giovedì 3 aprile 2025

Pamela Anderson, la vera ultima Showgirl

La popolarità è arrivata prima grazie a Playboy, che l’ha messa in copertina nell’ottobre del 1989, prima ancora di eleggerla Playmate del mese il febbraio dell’anno successivo. Su quella copertina è poi apparsa altre tredici volte, stabilendo un record che con tutta probabilità rimarrà imbattuto.
La consacrazione sono state le cinque stagioni di Baywatch, comprese negli anni tra il 1992 e il 1997, in cui correva sulla spiaggia inguainata in un costume intero rosso entrato nel mito.
L’ingresso nella storia, in qualità di prima celebrity a subire un simile trattamento, è dovuto al famoso video a luci rosse realizzato con l’allora marito Tommy Lee, sottratto alla coppia e diffuso attraverso una internet ancora agli albori ma che già mostrava certe sue chiare inclinazioni (o magari storture: e la storia è raccontata benissimo dalla miniserie Pam & Tom).
Basterebbero queste tre coordinate per far capire all’alieno di turno di passaggio sul nostro pianeta perché Pamela Anderson - non la più bella, non la più brava, ma di certo la più famosa, ammirata e invidiata - sia stata il simbolo in carne, silicone e ossa di un periodo che appare allo stesso tempo lontanissimo e vicinissimo, di un’era che, lontana o vicina che sia, è oggi chiusa in maniera pressoché definitiva.
Ed è la fine di un’epoca, anche, che viene raccontata il The Last Showgirl, il film al cinema dal 3 aprile, distribuito da Be Water Film in collaborazione con Medusa Film, che vede Pamela Anderson protagonista nei panni di una ballerina di Las Vegas a fine carriera, in un ruolo che ha chiaramente più di un punto di contatto con la sua storia artistica e personale.

The Last Showgirl: il trailer del film

Se tra la Shelley di The Last Showgirl e la sua interprete c’è una sovrapposizione se non totale, certamente profonda e significativa, è per motivi chiari.
Non solo perché Pamela, verso la fine del primo decennio dei Duemila, ha fatto in un certo senso lo stesso mestiere di Shelley , esibendosi al Crazy Horse, e partecipando all’edizione statunitense e argentina di Ballando con le stelle (ma anche a edizioni indiane e inglesi del Grande Fratello).
O non solo perché, tra le altre cose, e forse soprattutto, The Last Showgirl parla del rapporto difficile di una donna con una figlia che non ha mai compreso le sue scelte, mentre sappiamo bene quanto Pamela sua legata ai figli Brandon e Dylan, che pure magari qualche problemino con la tumultuosa vita privata e la discinta immagine pubblica della mamma forse l’hanno avuto, almeno in passato, tanto che adesso sono loro a incoraggiarla nel suo nuovo stile di vita più semplice e autentico, lontano dai riflettori di Hollywood.
Se The Last Showgirl non poteva non avere Pamela Anderson come protagonista, è perché il personaggio scritto dalla sceneggiatrice Kate Gersten sembra quasi scritto per lei, tanto che la stessa Pamela ha avuto a dire che “non avrei potuto interpretare questo personaggio se non avessi avuto la vita che ho avuto”. E intendeva tanto gli alti e bassi di una vita che, dagli anni Novanta a oggi, è stata quasi come un giro sulle montagne russe. Quello che è certo è che l'esperienza di vita, bella o brutta che sia stata, ha contribuito a un'interpretazione che le è valsa riconoscimenti e premi: dalla nomination al Golden Globe, allo Screen Actors Guild Award e al Gotham Award, fino al Golden Eye Award vinto al Festival di Zurigo.
Gia Coppola, da par suo, che la inquadra in 16mm senza remore, filtri o ritrosie per raccontare il declino di un personaggio e di un corpo, ma che lo fa sempre con grande affetto, ha definito Pamela Anderson la Marilyn Monroe dei nostri tempi. Ecco, tralasciando il particolare che la Monroe è morta schiacciata dal peso della fama, delle sue insicurezze, dei traumi subiti, e che Pamela Anderson per fortuna è ancora viva e vegeta, il paragone potrebbe avere un senso sul piano simbolico. La verità vera, però, è che è stata, se è stata, la Marilyn di un tempo andato, lo stesso tempo andato per il suo personaggio, che a 57 anni vede lo show in cui si è esibita per una vita, e che tanta vita gli ha dato e tanta vita gli ha tolto, chiudersi definitivamente, lasciandola sola ma determinata di fronte all’incognita del futuro.



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Bullet Train Explosion: il trailer ufficiale dello Speed nipponico in arrivo su Netflix

Allora, facciamo un po' d'ordine: il primo "treno proiettile" a muoversi sulla rete ferroviaria a alta velocità del Giappone, nota come Shinkansen, madre di tutte le alte velocità ferroviarie del mondo, prese servizio il 1° ottobre nel 1964 in occasione delle Olimpiadi di Tokyo che si aprirno il 10 dello stesso mese, e collegava la capitale a Osaka. Il successo che l'operazione ebbe ispirò l'allargamento della rete, che fu implementata per la prima volta nel 1975: lo stesso anno in cui, curiosa coincidenza, nei cinema del Giappone uscì un film che fece incassi straordinari al botteghino e che si intitolava The Bullet Train.
Diretto da Junya Sato e interpretato da Ken Takakura, Sonny Chiba e Ken Utsui, il film raccontava di un folle terrorista che piazzava una bomba sul treno proiettile, una bomba che sarebbe esplosa se il convoglio avesse rallentato scendendo sotto una data velocità, e che sarebbe stata disinnescata solo se al terrorista fosse stata versata la cifra che richiedeva. Se questa trama vi pare in qualche modo familiare è probabilmente perché Speed, il celebre action movie degli anni Novanta con Keanu Reeves e Sandra Bullock, ha tratto ispirazione proprio dal film giapponese di Sato.
Ora, siccome le circolarità fanno parte della vita e del cinema, mentre da qualche tempo si discute della possibilità di un terzo Speed, in Giappone hanno realizzato un remake di The Bullet Train, intitolato Bullet Train Explosion, che vedremo in streaming su Netflix dal 23 aprile.
A dirigere il film, che viene raccontato come un " thriller pieno di panico e suspense" che descrive "le intense battaglie di chi lotta per salvare vite umane in condizioni estreme", è stato diretto da Shinji Higuchi, co-regista del bellissimo Shin Godzilla, e vede Tsuyoshi Kusanagi nei panni del protagonista. A completare il cast: Kanata Hosoda, Non, Jun Kaname, Machiko Ono, Hana Toyoshima, Daisuke Kuroda, Satoshi Matsuo, Suzuka Ohgo, Matsuya Onoe, Naomasa Musaka, Pierre Taki, Bando Yajuro, Takumi Saitoh. Il film è stato realizzato con la speciale collaborazione di East Japan Railway Company, che ha permesso alla produzione di utilizzare treni ad alta velocità e strutture ferroviarie reali per creare immagini estremamente realistiche, arricchite da effetti visivi all'avanguardia.
Purtroppo il The Bullet Train originale non è disponibile in streaming su nessuna piattaforma: sarebbe stato interessante per gli appassionati fare un confronto tra quel film e questo nuovo in arrivo su Netflix, di cui qui di seguito trovate il trailer ufficiale.

Bullet Train Explosion: il trailer ufficiale del film




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mercoledì 2 aprile 2025

Cinque film in streaming per ricordare la grandezza di Marlon Brando

Il 3 aprile 1924 nasceva a Omaha, in Nebraska, la leggenda cinematografica di Marlon Brando. Considerato da molti il più grande attore mai esistito - idea su cui si può dibattere ma che non è assolutamente campata in aria - Brando a partire dagli anni ‘50 ha scritto pagine indelebili di storia del cinema americano. I suoi trionfi sul grande schermo, compresi i due Oscar vinti come miglior attore protagonista, alla fine hanno offuscato anche alcune sue fragorose cadute, altrettanto leggendarie. Questi qui sotto sono cinque film in streaming che raccontano soltanto in minima parte una carriera di altissimi e bassi, di scelte comunque coraggiose anche nell'eccesso. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da Marlon Brando

  • Un tram che si chiama desiderio
  • Fronte del porto
  • Ultimo tango a Parigi
  • Il padrino
  • La formula 

Un tram che si chiama desiderio (1951)

La fragorosa esplosione di Brando come esponente di spicco del “Metodo” dell’Actors Studio arriva grazie alla leggendaria trasposizione cinematografica da Tennesse Williams diretta da Elia Kazan. Un tram che si chiama desiderio vede l'attore duettare in maniera vulcanica con Vivien Leigh, regalando momenti di dramma che entrano direttamente nella storia del cinema. Film epocale per il suo verismo nella messa in scena e la potenza delle interpretazioni. Arriva la prima nomination all’oscar per Brando, mentre le statuette le portano a casa i suoi colleghi, compresa la Leigh. Poco importa, la leggenda dell’interprete è cominciata…Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Fronte del porto (1954)

Ancora Kazan dirige Brando in questo film dal realismo incredibile, molto avanti con i tempi rispetto al momento storico di Hollywood in cui è stato realizzato. Fronte del porto compie un atto rivoluzionario, porta il cinema nelle strade, nelle banchine, tra gente vera e psicologie anche complesse, tutt’altro che retoriche. Il risultato è un trionfo: Oscar per il film, la regia, l’attore protagonista e attrice non protagonista, sceneggiatura e alcuni altri. Nel cast anche una magnifica Eva Marie Saint, Rod Steiger, Karl Malden, Lee J. Cobb. Capolavoro indelebile di quel decennio, e dei decenni a venire. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Ultimo tango a Parigi (1972)

La prova d’attore di Marlon brando che alla fine noi preferiamo sulle altre, per la capacità di dare volto e corpo al desiderio di annichilimento di un uomo che non riesce a superare il dolore della perdita. Il suo personaggio è davvero tra i più complessi e contraddittori della storia del cinema, e l’attore lo interpreta con una potenza psicologica inusitata. Bernardo Bertolucci fa di Ultimo tango a Parigi un film vibrante, “scandaloso” discusso e discutibile, ma mai ruffiano o scontato. Nomination all’Oscar per la miglior regia e per il miglior attore. Tutte le polemiche che si sono verificate dalla sua uscita fino a oggi non intaccano la profondità, anche sconvolgente, di un film davvero unico. Disponibile su Amazon Prime Video.

Il padrino (1972)

L’adattamento del best-seller di Mario Puzo diretto da Francis Ford Coppola riporta Brando ai fasti degli anni ‘50 e gli regala il secondo Oscar come protagonista. E non poteva essere altrimenti: Il padrino diventa il maggiore incasso della storia del cinema americano, grazie a una messa in scena cadenzata e potente che esalta personaggi e dinamiche psicologiche. Accanto a Brando svettano anche Al Pacino, James Caan, Talia Shire, Robert Duvall, John Cazale e tutti gli altri. Oscar anche per il miglior film e la sceneggiatura. Il seguito sarà addirittura migliore del primo, anche senza Brando…Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Netflix, TIMVision, Amazon Prime Video, NOW.

La formula (1980)

Vogliamo chiudere con un film tra quelli che tutto rappresentano un fallimento per Brando ma in chi recita insieme a un altro titano del grande schermo come George C. Scott. John G. Avildsen dirige La formula con un occhio forse fin troppo attento alle psicologie dei personaggi. Il duello di interpretazioni tra i due attori è ovviamente eccelso, anche se spesso si perde dietro la lentezza della narrazione, visivamente notevole - tanto da meritare la nomination all’Oscar per la miglior fotografia - il film rappresenta una scommessa persa ma di enorme fascino. Una visione non preconcetta è d’obbligo. Disponibile su Amazon Prime Video.



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Hunger Games: L'Alba sulla Mietitura, l'annuncio del logo coinvolge Woody Harrelson e svela lo sceneggiatore

In occasione del CinemaCon 2025, Hunger Games: L’alba sulla mietitura ha mostrato le sue prime carte condividendo con il pubblico diverse informazioni interessanti sul prossimo adattamento in fase di sviluppo. Prima di tutto, è stato mostrato un primissimo teaser rivelando il logo ufficiale del film che si riallaccia ad alcuni easter egg contenuti nel romanzo e uno, nello specifico, che ha riacceso la speranza di molti. A conclusione del breve filmato, infatti, spunta una voce che sembra essere proprio quella di Woody Harrelson, l’attore che ha interpretato Haymitch nella saga cinematografica principale di Hunger Games.

Hunger Games: L’alba sulla mietitura, rivelato il logo ufficiale e lo sceneggiatore che lavorerà al film

Avendo venduto 1,5 milioni di copie nella prima settimana di debutto in libreria, Hunger Games: L’alba sulla mietitura si conferma essere un successo, a dimostrazione del fatto che il pubblico non ne ha ancora abbastanza di Panem. Nel prequel ambientato durante la 50esima edizione dei giochi, il protagonista è un giovane Haymitch, all’epoca appena 16enne che finisce per un crudele gioco del destino per essere uno dei quattro tributi del Distretto 12. La Seconda Edizione della Memoria ha alzato la posta in gioco per tutti i Distretti e, dopo il debutto in libreria a marzo 2025, la sua storia approderà anche al cinema nel 2026. Pur non avendo ancora annunciato chi interpreterà i vari personaggi, Lionsgate ha mostrato il primo logo ufficiale che contiene diversi riferimenti al romanzo, di cui parleremo tra poco.

Durante il CinemaCon 2025 tenutosi a Las Vegas, Lionsgate ha anche rivelato che Billy Ray si occuperà della sceneggiatura di Hunger Games: L’alba sulla mietitura. Sceneggiatore candidato agli Oscar per Captain Phillips, è stato coinvolto ufficialmente per lavorare al prequel. Il suo è un ben gradito ritorno sulle scene di Panem, poiché è stato uno degli sceneggiatori del primo Hunger Games e supporterà Francis Lawrence, confermato di nuovo alla regia. In occasione del CinemaCon, è stato proprio il regista ad affermare l’inizio dei casting per scovare il perfetto Haymitch e tutti i personaggi coinvolti.

A seguire spiegheremo il significato del logo, che conterrà delle anticipazioni presenti nel romanzo, quindi chi non gradisce spoiler dovrebbe fermarsi qui. Nel breve teaser che introduce il logo di Hunger Games: L’alba sulla mietitura, sono presenti diversi collegamenti con il romanzo, a partire dalla ciotola di oro fuso che ricorda l’acciarino regalato ad Haymitch da Lenore Dove per il suo compleanno. Man mano che l’inquadratura diventa nitida, però, quel liquido or si trasforma nel centro di un vulcano che erutta. Un chiaro collegamento a quanto accaduto poi nell’arena dei 50esimi Hunger Games, che poi termina con un altro collegamento tra il serpente e la ghiandaia imitatrice, che si collegherebbe non solo a Hunger Games: La ballata dell’usignolo e del serpente su Coriolanus Snow, ma anche alla saga principale con Katniss. A rendere ancor più interessante il breve filmato è la voce di Woody Harrelson, che afferma: “Penso che questi giochi saranno diversi”. Non è detto che Woody Harrelson apparirà nel film, considerato che si tratta di un prequel. In ogni caso i casting sono in corso e la produzione dovrebbe avviarsi quest’estate, a luglio.



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martedì 1 aprile 2025

I migliori film in streaming interpretati da Michael Fassbender

Compie oggi 48 anni Michael Fassbender, attore che è stato tra i protagonisti assoluti della scena cinematografica e televisiva internazionale negli ultimi vent’anni. Candidato per due volte all'Oscar, Fassbender ha alternato grossi successi commerciali a film d’autore che hanno spesso rappresentato collaborazioni eccellenti con grandi cineasti contemporanei. Qui sotto trovate i cinque film in streaming con cui vogliamo ripercorrere le tappe fondamentali della sua carriera. Buona lettura.

Cinque film in streaming interpretati da  Michael Fassbender

  • Hunger
  • Bastardi senza gloria
  • Steve Jobs
  • Macbeth
  • The Killer

Hunger (2008)

L’esordio alla regia di Steve McQueen coincide con la prova d'attore che lancia definitivamente la carriera di Fassbender, e a conti fatti rimane molto probabilmente la sua più riuscita, o almeno la maggiormente sofferta. Storia vera dello sciopero della fame del 1981 che portò i militanti dell’IRA incarcerati a morire per combattere per i propri ideali. Insieme al protagonista troviamo anche un intenso Liam Cunningham. Hunger è un lungometraggio stilizzato  con una visione e una stilizzazione estetica ammirevole. Film davvero struggente, a tratti capace di catturare il cuore dello spettatore. Bellissimo e fortissimo. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Bastardi senza gloria (2009)

Partecipazione in un ruolo secondario ma fondamentale per la trama nel grande successo di Quentin Tarantino che riscrive in maniera funambolica la storia della Seconda Guerra Mondiale. Brad Pitt conduce Bastardi senza gloria con carisma, circondato da una serie di attori di sicura affidabilità su cui spicca ovviamente un Christoph Waltz da Oscar. Enorme successo di pubblico, critica entusiasta, una valanga di candidature agli Academy Award tra cui miglior film e regia. Spigliato e divertente, uno dei migliori del folle cineasta. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Netflix, Amazon Prime Video, NOW.

Steve Jobs (2015)

Come protagonista del lucidissimo biopic diretto da Danny Boyle Fassbender ottiene la sua prima nomination all’Oscar come attore protagonista, la seconda dopo 12 anni schiavo. La sua prova è ineccepibile, così come quelle di Jeff Daniels, Kate Winslet, Seth Rogen e tutti gli altri membri del cast. La sceneggiatura di Steve Jobs di Aaron Sorkin è come sempre ricchissima di enormi spunti di dibattito, assecondati da una regia molto attenta ai risvolti psicologici dietro le parole taglienti. Film prezioso non perfetto ma molto ficcante. Disponibile su Rakuten TV, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

Macbeth (2015)

A noi questa pirotecnica trasposizione da William Shakespeare continua a piacere molto, una visione sfarzosa e post-contemporanea diretta da Justin Kurzel in cui Fassbender e Marion Cotillard partecipano con enorme trasporto emozionale, E poi ovviamente c’è David Thewlis grandissimo caratterista a supporto. Adattamento barocco se ce n'è uno, Macbeth testimonia la volontà del cineasta di trasportare il “Bardo” nei nostri tempi logori e aturati di immagini da cartolina. Affascinante e crudissimo. Disponibile su  Rakuten TV, CHILI, Google Play, Apple Itunes, Amazon Prime Video.

The Killer (2023)

L’adattamento cinematografico della graphic novel di culto viene diretto da David Fincher con la solita precisione entomologica, che vede protagonista un Fassbender volutamente stringato e sottotono. The Killer possiede un montaggio notevole e alcune sequenze d'azione molto riuscite. Certo, trattandosi di Fincher si capisce che l’ha realizzato col pilota automatico, ma rimane un prodotto di consumo di alto livello. E poi la parte finale con Tilda Swinton è davvero gustosa. Da vedere tutto d’un fiato e poi probabilmente dimenticarselo. Anni luce da Seven…Disponibile su  Rakuten TV, Apple Itunes, Netflix.



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Addio a Val Kilmer, l'attore è morto all'età di 65 anni

Top Gun, The Doors, Batman Forever, Heat - La sfida, sono solo alcuni dei film che hanno segnato la carriera di Val Kilmer, morto ieri a Los Angeles all'età di 65 anni.

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Spider-Man 4, il nuovo film con Tom Holland ha scelto il suo titolo ufficiale

Tom Holland non ha rinunciato al suo Spider-Man. Anche se Peter Parker non è stato incluso nel primo elenco ufficiale di eroi di ritorno in Avengers: Doomsday, è chiaro che Sony Pictures e Marvel Studios non hanno ancora intenzione di disfare la ragnatela. In occasione del CinemaCon 2025, è stato condiviso un aggiornamento interessante in merito a Spider-Man 4: oltre alla tempistica delle riprese e la conferma della data d’uscita, il progetto ha anche rivelato il suo titolo ufficiale.

Spider-Man 4: rivelato il titolo ufficiale del prossimo film con Tom Holland

Il regista Destin Daniel Cretton e il protagonista Tom Holland hanno confermato che il titolo scelto per il quarto film fa riferimento ad un arco narrativo ben noto ai fumetti Marvel e che si adatta anche agli eventi del finale di Spider-Man: No Way Home. Come riporta Screen Rant, il titolo ufficiale del quarto film è Spider-Man: Brand New Day e, a detta di Tom Holland, questo capitolo rappresenta “un nuovo inizio” per il franchise dopo quel cliffhanger di No Way Home. Il regista, dal suo canto, ha precisato che il film è in piena preparazione e dovrebbe avviare le riprese in estate.

A differenza della data iniziale prevista tempo fa, Spider-Man: Brand New Day ha modificato leggermente la tempistica passando dal 24 luglio 2026 al 31 luglio 2026. Ma cosa vorrà significare il titolo scelto per il film? I precedenti relativi alla trilogia avevano scelto un tema ricorrente per Spider-Man relativi al concetto di “casa”, mentre la scelta ricaduta su Brand New Day per il quarto capitolo interrompe questa tendenza e traccia un nuovo percorso per Peter Parker. Nei fumetti, Brand New Day segue quanto accaduto in One More Day, volume dove Peter ha sacrificato il suo matrimonio con Mary Jane Watson e il loro bambino mai nato al malvagio Mefisto per salvare zia May. Seguendo questa impostazione, il film ha impostato una sorta di reset per l’eroe e ha introdotto nuovi personaggi e villain. Inoltre anche nei fumetti tutti hanno dimenticato la vera identità di Spider-Man, che si riallaccia all’incantesimo di Doctor Strange in No Way Home. Non è chiaro come questo film si unirà al resto delle trame del MCU, ma un dato è certo: pur non essendo stato coinvolto in Avengers: Doomsday, Brand New Day è atteso al cinema dopo il film corale dei Vendicatori, per cui potrebbe spiegare eventualmente l’assenza di Peter Parker.



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