraio il documentario di Giovanni Piperno 16 millimetri alla rivoluzione, che racconta sia la storia di un partito politico che l’impegno di un nutrito gruppo di cineasti che misero la loro macchina da presa a servizio di questo partito. Lo fecero per mezzo di film militanti che, oltre ad essere al servizio di un'idea, conservavano e tuttora conservano un grande valore artistico.

16 millimetri alla rivoluzione nasce da due incontri che per il regista sono stati fondamentali: quello con l'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e quello con Luciana Castellina, giornalista, scrittrice, politica, europarlamentare e fondatrice del Il Manifesto.

Inizialmente 16 mm alla rivoluzione doveva essere un documentario dedicato al PCI: alla sua storia, alla sua forza, ai suoi membri. Sarebbe stato un film collettivo e Piperno e Luciana Castellina ne avrebbero dovuto firmare un segmento. Il segmento pian piano è diventato un lungometraggio, attraversato dall’entusiasmo e dalla meraviglia dello stesso Giovanni Piperno di fronte alle immagini di opere di Citto Maselli, Ettore Scola, Bernardo Bertolucci, Gillo Pontecorvo, Ugo Gregoretti e tanti altri. E anche se il film è attraversato dai ricordi di Luciana Castellina, è diventato qualcosa di diverso dal classico reportage con intervista. Lo spiega bene Luca Ricciardi, producer dell'AAMOD,

Versione dopo versione, il film si spogliava di ogni tentativo di narrazione biografica o storica, peraltro mai veramente perseguita, per lasciare il passo ad una costruzione af-fettiva, forse anche incerta, in un certo modo anche sinfonica, fatta di film, di storie di cinema e di cineasti, di amore per le immagini e di passione per il racconto del reale attraverso la macchina da presa

16 millimetri alla rivoluzione, che è distribuito da Wanted Cinema, è dunque un viaggio nella nostra storia politica e anche la testimonianza “di un cinema libero, sperimentale, dal basso, empatico”.

16 millimetri alla rivoluzione: una clip in anteprima esclusiva

Quando si è messo al lavoro su 16 millimetri alla rivoluzione, Giovanni Piperno aveva chiara la sua meta: non fare un film storico, né tanto meno nostalgico, ma capace di parlare alle nuove generazioni, nella speranza di trasmettere ai ragazzi l'emozione del fare politica. Che l'obiettivo sia stato centrato lo dimostra una clip del documentario che vi facciamo vedere in anteprima esclusiva nella quale Luciana Castellina parla di vacanze.



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Oppenheimer, Jason Clarke ha terrorizzato Cillian Murphy sul set: "Pensavo mi avrebbe preso a pugni"

Sono tantissimi gli aneddoti direttamente dal set di Oppenheimer che le star e il regista del film hanno condiviso negli ultimi mesi. Questo, tuttavia, non era ancora emerso. Cillian Murphy, candidato al Premio Oscar per il ruolo di J. Robert Oppenheimer, ha raccontato che, durante le riprese di una scena del film, ha avuto l'impressione che Jason Clarke lo avrebbe aggredito da un momento all'altro. Più che impressione, la sua è stata autentica paura!

La scena in questione è ambientata in una piccola stanza occupata da attori, troupe e ingombrante attrezzatura. L'atmosfera, dunque, era già pesante di suo e la tensione della sequenza ha fatto il resto. In Oppenheimer, Jason Clarke ha prestato il volto a Roger Robb, consigliere speciale della Commissione per l'energia atomica in un'udienza dell'AEC sulla lealtà del fisico protagonista.

Ai microfoni del podcast Happy Sad Confused, Murphy ha svelato che il collega lo ha colto di sorpresa. L'attore australiano, dopo il ciak, ha cominciato a snocciolare contro di lui una raffica di aggressioni verbali e ha interpretato il suo ruolo con una tale ferocia, in quel momento, che Cillian ha temuto che la situazione gli sarebbe sfuggita di mano. Il modo in cui Clarke si muoveva sul set, seguendo la telecamera, ha fatto sentire il divo irlandese come se lui e la co-star fossero sul punto di avere uno scontro fisico.

È stato come se Chris [Nolan, ndr] gli avesse detto qualcosa prima della ripresa e la telecamera si stesse spingendo verso il basso, come se si muovesse su una specie di grande carrello. Non ne sono sicuro, ma pensavo che mi avrebbe preso a pugni. Jason Clarke è stato scandalosamente aggressivo. Era come se si muovesse verso il basso con la telecamera e stavamo semplicemente improvvisando. Lui era terrificante ma eccellente, e questa è la ripresa che è finita nel film.

Jason Clarke è un interprete talentuoso e questo non è un mistero. Così come non lo è la sua abilità nel rendere credibili personaggi inclini ad accessi d'ira o offuscati dalle passioni. La sua attitudine, unita ad un clima non proprio spensierato sul set, hanno dato vita alla scena che Cillian Murphy difficilmente dimenticherà. Il ciak in questione, infatti, si è tenuto durante le ultime due settimane del fitto programma di riprese, quando la stanchezza la faceva ormai da padrona per attori e troupe.

Oppenheimer, sino ad ora, ha ottenuto 4 Golden Globes, 7 BAFTA e quattro Critics' Choice Movie Awards. Con ben 13 candidature, è in corsa agli Oscar 2024. L'attesa per scoprire quante statuette porterà a casa il blockbuster diretto da Christopher Nolan è ormai agli sgoccioli. L'appuntamento è il 10 marzo al Dolby Theatre di Hollywood, per la 96esima edizione degli Academy Awards.



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venerdì 23 febbraio 2024

Oppenheimer, Robert Downey Jr. era nel mezzo di un incubo sui gatti quando ha saputo della nomination agli Oscar!

Le nomination agli Oscar possono costituire certamente una fonte di stress e causare non pochi incubi agli attori che attendono con ansia l'arrivo o meno della candidatura per il loro lavoro. Ed è quello che è successo a Robert Downey Jr. che, quando ha saputo che per il suo ruolo in Oppenheimerera nel bel mezzo di un incubo sui suoi gatti!

Oppenheimer, Robert Downey Jr. era nel mezzo di un incubo sui suoi gatti quando ha saputo della nomination agli Oscar 2024. 

In Oppenheimer, l'acclamato biopic diretto da Christopher Nolan candidato a 10 statuette e che sta facendo incetta di premi, Robert Downey Jr. interpreta Lewis Strauss, un uomo d'affari e membro della Commissione per l'Energia Atomica. Un ruolo molto diverso da quello del miliardario, genio, playboy, filantropo Tony Stark che Downey ha interpretato per 12 anni nel MCU. L'attore, per la sua performance, ha ricevuto la nomination come Miglior Attore non protagonista ai prossimi Oscar 2024, la cui cerimonia di premiazione si terrà il 10 marzo 2024

Ma, nel frattempo, la sua bravura ha ricevuto già diversi riconoscimenti: l'attore, infatti, è stato premiato ai BAFTA 2024 e ha ringraziato Christopher Nolan con un esilarante discorso, nel quale svelava come il ruolo di Strauss offertogli dal regista lo avesse aiutato a recuperare parte della sua credibilità, colata a picco dopo la parte di Iron Man/Tony Stark. Downey ha anche svelato, in un'intervista a People, delle circostanze alquanto divertenti che lo hanno coinvolto quando ha saputo della nomination agli Oscar

Sembra, infatti, stando al suo racconto, che l'attore fosse nel bel mezzo di un incubo sui suoi gatti, Willow e Winifred:

"Stavo avendo questo incubo in cui i nostri gattini Willow e Winifred avevano preso una delle mie Nicorette e sapevo che avrei avuto dei problemi"

Dal suddetto incubo è stato poi svegliato dalla moglie, Susan Downey, che gli ha annunciato la nomination agli Oscar 2024. L'attore ha anche raccontato di aver immediatamente chiamato la collega Emily Blunt su FaceTime per condividere la sua gioia. Sul rapporto con il regista e il resto del cast, l'ex star del MCU ha dichiarato:

"La ricompensa più grande è stata l'esperienza con loro. C'è un legame e un enorme rispetto l'uno per l'altro"


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Tom Cruise protagonista del prossimo film di Alejandro González Iñárritu per Warner Bros?

Secondo una recente indiscrezione, Tom Cruise sarebbe in trattative per recitare da protagonista nel prossimo film diretto da Alejandro González Iñárritu per Warner Bros.

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giovedì 22 febbraio 2024

La Zona d'Interesse di Jonathan Glazer in corsa per L'Oscar: uno sguardo nuovo e glaciale sulla banalità del male

Prima ancora di un film, prima che questo film che si chiama La zona d’interesse venisse perfino pensato, c’era un romanzo. Un romanzo omonimo - in Italia lo pubblica Einaudi - scritto da quello che è stato uno dei più grandi autori letterari degli ultimi cinquant’anni: Martin Amis.
Di Amis, “La zona d’interesse” è stato l’ultimo vero e proprio romanzo, prima che l’inglese si dedicasse alla saggistica in un primo momento, con “L'attrito del tempo”, e a quella che oggi si chiama autofiction con il suo ultimo libro, “La storia da dentro”. Un romanzo che andava a toccare, in maniera personale, un tema duro e importante come quello dell’Olocausto.
La notizia che il romanzo di Amis sarebbe diventato un film era di per sé già interessantissima, ma lo è stata ancora di più quando si è saputo che a scrivere e dirigere l’adattamento sarebbe stato Jonathan Glazer.

Jonathan Glazer e il talento dell'immagine: da mago dei videoclip degli anni 90 a candidato all'Oscar per la Zona d'Interesse

Chiunque sia stato appassionato di musica ai temi di quella che è stata la Golden Age del videoclip, gli anni Novanta, sa benissimo che Glazer è stato uno dei massimi esponenti di quella forma di audiovisivo: uno che con gente come Spike Jonze, Chris Cunningham, Michel Gondry e Mark Romanek era una divinità di quel settore; l’autore di video indimenticabili come quelli di “Kamacoma” dei Massive Attack, “Virtual Insanity” di Jamiroquai, “Karma Police” dei Radiohead e soprattutto quel capolavoro assoluto di “Rabbit in Your Headlights” degli U.N.K.L.E., che vedeva protagonista Denis Lavant.
Anche autore di apprezzati e premiati spot pubblicitari, come molti dei suoi colleghi ha compiuto il passaggio verso il cinema, che appare ancora, a dispetto della sua presunta crisi, come l’approdo inevitabile e naturale per chi lavora con le immagini in movimento.
Ed è stato chiaro fin da subito che Glazer non sarebbe facilmente scivolato nel dimenticatoio.
Il suo primo film - un gangster movie decisamente particolare - arriva nel 2000, si intitola Sexy Beast, vede protagonista uno spettacolare Ben Kingsley e ottiene premi e nomination in tutto il mondo. Ed ha ispirato una serie tv che è da poche settimane disponibile in streaming su Paramount+.
Il successo di Sexy Beast spinge Glazer ad andare avanti, ma senza fretta, e gli spalanca le porte dei grandi festival internazionali: nel 2004 in concorso al Festival di Venezia c’è Birth - Io sono Sean, interpretato da una memorabile Nicole Kidman dai capelli corti nei panni di una donna, una giovane vedova che, in procinto di sposarsi di nuovo, si trova a dover fare i conti con un bambino che sostiene di essere la reincarnazione del primo marito morto.
Elegante, algido e tagliente, psicologicamente complesso, Birth conferma il talento di Glazer anche sul grande schermo, e la sua voglia di non scendere mai a facili compromessi, come dimostra anche il successivo Under the Skin, l’insolito e avanguardistico film di fantascienza che arriva nel 2013 (di nuovo in concorso a Venezia) e che vede Scarlett Johansson nei panni di una seducente e letale aliena.
Under the Skin suscitò reazioni forti, dividendo la critica, ma tutti sono dovuti essere d’accordo riguardo il talento per l’immagine di Glazer, e la sua voglia di raccontare storie con modalità narrative personali e mai scontate.
Una voglia confermata in tutto e per tutto, e anzi portata all’estremo, in La zona d’interesse.

La Zona d'interesse, di cosa parla il film: La trama e il trailer ufficiale in italiano

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2023 - per amara ironia della sorte a pochi giorni dalla morte di Martin Amis - La zona d’interesse ha vinto sulla Croisette un meritato Grand Prix Speciale della Giuria, e ora si presenta al pubblico italiano - che lo potrà vedere dal 22 febbraio grazie a I Wonder Pictures - con segnate sul suo biglietto da visita anche cinque pesantissime candidature al premio Oscar: quelle come miglior film, miglior film internazionale, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale e miglior sonoro.
Sono candidature che, già da sole fanno capire molto di questo film: del suo valore assoluto, certo, ma anche del lavoro particolarissimo svolto da Jonathan Glazer nel portare sullo schermo il romanzo di Amis, che viene asciugato, essiccato, spogliato da ogni orpello narrativo e ridotto alla glaciale messa in scena della più proverbiale e agghiacciante banalità del male.
Come probabilmente già sapete, La zona d’interesse racconta la quotidianità di una famiglia che vive serena e ordinata in una bella villetta con giardino, con tanto vialetti, serra, una piccola piscina per i bambini e le arnie per il miele, a un passo dall’orrore più indicibile: quello del campo di concentramento di Auschwitz, che incombe opprimente sempre e soltanto come uno sfondo attrice, un sottofondo prima sonoro che visivo, ignorato dal padrone di casa - Rudolf Höss, il nazista che è il responsabile del campo - così come dalla sua famiglia.
Con La zona d’interesse la cifra stilistica di Glazer, la sua astrazione, la sua freddezza, a una raffinazione difficilmente superabile, facendo, attraverso suoi e immagini, lame affilatissime dei suoi noti spigoli psicologici.
Di film come questo, che raccontano l’indifferenza di fronte all’orrore, e le sue conseguenze anche in chi la esercita, in tempi come quelli in cui viviamo c’è sempre più bisogno.



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Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - Verso L'Allenamento Dei Pilastri, prosegue il fenomeno dell'anime

Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - Verso L'Allenamento Dei Pilastri, anime diretto da Haruo Sotozaki, dal 22 febbraio al cinema per Crunchyroll, è un ulteriore tassello di quella stratificata operazione che nasce nel 2016, quando il mangaka Koyoharu Gotōge creò un'epica quanto visionaria avventura sovrannaturale ambientata nel periodo Taishō (i primi decenni del Novecento). Quel manga ha preso nel 2019 la forma di una coinvolgente serie anime, realizzata con competenza dallo studio Ufotable. Ricostruiamo le premesse e i suoi protagonisti, per entrare nel mondo di Demon Slayer.

Demon Slayer, i personaggi principali della saga

Eroico eppure umile protagonista della saga è Tanjiro, Ammazzademoni suo malgrado: la sua famiglia è stata sterminata dallo spietato demone Muzan, lasciando in vita ma demonizzata solo sua sorella Nezuko. Il ragazzo decide allora di intraprendere un percorso difficile per liberare Nezuko dalla maledizione che l'ha trasformata: è convinto che si possa fare e che la ragazza non sia condannata, così decide di diventare un Ammazzademoni e intraprende il percorso portandosi lei sulle spalle, perché Nezuko - che non sopravvivrebbe alla luce del sole - è ora in grado di rimpicciolirsi in una piccola cassa. La furia della ragazza è contenibile con la magia, e presto l'approccio dolce e generoso di Tanjiro comincia a distinguerlo dagli altri Ammazzademoni. Tra i suoi amici e compagni più cari si distiguono il biondo Zen'itsu, dalla doppia personaltà (timido ma a volte inaspettatamente coraggioso e preciso in battaglia), e il muscoloso Inosuke, cresciuto da una mamma cinghiale, e proprio per questo sempre con una maschera che raffigura l'animale. Insieme abbracciano la missione di sconfiggere i demoni, incontrandosi con gli Ammazzademoni della famiglia Ubuyashiki, che accoglie i nove eroi più potenti, denominati Pilastri. C'è una gerarchia anche sul fronte nemico, perché Muzan è attorniato dalle Dodici Lune Demoniache, così Tanjiro e i suoi alleati dovranno sconfiggere loro per arrivare allo scontro finale col Male personificato dallo spietato Muzan.

Demon Slayer, i numeri del colossale fenomeno

È normale che in Giappone alcuni manga e anime abbiano un seguito notevole, ma Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba va ben oltre quello slancio medio. Basti pensare che il manga originale di Koyoharu Gotōge, durato 23 volumi e terminato nel 2020, ha venduto oltre 150 milioni di copie, uno dei più grandi successi nella storia del fumetto giapponese. L'accoglienza calorosa alla spettacolare serie anime dello studio Ufotable si è toccata con mano in un vero miracolo da Guinness dei Primati: il film Demon Slayer - Il treno Mugen, seguito della prima stagione e prima tranche della seconda, nei cinema nipponici nell'ottobre del 2020, quindi in piena pandemia, è diventato il più alto incasso della storia del cinema in Giappone e il film giapponese più remunerativo della storia, battendo persino La città incantata di Hayao Miyazaki. Non si parla di produzioni hollywoodiane: il lungometraggio è stato realizzato con un budget di "appena" 15.700.000 dollari, raccogliendone al boxoffice mondiale ben 507.120.000 (fonte The Numbers). Un vero trionfo che ha dato vita non solo alle successive stagioni dell'anime (l'ultimo film ne introduce la quarta), ma a una macchina commerciale costituita da varie ramificazioni: il videogioco Demon Slayer - Kimetsu no Yaiba - The Hinokami Chronicles è stato per esempio pubblicato da SEGA nel 2021, sulle principali piattaforme.

Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - Verso L'Allenamento Dei Pilastri, come si colloca nella serie

Ricapitolando, l'arco narrativo di Demon Slayer si basa dunque sulla distruzione delle Dodici Lune da parte di Tanjiro e dei Pilastri, per raggiungere lo scontro finale con Muzan. La prima stagione dell'anime terminava con Tanjiro, sua sorella Nezuko e i compagni ammazzademoni Zen'itsu e Inosuke che, dopo aver con sofferenza ucciso Riu (il Cinque Calante) venivano ospitati, non senza qualche resistenza per via della natura ibrida di Nezuko, dai Pilastri. Nel film per le sale Demon Slayer: il treno Mugen, arrivato in Italia a inizio 2022, per la prima volta in missione regolare con il Pilastro delle Fiamme Rengoku, i quattro eroi affrontavano Enmu l'Uno Calante e Akaza, la Terza Luna Crescente: il primo moriva, il secondo fuggiva dopo uno scontro terribile che costava la vita a Rengoku. Nel prosieguo della seconda stagione, Tanjiro e i suoi seguivano Uzui, il Pilastro del suono, in una missione per sradicare un demone da un quartiere malfamato: qui c'era lo scontro con Daki e Gyutaro, insieme Sesta Luna Crescente. Il film Demon Slayer: Kimetsu no yaiba - Verso il villaggio dei forgiatori di katana, uscito nei cinema italiani nel marzo 2023, univa il crescendo finale della seconda stagione (gli ultimi due episodi), con la prima puntata della terza: in quella sequenza, i nostri eroi eliminavano appunto Daki e Gyutaro, provocando l'ira di Muzan e delle Lune rimaste, tra loro peraltro rivali. Svegliatosi dal coma per l'ultimo scontro, Tanjiro scopriva che Zenitsu e Inosuke erano stati mandati in missioni indipendenti, e lui allora decideva di partire per il villaggio dei forgiatori di spade, per riparare la sua katana smussata.
Questo film Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba - Verso L'Allenamento Dei Pilastri, come il precedente, è la combinazione dell'ultima puntata della terza stagione con la prima della quarta: il suo crescendo vede Tanjiro scontrarsi con il Quattro Crescente, Hantengu, dopo aver sconfitto Gyokko, il Cinque Crescente, nella linea narrativa del Villaggio dei Forgiatori di Katana. L'avventura finora ha coinvolto Kanroji Mitsuri, Pilastro dell'Amore, e Tokitō, il Pilastro della Nebbia. Dopo la morte di Hantengu per mano di Tanjiro e la sopravvivenza di Nekuzo, nonostante la sua esposizione al sole, i cacciatori di demoni si apprestano all'Addestramento dei Pilastri, in previsione della battaglia finale con Muzan, intenzionato a ottenere il sangue di Nezuko, convinto che sia la "medicina" per sopravvivere ai raggi solari.



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mercoledì 21 febbraio 2024

Jurassic World 4, Gareth Edwards in trattative per la regia del film

Il franchise di Jurassic World continua la sua ricerca. Chi si occuperà del quarto capitolo? Secondo le recenti voci di corridoio, dopo David Leitch è la volta di Gareth Edwards. Il regista di Rogue One: A Star Wars Story sarebbe in lizza per la regia di Jurassic World 4. Come riferito da The Hollywood Reporter, la Universal sta accelerando la produzione del prossimo capitolo della saga giurassica: questo rappresenterebbe il settimo film, includendo la trilogia originale. Il progetto può già contare sullo sceneggiatore David Koepp, che ha già lavorato a Jurassic Park e che si riunirà con il produttore Frank Marshall.

Jurassic World 4, Gareth Edwards in trattative per la regia del film

Soltanto poche settimane fa si vociferava che David Leitch fosse interessato alla regia di Jurassic World 4 ma, secondo Deadline, il regista ha preferito allontanarsi dal progetto per “differenze creative”. Questa volta invece è il nome di Gareth Edwards a farsi avanti e sarebbe in trattative per la regia. Negli ultimi anni ha dato un forte contributo ad esempio al MonsterVerse di Godzilla, così come è tornato in sala con The Creator. Considerato che Universal ha già individuato una data d’uscita per Jurassic World 4, fissata per il 2 luglio 2025, scovare il regista giusto è sicuramente un passaggio cruciale perché la produzione dovrebbe partire a stretto giro.

Pare che il quarto capitolo sia una sorta di riavvio, per cui non includerà i personaggi dei capitoli precedenti: come riferisce ComicBook, Chris Pratt e Bryce Dallas Howard non dovrebbero riprendere i ruoli nel quarto film. E lo stesso vale per le star di Jurassic Park Sam Neill, Laura Dern e Jeff Goldblum, che sono apparsi di recente in Jurassic World: Dominion. In ogni caso, esattamente com’è accaduto per Leitch, il coinvolgimento di Edwards per Jurassic World 4 non è stato ancora confermato ufficialmente.



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Venom 3, Clark Backo si unisce al cast del trequel

Venom 3 allarga il suo cast e aggiunge Clark Backo al suo elenco attualmente top secret. Il terzo capitolo con protagonista Tom Hardy e il suo amico simbionte ha riavviato le riprese dopo una pausa causata dallo sciopero degli attori durante il 2023, ma Eddie Brock è tornato all’opera e potrà contare su una nuova avventura che includerà anche Clark Backo, stando alle anticipazioni riportate da Variety. Ad oggi sono pochissime le informazioni trapelate in merito al terzo film con Eddie Brock, ma Tom Hardy ha lasciato intendere che questo potrebbe essere l’ultimo per il suo simbionte. In ogni caso bisognerà attendere la conferma ufficiale. Per Venom si tratta in ogni caso di una ghiotta opportunità perché sarà il primo personaggio nell’universo di Spider-Man costruito da Sony in collaborazione con Marvel a completare la sua trilogia.

Venom 3, Clark Backo si unisce al cast del trequel

Attualmente impegnato con le riprese, il set di Venom non ha regalato molte anticipazioni ma, grazie a Variety, scopriamo che Clark Backo è l’ultima aggiunta al cast e darà una spinta al trequel Sony, che tuttavia non ha ancora confermato ufficialmente il suo coinvolgimento. Non è chiaro chi potrebbe interpretare l’attrice, già avvistata in prodotti del piccolo schermo come Letterkenny, Wynonna Earp, 21 Thunder, Supernatural e The Changeling. Ad oggi il cast di Venom preferisce custodire con cura i propri segreti. Finora, infatti, ha aggiunto soltanto altri due nomi al proprio cast negli ultimi sei mesi quali Juno Temple e Chiwetel Ejiofor. Anche in questo caso l’identità dei personaggi non è stata comunicata.

Chi potrebbe interpretare Clark Backo? Diverse sono le ipotesi. L’attrice, secondo Screen Rant, potrebbe interpretare un’alleata di Venom oppure un suo nemico, così come un nuovo potenziale interesse sentimentale per Eddie che tenta di allontanarsi da Anne. Soltanto il tempo potrà darci conferma di quanto accadrà in Venom 3, anche perché non manca poi così tanto tempo all’uscita al cinema prevista tra nove mesi. Nel frattempo Sony è alle prese con Madame Web sul grande schermo.



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martedì 20 febbraio 2024

Irish Wish, Lindsay Lohan esprime un desiderio d'amore nel primo trailer

Lindsay Lohan deve affrontare la sua montagna russa personale in Irish Wish. Il primo trailer della rom com condiviso da Netflix racconta di Maddie, la protagonista alle prese con i propri sentimenti e desideri che improvvisamente diventano realtà scuotendo tutta la sua vita. Maddie aveva una cotta per l’uomo che sta per diventare il marito della sua migliore amica, ma non ha mai esternato i suoi sentimenti e ha incassato il duro colpo in silenzio. Ma la magia dell’Irlanda le offrirà una seconda possibilità, permettendole di analizzare a fondo ciò che prova e scoprire che, tutto sommato, quel desiderio non è esattamente da lieto fine.

Irish Wish, il primo trailer della rom com è un invito a nozze

Diretto da Janeen Damian, Irish Wish è la seconda rom com realizzata da Netflix con protagonista Lindsay Lohan. Dopo il successo di Falling for Christmas, l’attrice di Mean Girls si è concessa il bis con una commedia romantica ambientata in Irlanda. Maddie deve partecipare al matrimonio della sua migliora amica e non ci sarebbe nulla di male in tutto questo, se lo sposo non fosse anche la sua cotta storica. Maddie è innamorata di Paul, lo sposo, ma non ha mai dichiarato i suoi sentimenti al diretto interessato e non fa altro che rimuginare sui se e sui ma. In preda alle emozioni, esprime un desiderio che prende vita. Il giorno dopo si risveglia nel letto con Paul e scopre di essere lei la sposa. Ma più trascorrerà del tempo con Paul, più si renderà conto che quell’amore che credeva di volere era semplicemente un bel sogno nella sua testa. La presenza di un aitante fotografo alle nozze la aiuterà a capire la verità.

Per Lindsay Lohan Netflix rappresenta un nuovo trampolino di lancio per la sua carriera. Dopo anni di silenzio cinematografico, l’attrice è tornata in carreggiata e, dopo una rom com natalizia, accompagnerà il pubblico in Irlanda per un viaggio fatto di emozioni. Irish Wish è atteso in streaming dal 15 marzo 2024: per combattere l’attesa ecco il trailer sulle note di Breathless di The Corrs.



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Langue Étrangère: la video recensione della storia di formazione di Claire Burger in concorso a Berlino

Fra Strasburgo e Lipsia la storia di due coetanee di 17 anni alle prese con le ansie personali e di un futuro che le spaventa in Langue Étrangère, opera terza della vincitrice della Camera d'or Claire Burger. La video recensione di Mauro Donzelli.

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America Ferrera, l'imbarazzante retroscena sull'incontro con Leonardo DiCaprio: "Spero che non lo scopra!"

Trovarsi faccia a faccia con Leonardo DiCaprio non è cosa che capiti tutti i giorni. Almeno, non a noi comuni mortali. Verrebbe da pensare che, per chi fa parte dello show-biz, incontrare grossi nomi di Hollywood sia, al contrario, la normalità. A quanto pare, tuttavia, questa regola non vale quando la celebrità di turno è l'idolo dell'infanzia. Ne è la prova America Ferrera, protagonista di Barbie di Greta Gerwig.

La candidata all'Oscar ha svelato di non aver reagito esattamente in maniera composta, quando ha incrociato per la prima volta la sta di Titanic. Ospite del Late Night with Seth Meyers, l'attrice 39enne ha ricordato l'episodio, avvenuto agli Screen Actors Guild Awards del 2007. Ferrera, in quell'occasione, ha vinto un premio per la sua interpretazione nella celebre serie tv Ugly Betty.

Ho visto Titanic al cinema sette volte. Avevo 13, 14 anni: era il momento migliore per innamorarsi di Leonardo DiCaprio, giusto? OK. La prima volta che sono andata ai SAG Awards e ho vinto per Ugly Betty, ero sul palco e tutto il resto. Mi sentivo, tipo, 'Faccio parte di tutto questo, è bello.'

Alla cerimonia era presente anche Leonardo DiCaprio. Dopo averlo salutato, America è entrata nel panico: "Mi sono subito allontanata da lui, ho girato l'angolo e ho cominciato a piangere. E mio marito, allora fidanzato, era con me e diceva: 'Sono così imbarazzato in questo momento.' "

"Spero che Leonardo DiCaprio non veda mai questa intervista", ha concluso l'attrice.

People's Choice Awards 2024, America Ferrera vince come Miglior Performer dell'anno

America Ferrera è in corsa per l'Oscar nella categoria Miglior attrice non protagonista per il ruolo di Gloria nel film Barbie. Nell'attesa, ha avuto il suo momento durante la 49esima edizione dei People's Choice Awards. La cerimonia, condotta da Simu Liu, si è tenuta a Santa Monica, quasi in contemporanea ai BAFTA 2024.

La star di Ugly Betty ha ricevuto da Billie Eilish il premio per la performance cinematografica dell'anno. La cantante di What I Was Made for? ha trionfato a sua volta nella categoria TV Performance of the Year, grazie al suo debutto come attrice nella serie Sciame. A consegnarle il prestigioso riconoscimento è stato Jeremy Renner.

Nella categoria Miglior Performer erano nominati insieme a Ferrera anche Simu Liu (Barbie), Charles Melton e Natalie Portman (May December), Danielle Brooks (Il colore viola), Jacob Elordi (Saltburn), Melissa McCarthy (La Sirenetta) e Viola Davis (Air).

La protagonista di 4 amiche e un paio di jeans ha commentato la vittoria con grande emozione.

Oh mio Dio, grazie a tutti coloro che hanno votato per me e per Barbie. Che abbiate visto Barbie una oppure 20 volte, so che ci siete. Grazie per esservi presentati con i vostri amici e la vostra famiglia tutti vestiti del suo favoloso rosa.

L'attrice si è poi rivolta alle 'incomparabili Greta Gerwig e Margot Robbie' (rispettivamente regista e protagonista del blockbuster campione d'incassi), ringraziandole per aver avuto fiducia in lei ad averla scelta per rappresentare l'intera razza umana in Barbie Land'.

Far parte di un capolavoro così audace e stimolante sembra un'opportunità irripetibile. E poter raccontare una verità che tanti di noi avevano bisogno di sentire ad alta voce. [Barbie, ndr] È un invito a tutti noi ad abbracciare pienamente noi stessi come già siamo: unicamente, gloriosamente e perfettamente umani.


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