martedì 31 marzo 2026

Henry Cavill frena su 007, ma apre a un altro ruolo nella saga

Henry Cavill è tra i nomi più gettonati agli occhi dei fan come prossimo James Bond. Il franchise proseguirà con nuovi film grazie al supporto creativo di Amazon MGM Studios e quello di Denis Villeneuve, coinvolto come regista del prossimo capitolo cinematografico, eppure ad oggi non è stato ancora rivelato chi seguirà le orme di Daniel Craig.

Agli occhi del pubblico, Henry Cavill rappresenta una valida scelta: anche per questo, il più delle volte, il suo nome risulta sempre tra i papabili, ma cosa avrà da dire in merito l’attore in questione?

Henry Cavill crede di essere troppo “vecchio” per 007, ma non direbbe di no al franchise: ecco chi vuole interpretare

Negli ultimi anni, Henry Cavill ha dominato il grande schermo con ruoli di spicco a partire da quello di Superman nel DCEU: ha indossato il mantello più volte per Zack Snyder, collabora con altri eroi dell’universo DC, così come ha affiancato Millie Bobby Brown in Enola Holmes interpretando Sherlock. Ha persino proposto una versione alternativa di Wolverine in Deadpool & Wolverine e tra non molto lo rivedremo in azione con il reboot di Highlander. Il pubblico, in ogni caso, spera di rivederlo al cinema anche come prossimo 007 ma, in merito alla spinta dei fan, l’attore ha rivelato ai microfoni di Heat che, per quanto onorato, non crede di essere adatto per quel ruolo: tutta questione di età.

In realtà, tempo addietro, Henry Cavill aveva già partecipato alle audizioni di James Bond arrivando alle fasi finali nel 2006 per Casino Royale, ma quel ruolo è andato poi a Daniel Craig. Ricordando quel momento della sua vita, Henry Cavill ha precisato: “Non ho rifiutato quel ruolo, semplicemente non era il momento giusto. Quale attore non vorrebbe essere Bond? Ma a 42 anni, probabilmente sarei considerato un po’ troppo vecchio”.

La star di The Witcher non ha completamente chiuso la porta e ha ammesso che non gli dispiacerebbe interpretare un villain nell’universo di 007: “Mi piacerebbe molto interpretare un cattivo di Bond. Se si trattasse del personaggio giusto, penso che sarebbe affascinante esplorarlo”. Del resto non sarebbe la prima volta. Pur avendo interpretato personaggi eroici ed iconici nell’arco della sua carriera, Cavill ha interpretato un villain anche in Mission: Impossible – Fallout. Si vocifera che in lizza per interpretare il prossimo Bond ci siano star come Jacob Elordi e Callum Turner.



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Una di famiglia 2 torna prima al cinema, ma la data nasconde una sfida importante

Si intitola The Housemaid’s Secret, in italiano tradotto Nella casa dei segreti, il sequel diretto di Una di famiglia – The Housemaid, adattato ancora una volta per il grande schermo dal regista Paul Feig e con protagonista Sydney Sweeney. Dopo il successo raggiunto dal primo capitolo, il secondo avrebbe finalmente annunciato la data d’uscita, tuttavia condivisa con un altro film particolarmente atteso dal pubblico.

Quando The Housemaid’s Secret arriverà sul grande schermo, proporrà una nuova disavventura per la protagonista Millie, una domestica sopravvissuta alla famiglia Winchester e alla ricerca di un nuovo impiego nel sequel che la condurrà al cospetto di una nuova famiglia ugualmente affascinata da misteri e bugie. Nel cast, tra le novità, figura Kirsten Dunst, che interpreterà un personaggio di spicco. Ma quando uscirà The Housemaid’s Secret al cinema?

The Housemaid’s Secret, il sequel di Una di famiglia arriva al cinema e si scontrerà con titoli forti

Secondo quanto rivelato da Screen Rant, Lionsgate ha fissato la data d’uscita per il sequel di Una di famiglia al 17 dicembre 2027, una data delicata se si considera che da tempo i Marvel Studios hanno scelto proprio quella come lancio di Avengers: Secret Wars. Inoltre, sempre in quel periodo, dovrebbe debuttare anche Il Signore degli Anelli: Caccia a Gollum riportando la Terra di Mezzo al cinema.

A distanza di due anni dal precedente capitolo, The Housemaid’s Secret riporterà Millie nuovamente al centro della scena. Al suo fianco anche Kirsten Dunst e tornerà anche Michele Morrone. Rifacendoci alla trama del romanzo, sappiamo che il sequel vedrà Millie accettare un nuovo incarico come domestica per una donna che non ha il permesso di incontrare. Ma Millie non gradisce tanta segretezza e tenterà di scoprire cosa si cela dietro quella porta chiusa a chiave. Ad interpretare la misteriosa signora Garrick è proprio Kirsten Dunst. Ad occuparsi della sceneggiatura del sequel è ancora una volta Rebecca Sonnenshine, che ha firmato il primo film.

Una di famiglia ha rapidamente conquistato il pubblico incassando quasi 400 milioni di dollari in tutto il mondo e l’approvazione per un sequel è arrivata rapidamente. Come specifica Deadline, Lionsgate ha acquisito i diritti della trilogia letteraria di Freida McFadden, più un quarto volume: ciò significa che, se anche il secondo film dovesse comportarsi bene al botteghino, quella di Millie potrebbe trasformarsi facilmente in una trilogia cinematografica.



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I Love Boosters: fashion, taccheggi e lotta al capitale: guarda il trailer ufficiale del film

Agli appassionati di musica il nome di Boots Riley non dovrebbe suonare sconosciuto: è stato il fondatore e frontman dei The Coup, una delle formazioni hip hop più esplicitamente politiche della scena americana, e poi membro, con Tom Morello dei Rage Against the Machine, degli Street Sweeper Social Club. Anche gli appassionati di cinema dovrebbero (o potrebberlo) conoscere, perché Riley ha debuttato alla regia nel 2018 con un film notevolissimo che però in Italia non è stato distribuito: si intitola Sorry to Bother You, commedia nera, grottesca e surreale che racconta la storia di Cash, un trentenne afroamericano senza una lira che inizia a lavorare in un'azienda di telemarketing, ricevendo da un collega anziano un consiglio per non farsi riattaccare in faccia dai potenziali clienti che contatta: usare la sua “voce da bianco”. Per Cash l'inizio di una allucinata odissea, in un film che chiaramente si basa sul racconto stralunato e fantasioso della realtà insita nelle discriminazioni razziali e economiche negli Stati Uniti di oggi. Di Sorry to Bother You, che è disponibile al momento a noleggio e in vendita su diverse piattaforme, potete leggere qui la recensione.
Comunque.
Il punto ora è che Boots Riley ha diretto un nuovo film, e quanti hanno visto il suo esordio non vedono l'ora di scoprire cosa ha combinato questa volta. Il film si intitola I Love Boosters, vede protagoniste e protagonisti Keke Palmer, Naomi Ackie, Taylour Paige, Poppy Liu, Eiza González, LaKeith Stanfield, Will Poulter, Don Cheadle e Demi Moore. Palmer nel film interprera Corvette, leader di una banda di taccheggiatrici professioniste nota come The Velvet Gang, che prende di mira l'amministratore delegato di un marchio di stilisti, implacabile guru del mondo della moda, che Corvette accusata di averle rubato le idee: quella che inizia come una vendetta si trasforma in una rivolta più ampia e involontaria contro il meccanismo del gusto, del lavoro e dello sfruttamento.
I Love Boosters è da poco stato annunciato come film d'apertura dell'edizione 2026 del South by SouthWest, che di aprirà il 12 marzo a Austin, e arriverà poi nei cinema americani dal 22 maggio con la Neon. E da noi, questa volta, lo distribuità qualcuno?
Aspettando di scoprirlo, ecco qui il notevole primo teaser trailer di I Love Boosters.



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lunedì 30 marzo 2026

Apparatus, nuovo thriller con Dylan O'Brien e un volto noto di Heated Rivalry

Due nomi ben noti al pubblico del piccolo schermo uniranno le forze prossimamente come protagonisti di un nuovo thriller: il progetto in questione si intitola Apparatus e conterà sulla regia di Sofia Banzhaf, attrice canadese nota ai più per aver recitato in Closet Monster e Bitten che per la prima volta si cimenterà come regista.

A guidare il cast protagonista sono due star del piccolo schermo. Come riferito da Deadline, il film thriller potrà contare su una star di Heated Rivalry, Serie TV estremamente popolare su HBO Max, e su un attore che deve tutto a Teen Wolf. Di chi si tratta?

Dylan O’Brien e Hudson Williams uniranno le forze come protagonisti di un nuovo thriller: Tutto quello che sappiamo

Descritto come un thriller psicologico avvincente, Apparatus dovrebbe avviare le riprese a stretto giro a Toronto e racconterà la storia di un autista di ride-sharing in difficoltà: il suo nome è Tyler e crede che la sua fortuna sia cambiata nel momento in cui ha incontrato JP, un imprenditore carismatico che gli ha offerto un’opportunità da sogno che gli sfugge di mano molto presto. Come si legge nella sinossi: “JP attira Tyler con la promessa di un'opportunità da sogno, ma l'accordo precipita presto in una violenta spirale discendente, mettendo a dura prova i limiti del protagonista”.

Come riferito da Deadline, a guidare il cast sono Dylan O’Brien e Hudson Williams. Mentre il primo interpreterà JP, il secondo sarà proprio il giovane Tyler. In merito al progetto, sappiamo che il film conterà su Banzhaf non solo come regista, ma anche come co-sceneggiatrice: scriverà la sceneggiatura con Grayson Moore.

Hudson Williams ha catturato l’attenzione internazionale di recente come co-protagonista di Heated Rivalry, serie tv amatissima e distribuita in streaming su HBO Max tratta dalla serie di romanzi Game Changers di Rachel Reid e ambientata nel contesto dell’hockey sul ghiaccio. Piaciuta tantissimo al pubblico, Heated Rivalry ha ottenuto il rinnovo per una seconda stagione, la cui distribuzione in streaming è attesa per aprile 2027. Per Williams si tratta quindi di un nuovo progetto da aggiungere all’elenco: dopo il successo di Heated Rivalry, l’attore è stato scelto per Yaga, una nuova serie tv accanto a Carrie-Anne Moss, e si unirà al cast di Encore e 8, entrambi film in fase di post-produzione.

Per quanto riguarda Dylan O’Brien, il suo nome è fortemente collegato al successo di Teen Wolf, teen drama soprannaturale che ha lanciato la sua carriera nel 2011 introducendo il suo Stiles Stilinski tra i personaggi principali. Negli anni, O’Brien ha ottenuto maggiore spazio anche al cinema: è noto come protagonista della trilogia di Maze Runner e di recente è apparso in film come Not Okay, Caddo Lake e Send Help diretto da Sam Raimi. Prossimamente, vedremo l’attore anche nel cast di Being Heumman di Apple TV.



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Film Ora al Cinema, ecco i 10 più visti ieri: Il Box Office italiano di Domenica 29 Marzo

Ecco il BoxOffice italiano di Domenica 29 Marzo Marzo 2026, con i 10 film più visti nelle nostre sale e i relativi incassi parziali e totali.

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domenica 29 marzo 2026

Stasera in TV: Film da vedere Domenica 29 Marzo, in prima serata

Stasera in TV, Domenica 29 Marzo 2026: Scopri cosa c'è da vedere in TV oggi con la nostra Guida TV completa con i Migliori Film in prima serata su Rai, Mediaset e su tutti i principali canali tv in chiaro gratuiti.

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Tra Amore & Inganni, Regé-Jean Page non vuole che le commedie romantiche muoiano

Regé-Jean Page deve molto al romance sullo schermo. Ancor prima di Tra Amore & Inganni, commedia romantica in arrivo nel 2026, l’attore è stato il volto di Bridgerton: di fatto ha contribuito al grande successo della prima stagione in casa Netflix interpretando il Conte di Hastings, interesse sentimentale di Daphen Bridgerton.

E non stupisce che, a distanza di anni, l’attore abbia offerto la propria personale opinione a favore della commedia romantica, rivelando quanto apprezzi il genere e quanto sia stato piacevole lavorare accanto ad Halle Bailey in Tra Amore & Inganni, in lingua originale intitolato You, Me and Tuscany.

Regé-Jean Page sostiene che la commedia romantica non è morta

In Amore & Inganni, Regé-Jean Page interpreta Michael, un uomo dal fascino magnetico che incrocia la strada di Anna. Ma per spiegare chi è Anna dovremmo fare un piccolo passo indietro. La commedia romantica, del resto, parte da un piccolo malinteso: Anna è una giovane donna che sembra aver perso tutto in un colpo. Desiderava diventare una grande chef ma, oltre ad aver perso il lavoro, è anche senza casa. L’incontro fortuito con Matteo, un italiano affascinante, sembra cambiare le carte in gioco. Matteo possiede una villa disabitata in Toscana, in Italia, e le offre una via di fuga: trascorrere anche solo una notte in quella casa disabitata. I suoi piani però vanno a rotoli quando si imbatte nella madre di Matteo. A quel punto, in preda al panico, Anna mente e spiega di essere la futura sposa di Matteo. Una piccola bugia che diventa ancor più complicata da gestire dopo l’arrivo di Michael, il cugino di Matteo alquanto affascinate con il quale sembra avere una forte intesa. Ma la bugia che ha raccontato è diventata la sua prigione e, nonostante l’attrazione per Michael, Anna dovrà imparare a controllarsi.

Ad interpretare Michael è Regé-Jean Page e, a detta dell’attore, la commedia romantica non è ancora morta. In occasione dei NAACP Image Awards 2026, l’attore ha raccontato a People di essersi divertito molto: “Abbiamo girato in Toscana. Siamo stati a Roma e cinque o sei settimane in Toscana. Stavamo semplicemente in giro al sole, guidando tra i vigneti. Ho passato la mano in quel campo di grano che Russell Crowe attraversa all’inizio de Il Gladiatore. Il cibo era divino. E ho avuto la possibilità di lavorare con Halle Bailey ogni giorno. Quindi ci siamo divertiti un mondo”.

Ha poi spiegato cosa ha apprezzato in particolare dell’esperienza: “Era divertente girare un film che parla di come vivere al meglio la propria vita ed è quello che caratterizza in gran parte le commedie romantiche. Riguardano avere aspirazioni, che ti permettano di vivere al meglio la tua vita fidandoti degli altri, scoprendo come risolvere i tuoi problemi insieme agli altri, come affrontare i tuoi problemi parlandone. Non tutti i film devono per forza essere incentrati su chi tira i pugni più forti. Quindi mi impegno a parlare e a trovare la pace con me stesso e con gli altri. Ed è stata una gioia farlo”. A People ha rivelato di aver accettato questo progetto proprio per amore delle commedie romantiche, un genere in difficoltà: “Potrebbe essere stato quello. L'idea che la commedia romantica sia morta. L'amore non è affatto morto. L'amore ci salverà. E penso di essere felice di sventolare questa bandiera stasera”.



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Peaky Blinders: The Immortal Man, Rebecca Ferguson si sbottona sul ritorno di Kaulo nel franchise

Rebecca Ferguson non è immune al fascino dei franchise. Se negli ultimi anni è stata coinvolta nel successo di Dune interpretando Lady Jessica, su Netflix è riapparsa invece con un ruolo di spicco in Peaky Blinders: The Immortal Man, film sequel dell’amatissima Serie TV che l’ha scelta per interpretare Kaulo, un nuovo personaggio strettamente collegato a Tommy Shelby, il protagonista con le fattezze di Cillian Murphy. Ma cosa ne sarà di lei, dopo il sequel?

È questa la domanda che si è posta recentemente l’attrice. Estremamente enigmatica, Kaulo Chiriklo è tra i nuovi personaggi di The Immortal Man che, sin dalla sua introduzione, ha catturato l’interesse del pubblico. Si è scoperto che Kaulo ha giocato un ruolo importante nella trama del film e nel ritorno di Tommy Shelby a casa; come poi spiegato nel film, Kaulo è una chiromante sorella di Zelda Chiriklo, un’ex fiamma di Tommy (interpretata sempre da Rebecca Ferguson), e ha convinto Tommy a tornare da suo figlio per aiutarlo. Ma questo personaggio è destinato a riapparire in Peaky Blinders dopo questo film?

Rebecca Ferguson non direbbe di no ad un altro round di Kaulo in Peaky Blinders

La speranza è dura a morire e i fan di Peaky Blinders sperano di rivedere presto Kaulo, ancora una volta interpretata da Rebecca Ferguson. Ma sarà così? La domanda è stata posta direttamente all’attrice, ma la sua risposta è stata alquanto evasiva. Ai microfoni di Radio Times, ha infatti rivelato: “Non dico mai di no”, riflettendo poi sull’impatto che il suo personaggio ha avuto sulla trama di The Immortal Man: “Credo che Kaulo fosse fondamentale per questo film, ma non sempre ritengo che un personaggio debba avere un seguito; possiamo accontentarci anche di non esserne completamente soddisfatti”.

The Immortal Man ha tracciato una linea importante per Tommy Shelby, ma al tempo stesso ha offerto spazio a nuove storie da raccontare. Steven Knight, ideatore della serie tv e sceneggiatore del film, ha più volte ribadito l’intenzione di proseguire con i Peaky Blinders, ma che questo film fosse necessario per chiudere la parentesi di Tommy Shelby. Considerato il finale, è suo destino è stato ormai chiarito, a differenza di altri personaggi che potrebbero apparire in nuovi progetti. Ma Kaulo rientrerà tra questi?



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V per Vendetta: la scena iconica che la Warner voleva tagliare, svelata 20 anni dopo

Non tutti i film tratti da fumetti lasciano un segno indelebile nella memoria collettiva. Il più delle volte rimangono un divertissement d'immediata fruizione; altre finiscono dritti nel dimenticatoio Ogni tanto, però, arriva un titolo che vanno oltre la storia raccontata e ha un impatto enorme, come l’adattamento live-action di V per Vendetta. Il film diretto da James McTeigue e tratto dall'omonimo romanzo a fumetti di Alan Moore, è uscito nel 2005. Pochi mesi dopo la rielezione di George W. Bush e nel pieno della guerra in Iraq. Rapidamente, ha ispirato manifestanti in tutto il mondo a scendere in piazza indossando la celebre maschera di Guy Fawkes.

In occasione del 20° anniversario del film, il regista ha parlato con ComicBook del posto che V per Vendetta occupa nella storia del cinema e del suo impatto sul dibattito politico. Ha anche svelato un retroscena inedito, che riguarda l'unica scena del film che ha rischiato di non arrivare al montaggio finale. Alla domanda se, durante la produzione, gli fosse mai stato chiesto di attenuare o eliminare alcuni elementi politici, McTeigue ha infatti risposto di aver ricevuto una sola richiesta.

L’unica cosa… sono andato a un incontro con i vertici della Warner Bros., tutti i dirigenti, e l’unica cosa che mi hanno chiesto di cambiare è stata la sequenza di Valerie. La scena lesbica. E io ho risposto: ‘No, è proprio quello che fa cambiare Evey [il personaggio di Natalie Portman, ndr]. È il fulcro del film.’ E loro hanno detto: ‘Ok.’ E questo è stato tutto. Niente politica, in realtà. Beh, in un certo senso lo è, ma non nel modo in cui ci si potrebbe aspettare.

Il regista allude naturalmente alla sequenza dedicata a Valerie Page (Natasha Wightman), che vediamo mentre Evey è prigioniera. La scoperta di un messaggio di Valerie diventa, come sottolinea McTeigue, il catalizzatore della crescita personale della ragazza e della sua determinazione a non tradire i propri ideali. Alla fine, si scopre che la prigionia di Evey era in realtà orchestrata da V (Hugo Weaving), che conosceva Valerie perché era stata detenuta con lui nel campo di Larkhill. Nel 2005, i diritti LGBTQ negli Stati Uniti erano ancora un tema delicato e il matrimonio gay non era riconosciuto a livello federale. Probabilmente per questo Warner Bros. voleva tagliare la scena. Eppure, non ha trovato problematici i veri atti di terrorismo compiuti dal protagonista.

V per Vendetta avrà un sequel? Il regista fa chiarezza

McTeigue ha aggiunto che, nonostante il successo del film, non si è mai parlato seriamente di un sequel, anche se oggi i “legacy sequel” sono diventati una moda tra i film tratti da fumetti. Tuttavia, il regista ha condiviso la sua idea su come potrebbe essere realizzato. “Penso che sarebbe interessante fare qualcosa di simile a Una Battaglia dopo l'Altra - ha suggerito - raccontando cosa succede 25, 30, 40 anni dopo. Mi piacerebbe sapere cosa è successo a Evey, ai governi successivi, se è andata in clandestinità. La storia più interessante è proprio quella del personaggio di Evey, più che tornare al fumetto originale”. Nonostante questo, circolano già voci su un nuovo adattamento di V per Vendetta in sviluppo per HBO. McTeigue ha confermato di non essere stato coinvolto, così come le sorelle Wachowski (produttrici del film), e di aver appreso la notizia solo a posteriori.



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sabato 28 marzo 2026

Addio a James Tolkan: il saluto di Michael J. Fox e Christopher Lloyd all'attore di Ritorno al futuro

È un'impressionante mole di personaggi quella collezionata da James Tolkan nella sua lunga carriera da caratterista. Basterebbe citare soltanto i tre titoli degli anni 80 nei quali ha indelebilmente lasciato il suo contributo: l'Agente dell'FBI Wigam in Wargames, il Comandante Tom "Stinger" Jardian in Top Gun e il Preside Strickland in Ritorno al futuro sa bene quanto siano fannulloni i McFly. L'attore riprese poi quest'ultimo ruolo, probabilmente quello per cui è maggiormente conosciuto, nel 1985 alternativo di Ritorno al futuro Parte II e come suo antenato in Ritorno al futuro Parte III.

Su Instagram Michael J. Fox ha pubblicato una story in cui condivide il suo personale saluto a James Tolkan, morto il 26 marzo 2026 all'età di 94 anni: "Il grande James Tolkan r"Riposa in pace, grande James. Certamente tu non sei stato un fannullone. È stato bello conoscierti, recitare con te e dirigerti in Tales from the Crypt. Mi mancherai, amico!".
Anche Christopher Lloyd lo ha ricordato con un post scrivendo "James, dove stai andando... non hai bisogno di strade. Mi mancherai amico". Come mostrano le foto in alto, gli attori si sono ritrovati ad una reunion di Ritorno al futuro nel 2025.
Doc Brown e Strickland non interagiscono mai nel corso della trilogia, ma sappiamo che il preside non vede di buon occhio lo scienziato perché dice a Marty che farebbe bene a stargli lontano. Dalle varie estensioni degli archi narrativi dei personaggi sui fumetti e i videogame, alcune teorie dei fan sostengono che l'estremamente disciplinato Strickland andasse a scuola con l'eccentrico Emmett Brown e che, appunto, già da allora lo ritenesse un grande fannullone.

James Tolkan: la carriera dell'attore di Top Gun e Ritorno al futuro

Nato il 20 giugno 1931 a Calumet, Michigan, l'attore caratterista James Tolkan, con un naturale piglio energico e intimidatorio, è stato spesso ingaggiato in show televisivi e film per interpretare personaggi rudi e autoritari. Ha frequentato l'Università dell'Iowa, il Coe College e l'Eastern Arizona College. Dopo un anno di servizio nella Marina degli Stati Uniti, si è recato a New York e ha studiato recitazione con Lee Strasberg e Stella Adler all'Actors Studio.

Tolkan ha iniziato a recitare nei film alla fine degli anni '60. Si è messo in evidenza in due film diretti da Sidney Lumet, interpretando un feroce tenente di polizia Serpico (1973) e un subdolo procuratore distrettuale in Il principe della città (1981). È stato Napoleone per Woody Allen in Amore e Guerra (1975). Meglio conosciuto per essere lo zelante preside Strickland nei film di Ritorno al futuro, gli altri ruoli più memorabili di Tolkan includono Napoleone in Amore e guerra (1975) di Woody Allen, l'assistente caustico e spiritoso del sindaco in Turk 182 (1985), il tenente comandante Stinger in Top Gun (1986), il collerico detective Lubic in I dominatori dell'universo (1987), il mansueto contabile della mafia Numbers in Dick Tracy (1990) e il superiore prepotente di Wesley Snipes in Punto di non ritorno (1993).

Sul fronte televisivo, Tolkan ha avuto ruoli ricorrenti nelle serie televisive Nero Wolfe (2001), Mary (1985), Cobra Investigazioni (1993), The Hat Squad (1992) e Mai dire sì (1982) e ha fatto apparizioni da guest star in La città in controluce (1958), Hill Street giorno e notte (1981), Miami Vice (1984), Willy, il principe di Bel-Air (1990), Un giustiziere a New York (1985), Blue Jeans (1988) e Il camaleonte (1996). Sono numerose anche le partecipazioni agli allestimenti teatrali ai quali ha preso parte. Tra i tanti, è bene segnalare la prima messa in scena a Broadway nel 1984 di "Glengarry, Glen Ross", l'opera teatrale premio Pulitzer di David Mamet.



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Super Mario Galaxy - Il film, quali numeri deve superare per battere il primo capitolo?

Super Mario Galaxy - Il Film è davvero alle porte: dal 1° aprile sarà nei nostri cinema, distribuito da Universal Pictures e di nuovo realizzato dal tandem Illumination - Nintendo, come avvenne per il precedente Super Mario Bros. - Il Film (2023), che è diventato il più alto incasso della storia per un film tratto da un videogioco. Per Mario si tratterà di essere all'altezza di sé stesso: cerchiamo di guardare i numeri e i primati che registrò il precedente capitolo, per capire quali sono i nuovi record che il nostro idraulico italiano preferito dovrà battere!

Super Mario Galaxy contro Super Mario Bros - Il Film: premesse per nuovi record?

Cominciamo dall'esito del primo weekend negli USA: Super Mario Galaxy - Il Film dovrà battere i 146.360.000 dollari raccolti da Super Mario Bros. - Il Film tre anni or sono (fonte Boxofficemojo). La cosa sembra già più che plausibile, considerando che le previsioni degli analisti si aggirano sui 160 milioni per il debutto di questo seguel, ancora diretto da Aaron Horvath & Michael Jelenic su sceneggiatura di Matthew Fogel (e naturalmente la supervisione attenta di Shigeru Miyamoto in quanto co-producer, insieme al capo e fondatore dell'Illumination, Chris Meledandri). Per quanto riguarda il debutto italiano del primo capitolo, la Cinetel ci dipinse un primo giorno da 1.240.000 euro per 173.471 presenze, con un weekend lungo iniziale sui cinque giorni che ammontò a 7.012.355 euro. Alla fine della sua corsa al boxoffice mondiale Super Mario Bros - Il Film totalizzò 1.360.880.000 dollari nel mondo intero, di cui 574.934.000 negli Stati Uniti e 102.000.000 in Giappone. Con 20.424.500 euro (e 2.805.789 presenze) qui da noi divenne il quarto film più visto del 2023, dopo C'è ancora domani, Barbie e Oppenheimer. Nella classifica generale dei lungometraggi d'animazione, risulta a livello mondiale il quinto in termini assoluti, dopo Ne Zha - L'ascesa del guerriero di fuoco (fenomeno prettamente cinese), Zootropolis 2, Inside Out 2 e Frozen II - Il segreto di Arendelle.
I premi prestigiosi snobbarono Super Mario Bros. - Il Film: ci furono solo tre nomination ai Golden Globe (film di animazione, canzone originale, successo al boxoffice) e una agli Annie Awards (miglior doppiaggio per un personaggio, Jack Black per Bowser), ma non era il tipo di riconoscimento che il lungometraggio cercava: rimane infatti per ora il più alto incasso mondiale per un film tratto da un videogioco. Lo seguono, piuttosto distanziati, Un Film Minecraft (961 milioni di dollari, 11.974.600 euro in Italia) e Sonic 3 - Il Film (492.162.604 dollari, 8.741.500 euro). Leggi anche Oltre Super Mario e Zelda, la Nintendo prepara film "a cadenza regolare"



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Hayao Miyazaki è tornato: al Ghibli Park arriva Panorama Box, cos'è e quando vederlo

A tre anni dall’uscita de Il ragazzo e l’airone, il leggendario Hayao Miyazaki torna a sorprendere il pubblico seguendo una strada tutta sua. Nessun nuovo film all’orizzonte, almeno per ora: il maestro di Studio Ghibli ha scelto infatti di esplorare un linguaggio diverso e più intimo. Il nuovo progetto, come riportato dall'emittente televisiva giapponese NHK, si intitola Panorama Box ed è una collezione di 31 opere tridimensionali realizzate a mano.

Non semplici diorami, ma piccole “finestre” su mondi immaginari, costruite sovrapponendo livelli di illustrazioni per creare profondità e movimento. Il risultato è qualcosa che ricorda il cinema in miniatura: lo sguardo non resta fermo, ma viene guidato su e giù, come se seguisse una macchina da presa invisibile. Il regista ha creato 31 scatole panoramiche, con illustrazioni originali tratte dai suoi film più amati, che a luglio saranno esposte al pubblico presso il Ghibli Park nella prefettura di Aichi, in Giappone. L'annuncio è stato dato il 17 marzo presso lo Studio 1 dello Studio Ghibli a Tokyo, dove i dettagli del progetto sono stati presentati dal figlio del regista, Gorō Miyazaki, e dal produttore Toshio Suzuki.

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In conferenza stampa sono state mostrate 23 opere in anteprima e Suzuki ha condiviso un aggiornamento sullo stato di salute dell'ottantacinquenne Miyazaki.

È incredibilmente energico e mostra ancora un forte desiderio di continuare a fare film. Il suo talento artistico non è affatto diminuito, anzi, è ancora in evoluzione.

Cos'è Panorama Box, il nuovo progetto di Hayao e Gorō Miyazaki

L’idea di Panorama Box affonda le radici lontano nel tempo, reinterpretando un concetto artistico risalente addirittura al XVI secolo. Eppure, nelle mani di Miyazaki, diventa qualcosa di estremamente contemporaneo. Le scatole sono nate nel 2022, mentre il regista stava ultimando il suo ultimo film, e sono state sviluppate nell’arco di quasi quattro anni, tutte rigorosamente disegnate e assemblate a mano. Per realizzarle, ha ritagliato illustrazioni disegnate a mano e le ha disposte all'interno di scatole per creare un senso di profondità.

Da luglio, all’interno del Grand Warehouse, i visitatori potranno osservare le scene sbirciando attraverso piccole aperture, scoprendo gradualmente ambienti ispirati ai grandi classici dello studio: da Nausicaä della Valle del Vento a Il castello errante di Howl, passando per titoli amatissimi come Il mio vicino Totoro e La città incantata. Da lontano le immagini appaiono quasi piatte, ma basta avvicinarsi per coglierne la sorprendente stratificazione. Dietro queste opere c’è anche un ritorno alle origini, a uno sguardo infantile sul mondo.

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Gorō Miyazaki ha raccontato che il progetto si ispira ai giochi fatti a mano con cui il padre si divertiva da bambino, oltre che a suggestioni artistiche come il Piccolo teatro di Salvador Dalí. Non a caso, il portale Meganerd afferma che lo stesso Miyazaki avrebbe commentato che "lo Studio Ghibli per bambini è tornato", sottolineando come queste creazioni permettano di osservare la realtà "all’altezza degli occhi di un bambino: una prospettiva diversa da quella che noi adulti vediamo dall’alto".

Le opere mostrate alla stampa hanno già conquistato i visitatori, mentre artisti come Hideaki Anno hanno sottolineato quanto sia difficile coglierne la magia attraverso semplici fotografie. Dal vivo, l’effetto è pura meraviglia. E il cinema? Non è escluso un ritorno. Miyazaki, del resto, ha più volte annunciato il ritiro salvo poi tornare sui suoi passi. Oggi, dopo due Oscar vinti, resta una certezza: qualunque forma scelga, la sua creatività continua a reinventarsi.



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venerdì 27 marzo 2026

Super Mario Galaxy - Il Film: Nintendo annuncia il cameo che tutti stavano aspettando

Manca pochissimo al debutto di Super Mario Galaxy - Il film al cinema, film d’animazione nato come sequel diretto di Super Mario Bros – Il Film che riporterà Mario e suo fratello Luigi nuovamente in azione per contrastare nuove minacce. Stando a quanto emerso recentemente, oltre ai numerosi personaggi già annunciati in arrivo nel film sequel, ci sarà spazio anche per un cameo crossover proveniente da un altro videogame. Attenzione: a seguire riveleremo di quale personaggio si tratta; chi desidera gustare il colpo di scena al cinema, dovrebbe interrompere a questo punto la lettura.

A quanto pare Super Mario Galaxy offrirà spazio anche a Fox McCloud del videogame Star Fox, sempre Nintendo e il cui protagonista è una volpe antropomorfa lanciata sul mercato nel 1993. Grazie al secondo capitolo dedicato a Super Mario, anche Fox McCloud avrà la sua opportunità sul grande schermo, ma quale ruolo avrà nella trama?

Annuncio a sorpresa di Nintendo: Star Fox in Super Mario Galaxy – Il Film, ma che ruolo avrà nel sequel?

Nintendo ed Universal Pictures hanno offerto un altro asso nella manica al pubblico che attende trepidante di scoprire cosa accadrà in Super Mario Galaxy - Il Film, in uscita nelle sale italiane dal 1° aprile 2026. Oltre ai numerosi personaggi di ritorno e a ben gradite new entry, il cast accoglierà anche un personaggio proveniente da un altro videogame Nintendo: il suo nome è Fox McCloud ed è il protagonista di Star Fox. Un annuncio inaspettato ai più e confermato da Nintendo attraverso un poster promozionale del personaggio in questione. Ad oggi non è stata rivelata la voce che accompagnerà questo personaggio sul grande schermo.

Tempo fa, come riporta CollegeHumor via ComicBook, si vociferava che Star Fox stesse per arrivare sullo schermo con una serie tv in fase di sviluppo, ma quel progetto è stato poi archiviato. Sono trascorsi anche dieci anni dall’ultimo videogame dedicato a Star Fox e, considerato che Super Mario Galaxy – Il Film si spingerà verso un livello intergalattico, includere un personaggio di Star Fox avrebbe senso. Quale peso avrà sulla trama, però, al momento non è stato rivelato. Nel frattempo il pubblico si interroga già sul destino di Fox McCloud: il suo sarà semplicemente un cameo oppure spingerà verso la realizzazione di Super Smash Bros?

A pochi giorni dal debutto al cinema, Super Mario Galaxy riporterà Mario e suo fratello Luigi sullo schermo per una nuova avventura, questa volta supportati anche dal fedele Yoshi (inserito nella scena post-credit di Super Mario Bros – Il Film). Dopo aver sconfitto Bowser, il gruppo di eroi dovrà vedersela con suo figlio Bowser Jr e Wario, la cui alleanza punta ad espandere i piani di dominio del mondo. Tutto questo spingerà Mario e i suoi amici verso lo spazio profondo.



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Ryan Gosling protagonista di un nuovo progetto sci-fi con un duo premio Oscar

Ryan Gosling ci sta prendendo gusto con la fantascienza. Riapparso di recente in sala come protagonista di L’ultima missione: Project Hail Mary, l’attore prossimamente si immergerà anche nel contesto di Star Wars alla guida di una nuova avventura nello spazio intitolata Star Wars: Starfighter e, in aggiunta, condividerà una nuova esperienza con i Daniels, duo di registi che ha trionfato agli Oscar con Everything Everywhere All At Once e attualmente al lavoro su un nuovo progetto.

Soltanto pochi giorni fa Daniel Kwan e Daniel Scheinert avevano condiviso qualche dettaglio in più sul prossimo lungometraggio in fase di sviluppo da anni e, a quanto pare, hanno finalmente scovato la star protagonista. Ma cosa sappiamo del nuovo film? E chi interpreterà Ryan Gosling?

Ryan Gosling non ha finito con la fantascienza: cosa sappiamo del prossimo film dei Daniels dopo Everything Everywhere All At Once

Mentre il pubblico può ancora ammirare la sua ultima avventura nello spazio con L’ultima missione: Project Hail Mary ancora al cinema, Ryan Gosling ha già impegnato l’agenda con un nuovo progetto fantascientifico diretto da Daniel Kwan e Daniel Scheinert, detti i Daniels, reduci dal successo di Everything Everywhere All At Once che agli Oscar 2023 ha fruttato ben sette vittorie, anche nella categoria di miglior regista e miglior film.

Leggi anche I registi di Everything Everywhere All at Once al lavoro su un nuovo film: i primi dettagli

Secondo quanto riferito da Deadline, il prossimo film dei Daniels attualmente sprovvisto di titolo e voluto da Universal Pictures ha puntato tutto su Gosling. Non sappiamo su cosa verterà la trama, ma le riprese dovrebbero iniziare la prossima estate a Los Angeles. I registi figurano anche come produttori attraverso la loro società Playgrounds.

I Daniels hanno fissato una data d’uscita per il nuovo film top secret, scelta ricaduta sul 19 novembre 2027 per le sale americane e, pur avendo condiviso molto poco sul film, sappiamo che, per il cast, si preferirebbe puntare su giovani talenti che avrebbero già partecipato ai provini. Per quanto riguarda il ruolo da protagonista, come riporta Deadline, sia gli Studios che i registi avevano puntato in alto e le loro aspettative sono state rispettate con la scelta di Ryan Gosling, che avrebbe firmato l’accordo poche settimane fa, quindi poco prima del debutto di L’ultima missione: Project Hail Mary il cui incasso al botteghino ad oggi risulta promettente (oltre 141 milioni di dollari in tutto il mondo attualmente). Ai microfoni di Collider, pochi giorni fa, Daniel Kwan aveva anticipato qualche dettaglio sul film in fase di realizzazione: “Ancora una volta sarà un film di fantascienza divertente, una action comedy con tanto cuore. Molto esistenziale. Tutte quelle cose che ci si aspetta da un nostro film. Ma, man mano che il mondo diventa più complesso, credo che uno dei miei compiti come narratore sia quello di andare incontro al mondo per com’è in questo momento”.



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Il Signore degli Anelli: 5 buchi di trama che nemmeno Gandalf saprebbe spiegare

Adattare un romanzo per il grande schermo non è mai semplice. Basti pensare alle saghe di Twilight e Hunger Games che, partite con grande slancio, hanno poi perso presa sul pubblico strada facendo. La trilogia de Il Signore degli Anelli, invece, ha evitato questo problema grazie alla potenza della visione di Peter Jackson. Il regista e il suo team hanno dato vita alla Terra di Mezzo con passione e costruito un racconto coinvolgente che, sotto certi aspetti, ha persino arricchito il materiale originale di J.R.R. Tolkien.

Ciò non significa però che la pluripremiata trilogia sia perfetta: anche i film con Elijah Wood e Ian McKellen presentano alcune sbavature, che sono da anni al centro delle discussioni tra i fan. Attenzione, però: non tutti i “buchi di trama” sono uguali. In alcuni casi si tratta più di dettagli discutibili o scelte narrative che lasciano spazio all’interpretazione, ed ecco le 5 più curiose.

Frodo non sa il nome di Legolas?

Durante il viaggio per distruggere l’Unico Anello, Frodo Baggins (Wood) non ha certo vita facile: è costantemente in pericolo, accompagnato solo da un altro Hobbit e da una creatura ossessionata dall’idea di ucciderlo, e raramente riesce a riposare. Non sorprende quindi che perda i sensi dopo aver gettato l’Anello nel Monte Fato. Quando si risveglia a Gondor, tutti i membri superstiti della Compagnia sono lì ad accoglierlo. Frodo saluta quasi tutti chiamandoli per nome… tranne Legolas (Orlando Bloom), al quale si limita a sorridere. È solo stravolto? Oppure, dopo un viaggio così traumatico, ha davvero dimenticato qualche nome?

Perché Sauron non trova la Contea dopo aver torchiato Gollum?

Ne La Compagnia dell'Anello, Gandalf (McKellen) sospetta che Frodo possieda l’Unico Anello e parte alla ricerca di risposte. Alla fine rintraccia Gollum (Andy Serkis), che conosce bene l’oggetto e ha già rivelato informazioni cruciali a Sauron. Il Signore Oscuro è dunque a conoscenza del nome “Baggins” e della Contea. Un vantaggio che, però, finisce per sprecare, inviando truppe nella Contea solo dopo che Gandalf ha già scoperto tutto. Certo, la Contea non è esattamente il luogo più famoso della Terra di Mezzo… ma resta comunque una svista curiosa.

Come fa Vermilinguo a manipolare il re di Rohan?

Saruman (Christopher Lee) non agisce mai da solo: dissemina agenti in tutta la Terra di Mezzo per seminare il caos, tra cui Grima Vemilinguo (Brad Dourif). Quest’ultimo diventa consigliere del re di Rohan, Théoden (Bernard Hill), avvelenandone la mente e impedendo al regno di opporsi allo stregone. Il problema? Vermilinguo è palesemente losco e ambiguo, eppure riesce ad agire indisturbato. La spiegazione sta probabilmente nell’influenza di Saruman, capace di manipolare il sovrano e isolare chiunque gli si opponga. Solo con l’arrivo di Aragorn (Viggo Mortensen) gli equilibri iniziano a cambiare.

Perché Gandalf usa così poco i suoi poteri?

All’inizio della saga, Gandalf sembra poco più di un saggio anziano. Si definisce uno stregone, ma mostra davvero il suo potere solo nello scontro con il Balrog. Dopo il ritorno come Gandalf il Bianco in Le Due Torri, ci si aspetterebbe un uso più frequente della magia da parte sua. In realtà, continua a essere molto selettivo. È importante ricordare, però, che, nella Terra di Mezzo, la magia non è spettacolare o distruttiva come in altri fantasy. È più sottile e legata all’influenza mentale, più che alla forza bruta.

Che fine fa Saruman?

Dopo aver puntato tutto sulla battaglia del Fosso di Helm, Saruman subisce una pesante sconfitta, aggravata dall’attacco degli Ent a Isengard. Nella versione cinematografica de Il Ritorno del Re, il personaggio sparisce quasi del tutto, come se non fosse più rilevante. Una conclusione piuttosto brusca per un antagonista così importante. Fortunatamente, la versione estesa del film offre un epilogo più completo: Saruman affronta ancora Gandalf e trova la morte quando Vermilinguo lo tradisce, pugnalandolo alle spalle.



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giovedì 26 marzo 2026

Film ora al Cinema, ecco i 10 più visti ieri: Il Box Office italiano di Mercoledì 25 Marzo

Ecco il BoxOffice italiano di Mercoledì 25 Marzo 2026, con i 10 film più visti nelle nostre sale e i relativi incassi parziali e totali.

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mercoledì 25 marzo 2026

The Furious: ecco il trailer di un nuovo, imperdibile film per gli appassionati di azione e arti marziali

Questo "film di menare" con gli artisti marziali e attori Xie Miao e Joe Taslim è stato presentato in tantissimi festival, e si prepara ora a uscire nei cinema americani alla fine di maggio. Ecco trailer e trama di The Furious.

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Spider-Man, addio ai lancia-ragnatele in Brand New Day: è la scelta più rischiosa di sempre

Spider-Man è uno dei supereroi più amati al mondo e il primo trailer di Spider-Man: Brand New Day lo ha ricordato a tutti. Nel film, la vita di Peter Parker (Tom Holland) è un caos totale, ma il nostro arrampicamuri preferito continua a lanciarsi da un grattacielo all'altro, affrontando leggendarie minacce come La Mano e The Punisher (Jon Bernthal). Uno dei cambiamenti più interessanti riguarda le mutazioni che Peter sta subendo: sta diventando molto più "ragnesco" che umano e il primo passo verso questa trasformazione è la comparsa della ragnatela organica.

Che cos’è la ragnatela organica di Spider-Man

In teoria le ragnatele di Spider-Man non fanno parte dei suoi poteri naturali. Secondo la tradizione, l'ingegnoso Peter crea un fluido speciale che può sparare dai polsi tramite appositi dispositivi. Ci sono state tuttavia alcune occasioni in cui le ha prodotte direttamente. La maggior parte di noi conosce questa capacità grazie alla trilogia con protagonista Tobey Maguire, ma in realtà le ragnatele organiche affondano le proprie origini nei fumetti. Vediamo dunque come Peter ha sviluppato questo potere e cosa potrebbe significare per il MCU e il suo Spider-Man.

Il viaggio di Peter verso la ragnatela organica inizia con il suo primo incontro con la villain Queen, in Spectacular Spider-Man (2003) #15. Queen è una mutante della sottospecie Homo Insectus, in grado di controllare insetti o persone con quel DNA. Quando Spider-Man cade sotto il suo controllo, Queen, che vuole farne il suo “compagno perfetto”, lo infetta con un enzima mutante. Nei giorni successivi, Peter cambia radicalmente: sviluppa caratteristiche sempre più ragnesche, come peli giganti e occhi extra, fino a trasformarsi completamente in un enorme ragno.

Quello che Queen non aveva previsto è che il corpo di Peter si sarebbe adattato alla mutazione. Spider-Man muore subito dopo, ma il Peter umano riemerge dal suo stesso corpo. Il nostro eroe non torna però completamente normale. Grazie a questa esperienza sviluppa nuove abilità: i suoi sensi di ragno migliorano, permettendogli una sorta di comunicazione empatica con insetti e ragni, la sua forza aumenta e, eccoci al punto, può sparare ragnatele direttamente dai polsi. Dato che nei fumetti questo cambiamento deriva da una forza esterna, è plausibile che anche nel MCU un evento cruciale possa scatenare una mutazione simile.

Leggi anche Spider-Man: Tom Holland, Tobey Maguire e Andrew Garfield, qual è il più forte dei tre? 5 ragioni inattaccabili

La ragnatela organica al cinema (e la rivolta dei fan)

L’introduzione della ragnatela organica nei film di Spider-Man, in particolare nella trilogia di Sam Raimi con Tobey Maguire, è stata una delle modifiche più controverse e inizialmente odiate dai fan. Nei fumetti classici degli Anni Sessanta, Peter Parker è un genio scientifico che inventa i propri lancia-ragnatele meccanici e il fluido sintetico. La ragnatela organica emessa direttamente dai polsi è stata etichettata come una forzatura cinematografica, una scelta che ignorava la natura ingegnosa del personaggio.

Sam Raimi e lo sceneggiatore David Koepp optarono per questa soluzione per rendere il film più credibile: secondo loro, era difficile spiegare come un adolescente liceale potesse inventare un fluido adesivo così potente e costruire dispositivi complessi nel suo tempo libero. L’idea si ispirava a un vecchio concept di James Cameron degli Anni Novanta. Nonostante l'enorme successo del film al box office, la decisione scatenò accese polemiche tra i fan più accaniti. Secondo i più, la ragnatela organica riduceva Peter a una sorta di mutante, sminuendo la sua intelligenza. Ancora oggi, questa scelta è uno degli elementi più controversi della saga cinematografica di Spider-Man.

Leggi anche 5 personaggi dei film di Spider-Man che non c'entrano nulla coi fumetti

Il ritorno ai lancia-ragnatele con Andrew Garfield e Tom Holland

Le versioni successive di Spider-Man al cinema, con Andrew Garfield e Tom Holland, sono tornate ai lancia-ragnatele meccanici, proprio per avvicinarsi maggiormente ai fumetti e all’ingegno scientifico di Peter Parker. Possiamo escludere che il Marvel Cinematic Universe segua la pista di Queen, ma possiamo supporre che Spider-Man: Brand New Day introdurrà comunque mutazioni che renderanno Peter sempre più “ragno”. Dal trailer si evince che il suo corpo subirà cambiamenti rapidi che lo renderanno più forte e il film, probabilmente, trarrà ispirazione anche dalle trasformazioni nell'inquietante Man-Spider viste nei fumetti e nella serie animata degli anni ’90. Qualunque sia l’approccio scelto dalla Marvel, rivedere la ragnatela organica sul grande schermo sarà spettacolare, soprattutto se la storia prenderà spunto dalle versioni più iconiche dei fumetti.



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martedì 24 marzo 2026

Film ora al Cinema, ecco i 10 più visti ieri: Il Box Office italiano di Lunedì 23 Marzo

Ecco il BoxOffice italiano di Lunedì 23 Marzo 2026, con i 10 film più visti nelle nostre sale e i relativi incassi parziali e totali.

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Peaky Blinders, il finale di The Immortal Man spiegato: cosa succede davvero a Tommy Shelby?

Nel 2022, Peaky Blinders si è conclusa dopo sei stagioni e un successo clamoroso. La serie ideata da Steven Knight ha raccontato l’inarrestabile ascesa (e la caduta) di Tommy Shelby (Cillian Murphy): da capo di una gang di strada a potente imprenditore criminale, fino all'ingresso nel mondo della politica. La serie si chiude nel 1934, con la famiglia Shelby alle prese con l’emergere del fascismo, rappresentato dal perverso Oswald Mosley (Sam Claflin), mentre i primi segnali dell’ascesa di Hitler iniziano a diffondersi anche in Inghilterra.

La storia riprende con il film The Immortal Man, ambientato sei anni dopo, nel 1940. La Seconda Guerra Mondiale è nel pieno del suo svolgimento e l’Inghilterra è sotto i bombardamenti nazisti. Tommy vive ancora in un esilio autoimposto, tormentato dai suoi demoni, dai ricordi delle persone che ha ucciso e di quelle che sono morte a causa sua. Nel frattempo, suo figlio Duke (Barry Keoghan), con cui non ha più rapporti, ha preso il comando dei Peaky Blinders. È un leader spietato e impulsivo, senza una vera famiglia né alleati fidati, e finisce sotto l’influenza di John Beckett (Tim Roth), simpatizzante nazista, che lo convince a tradire il proprio paese partecipando a un’operazione illegale per far collassare l’economia.

Ma Tommy torna inaspettatamente dal suo esilio dopo aver scoperto che suo figlio ha smarrito se stesso e che Ada (Sophie Rundle) è stata assassinata. Il loro rapporto è inizialmente teso: Tommy disprezza l’egoismo e la brutalità di Duke, mentre quest’ultimo nutre un profondo risentimento per l’assenza del padre. Tuttavia, quando Tommy scopre il coinvolgimento del figlio con i nazisti, decide finalmente di assumersi le proprie responsabilità e vendicare Ada. Al tempo stesso, Duke è dilaniato da un dilemma cruciale: tradire suo padre per aiutare i nazisti o collaborare col genitore che conosce appena per eliminare i nemici?

Attenzione, seguono SPOILER sul finale di Peaky Blinders: The Immortal Man

Come finisce Peaky Blinders: The Immortal Man?

Nel finale, i Peaky Blinders trasportano la valuta contraffatta su alcuni traghetti lungo i canali. Grazie alla soffiata di Duke, i nazisti organizzano un’imboscata, pronti a eliminare Tommy e i suoi uomini. Tuttavia, Tommy non è a bordo delle imbarcazioni: si sta muovendo nell’ombra, attraversando le fogne (e i suoi traumi legati alla Prima Guerra Mondiale, alla quale partecipò come scavatore). Intanto Duke si trova nel magazzino di Beckett. Il rapporto tra i due è ambiguo: fino all'ultimo non è chiaro da che parte stia il ragazzo. Quando i Peaky Blinders si avvicinano al punto d’incontro, caricano i traghetti di dinamite. Tutti scendono tranne Johnny Dogs (Packy Lee), incaricato di accendere la miccia. Quando le imbarcazioni compaiono all’orizzonte, i nazisti si preparano a sparare. Johnny accende la miccia e si tuffa nel canale: pochi istanti dopo, i traghetti esplodono al contatto con il molo.

Duke tradisce davvero i Peaky Blinders?

Dopo l’esplosione, Beckett capisce di essere stato ingannato e punta una pistola contro Duke, cercando di metterlo contro il padre. Prima che possa agire, un’esplosione scuote il magazzino: Tommy è arrivato passando dalle fogne, che lo hanno condotto direttamente dal figlio. Segue uno scontro finale tra i Peaky Blinders e gli uomini di Beckett, che culmina in un confronto decisivo.

Leggi anche Peaky Blinders, il finale: il destino di Tommy Shelby secondo Cillian Murphy

Tommy Shelby muore in The Immortal Man?

I Peaky Blinders hanno la meglio e Beckett tenta la fuga in auto. Tommy gli si para davanti, ma viene colpito due volte all’addome. Nonostante le ferite, riesce comunque a ucciderlo con un colpo alla testa. Subito dopo, allo stremo delle forze, Tommy chiede a Duke di sparargli per porre fine alle sue sofferenze. Il ragazzo inizialmente esita, ma alla fine preme il grilletto. Negli ultimi istanti, Tommy rivede i volti delle persone perdute nel corso della sua vita: gli stessi fantasmi che lo hanno perseguitato per tutta la vita. Stavolta, però, sembra trovare finalmente pace.

Cosa succede dopo il finale?

Il film si conclude con il funerale di Tommy: il suo corpo viene cremato all’interno di una carrozza su una collina, in una scena che richiama direttamente il finale della serie. Se allora il fuoco simboleggiava una possibilità di rinascita, qui rappresenta invece una conclusione definitiva: per Tommy Shelby, finalmente, è arrivata la pace che ha inseguito per tutta la vita.



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Era: la nostra intervista a Vincenzo Marra, che racconta il tempo della terza età e prosegue nel solco della commedia

Con tenerezza, poesia, ironia e uno sguardo rispettoso alla grande tradizione teatrale napoletana, Vincenzo Marra torna dietro alla macchina da presa a 6 anni di distanza da La volta buona. Lo fa attraverso il linguaggio della commedia dolceamara in Era, fotografando una famiglia napoletana raccontata attraverso gli occhi di una donna di oltre 80 anni, Lina, che per un problema di salute e non volendo finire in un ospizio, deve accettare la presenza e le cure di una badante cingalese di nome Amilà che le impongono i tre figli. La salute di Lina, da sempre matriarca indiscussa, peggiora, e la donna si addolcisce, e con lei il film, che lascia spazio a un anziano corteggiatore e più in generale al "fuori", che diventa il luogo e il tempo di un quieto carpe diem da assaporare prima dell’ultimo grande viaggio.

Interpretato da Dalia Frediani, Maurizio Casagrande, Giovanni Esposito, Angela De Matteo, Rosaria D’Urso, Sabrina Marini Fernando e Antonio Gerardi, Era arriva in sala il 26 marzo ed è stato presentato in anteprima al Bif&st 2026, dove abbiamo incontrato e intervistato il regista in una sala cinematografica dalle poltrone colorate. Un uccellino ci aveva detto che il personaggio di Lina è ispirato alla nonna di Marra e da lì è partita la nostra chiacchierata.
"Da bambino venivo spesso parcheggiato a casa di mia nonna nei pomeriggi e durante l'estate" - ci ha raccontato Vincenzo Marra. "Appena finiva la scuola, mia madre prendeva la macchina e mi portava in un posto di mare che si chiama Vico Equense, dove poi ho girato diverse sequenze del film. Penso di aver cominciato a fare il regista proprio a casa di mia nonna, perché all'epoca, e parliamo degli anni Ottanta, non c'erano i telefoni cellulari, l'Ipad e la pay tv, e quindi mi mettevo sul divano e vedevo arrivare il mondo: fratelli, sorelle, nipoti, figli e queste vecchiette con cui mia nonna faceva delle riunioni religiose perché era una fervente cattolica, e chiaramente nessuno mi cacciava, perché tanto ero un bambino. Questo meraviglioso teatro involontario è rimasto dentro di me per tutta la vita. Naturalmente ho dovuto riscrivere molti dialoghi e molte scene, e sono contento che, a 53 anni, sono riuscito a far rivivere mia nonna, mio zio, mia zia e le altre persone che mi hanno cresciuto.

Come mai hai sentito proprio ora il desiderio di parlare di tua nonna?

Mi è venuto adesso perché mia madre ora ha l'età di mia nonna, quindi ho scritto questo copione senza nessun tipo di ambizione artistica. Spesso e volentieri scrivo i film con l’idea che non li farò leggere a nessuno, è un po’ una follia che faccio da quando ero ragazzo. Però mi ero tanto divertito a scrivere Era. La storia che raccontavo mi faceva ridere, sorridere, ed è successo che Federico Scardamaglia, che è un bravissimo produttore, si sia innamorato del film. Infine c'è stato l'intervento coraggioso di Rai Cinema, che ha avuto fiducia in me e nel mio cambiamento di genere e di registro. È stata davvero una bellissima esperienza.

Sembra che tu abbia seguito il consiglio di Mario Monicelli di tentare la via della commedia, inaugurata con La volta buona…

Quel film lo scrissi di getto quando morì Mario, proprio per dargli dimostrazione che sapevo fare altro. Forse è più monicelliano La volta buona di Era, e quindi c'è stata un'evoluzione. Qui il mio sogno era anche far rivivere un po’ Eduardo, perché mia mamma e miei vari parenti erano tutti patiti di Eduardo De Filippo, e quando ero bambino mi mettevano davanti al televisore a vedere tutte le sue commedie, alcune delle quali so a memoria. Così, a un certo punto, ho capito che questo film poteva avvicinarsi in qualche modo ai suoi testi.

Le persone anziane hanno una percezione del tempo molto diversa dalla nostra e il film lo racconta benissimo…

Il tempo è un tema per me di grande interesse. Sto seguendo con grande angoscia tutto quello che succede, a cominciare dalla guerra. Quando vedo questi commentatori televisivi che dicono: "Adesso cosa succederà?", mi viene da pensare abbiano poca memoria del fatto che moriranno anche loro. Quindi questa televisione, questo mondo, soprattutto, oltreoceano, che vive nell'idea della rimozione della morte per me è uno dei segnali che la società e la nostra vita stanno andando a scatafascio, perciò mi piaceva l'idea di raccontare dei vecchietti arzillissimi e innamorati della vita che cercano di assaporare ogni giorno che arriva ma che sanno benissimo, e in maniera spirituale, che siamo tutti destinati a morire. I cinici potrebbero commentare: “Eh, ma che iella!", io invece penso che sia importante saper vedere come stanno andando le cose oggi, e quindi mi sembrava bello e importante soffermarmi sulla terza età, su quelli che hanno fatto la guerra. Mia nonna ha fatto la guerra, e da persone così c'è sempre stato tanto da imparare.

Com'è stato gestire un cast numeroso e soprattutto così eterogeneo?

Era non è stato un film semplice da girare. A un primo sguardo, qualcuno potrebbe pensare: Lo hanno girato quasi tutto in una casa, quindi sarà stato semplice da realizzare. In realtà, prendere tre attori di circa 80 anni praticamente alla prima esperienza, abbinarli a 3 cingalesi che non avevano mai recitato e aggiungere attori molto riconosciuti, e in più avere l’ambizione di far ridere e anche commuovere è stato come andare in guerra, quindi non fa niente se qualcuno non è entrato nel film o non lo ha amato, l'importante è che mi venga riconosciuto l'impegno che ho messo nel farlo. Io sono uno di quelli che vanno al cinema 3 o 4 volte alla settimana, quindi voglio parlare da spettatore. Mi capita spesso di pensare, dopo aver visto una commedia: Riprovateci perché non mi avete fatto ridere. Io non so se sono riuscito a far ridere, però ho dato tutto me stesso a questo film, cercando di mescolare la commedia a una parte più drammatica, più poetica, più intensa e più di sostanza. Ammetto che è stato un lavoro infernale, anche perché all'inizio pensavo che il clima sarebbe stato divertente, e invece mi sono reso conto che dovevano uscire fuori il mio rigore e la mia meticolosità per poter raggiungere un buon risultato.



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lunedì 23 marzo 2026

Film ora al Cinema: ecco i 10 più visti ieri, Domenica 22 Marzo

Ecco il BoxOffice italiano di Domenica 22 Marzo 2026, con i 10 film più visti nelle nostre sale e i relativi incassi parziali e totali.

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La Salita ovvero la bellezza ci salverà: Massimiliano Gallo ci parla del suo primo film da regista presentato al Bif&st 2026

Aveva cinque anni Massimiliano Gallo quando ha debuttato sulle tavole del palcoscenico, e il teatro è sempre stato la sua casa e il suo posto del cuore, anche perché sua madre Bianca Maria Varriale era un'attrice, mentre suo padre Nunzio Gallo un cantante e un attore. A Napoli il teatro, si sa, non può non passare attraverso Eduardo De Filippo. Le sue commedie Massimiliano Gallo le ha interpretate diverse volte, anche nei tre film tv del 2024 Filumena Marturano, Napoli milionaria e Questi fantasmi, e forse era destino che nel suo primo film da regista ci fosse il più grande dei fratelli De Filippo, naturalmente come personaggio. La Salita, infatti, ci mostra Eduardo, da poco nominato Senatore a vita, che si reca a Nisida, contribuisce alla ristrutturazione del Teatro del carcere minorile e fonda una scuola di scenotecnica e una di recitazione, inviando gli attori della sua compagnia per allestire il primo spettacolo teatrale in un Istituto penitenziario minorile italiano. A questa storia la sceneggiatura ne mescola un’altra, sempre vera, che narra di quando, nel 1983, il carcere di Pozzuoli venne chiuso e le detenute furono smistate tra varie prigioni, compreso l'IPM di Nisida. C'è infine una terza trama, legata al desiderio di vendetta di una detenuta.

La Salita arriverà nelle nostre sale il 9 aprile distribuito da Fandango, ma noi abbiamo avuto la fortuna di vederlo al Bif&st - Bari International Film Festival 2026, dov'è stato presentato tra gli Eventi Speciali. Naturalmente era presente Massimiliano Gallo, che con grandissimo piacere abbiamo intervistato, chiedendogli innanzitutto se fosse nata prima l'idea di debuttare nella regia di un film o la voglia di raccontare a modo suo questo bellissimo esempio di come l'arte e la bellezza possano cambiare il mondo. "Avevo già l'idea di dirigere un film e pensavo a una commedia" - ha risposto. "Un giorno Riccardo Bruni mi ha mandato questa sceneggiatura, che ho rifiutato perché era ambientata ai giorni nostri, e non avevo voglia di raccontare quest'epoca che secondo me è poco romantica. Dopo un po’ mi hanno richiamato dicendomi: "Siamo tornati indietro nel tempo, siamo tornati a due storie che secondo noi meritano attenzione", che poi sono quelle che abbiamo narrato nel film, così ho risposto: "D'accordo, possiamo ripartire da qui", e quindi ho cambiato molte cose nella sceneggiatura e abbiamo confezionato quello che poi è diventato La Salita".

Come volevi raccontare il carcere minorile? O Meglio, come non volevi raccontarlo?

Di certo non mi interessava fare una riproposizione di Mare Fuori. Non volevo raccontare né la detenzione né il motivo per cui quei giovani detenuti si trovavano a Nisida. Non ho fatto vedere quasi nulla del carcere. Ho mostrato dei ragazzi che stanno in una dimensione straordinaria, e cioè fuori dall'ordinario, perché hanno sbagliato, hanno fatto delle cose. Tuttavia hanno i sogni di tutti i ragazzi normali e, se li metti in condizione di riscattarsi, probabilmente riusciranno a trovare la strada giusta. Ovviamente sta a loro cogliere la giusta occasione. Non è che all'improvviso si viene unti dal Signore, e infatti qualcuno di loro si è salvato e qualcuno no, e fa parte del gioco della vita, però sapere che delle persone che non hanno mai conosciuto la bellezza possano salvarsi nel momento in cui entrano in contatto con questa bellezza, mi sembra una cosa importante da comunicare.

Per un attore e regista teatrale napoletano, Eduardo De Filippo è un'eredità ingombrante o uno stimolo?

Per me è sempre uno stimolo, perché anche quando ho recitato nei tre film tv dalle commedie di Eduardo, al di là della consapevolezza del valore dei testi che interpretavo, mi sentivo molto orgoglioso e contento. Poi una cosa ti può piacere o non piacere, per carità, siamo ancora in una democrazia, però io ho sempre sostenuto che dire che non si può fare Eduardo senza Eduardo equivale a fare un cattivo servizio all'Eduardo autore. Il fatto è l'Eduardo attore purtroppo ha creato un precedente perché ha registrato tutte le sue commedie in Rai, e quindi gli attori a volte non si sentono all'altezza. Tuttavia Eduardo De Filippo è talmente grande come autore, che se tu lo leggi per come lui ha scritto - e ha scritto tutto, anche le virgole e i sottotesti - è difficile che tu non riesca a interpretarlo. Eduardo è talmente grande… è l'autore italiano più rappresentato al mondo, in più è stato anche uno dei più grandi intellettuali del '900 insieme a Pasolini e a Pirandello. Quando va a Nisida, non fa della retorica: firma un assegno e fa costruire un teatro. Mette il suo scenografo a disposizione del carcere e salva dei ragazzi.

Il teatro resta sempre il tuo primo e grande amore?

Sono nato in teatro e spero di morire in scena a 100 anni. Il set è una bellissima esperienza, soprattutto psicologica, nel senso che ti permette di scendere molto più in profondità con i personaggi, quindi non lo lascerei mai, però credo che questa separazione fra questi due mondi sia un problema solo italiano, nel senso che gli inglesi sono tutti attori di teatro, poi fanno dei film e degli sceneggiati importanti. Io mi sono sempre mosso da un ambito all'altro senza farmi tante domande su come essere classificato, però il teatro lo devo fare almeno 3 o 4 mesi all'anno, perché mi dà una grande scarica di adrenalina.

Ne La Salita hai affiancato a grandi attori come Gianfelice Imparato e Antonio Milo dei non attori. I due gruppi si sono amalgamati facilmente?

Il set è stato particolarmente felice, nel senso che ci siamo voluti tanto bene e alla fine anche i tecnici, i cinematografari romani erano commossi. Sia ai ragazzi che ai grandi ho fatto leggere il copione a tavolino proprio come si usa a teatro. Abbiamo provato le scene insieme ai musicisti e con le canzoni. Per tranquillizzare i ragazzi, li ho fatti andare sul set prima di cominciare a girare: hanno visto come avevamo ricostruito le celle e hanno parlato con il direttore della fotografia. Sono stati straordinari e li ho seguiti uno per uno. La cosa che mi rende più orgoglioso è che nel film anche chi ha una sola posa lascia il segno, e succede perché sono andato a pescare tutti gli attori più bravi che c'erano, ad esempio Roberta Caronia, che è un'attrice di teatro incredibile e poteva rendere giustizia alla complessità del personaggio, che è una manipolatrice ma poi si affeziona al ragazzo che vorrebbe vendicare per lei la morte del figlio. Poi ho chiamato mia moglie a interpretare l'istitutrice e Mariano Rigillo per il ruolo di Eduardo. Mariano sembra un attore inglese. Mi ricorda David Niven perché fa tutto con una classe incredibile ed è riuscito a riproporre Eduardo senza scimmiottarlo, senza fare una caricatura. Infine c'è Maurizio Casagrande che impersona benissimo Carlo Croccolo e Gianfelice Imparato che fa il direttore del carcere. E non bisogna dimenticare la colonna sonora di Enzo Avitabile, che secondo me è un valore aggiunto.

Ti è capitato di portare il teatro in un carcere?

Mi sono recato spesso nel carcere minorile di Nisida, perché c’è un direttore illuminato che andavo spesso a trovare, però diciamo che per lavoro ho frequentato tutte le prigioni, ad esempio Rebibbia. Vado a incontrare i detenuti, e quando sto con loro mi accorgo che in quella giornata è come se ci fosse una bolla in cui respirano per un attimo un'aria diversa. L'ultimo in cui sono stato era a Siena. Stavo facendo uno spettacolo in città, siamo andati e ho scoperto che i detenuti avevano un progetto molto bello: un disco suonato e cantato da loro e dalle guardie carcerarie. Una cosa del genere è la dimostrazione che puoi far migliorare le persone. Il problema è che devi dare la possibilità di sognare anche a loro perché altrimenti non c'è mai speranza e quindi non c'è nemmeno la riabilitazione



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domenica 22 marzo 2026

Il vino di Una Battaglia dopo l’Altra è virale: quanto costa bere come DiCaprio

Una Battaglia dopo l'Altra di Paul Thomas Anderson continua a far parlare di sé, e non solo per aver fatto incetta di Oscar. Il film con Leonardo DiCaprio e Sean Penn è stato tra i protagonisti della notte più importante di Hollywood, dove ha trionfato portando a casa ben sei statuette, tra cui quella, ambitissima, per il miglior film. Ma il film ha anche portato sotto ai riflettori un dettaglio decisamente insolito e... alcolico! Proprio così: una scena di Una Battaglia dopo l’Altra ha fatto diventare virale un vino molto particolare.

Secondo quanto riportato dal sito Everyeye, che a sua volta cita WineNews, i produttori hanno scoperto che DiCaprio sorseggia il loro vino nel film quasi per caso, per merito degli importatori americani. Margarida Madrigal di Bodegas Más Que Vinos ha dichiarato in un’intervista a Rtve: “Sono convinta che gli sia piaciuto, alla fine del film, quando si rilassa con un bicchiere di vino”.

Andiamo con ordine: in una delle sequenze del film, Leonardo DiCaprio ha un calice di vino in mano. Un gesto semplice, che vediamo in un'infinità di film e senza quasi farci caso. Il divo, invece, ha contribuito a trasformare quella bottiglia in un vero e proprio fenomeno virale. Si tratta di un vino spagnolo giovane e accessibile: Los Conejos Malditos, prodotto dalla cantina Bodegas Más Que Vinos, nella zona di Toledo. Niente sentori ricercati né etichette blasonate, tuttavia questo rosso, nato nel 2018, ha una storia accattivante.

Una Battaglia dopo l’Altra: il vino di DiCaprio conquista Hollywood

Nasce da uve Tempranillo coltivate in vigneti biologici e non viene affinato in botte di rovere né filtrato, puntando sulla freschezza al palato. E non avete ancora sentito la parte migliore: il prezzo. Costa meno di 10 euro al litro, un dettaglio che lo rende irresistibile. Anche il nome, Los Conejos Malditos (letteralmente, i conigli maledetti), ha un’origine curiosa e ironica: i vigneti della cantina vengono spesso invasi dai conigli ghiotti di uva, che riducono le rese. Un piccolo inconveniente è diventato il divertente tratto distintivo di un marchio che, di colpo, ha impennato le vendite.

Una Battaglia dopo l'Altra racconta le vicende dell'ex rivoluzionario Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio), oggi paranoico e solitario, costretto a tornare in pista quando un nemico dal passato, il colonnello Steven J. Lockjaw (Sean Penn), rapisce sua figlia Willa (Chase Infiniti). Con l'aiuto dei suoi vecchi compagni, dovrà affrontare una feroce corsa contro il tempo, dove in gioco non c’è solo la salvezza della ragazza, ma anche la possibilità di riscrivere il proprio destino. La trama combina dramma, conflitti personali e azione: un mix irresistibile che ha consacrato il film come uno dei più importanti del 2025. Agli Oscar 2026 ha vinto non solo come miglior film, ma anche per miglior regista, miglior attore non protagonista a Sean Penn, miglior sceneggiatura non originale, miglior casting e miglior montaggio.



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Dune: Parte Tre, Robert Pattinson attribuisce a Zendaya il merito di essere nel cast

Robert Pattinson e Zendaya hanno condiviso il set di The Drama, in arrivo al cinema ad aprile 2026 e in cui interpretano una coppia prossima al matrimonio, la cui serenità viene messa a dura prova da un segreto passato. Nel frattempo, però, entrambi riappariranno al cinema a dicembre 2026 poiché coinvolto in Dune: Parte Tre.

Se Zendaya riprenderà il ruolo di Chani, personaggio introdotto in Dune nel 2021, Robert Pattinson invece rappresenterà una novità per i fan di Arrakis: sua sarà l’interpretazione dello spietato Scytale, un personaggio che lo stesso attore ha ritenuto pericoloso, ma al tempo stesso divertente da interpretare. E non avrebbe potuto farlo se non fosse stato per Zendaya.

Robert Pattinson anticipa l’aspetto “straordinario” di Scytale in Dune: Parte Tre

A detta di Robert Pattinson, la sua apparizione in Dune: Parte Tre è merito di Zendaya, sua co-protagonista in The Drama. Ai microfoni di ComicBook, la star di The Batman ha confessato: “Ho adorato questi film. Li ho visti più volte al cinema. E credo di aver parlato con (Zendaya) sul set di The Drama. Le ho chiesto: 'Come faccio a partecipare ad uno di quei film di Dune?'. E qualche mese dopo ho ricevuto una chiamata del tutto inaspettata. In un certo senso ho pensato che avesse avuto un ruolo importante”.

Pattinson ha poi elogiato il lavoro del regista Denis Villeneuve: “Penso che questi film siano un risultato straordinario per il cast. È incredibile. E penso che tutti vogliano lavorare con Denis, è un maestro. Quando vedi la portata, la scala e l’ambizione di questi film sul set, capisci perché hanno questo effetto sullo schermo. È un’esperienza straordinaria e incredibile”. In Dune: Parte Tre, Robert Pattison interpreta Scytale, che nel romanzo di Frank Herbert Dune: Messiah è l’antagonista principale della storia: il suo unico obiettivo è rimuovere Paul Atreides dal trono. Una delle sue caratteristiche principali è che è un Il Danzatore del Volto Tleilaxu, quindi in grado di cambiare aspetto a proprio piacimento. “È un personaggio estremamente divertente da interpretare. E il suo aspetto è davvero straordinario”, ha garantito l’attore.



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Robin Hood e tutti i remake live action Disney cancellati

Finora Walt Disney Company ha realizzato numerosi adattamenti live action tratti dagli omonimi classici d’animazione che per decenni hanno reso celebre la storia dello Studio. Alcuni tra questi hanno riscosso grande successo al cinema, dai primissimi adattamenti come Cenerentola e La bella e la bestia, con protagoniste rispettivamente Lily James ed Emma Watson, arrivando ai più recenti come La Sirenetta con Halle Bailey e Lilo & Stitch.

Molti, però, sono i progetti live action inizialmente approvati e poi cestinati da Disney: l’esempio più recente è proprio Robin Hood. Nel 2020, voci di corridoio sostenevano che Disney stesse lavorando ad un remake live action dell’amatissima volpe che ruba ai ricchi per dare ai poveri, ma quel progetto è poi naufragato di recente. Quali altri film live action sono finiti nel dimenticatoio?

Live action Disney che non vedremo mai: tutti i remake cancellati

Gli Aristogatti

Tutti quanti voglion fare il jazz, ma forse non in live action. Disney aveva annunciato nel 2023 l’intenzione di realizzare un remake live action ibrido de Gli Aristogatti coinvolgendo Will Gluck e Keith Bunin alla sceneggiatura e Questlove alla regia. Il progetto, poi, si è arenato nel 2025: è stato proprio il regista a rivelare che il film era stato accantonato a seguito dei cambiamenti interni Disney.

La spada nella roccia

La storia di Re Artù e di come Mago Merlino abbia contributo alla sua ascesa al trono non vedranno tanto presto la luce in casa Disney. Dopo il successo del classico d’animazione del 1963, La spada nella roccia aveva ottenuto il via libera per un adattamento live action nel 2015 con il coinvolgimento dello sceneggiatore Bryan Cogman e del regista Carlos Fresnadillo. Come riferito da Screen Rant, si vociferava che il film fosse destinato alla piattaforma di Disney+ anziché alla grande distribuzione cinematografica. Purtroppo, dopo anni di silenzio, nel 2024 il regista ha dichiarato che Disney aveva sospeso la produzione de La spada nella roccia. Pur non essendo stato ufficialmente cancellato, il remake live action è sicuramente finito nel dimenticatoio. Riuscirà a riemergere?

Bambi

Il destino di Bambi in chiave live action risulta perlopiù amaro. Dal 2020 si vociferava di un adattamento di Bambi tratto dall’omonimo classico d’animazione seguendo l’impostazione di altri film simili come Il Re Leone e Il libro della Giungla. In principio si vociferava che Geneva Robertson-Dworet e Lindsey Beer fossero state scelte per la sceneggiatura e Sarah Polley per la regia. Di recente, ad inizio 2026, Geneva Robertson-Dworet ha rivelato di non aver ricevuto aggiornamenti sul progetto e che dal suo canto la sua agenda sarebbe troppo piena per potersene occupare al momento.

Aladdin, il prequel

Nel 2019, Disney ha proposto un live action di Aladdin diretto da Guy Ritchie e con protagonista Mena Massoud. Anni prima, però, era stato preso in considerazione un altro progetto live action, un prequel spin-off di Aladdin dedicato esclusivamente sulle origini e la mitologia del Genio della Lampada. The Hollywood Reporter, nel 2015, aveva riferito che il progetto era in fase di scrittura con Damian Shannon e Mark Swift. L’idea era quella di esplorare il regno dei Geni, spiegando come il Genio di Aladdin fosse poi finito intrappolato nella lampada. Il progetto, poi, si è dissolto come per magia.

Red Rose

Prima ancora di realizzare un adattamento live action per Biancaneve, il cui successo al botteghino non ha raggiunto i risultati sperati, Disney aveva avanzato l’ipotesi di realizzarne uno spin-off intitolato Red Rose. La protagonista in questo caso sarebbe stata la sorella di Biancaneve, tratta dalle fiabe dei fratelli Grimm. Red Rose avrebbe condiviso la scena con i nani, avventurandosi in una missione per annullare il sonno avvelenato della sorella. Come spiega Screen Rant, per quel ruolo era stata presa in considerazione Brie Larson. Ad inizio 2020, poi, nuove voci di corridoio suggerivano il definitivo accantonamento del progetto, di fatto sostituito nel 2025 dal live action di Biancaneve con Rachel Zegler.



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