lunedì 27 agosto 2018

Intervista ad Ana Asensio, sceneggiatrice e regista di "Most beautiful island"

Al debutto nel doppio ruolo di sceneggiatrice e regista, l'affascinante Ana Asensio - originaria di Madrid, che tutt'ora vive a New York - ha debuttato nelle sale italiane con Most beautiful island lo scorso 16 agosto. Il film ha riscosso vari apprezzamenti già a seguito della presentazione durante la 35esima edizione del Torino Film Festival. Disponibile a svelarci luci e ombre del suo lavoro, Ana Asensio ha risposto ad alcune domande.

Most beautiful island rappresenta il suo debutto sia come sceneggiatrice, che come regista. Quali sono state le sue impressioni? In quale dei due ruoli si é identificata maggiormente?
A.A.: Scrivere la sceneggiatura è stato un processo affascinante e di apprendimento. In un certo senso, è successa la stessa cosa dirigendo il film. Tuttavia, la regia ha anche un approccio viscerale, nel mio caso. La mia passione è condivisa e contaminata da altri sul set.

Most beautiful island è un film di un potente impatto e valore sociale. Quali sono le ragioni che l'hanno spinta a realizzare un film come questo?
Volevo raccontare una storia che conoscevo, un qualcosa con la quale potevo relazionarmi con sincerità. Most beautiful island è una storia semplice, raccontata in modo lineare. Volevo coinvolgere il pubblico attraverso la lotta che affronta il personaggio principale, consentendo loro di osservare in modo intimo la sua vita quotidiana.

Cosa ha provato, in qualità di regista, a calcare il set come attore?
Mi sentivo consapevole in ogni momento di tutto quello che succedeva intorno a me. Tuttavia non potevo svestire mai completamente i panni del regista, quindi, a volte, non mi sentivo libera come avrei voluto durante le riprese.

Oltre a Roman Polanski e John Cassavetes - che sembra citare esplicitamente - quali altri artisti hanno influto sulla sua formazione?
Mi ispiro a diversi film e registi. Mentre preparavo Most beautiful island, ho rivisto e analizzato i lavori dei fratelli Dardenne, di Krzysztof Kieślowski, Andrea Arnold, Cristian Mungiu e di David Lynch.

Come debuttante, qual è stata la difficoltà più grande, emotiva o pratica, che ha dovuto superare per realizzare Most beautiful island?
Questo era un progetto ambizioso, dal momento che non avevo mai scritto o diretto un film prima, e quando mi avvicinavo alle persone con la mia proposta dovevo mostrare eccessiva fiducia in me stessa. Non avevo nulla per sostenermi, oltre al mio entusiasmo e alla mia determinazione! Mi ci sono voluti molti anni per ottenere i fondi necessari per realizzare questo film, e la parte più difficile è stata quella di mantenere la mia fede e il mio entusiasmo nel progetto per tutto il tempo, senza rinunciare.



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